verdone armando feroci

“MA STO FIUME CE SERVE?” – CARLO VERDONE IRONIZZA SULLE DIFFICOLTA' DI VIVERE A ROMA: "ASFALTARE IL TEVERE COME PROPONEVA IL MIO PERSONAGGIO ARMANDO FEROCI? SE ESCONO MILLE PULLMAN TURISTICI OGNI GIORNO, RISCHIAMO DI ARRIVARCI” – E POI PARLA DELLE DONNE DEI SUOI FILM: ORNELLA MUTI "GATTONA", MARGHERITA BUY "DELIZIOSISSIMA ANCHE SE DEVI AVERE LA FORZA DI SOPPORTARE LE SUE STRANEZZE”, ILENIA PASTORELLI, "IL VOLTO BELLA DELLA PERIFERIA DI UNA VOLTA". MA LA MIA ANIMA GEMELLA E’... - "I MIEI COATTONI? AVEVANO UN'ANIMA. OGGI LA VOLGARITA' E'..." - VIDEO

Gloria Satta per www.ilmessaggero.it

 

verdone

Un nuovo film in preparazione, il desiderio di affrontare il tema mai affrontato della malattia, il bilancio dei suoi 40 anni di gloriosa carriera, una parola per ogni attrice che ha diretto. E gli eterni problemi dell'amata Roma: Carlo Verdone, Grande Ufficiale della Repubblica e laureato ad honorem in beni culturali, è venuto in redazione. E ha fatto gli auguri ai lettori del Messaggero raccontandosi a tutto tondo.

Di cosa parla il nuovo film?

«È una commedia corale, interpretata da me con altri cinque-sei attori. Girerò a Roma e forse anche al Sud».

 

Il tema?

«L'amicizia».

 

Dopo 27 film, di cosa non ha ancora parlato?

verdone

«Della malattia. Non mi dispiacerebbe affrontare questo argomento, magari diretto da un bravo regista».

 

Si può ridere della malattia?

«Perché no, se lo fai con sensibilità e tatto. A me basterebbe portare sullo schermo gli appunti presi nel corso dei tanti incontri che ho avuto con i malati».

 

 

 

E cosa le dicevano?

«Mi ringraziavano perché i miei film avevano rappresentato una compagnia preziosa nei momenti più difficili».

 

Ma lei fa ancora diagnosi e prescrizioni agli amici?

«Ho smesso. Non voglio far arrabbiare i medici o diventare una barzelletta. Ci ho sempre azzeccato, ma ho consigliato a ogni paziente di rivolgersi a un vero dottore».

 

Una volta per tutte: è o non è ipocondriaco?

«No, nel modo più assoluto. Ho solo una grande passione per la medicina e per i farmaci».

 

Dei suoi 40 anni di carriera, cosa la rende più orgoglioso?

«L'idea di aver raccontato l'Italia attraverso i decenni. Mentre Alberto Sordi portava sullo schermo i grandi traumi come la guerra, il dopoguerra, la ricostruzione, il mio sguardo si è sempre poggiato sui rapporti interpersonali: la famiglia, il matrimonio, le fragilità affettive, le nevrosi relative ai vari periodi storici».

 

carlo verdone

E qual è la nevrosi di oggi?

«Siamo tutti tristi e arrabbiati, non guardiamo gli altri ma il cellulare. Questa realtà complica il lavoro di noi registi: prima avevamo il quartiere, i negozianti, la gente comune a cui ispirarci, oggi invece c'è il centro commerciale, una piazza d'armi in cui nessuno comunica».

 

Ha interpretato tanti personaggi eccessivi e volgari: cos'è oggi la volgarità?

«L'omologazione. Stesso taglio di capelli, identici tatuaggi, nessuna vera condivisione. I miei coattoni, come Ivano, avevano un'anima. Oggi manca l'aggregazione. Bisogna battersi per non far morire cinema e teatro».

 

Guardandosi indietro, che pregio si riconosce?

«Ho sempre affrontato il mio lavoro in modo disciplinato. Non ho mai fatto vita mondana e continuo a impormi degli orari. Mi considero un soldato».

 

È per questo che non ci sono mai stati gossip o paparazzate piccanti sul suo conto?

«Su di me non c'è molto da dire. Non frequento i posti in cui si va per farsi vedere. Sto appartato con pochi amici».

 

Cosa consiglia agli aspiranti registi?

verdone gallo cedrone

«Di coltivare la memoria storica. Se non conosci il passato del cinema, non capisci il presente né prevedi il futuro. In una scuola importante di regia non sapevano chi fosse Ugo Tognazzi. Me ne sono andato arrabbiato».

 

Conseguenza della cultura frettolosa di internet?

«No, mancanza di curiosità. Di Quentin Tarantino i ragazzi sanno tutto, ma ignorano chi sia l'immenso Pietro Germi».

 

Veniamo alle sue attrici. Eleonora Giorgi?

«Luminosa, briosa».

 

Ornella Muti?

«Una gattona. Tutti la consideravano irraggiungibile ma in fondo era la ragazza della porta accanto».

 

Margherita Buy?

«Spiritosissima, deliziosa anche se devi avere la forza di sopportare le sue stranezze. Con lei ho girato Maledetto il giorno che ti ho incontrato, uno dei miei film migliori».

 

Asia Argento?

verdone gallo cedrone

«Ne ho un ottimo ricordo: è stata professionale e preparatissima. Le auguro tutto il bene possibile dopo il periodo tormentato che ha vissuto».

 

Claudia Gerini?

«La mia anima gemella, ci siamo coordinati alla perfezione per raccontare il mondo della periferia».

 

Laura Chiatti?

«Umile, di grande temperamente. E serissima».

 

Micaela Ramazzotti?

«Era formidabile già ai tempi di Zora la vampira. Ed è cresciuta nel tempo».

 

Paola Cortellesi?

«Una sicurezza. Ha esperienza e amabilità: mi ha dato la carica quando ero stanco. Un'alleata preziosa».

 

Ilenia Pastorelli?

«Il volto bello della periferia, quella di una volta. Porta in scena il suo lato buffo ed è irresistibile».

verdone gallo cedrone

 

Dobbiamo asfaltare il Tevere, come proponeva il suo Armando Feroci in Gallo cedrone, per rendere Roma vivibile?

«Se escono mille pullman turistici ogni giorno, rischiamo di arrivarci».

 

A parte gli scherzi, che si può fare per migliorare la vita della città?

«I romani dovrebbero cominciare a tenere bene il loro quartiere, ma spesso è fatica persa: vicino a casa mia hanno pulito un muro ma la mattina dopo era di nuovo imbrattato come il cesso di un autogrill. E va combattuta la burocrazia, disastro d'Italia e di Roma in particolare».

 

C'è un personaggio a cui più affezionato?

verdone viaggi di nozze stadio

«Difficile scegliere. Uno è proprio Feroci che, nelle sue mille vite, diventa agente immobiliare e blatera di voler aprire cinque finestre in un muro maestro. Una grande performance che ho girato in appena 20 minuti».

i personaggi di carlo verdone 4pozzetto verdonemariapia calzone carlo verdone ilenia pastorelliverdoneclaudia gerini verdoneverdoneclaudia gerini verdoneverdonebenedetta follia di carlo verdone 3barillari verdone sordiverdoneverdone moreno vecchiaruttidago, verdonei personaggi di carlo verdone 5verdone ivano e jessicaverdone sordiSERGIO LEONE CARLO VERDONECARLO VERDONE IN UN SACCO BELLOCARLO VERDONE MARIO BREGA SERGIO LEONEVERDONE CAMERIERE COMPAGNI DI SCUOLA 13mimmo bianco rosso e verdoneVERDONE CAMERIERE COMPAGNI DI SCUOLA 12VERDONE CAMERIERE COMPAGNI DI SCUOLAVERDONE COMPAGNI DI SCUOLA 11verdoneVERDONE COMPAGNI DI SCUOLA 25carlo verdone (1)verdone compagni di scuolaverdonei personaggi di carlo verdone 2carlo verdone 1i personaggi di carlo verdone

 

i personaggi di carlo verdone 1i personaggi di carlo verdone 3verdone portobelloclerici verdoneverdone gallo cedroneverdone compagni di scuola

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...