intervista giletti cairo

‘UNA MARCHETTA NON RICHIESTA, SERVILISMO PREVENTIVO’. IL DURO COMMENTO DI FABIO CAVALERA, GIORNALISTA DEL ‘CORRIERE’, ALL’INTERVISTONA CHE IL SUO QUOTIDIANO HA DEDICATO A GILETTI (E CHE DAGOSPIA AVEVA PREVISTO) - ‘NOI ABBIAMO COME RIFERIMENTO ‘GUARDIAN’ E ‘NEW YORK TIMES’, NON IL ‘DAILY MAIL’. È UNA PROGRESSIVA DERIVA. IO VADO IN PENSIONE A FINE ANNO E SONO CONTENTO’ - CAIRO: ‘ERA IL MIO REGALO AL ‘CORRIERE’

1. CAIRO: "QUALE MARCHETTA, L'INTERVISTA A GILETTI È UN MIO REGALO AL CORRIERE"

Angelo Maria Perrino per http://www.affaritaliani.it/

 

Massimo Giletti lascia la Rai per La7 di Urbano Cairo e rilascia un'intervista esclusiva al Corriere della Sera di Urbano Cairo. Apriti cielo... La vecchia guardia del Corriere grida alla "marchetta" attraverso un post pesantissimo di Fabio Cavalera, corrierista da sempre.

 

INTERVISTA A MASSIMO GILETTI SUL CORRIERE CON FOTO CON URBANO CAIROINTERVISTA A MASSIMO GILETTI SUL CORRIERE CON FOTO CON URBANO CAIRO

Ma Urbano Cairo non ci sta e chiama Affaritaliani.it per replicare: "Ma quale marchetta?... Si era parlato molto nei giorni scorsi sui giornali del famoso conduttore dell'Arena e quindi si trattava di un caso del giorno il suo passaggio a La7, con annessi e connessi.  Mi spiace che qualcuno non abbia gradito  ma con l'intervista esclusiva a Giletti io ho voluto fare al Corriere il mio regalo di compleanno, visto che domani 3 agosto è passato un anno esatto dal mio arrivo in Rcs. Niente marchetta dunque, ma un'opportunità giornalistica. E lo confermano i risultati: mi dicono dalla redazione online del Corriere che l'intervista è il pezzo più letto e ha totalizzato il doppio del secondo articolo classificato. Il doppio non è poco, vero?", dice l'editore con soddisfazione.

 

E poi tiene a ricordare: "Io rispetto scrupolosamente l'autonomia delle redazioni e non mi intrometto mai nei nostri giornali. Per capire di che pasta son fatto, sono editore de La7 da quattro anni e non sono mai andato ospite in una trasmissione".

 

E alla domanda sui dati di bilancio della Rcs, molto attesi dal mercato, e sugli effetti del piano di risanamento Cairo non si sbilancia: "Domani c'è il consiglio di amministrazione e li renderemo pubblici. Rispettiamo le regole di un'azienda quotata. Posso solo dire che i numeri son buoni e i frutti si vedono".

FABIO CAVALERAFABIO CAVALERA

 

 

Ecco che cosa aveva scritto Fabio Cavalera su Facebook: "Per la serie Corriere-horror... una pagina intera (con vistoso richiamo in prima) dedicata all'inutile e penoso Giletti il quale ci informa che trasloca alla 7. Il lato positivo è la notizia che il canone Rai non servirà più a stipendiare simili umani. Per il resto meglio stendere un velo pietoso. Specie sulla foto a corredo del servizio: Giletti sorridente con Cairo mentre firma il contratto. Cairo è pure editore del Corriere. Se uno più uno fa due: il Corriere, mio giornale, ha fatto una clamorosa marchetta al "padrone". Tutto si può fare ma con classe e distacco. Qui siamo alla svendita del buon senso".

 

 

2. "SU GILETTI SERVILISMO PREVENTIVO VERSO CAIRO". CORSERA, CAVALERA AD AFFARI

Maria Carla Rota per www.affaritaliani.it

 

“E’ anche peggio. Una marchetta non richiesta è una marchetta regalata”. Cosi Fabio Cavalera, storico giornalista del Corriere della Sera, replica a Urbano Cairo, che è intervenuto su Affaritaliani.it dopo le polemiche suscitate dall’intervista a Massimo Giletti pubblicata dal quotidiano di via Solferino in occasione del suo passaggio dalla Rai a La7. “Quell’intervista è il mio regalo di compleanno al Corriere, altro che marchetta…”, ha spiegato l’amministratore delegato di Rcs al direttore di Affari Angelo Maria Perrino.

 

Fabio Cavalera, che ne pensa?

GILETTI L ARENAGILETTI L ARENA

“Faccio una premessa. Non sono un moralista e mettere sale e pepe nei giornali va bene, ma conta come lo fai. La notizia va valutata. Nei giornali ci sono sezioni tematiche. Ci stava un’intervista a Giletti, anche in apertura, anche a pagina intera, ma andava messa in spettacoli e non in politica. Io vengo da questa scuola. La foto, poi, è da marchetta esplicita (Cairo e Giletti sorridenti mentre firmano il contratto, ndr). Pubblicare questo pezzo nella sezione nobile del giornale, con quell’immagine e con un richiamo in testa alla prima pagina, ha tutte le stigmate della marchetta”.

 

“Un'opportunità giornalistica”, l’ha definita Cairo, specificando che online era il pezzo più letto. E ha aggiunto: "Io rispetto scrupolosamente l'autonomia delle redazioni e non mi intrometto mai nei nostri giornali”.

 

“Gli credo  quando dice di non aver chiesto nulla, ma questo è ancora più preoccupante. Temo si tratti di una marchetta preventiva. Rischiamo di ragionare su quello che va bene o meno all’editore, danneggiando in questo modo anche lui. Occorrono realismo e buon senso, altrimenti si tratta di servilismo preventivo”.

 

Certo un editore come Cairo è di rottura rispetto alla storia del Corriere. La redazione sente il cambiamento di un’epoca?

“Io spero che i giornalisti facciano il loro lavoro e non buttino i paletti del buon senso alle ortiche. L’intervista a Giletti è stata ben scritta dal collega, ma pesa il suo confezionamento. Non credo che il New York Times o il Guardian, che sono testate di riferimento in redazione, si sarebbero permessi un’operazione del genere. L’avrebbero fatta il Sun, il Daily Mail e altri tabloid. Lo dico avendo trascorso all’estero molti anni, come corrispondente da Londra e da Pechino.

 

urbano cairo ops  urbano cairo ops

La storia e l’autorevolezza di un quotidiano come il Corriere della Sera non vanno stravolte. Sicuramente Cairo ha in mente un modello di giornale, a partire dalla sua scommessa sulla possibilità che la carta stampata sia ancora profittevole, ma non stiamo parlando di un rotocalco che si vende a un euro in edicola. Stiamo attenti a una progressiva deriva”.

 

Quanto sta cambiando il modo di fare giornalismo rispetto al passato?

“E’ un problema di tutti, non solo del Corriere, e non mi piace fare confronti con il passato. Io guardo al presente. Bisogna continuare a essere seri professionalmente e con la schiena dritta. Purtroppo oggi si copia troppo, si verifica poco, si fanno troppi piaceri e troppe marchette volgari”.

 

Spesso la qualità è compromessa anche dai continui tagli che vengono fatti nelle redazioni e tra i collaboratori.

“Il problema è anche questo. Io appartengo a una categoria di garantiti. Le nuove leve vengono usate come carne da macello. Si pagano niente e si fanno lavorare. Molte cose sono cambiate: non c’è più il sindacato, non c’è più la solidarietà… Ho assunto tanti giovani nel corso della mia carriera perché è importante cercare nuove risorse e nuove idee. Ma questo nei grandi giornali non avviene più, al Corriere come altrove, tranne piccoli casi di nepotismo e amicizia”.

urbano cairo ops la redazione di sandro mayerurbano cairo ops la redazione di sandro mayer

 

C’è chi parla di brontolii della vecchia guardia corrierista, forse anche in vista dei prepensionamenti.

“Io a fine anno me ne vado e sono contento. Non tutti forse la vivono così. Ma non creiamo una spaccatura generazionale, non guardiamo al passato. Il ricambio è bello e necessario”.

 

Oggi Cairo, uomo della pubblicità con il taccuino sempre in mano, presenta i conti. Quando si quotò in Borsa (allora era concessionario anche di Affaritaliani.it) e lanciò testate come "Diva e Donna" e “For men", disse al direttore Angelo Maria Perrino che prima di tutto lui doveva far parlare i numeri.

 

“E’ una cosa che sa fare bene ed è inevitabile. Di fronte alla vecchia gestione del Corriere, che aveva lasciato una voragine e una situazione prefallimentare, deve fare il suo lavoro. Credo che i numeri di oggi non saranno negativi, fermo restando il peso del passato, che non è colpa di Cairo. A lui si può chiedere di mostrare i nuovi progetti, di investire sui giovani, di pagare i collaboratori, di agire sulle aree di sperpero e di contare quanti manager sono davvero utili. Alla redazione e al sindacato spetta il compito di dialogare per conciliare tutti questi aspetti con la qualità e con scelte di buon senso e dignità”.

URBANO CAIRO CON CORRIERE DELLA SERAURBANO CAIRO CON CORRIERE DELLA SERA

 

 

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