chiara marcello mastroianni

"MIO PADRE? CON LE DONNE ERA UN PO’ DEBOLE" – CHIARA MASTROIANNI RICORDA IL PADRE MARCELLO: “C’È TANTA GENTE CHE OGGI NON LO CONOSCE. QUASI IL 90% DELLE PIZZERIE SI CHIAMANO 'LA DOLCE VITA' MA NESSUNO SA PIÙ DI COSA PARLA QUEL FILM – NON ERA UN LATIN LOVER MIO PADRE. MA UNO DI QUESTI UOMINI CHE, SE NON SEI TU A LASCIARLO, NON TI LASCIA MAI” – LA LITE CON LA MADRE CATHERINE DENEUVE QUANDO LEI FU CRITICA CON IL METOO E LA MALATTIA DEL PADRE SCOPERTA SUL SET: “STAVAMO GIRANDO UN FILM INSIEME E LO VIDI STARE MALE. COSÌ CI ACCORGEMMO DEL TUMORE”

chiara marcello mastroianni

Viviana Mazza per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Chiara Mastroianni, figlia di Marcello e di Catherine Deneuve, ha un’autoironia disarmante. «È stato un anno di omaggio a papà, a mio padre scusa. Dire “papà” sembra che c’ho tre anni. Lo trovo molto allegro e anche un po’ pazzo, perché in quale mondo si festeggiano i cent’anni di qualcuno che è morto da quasi trent’anni? È un po’ surreale, però allo stesso tempo è un piacere.

 

E sono lucida, so che c’è tanta gente che oggi non lo conosce. Quasi il 90% delle pizzerie si chiamano La Dolce Vita ma nessuno sa più di cosa parla quel film». Nel suo albergo a Manhattan, prima della presentazione di una retrospettiva organizzata dal MoMA e da Cinecittà fino al 5 gennaio (17 film di papà, 6 di Chiara) parliamo di «papà», ma anche delle donne della famiglia.

marcello chiara mastroianni

 

(...)

Marcello passava sempre il Natale da voi in Francia anche se con tua madre si separarono quando avevi due anni. Com’era?

«Fino a che morì è venuto sempre a fare Natale da noi. Mia madre aveva tante sorelle, con i cugini eravamo tipo venticinque. Barbara era grande, quando sono nata io aveva già vent’anni, aveva la sua vita, io andavo a trovarla in Italia, ma Natale rimaneva una cosa più da bambini. E quando sono nata era come una seconda vita per lui, aveva 48 o 49 anni. Per mia sorella è stato meno presente, ne abbiamo parlato spesso con Barbara, abbiamo avuto un padre molto diverso l’una dall’altra».

 

In che modo hai sentito la mancanza di questo padre non sempre presente?

deneuve chiara mastroianni

«Quand’ho saputo della sua malattia avevo 21 anni; a 23-24 l’ho perso. Però anche prima c’era un sistema di vita molto particolare: veniva in Francia trovarmi, certo, e io andavo in Italia, però devi comunque costruirti con l’assenza fisica.

 

Non ho mai risentito la mancanza di mio padre quand’era vivo perché era molto presente, mi chiamava in continuazione; sarà anche che non ho avuto scelta e ho fatto un po’ coi mezzi che avevo. L’assenza veramente difficile è stata quand’è morto, succede a tanta gente che perde i genitori troppo giovani: non ti vedono adulto. Mio figlio è nato dieci giorni dopo che lui è morto.

 

catherine deneuve chiara mastroianni 12

Non sai quante volte me lo sono immaginato coi miei figli: gli racconterebbe scherzi, barzellette. La cosa che più mi piaceva era che aveva sempre lo sguardo di un bambino di otto anni, tutto lo meravigliava. Sul set, all’ora di pranzo c’era il cosiddetto cestino: niente di che, dici “lo voglio bianco o rosso”, rosso vuol dire che c’è la salsa al pomodoro. Non sai cos’era l’arrivo del cestino. Ogni volta: “Mo’ vediamo cosa’abbiamo nel cestino”, come se fosse proprio la più grande sorpresa al mondo. Mi avrebbe molto divertito vederlo con altri bambini più giovani di lui ma comunque bambini come lui».

 

Vi tenne nascosta la malattia all’inizio?

«No, no, no, stavamo girando un film insieme, “Tre vite e una sola morte” di Raul Ruiz; si è sentito male e abbiamo capito che aveva scoperto di non star bene. E devo dire che mi viene sempre una grande emozione, perché il produttore ha detto alla troupe: “Bisogna che ci fermiamo, potete aspettare un mese?”. E tutta la troupe ha accettato, mio padre si è fatto operare e, sai, non è poco, non erano pagati in quel periodo e tutti hanno detto: aspettiamo”.

chiara mastroianni nei panni del padre marcello

 

E ancora oggi (ha gli occhi lucidi ndr)... parliamo molto di cose ingiuste e abusi nel cinema, però ci sono momenti di grazia dove la gente si comporta molto bene. Abbiamo ripreso il film dopo un mese e mio padre è stato un esempio di grande coraggio; non s’è mai lamentato e ha sofferto come una bestia perché il cancro al pancreas è una delle cose più tremende».

 

(...)

 

L’ultima, la Tatò?

Annuisce. «E mia sorella è arrivata la mattina, era in treno la notte che lui è morto».

 

È vero che Flora, la madre di Barbara, da piccola ti voleva adottare e tua madre ha detto «assolutamente no»?

chiara mastroianni

«Credo che sia una leggenda, anche perché non vedo come mio padre ce l’avrebbe fatta: non c’era mai...».

Ho letto che Flora disse: «Catherine è molto impegnata, Marcello è impegnato, la prendo io...».

Ride. «Forse era una battuta, Flora era una donna che aveva un grande senso dell’umorismo. Però ho passato molto tempo con lei, era un personaggio incredibile. Anche se aveva avuto mia sorella, aveva poca nozione di che cosa significa avere dei bambini: era matta di film dell’horror e, siccome non capiva bene che cosa si può far vedere a un bambino, ho visto un sacco di film di Dario Argento che adoravo e mai avrei potuto vedere in altre condizioni. Mio padre la chiamava “la marziana” perché era molto diversa dalle altre donne».

 

Perché non divorziarono?

«Già il divorzio in Italia è arrivato tardi, e credo che per lui era come una sorella. A un certo punto, si sono accontentati di un modo di vita che io non potrei francamente, ma non è mai riuscito a prendere una decisione. Non era un latin lover mio padre. Ma era uno di questi uomini che, se non sei tu che lo lasci, non ti lascia mai. Con tutto il rispetto e tutto l’amore, era forse un uomo da quel punto di vista un po’ debole. Aveva un grande affetto per Flora, quindi avevano questo modo di vita che non sono sicura che faccia tanto bene, anzi».

chiara mastroianni 1

 

E con l’ultima compagna com’era il tuo rapporto?

«No, no, bruttissimo».

A proposito di abusi al cinema, nel 2018 tua madre firmò un «manifesto» che criticava MeToo dicendo che puniva anche uomini che non lo meritano.

«Sì, madonna mia. Volevo morire, perché capisco l’intenzione però... Le ho detto “Guarda, era meglio se lo scrivevi te”, perché scrive molto bene. Il testo per me è arrivato al momento sbagliato ed era scritto coi piedi come diciamo in francese e non credo da persone così bene intenzionate. Veramente credo che su quello si è fatta fregare».

 

Vi è capitato di litigare?

chiara e marcello mastroianni

«Certo. Era una madre single, con pieni poteri: non è facile. Il padre arriva ed è tutto un gioco, una festa, regali, e tu ti cucchi il quotidiano, peraltro con l’adolescenza. Lo so perché anch’io ho una figlia... Poi questa cosa del suo cacchio di manifesto scritto male è stata oggetto di una grande lite tra lei e me. Ma non abbiamo mai avuto liti che portano a non parlarsi più. Anzi, per fortuna abbiamo avuto liti, perché c’erano genitori che non ammettevano neanche di avere una conversazione onesta coi figli.

 

Mia madre accettava che potessi essere in disaccordo, è segno di grande intelligenza. E tornando a quel cavolo di testo che ha firmato, penso che bisogna mettere le cose nel loro contesto, penso che le attrici di quella generazione, di quella bellezza hanno visto e subito cose che nessuno neanche si poneva la domanda: questo va bene o non va bene?» .

chiara mastroianni 2chiara e marcello mastroianni 1chiara mastroianni 3catherine deneuve chiara e barbara mastroiannimastroianni e la figlia chiaramastroianni e la figlia chiaraCHIARA MASTROIANNI FOTO LAPRESSE Les salauds chiara mastroianni chiara e marcello mastroianni 2

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