1. ‘ANVEDI COME CORRE RE GIORGIO II! NON ASPETTA MANCO IL 15 MAGGIO, GIURA, SI DÀ IL CAMBIO DELLA GUARDIA DA SOLO E VIA CON UN PREMIER INCARICATO NEL GIRO DI 48 ORE 2. IL COMPASSO DEL BIS-PRESIDENTE SI SPALANCA SUI NOMI DI GIULIANO AMATO ED ENRICO LETTA, EMINENTI MEMBRI DELL’ASPEN INSTITUTE ITALIA, IN MODO DA INCASSARE IN FRETTA LA CAMBIALE CHE SI È FATTO FIRMARE DAI PARTITI PER “ACCETTARE” IL SECONDO MANDATO: IL REMAKE DEL “COMPROMESSO STORICO” PDL-PD-SCELTA CIVICA 3. GODONO LE CANCELLERIE, IL FONDO MONETARIO, LA BCE DI DRAGHI E I FAMOSI MERCATI. GODRANNO DI MENO GLI ITALIANI, AI QUALI VERRÀ RIFILATA UN’ALTRA DOSE DI AUSTERITY

a cura di Colin Ward e Critical Mess

1 - SU I CAPPUCCI!
‘Anvedi come corre Re Giorgio II! Non aspetta manco il 15 maggio, giura, si dà il cambio della guardia da solo e via con un premier incaricato nel giro di 48 ore. Il compasso del presidente si apre sui nomi di Giuliano Amato ed Enrico Letta, eminenti membri dell'Aspen Institute Italia, in modo da incassare in fretta la cambiale che si è fatto firmare dai partiti per "accettare" il secondo mandato: il remake del grande inciucio Pdl-Pd-Scelta civica. Godono le Cancellerie estere, il Fondo Monetario, la Bce di Drago Draghi e i famosi mercati. Godranno di meno gli italiani, ai quali verrà rifilata un'altra robusta dose di austerity.

Il Corriere titola a tutta prima: "Governo, favorito Amato. Napolitano oggi si insedia, mercoledì darà l'incarico. Si lavora a un esecutivo di larghe intese, ma il tentativo è a rischio per le divisioni nel Pd". Dentro, "La partita della giustizia (Violante o Severino). Per il ruolo di vicepremier il Pdl schiera Gianni Letta e Alfano. Scelta civica vorrebbe mantenere la Cancellieri al ministero dell'Interno".

Amato o Letta (Enrico) premier per il Messaggero (p. 3), mentre è più aperta la rosa della Stampa: "Alla ricerca della grande coalizione. I leader si sono impegnati sulla formula alla tedesca, ma il primo scoglio riguarda il premier. Per Palazzo Chigi oltre a Letta e Amato, in corsa outsider come Chiamparino e Delrio" (p. 4). Il Giornale di Berlusconi junior vede Amato e Letta in pole position, ma cita anche il presidente del Senato Piero Grasso (p. 5). Come si vede, lo scacchiere è tutto a quadretti bianchi e neri. Non c'è un cattolico manco a pagarlo.

2 - E I REPUBLICONES LANCIANO MATTEUCCIO (NEL VUOTO)
Guerra totale in quel che resta del Pd. "Bindi, veto su Enrico Letta. E Marini si vendica di Renzi. L'ex candidato al Colle: Matteo ha un'ambizione sfrenata" (Corriere, p. 4). E "Matteo" straparla a Repubblica, dalla quale incassa il classico bacio della morte. Mega intervista e titolone in prima in stile endorsement: "Renzi: ‘Così rifonderò il Pd'".

Dentro, una sbrodolata pazzesca: "Un anno di governo e poi al voto. Basta inseguire Grillo, dettiamo noi l'agenda. Via il finanziamento pubblico ai partiti, ma la trasparenza non è lo streaming, è rendicontare la spesa. E sapere cosa ci fa Grillo in Costa Rica. Non mi preoccupa il Pdl, con loro abbiamo già governato. Discutiamo piuttosto di lavoro, dei 450 mila posti appena persi. Il resto è ideologia. Il governo deve durare il meno possibile, ma dobbiamo metterci la faccia, dire cosa va fatto. E deve guidarlo qualcuno che appartiene al nostro mondo".

Domanda di Claudio Tito: "Perché non lo fa lei il premier?". Risposta del modesto Renzi: "Il capo del governo lo sceglie il Presidente della Repubblica con le convergenze che si realizzeranno. Il problema quindi non si pone. Il punto è rendere più smart l'Italia. E più aperta". E sullo "smart" diremmo che può bastare. Anche perché al di là delle belle parole su tutto, resta il fatto che il partito detesta il Rottamatore come un Verdini qualsiasi. E la verità vera è che il super-bulletto di Firenze non ha nessun piddino dietro, ma solo Eziolo Mauro. Auguri...

3 - UN, DUE TRE, GRILLINO
Ieri, massimo casino grillino. "Un golpettino a difesa di Silvio e Pd'. E Grillo rivendica: io evito la violenza. Il leader in piazza solo un minuto. ‘La Digos mi ha detto di andar via'. Corteo flop, militanti contro i big. Stop anche alla marcia verso il Quirinale. Mea culpa della Lombardi: ‘Sbagliate le previsioni, non ci aspettavamo tanta gente" (Repubblica, pp. 10-11). Bel titolo sulla Stampa, "Retromarcia sul Colosseo. ‘Beppe ci ha lasciato soli'. L'ex comico rinuncia al comizio. E la Lombardi annuncia: ‘Si va a casa'" (p. 11).

4 - CAINANO RIDENS
L'azionista di maggioranza nel prossimo governo gode e detta le sue condizioni. "Berlusconi ora vuole scelte ‘forti'. Il Pdl insiste sulle ‘larghe intese': chiusa per sempre la stagione dei tecnici. Tra le priorità del nascente esecutivo Alfano mette il rimborso dell'Imu" (Corriere, p. 11). Ma ovviamente c'è anche la giustizia, come denuncia il Cetriolo Quotidiano: "Violante alla Giustizia, il Caimano lo vuole. Per il Pdl il salvacondotto è la pietra angolare su cui poggia tutto l'accordo" (p. 5). E sul Giornale di Feltrusconi, pezzo rivelatore: "Il bis di Re Giorgio duro colpo alle toghe militanti. Il Capo dello Stato ha sempre contrastato l'uso politico della giustizia. I vertici Anm volevano Rodotà al Colle" (p. 2 e non P2, fare attenzione).

5 - MA FACCE RIDE!
"A Roma, quando diventerò sindaco, punteremo su forme alternative di produzione di energie, come la cogenerazione". Alfio Marchini, intervistato dal Messaggero di Calta-papà (p. 4)

6 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Mentre la politica si fa le pippe da almeno due mesi, per non contare la campagna elettorale, la crisi colpisce strati di popolazione sempre più vasti. "Un milione di famiglie senza lavoro. L'Istat: aumentate di un terzo. Coldiretti: sempre più italiani chiedono aiuti alimentari. La crisi fa esplodere il numero dei nuclei in cui nessuno ha un reddito garantito da un impiego. In molti casi si riesce a sopravvivere solo con la pensione dei genitori" (Stampa, p. 23).

7 - DISECONOMY
"Enel, Telecom, Fiat, Snam. Perché i grandi gruppi dicono no agli aumenti di capitale". Su Affari&Sfiganza di Repubblica, utile analisi di Marco Panara. "Comandare molto con poco è sempre stata la regola del capitalismo familiare italiano. Ma se anche ci fosse la disponibilità a diluirsi il mercato non sembra disposto a premiare progetti tesi solo a ridurre il debito" (p. 8).

8 - AGENZIA MASTIKAZZI!
"Il ritratto ufficiale di Ratzinger bocciato dal fratello Georg" (Corriere, p. 23)

9 - ULTIME DA UN POST-PAESE
Alessandro Bergonzoni va nel Cie di Ponte Galeria e ne porta fuori un racconto allucinante. "Quelle vite sospese in gabbia. L'orrore dei centri per immigrati dove si uccide senza far morire. Sono purgatori danteschi, inferni a cielo perso" (Repubblica, p. 22). I Cie sono la ridenominazione dei Cpt, creati da Livia Turco e Giorgio Napolitano. Sì, proprio lui, il salvatore della patria.

 

 

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