the drama

IL CINEMA DEI GIUSTI – QUESTO SOFISTICATO, INTERESSANTE MA ANCHE PARECCHIO FUMOSO “THE DRAMA” NON È LA COMMEDIA PASQUALE CHE QUALCUNO POTEVA PENSARE – QUI I DUE PROTAGONISTI, ZENDAYA E ROBERT PATTINSON, SONO PIÙ BELLI CHE BRAVI - NON È UN FILM SULL’AMERICA E LA SUA CARICA DI VIOLENZA, NÉ SULLA VIOLENZA DEL MATRIMONIO, MAGARI È SOLO IL TIPICO FILM DA BRAVI STUDENTI DI SCRITTURA CREATIVA CHE GIOCANO SU COME MUOVERE CON PICCOLE TROVATE DRAMMATICHE I LORO PERSONAGGI… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

robert pattinson zendaya the drama 2

 

“Perché lo facevi?” chiede Charlie, Robert Pattinson, il futuro marito alla moglie, Emma, Zendaya, che gli ha rivelato che da quattordicenne si atteggiava a killer di massa con il fucile del padre poliziotto in mano. “Per l’estetica”, fa lei facendoci percorrere con una battuta un mondo intero di donne armate, da Patty Hearst a Pam Grier a Teyana Taylor. E’ la trovata che preferisco.

 

Non solo la chiave per capire la follia di tanti assurdi delitti in America, cioè l’estrema facilità di trovare un’arma in casa, ma l’idea che l’immagine di sé stessi con una pistola o un fucile ci possa dare un piacere visivo, un piacere estetico che ci riscatti da un fisico che non ci piace o dalla mancanza di carattere.

 

robert pattinson zendaya the drama 1

Da piccolo ricordo che anch’io andavo di nascosto a rubare la pistola a mio padre, era commissario, e mi atteggiavo con la pistola davanti allo specchio. Complici i tanti western visti, ma anche i primi piani dei film di Sergio Leone che premiavano attori di secondo e terzo piano. “Qualsiasi fesso, se lo inquadri in primo piano sembra un grande attore”, diceva Orson Welles che aveva qualcosa da dire riguardo Leone e i suoi western. Ma qualsiasi fesso con la pistola non è più un qualsiasi fesso.

 

Non è la commedia pasquale che qualcuno poteva pensare questo angoscioso, sofisticato, interessante ma anche parecchio fumoso “The Drama”, scritto e diretto dal Kristoffer Borgli del più complesso “Dream Scenario”, prodotto da Ari Aster per la A24 con due stelle del calibro di Zendaya e Robert Pattinson, qui più belli che bravi. Pensate solo a quello che ha fatto con Zendaya il Luca Guadagnino di “Challengers” e a quello che ha fatto con Pattinson in David Cronenbergh di “Cosmopolis”.

 

robert pattinson the drama

Non lo è perché alla fine non è né una dark comedy, privo totalmente come è della minima ironia e della minima commedia tra i due protagonisti, né un film pur toccando un tema forte come gli omicidi di massa nelle scuole, che pure è il motivo scatenante del dramma. Ma proprio il titolo, “The Drama”, rimanda decisamente a un’altra cosa. Alla messa in scena teatrale di un testo scritto.

 

O riscritto. E questa messa in scena la sentiamo fin dall’inizio del film, quando Charlie e Emma si conoscono grazie a un meccanismo “drammatico” teatrale. Ma sarà riprogrammato per tutto il film, con nuove messe in scena di situazioni più o meno forti. Come la violenza sessuale di Charlie alla collega Mischa, cioè Haley Gates, magari un po’ consenziente.

 

 Insomma “The Drama” non è un film sull’America e la sua carica di violenza, né sulla violenza del matrimonio, magari è solo il tipico film da bravi studenti di scrittura creativa alla A24 che giocano su come muovere con piccole trovate drammatiche i loro personaggi. Due ragazzi belli, Charlie e Emma, sorridenti e ricchi, lui curatore in un museo d’arte moderna di Boston, lei manager di un certo livello, che stanno per sposarsi e cercano di fare tutto alla perfezione.

 

zendaya the drama

La musica, il pranzo, i vestiti, le fotografie. Perché anche il matrimonio diventa una messa in scena estetizzante, no? Ma hanno l’assurda idea, assieme a due amici del cuore, Rachel e Mike, Alan Haim e Mamoudou Athie, di raccontarsi la cosa peggiore che hanno fatto. E quando tocca alla Emma di Zendaya viene fuori qualcosa che turba talmente tanto tutti, da Rachel al futuro marito, che cambierà profondamente i rapporti. L’unico modo per superare l’orrore e la paura è rassettare tutto, ricominciare da zero, come in una farsa o in un dramma teatrale. Ma ci scomodi dal divano di casa per raccontarci questo? In sala.

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