antonio monda martin scorsese

COSE DELL'ALTRO MONDA - COME DAGO-ANTICIPATO, ''THE IRISHMAN'' DI SCORSESE SARÀ ALLA FESTA DI ROMA. MA IL DIRETTORE ANNUNCIA EVENTI ''SPIAZZANTI'' E UN ALTRO FILM DI UNA GRANDE MAJOR IN APERTURA - ''UN DOCUMENTARIO COME QUELLO DELLA FERRAGNI? CERTO, PERCHÉ PIAGNUCOLARE SE HA SUCCESSO? SPINOZA DICEVA CERCHIAMO DI COMPRENDERE LE COSE UMANE SENZA DERIDERE, COMPIANGERE O DETESTARE. COME CON NETFLIX…''

 

DAGOSPIA, 25 LUGLIO 2019: SCORSESE ARRIVA ALLA FESTA DI ROMA

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/qualcuno-si-aspettava-che-festival-venezia-arrivasse-anche-scorsese-209596.htm

 

 

 

Stefania Cigarini per www.leggo.it

 

L’ultimo colpo grosso l’ha messo in atto annunciando che The Irishman, il film di Martin Scorsese sarà presentato il 21 ottobre alla quattordicesima Festa del Cinema di Roma. In realtà si tratta del penultimo annuncio ad effetto: Antonio Monda, direttore artistico della Festa, già mette - gioiosamente - le mani avanti:

martin scorsese e antonio monda

 

«In conferenza stampa (il 5 ottobre alle 12, in diretta streaming, ndr) annunceremo tante altre cose inaspettate e divertenti The Irishman è un grande film, bellissimo, con un grande cast e ne sono orgoglioso, ma in apertura della Festa avremo un altro grande film di un’altra grande major. E un regista romano importante sarà chiamato a fare una cosa a tema»

 

 

Come sarà la Festa 2019, la quinta dell’era Monda?

«Ancora più bella dell’anno scorso, sarà più allegra, gioiosa, con tante cose inaspettate, spiazzanti. Come se io, di punto in bianco, mi mettessi a parlare di botanica o di elefanti»

 

Qual è la percezione della Festa di Roma nell’industria cinematografica statunitense?

«Nel primo anno del mio mandato avevo difficoltà a farmi ricevere, adesso sono le grandi major che mi propongono i loro film»

 

laura delli colli martin scorsese antonio monda (2)

La ricetta-Monda per la Festa del Cinema?

«La stessa di mia moglie Jacqueline quando cucina, faccio le cose con amore. Anzi, si può dire che la Festa del Cinema nasca proprio nella cucina di casa nostra»

 

Festa in cucina?

«Sì, l’ottanta per cento dei personaggi e delle superstar del cinema che arrivano a Roma sono passate prima a mangiare da noi a New York, li prendiamo per la gola (ride, ndr). In realtà si tratta di amicizie consolidate, altrimenti non riusciremmo a fare la differenza. Veniamo dopo la Mostra del cinema di Venezia, il festival più antico, e dopo lo storico festival di Cannes. Per restare in metafora, dobbiamo offrire piatti e pietanze differenti»

antonio monda

 

Festival di Venezia e Festa di Roma, Barbera versus Monda, rivalità vera o presunta?

«Con Barbera, sul piano personale, ho un rapporto di affetto e stima. Da un punto di vista professionale è un dato di fatto che Roma è cresciuta molto. Negli ultimi tre anni, due film che hanno vinto l’Oscar sono stati presentati qui e non in laguna (Moonlight 2017; Green Book 2019, ndr). Il pubblico della Festa è aumentato del trenta per cento, abbiamo presentato pellicole di grande qualità come Moonlight o fatto scoperte, come Lo chiamavano Jeeg Robot.

È una Festa completamente rivoluzionata»

 

Il fiore all’occhiello della direzione Monda?

«Gli Incontri ravvicinati con le star che vengono non solo a fare red carpet, ma a dialogare con il pubblico, a condividere. Scorsese ha fatto anche il bis»

 

Veniamo a lei, International movie data base, la bibbia on line del cinema, la definisce attore, produttore, scrittore, in quali percentuali?

antonio monda con la moglie jacqueline greaves

«Ho fatto alcune parti per Paolo Sorrentino (This must be the palce, ndr) e Wes Anderson, (Le avventure acquatiche di Steve Zissou, ndr), ma così, per divertimento, perché sono registi che ammiro molto. Non mi definirei un attore, né tanto meno un buon attore».

 

Produttore

«Sono certamente un direttore culturale, un creatore di eventi e ho co-prodotto, con Davide Azzolini, Enzo Avitabile music life, diretto da Jonathan Demme»

 

Scrittore

«Forse mi si attaglia maggiormente, ho scritto oltre una decina di romanzi e saggi, tradotti in quindici lingue. Uno di questi, L’Indegno, è stato opzionato da una major per una trasposizione cinematografica»

Arte, scrittura, film

«Sono le mie passioni e sono sempre in dialogo tra loro nella mia attività. Alla Festa del Cinema non porto solo attori o registi, ma anche scrittori e artisti di altri generi. Mescolo alto e basso, cultura popolare e raffinata»

 

La sua formazione cinematografica

«Ho perso mio padre a 15 anni, con lui andavo al cinema. E per lenire il dolore, tra i 15 e i 17 ho vissuto nelle sale cinematografiche vedendo tutto quello che si poteva vedere. Era il periodo tra il 1977 e il 1979, quello della rivoluzione hollywoodiana di Scorsese, Spielberg, De Palma, Bogdanovich, Cimino, Milius, Lucas. Mi sono cibato di quel cinema, quelli sono i film che mi hanno segnato. E mi sono fatto una cultura che paga ancora oggi»

netflix e gli oscar 2

 

Netflix è bandito da Cannes, lei è favorevole o contrario alla distribuzione on line?

«Favorevolissimo a dialogare, ad utilizzare queste opportunità. Tra cento anni Netflix sarà desueto, ma oggi va sposato. Scorsese l’ha sposato (la piattaforma produce The Irishman e lo distribuirà on line tre settimane dopo l’uscita nelle sale, ndr)»

 

Nuovi media e social

«Non li escludo, ma il cinema è un’altra cosa. È una emozione che viviamo al buio, di fronte ad uno schermo più grande di noi, circondati da sconosciuti. L’impatto è irripetibile»

 

Distribuzione, nota dolente: molti film presentati nei festival non arrivano mai in sala

locandina unposted chiara ferragni

«C’è poca voglia di scommettere e rischiare. Coppola diceva che il problema del cinema è che vengono richiesti film come se andassimo dal farmacista a pretendere solo Viagra o tranquillanti. Tarantino fa film diversi da tutti e ha sempre successo. Non conosco la questione italiana nel dettaglio, ma posso dire che la Festa del Cinema ha dato e dà visibilità a film che altrimenti non ne avrebbero avuta»

 

Chiara Ferragni unposted ha sbancato i botteghini italiani

«È il mondo in cui viviamo, non serve né scandalizzarci, né esaltarci. È una influencer da milioni di persone, perché piagnucolare se ha successo? Spinoza diceva cerchiamo di comprendere le cose umane senza deridere, compiangere o detestare»

 

Ospiterebbe il docufilm sulla Ferragni alla Festa?

«Se fosse di qualità, sì. Nessuno snobismo»

 

Insegna cinema alla New York University, qual è il suo italian touch?, il tocco italiano?

«Sono meno legato alla rigidità dei sillabi, sono fantasioso, improvviso moltissimo. Come alla Festa del Cinema ... portando alla disperazione il mio staff. Per fortuna che c’è Laura (Delli Colli, la presidente, ndr) che mi calma quando sono nervoso (ride)».

una scena di chiara ferragni unposted

 

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