direttori rai bignardi teodoli fabiano dallatana

IL CDA VOTA LE NOMINE RAI, CONTRARI I DUE CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA DIACONALE E MAZZUCA. IL COMICO FRECCERO SI LAMENTA DELLO ''SCIVOLONE'' BIGNARDI, MA POI VOTA A FAVORE (SERVIVANO 7 VOTI PER FERMARE I NOMI) - DIRIGENTI RAI IN RIVOLTA: ''SOLO 1 SU 4 VIENE DALL'INTERNO''

arturo diaconalearturo diaconale

1.RAI: OK CDA A NOMINE, CONTRARI DIACONALE E MAZZUCA

 (ANSA) - Via libera del consiglio di amministrazione Rai alle nomine proposte dal dg Antonio Campo Dall'Orto. Secondo quanto si apprende, solo i due consiglieri indicati dal centrodestra, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca, hanno espresso parere contrario. Il nuovo direttore di Rai1 è Andrea Fabiano, di Rai2 Ilaria Dallatana, di Rai3 Daria Bignardi, di Rai4 Angelo Teodoli e di RaiSport Gabriele Romagnoli. Per bloccare le nomine, secondo la nuova legge, erano necessari sette voti contrari.

 

2.RAI1: FABIANO, EMOZIONATO GUARDO A FUTURO, GRAZIE LEONE

 (ANSA) - "Da ieri sto vivo tutte le emozioni che è possibile provare; sono elettrizzato ed emozionato. Ringrazio la Rai per questa nuova prova di fiducia e sono contento di poter continuare a lavorare con Giancarlo Leone a cui dico grazie''. Andrea Fabiano neo responsabile di Rai1 investito dell'incarico nella giornata di oggi ha presenziato come atto di cortesia alla conferenza stampa di presentazione di Ballando con le stelle 11, lo show condotto da Milly Carlucci giunto undicesima edizione. Per lui è la "prima uscita pubblica". C'erano tutti a celebrare "lo show più longevo" di Rai1.

cor06 mazzuca vespacor06 mazzuca vespa

 

Giancarlo Leone ribadisce, rispondendo alle domande dei cronisti "Vivo questo momento con gioia e felicità. Sono contento che la Rai abbia continuato a credere nel merito e a far crescere persone nate in Rai, come Andrea. Sono felice che avremo modo di lavorare insieme, credo mi sarà affidato il compito di coordinamento editoriale dei palinsesti televisivi". Quindi per smorzare i toni dei reciproci complimenti taglia corto "finita la pausa cuore Milly parliamo di cose serie visto che non sono più direttore di Rai1 quando mi inviti qui come ballerino?". Pronta la replica "siamo pronti quando vuoi".

ANDREA FABIANO ANDREA FABIANO

 

 

3.RAI: ADRAI, SORPRENDE UN SOLO DIRIGENTE INTERNO FRA NOMINATI

 (ANSA) - "In questa giornata che apre una nuova pagina della storia aziendale", l'Adrai "non può fare a meno di sottolineare la sorpresa di vedere tra i nomi che disegneranno il nuovo futuro editoriale delle tre reti generaliste un solo dirigente interno", Andrea Fabiano alla guida di Rai1. "La Rai - sottolinea l'associazione dei dirigenti di Viale Mazzini in una nota - vanta un primato di qualità di prodotto e una indiscussa leadership negli ascolti, questo sicuramente grazie al lavoro dei dirigenti, dei giornalisti e dei dipendenti tutti, un lavoro fatto di professionalità, spesso uniche, che si impegnano con passione quotidiana.

renzi sui partiti in rai e nelle aziende pubblicherenzi sui partiti in rai e nelle aziende pubbliche

 

Un lavoro, una storia e risultati che sembra non vengano riconosciuti appieno nel momento in cui scelte strategiche e importanti, come le nomine dei direttori editoriali, chiamano in causa professionisti esterni all'azienda". "Esiste, certo, un importante meccanismo di rinnovamento e di apertura della Rai, ma non si può prescindere dalla valorizzazione delle migliori risorse interne.

 

daria bignardi invasioni renzianedaria bignardi invasioni renziane

 A questo - sottolineano ancora i dirigenti - si aggiunga la preoccupazione, già espressa dall'associazione, di vedere importanti colleghi messi da parte senza la prospettiva futura di ruoli chiari e definiti. Non discutiamo un fisiologico ricambio e una giusta apertura al mercato purché con curricula all'altezza, nello stesso tempo chiediamo con forza che, già dalle prossime nomine, venga valorizzato adeguatamente il gruppo dirigente che costituisce l'asse portante della più importante azienda editoriale del paese".

daria bignardi luca sofri matteo renzidaria bignardi luca sofri matteo renzi

 

4.RAI: GASPARRI, CDA ABBIA SCATTO D'ORGOGLIO CONTRO ESTERNI

 (ANSA) - "In attesa che la Corte Costituzionale cancelli una norma illegittima che viola principi fondamentali di rispetto della democrazia, credo che il cda della Rai debba avere uno scatto d'orgoglio e difendere le tante professionalità dell'azienda che sono state mortificate da scelte più che discutibili sui nuovi direttori di rete. Si ricorre a soggetti esterni sprecando soldi. Una scelta scialba e priva di logica". A sottolinearlo è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

 

ilaria dallatana ilaria dallatana

"In Rai - aggiunge Gasparri in una nota - esistono decine di dirigenti migliori di quelli indicati dal Dg per guidare le reti principali. Se la Rai non crede in se stessa mette in discussione il suo ruolo e la sua essenziale funzione. Quando dovremo discutere di rinnovo della concessione ci sarà molto da dire per impedire, a chi calpesta le regole e la costituzione, di danneggiare ulteriormente la Rai. Che per fortuna mantiene il suo ruolo per le tante capacità interne che esprime, nonostante una politica di sperpero e di scelte fatte all'esterno".

 

 

5.L’IDEA DI UNA NUOVA TV PUBBLICA LA PAURA CHE DIVENTI UN’ILLUSIONE

Antonio Dipollina per “la Repubblica

 

maggioni campo dall ortomaggioni campo dall orto

Le prime due nomine, Raiuno e Raidue, che filano via lisce all’annuncio. Un vice interno Rai e l’attesissima Ilaria Dallatana. Ma alla terza voce sbalordiscono tutti, Daria Bignardi: non era in nessun pronostico. Due donne ai primi tre posti, vero, ma due esterne — e dentro la Rai parte ben più che il mugugno — mentre sul versante politico al momento protesta qualcuno ma c’è soprattutto gran prudenza. Le nomine Rai che andranno ratificate oggi portano il marchio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni.

 

mattarella maggioni campo dall ortomattarella maggioni campo dall orto

Un connubio dg-presidente che un segno forte adesso lo ha dato. Tra labili proteste politiche sul renzianesimo della neo-direttora della rete più amata nei migliori bar d’Italia si insinua la sentenza attribuita a Campo dell’Orto: autonomia dai partiti, volontà di rinnovamento, nuova narrazione, competenza e merito, ambizione. Ne avesse presa anche solo una ci sarebbe da festeggiare, con tutto quanto si va al trionfo.

 

Ma non è come dirlo: dietro queste nomine – e a rischio di rivedere i giudizi ma anche le impressione mille volte nei prossimi giorni oppure ore – si intuisce prima una strategia base. Guai a toccare Raiuno, continuità con un vice, l’ex Leone probabile supervisore: Raiuno è ridiventata un tesoro inestimabile con i suoi Sanremo, le fiction civili o appena poco incivili al 30 per cento, Don Matteo che torna stasera e Montalbano che torna a fine mese. È l’unico posto d’Italia dove ci si ammassa in otto, nove, dieci milioni di persone, appunto guai a chi lo tocca.

 

Rai Andrea Vianello Luigi Gubitosi Angelo Teodoli Giancarlo Leone Rai Andrea Vianello Luigi Gubitosi Angelo Teodoli Giancarlo Leone

Col resto si può invece giocare. Magari con minimi rimpianti per il Teodoli di Raidue (che aveva reso di nuovo frizzantina con vari ingredienti una rete oscurata per anni) ma che se gli si dà libertà e mezzi su Rai4 (ora in primo piano sui decoder del satellite al posto di Mediaset) può divertirsi davvero. Ilaria Dallatana era il nome da incasellare a viva forza perché sì: ormai alle appartenenze del passato non bada più nessuno, troppe ne sono successe in un paio di decenni.

 

Ex Mediaset e soprattutto a capo di imprese che hanno segnato la tv dei nuovi format dai tempi del primo Grande Fratello, chiunque fa televisione ne parla bene o almeno con rispetto ammirato, magari a denti stretti. Ma chi ha detto Grande Fratello? Il primo? Il povero Taricone e Salvo il pizzaiolo e la Gatta morta? Chi conduceva?

ANDREA FABIANO RAIANDREA FABIANO RAI

 

E quindi ci siamo, Daria Bignardi, come se dall’epoca si fossero tesi dei fili sottili ma resistentissimi che hanno dato il tessuto oggi, passando per i tempi di Campo Dall’Orto a capo di La7 (2004) e che chiama proprio Daria Bignardi a condurre, oppure tornando al Gf d’epoca che aveva a capo della comunicazione Fabrizio Rondolino, guardia d’onore renziana e a scatenare la fantasia si va avanti per ore, sul web si stanno divertendo, anche con ferocia, da ore.

 

E appunto eccola, Daria. Ferma televisivamente da un po’ – le sue Invasioni a La7 chiuse per formula usurata, agli albori della crisi poi universale dei talk – concentrata sui libri, a prendersi la bollentissima Raitre. E da qui, a fare da parafulmine per tutto, chissà con quali effetti:

 

carlo freccero servizio pubblicocarlo freccero servizio pubblico

1) è talmente renziana da essersi vantata a suo tempo di averlo creato lei con le sue interviste (era una battuta, a occhio) così come distrusse l’incauto Mario Monti a colpi di cagnolini.

 

2) no, invece è brava e spariglia un universo ormai rappreso come l’attuale Raitre. Uno che mai ci va piano come Carlo Freccero per esempio ne rimarca la renzianità, ma aggiunge che ha gusto, un’estetica e voglia di novità, però “bisogna perimetrare il suo punto di vista”.

 

Per fortuna lei è una signora ben educata, un maschio con il suo carattere spiegherebbe cosa deve perimetrare Freccero, ma anche qui ormai siamo nella curiosità estesa di vedere come va a finire: soprattutto su una elementare considerazione, se si mettono in fila conduttori, autori e volti della gloriosa terza rete non se ne trova uno che richiami affinità vera alla nuova direttora. Forse.

 

DARIA BIGNARDI MATTEO RENZIDARIA BIGNARDI MATTEO RENZI

Magari ora si scoprirà che invece… Ma a lei, e a nessun altro a quanto pare, toccherà portare sulle spalle anche l’enigma per ora appunto labile ma che prima o poi irromperà: è la volta buona della Rai fuori dalla politica o è l’illusione ennesima mascherata da nuovo corso o da quello che ne rimane?

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…