CONCORDIA REALITY! - FRECCERO: “LA SITUAZIONE È DA REALITY SHOW. CON FILMATI DEI SALVATAGGI, LE IMMAGINI DEI NAUFRAGHI VISTE IN DIRETTA, LE TESTIMONIANZE, I PROCESSI AI PROTAGONISTI, LE NOTIZIE IN TEMPO REALE MA CON LA DIFFERENZA CHE È VERO - IL RELITTO SI TRASFORMATO NEL SET DI UN RACCONTO, DI UN FORMAT TELEVISIVO CHE HA FATTO IL GIRO DEL MONDO, E POI, A SUA VOLTA, PUÒ DIVENTARE ESSO STESSO PROTAGONISTA DI UNA STORIA SUA: SI ROMPERÀ? AFFONDERÀ? CI SARÀ UN DISASTRO ECOLOGICO?”…

Dario Ronzoni per Linkiesta.it

Costa Crociere, il naufragio, il crollo. E, tutt'intorno televisioni e pubblico. Nel mezzo, due personaggi già diventati simbolici e assoluti: il comandante Francesco Schettino, a rappresentare il male, e il capitano Gregorio De Falco, che invece personifica il bene. Oppure il primo ricorda Berlusconi, e il secondo Mario Monti. Ecco la similitudine più diffusa. Linkiesta ne ha discusso con Carlo Freccero, direttore di Rai 4.

La somiglianza funziona?
No, personalmente non credo. In generale non mi voglio occupare dell'animo di Schettino. A mio avviso, la vicenda del naufragio, per come è stata vissuta a livello mediatico, è molto più complicata. Può essere esposta in quattro capitoli.

Quali?
Il primo capitolo è, com'è ovvio, quello dell'incidente. Un fatto che diventa subito un evento mediale e causa la rottura del palinsesto: tutto si ferma e dà spazio alla notizia, interrompendo il flusso di trasmissioni che erano state programmate. Una cosa che ormai è considerata importante: tanto è vero che la Rai è stata criticata per la mancata copertura (ma certo non è colpa della Carlucci, per questo). Del resto l'incidente è sempre all'inizio della narrazione, inteso come rottura degli equilibri. In questo caso, parliamo di quelli televisivi. L'incidente è così diventato evento mediale.

Il secondo?
Poi, il racconto dell'incidente si evolve nelle direzioni più svariate. Viene letto come allegoria, come racconto morale: è questo il momento in cui il naufragio diventa una metafora. Secondo una retorica in cui quasi tutti i giornalisti si sono misurati, Schettino è diventato il capro espiatorio di una nave che si è "spiaggiata" - mi piace questa espressione - come una balena, e come l'Italia. Dall'altro capo troviamo invece un De Falco, eroe buono che, come i tecnici del governo, è arrivato d'urgenza a risolvere la situazione. Ecco, la lettura principale nelle reti e sui giornali è stata questa. E da qui, veniamo al terzo capitolo, quello del reality.

Reality?.
Sì, la situazione è da reality show. Da quando esistono, si è instillata l'idea dello spettatore come giudice: guarda, assiste, ma non solo. Decide. Tutta la vicenda della Concordia può essere vista come un grande reality, con filmati dei salvataggi, le immagini dei naufraghi viste in diretta, le testimonianze, i processi ai protagonisti, le notizie in tempo reale. È un reality, ma con la differenza che è vero. Lo si può vedere bene.

Come?
Le faccio un esempio: la nave non è affondata, la possono vedere ancora tutti. È lì: è questo cos'è? Un set, a tutti gli effetti. Il relitto si trasformato nel set di un racconto, di un format televisivo che ha fatto il giro del mondo, ancora visibile. E poi, a sua volta, può diventare esso stesso protagonista di una storia sua: si romperà? Affonderà? Ci sarà un disastro ecologico? E questo ci porta al quarto capitolo.

Che consiste in...
Il quarto capitolo è stato quello della riflessione: la nave, da metafora del Paese, è diventata un mostro del capitalismo di massa. Ci si chiede: "Com'è stato possibile che sia accaduto tutto questo?" Semplice, all'origine di c'è la possibilità di fare sette giorni in crociera pagando 700 euro. Cioè, un consumismo di massa reso possibile dallo sfruttamento di massa.

Una riflessione messa in onda da Santoro, che nella sua trasmissione ha fatto riferimento più a un film francese. In generale la vicenda porta con sé anche altro: le immagini le conoscono tutti, ma le dichiarazioni sono tante, diverse, contraddittorie. E ci si chiede: ma allora, chi garantisce che non mentano? Che le loro parole non siano camuffate, cambiate?

Chi mi dice che Schettino non cambi versione su suggerimento degli avvocati? E i ricordi dei naufraghi? Ecco. Qui ritorna centrale il ruolo del giornalista, che deve fare chiarezza. Ma quello che ho visto è una divisione, netta, dei punti di vista. Colpevolisti, moraleggianti, attenti a confrontare Schettino o De Falco con i tecnici e i politici.

Ma ora che l'abbiamo analizzata, perché secondo lei è una storia così importante e vissuta?
La chiave sta nel quarto capitolo: è un consumismo di massa. Gli spot delle crociere hanno la stessa visibilità, in termini di quantità, degli spot dei cellulari. Questo cosa significa? Che è una cosa alla portata di tutti. La crociera elitaria di una volta è finita: ora è come il treno popolare degli anni '40.

Se la possono permettere tutti come vacanza, ed è, di conseguenza, nell'agenda di tutti. Alla portata di tutti significa che lo è anche come narrazione. È semplice tanto che tutti ne possono parlare, e poi è leggibile a più livelli, fino a coinvolgere il tema del disastro economico o ecologico. Si presta a più letture. E poi, non si sottovaluti una cosa: come storia, ha successo anche perché piace molto agli americani. Il naufragio è un elemento tipico del loro cinema catastrofico - come i grattacieli, del resto.

Se dovesse trarne una fiction quale lettura sceglierebbe?
Una fiction? Non basterebbe, come forma narrativa. E poi sarebbe una sovrapproduzione, un di più. In sé, come storia, risente dei condizionamenti dalla letteratura: col capitano, il mare. Ma arriva, nei suoi personaggi, a somigliare alla soap opera. E, senz'altro, come ho detto, al reality.

Ma il reality dei naufraghi, come lo definisce lei, esiste già.
Sì, questo è un finto reality, perché è vero, accade sul serio. Ma, dal punto di vista del palinsesto, arriverà fino ad aprire a quel reality vero (perché falso), l'Isola dei Famosi, che è in programma. Credo però che la trasmissione rischi di pagare dazio proprio per questo.

Perché?
Be', lo spettatore ha assistito a una forma di reality più forte, perché autentica. Un naufragio falso, in questo contesto, stonerà. Come anche i finti naufraghi e le loro avventure.

Per quanto si continuerà a parlarne?
Prima o poi, com'è ovvio, si sgonfierà. Ci sono altri temi che bussano: la crisi internazionale, ad esempio, che richiede una sua attenzione. Ma anche altri eventi mediatici si stanno facendo largo, come le proteste dei tassisti. Poi, dipende da quello che farà il relitto. Come ho già detto, potrebbe affondare, o rompersi. E la storia, a quel punto, sarà costretta ad aggiungere altri, nuovi capitoli.

 

freccero GetContent asp jpegSCHETTINO-DE FALCOMOLDAVA SCHETTINOTURISTI SI FANNO FOTOGRAFARE CON LA COSTA CONCORDIA SULLO SFONDOSCHETTINO COSTA CONCORDIAEVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSOEVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO Nave costa concordiaI PRIMI SOCCORSI ALLA CONCORDIA PH MODESTI DA REPUBBLICA jpegVESPA CON LO SCOGLIO DEL GIGLIOVESPA CON IL PLASTICO DELLA CONCORDIA

Ultimi Dagoreport

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO