IL COVO DEI RICORDI - IL MITICO NIGHT-CLUB DI SANTA MARGHERITA, CHE FU UNO DEI SIMBOLI DEL BOOM ECONOMICO, DIVENTERÀ UN HOTEL E SARÀ “AMPLIATO” - IL “COVO DEL NORD EST” ERA FREQUENTATO DA BRIGITTE BARDOT, ONASSIS, LIZ TAYLOR, FRAK SINATRA, MINA, PATTY PRAVO, FABRIZIO DE ANDRÈ, FINO A CRAXI E AGNELLI E BERLUSCONI - PIÙ CHE UN ALBERGO, IL “COVO” DOVREBBE DIVENTARE UN MUSEO (DELLE CERE) DEI NOSTRI ANNI FELICI...

1 - COVO DI NORD EST, ERA QUI LA FESTA
Teodoro Chiarelli per "la Stampa"

Angelo Rizzoli sbarcava al Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure direttamente dal suo panfilo Sereno. Aristotele Onassis gettava l'ancora del suo Christina davanti al piccolo molo. Brigitte Bardot ci si rifugiava protetta dal boyfriend Gigi Rizzi.

E poi Ava Gardner e Walter Chiari, Richard Burton, Liz Taylor, Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, Gianni Agnelli, Rex Harrison, Jane Fonda, Roger Vadim, Leopoldo Pirelli, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi. Si fa prima a dire chi non è passato negli Anni 60, 70, 80 e 90 dal Covo di Nord Est, fra Santa Margherita Ligure e Portofino. Pochi chilometri baciati da Dio, una natura spettacolare, il mare blu, il verde intenso del monte che sprofonda nell'azzurro. E quel locale chic, un po' night club, un po' discoteca, un po' ristorante e un po' stabilimento balneare. Ma comunque calamita implacabile del jet set, italiano e internazionale.

Rilanciato dopo un periodo di chiusura, il mitico Covo di Nord Est è destinato a sparire, almeno per come lo hanno conosciuto generazioni di tiratardi. Al suo posto un hotel a cinque stelle. Alcune settimane fa l'attuale gestore, Stefano Rosina (la proprietà è della famiglia genovese Ciurlo), ha presentato in Comune il relativo progetto che, secondo le voci raccolte in paese, godrebbe di una corsia preferenziale, visto l'impatto economico dell'operazione. Operazione di cui non si conoscono i dettagli, se non che prevederebbe un importante aumento dei volumi edificabili.

Rosina al telefono conferma di aver presentato il progetto, ma non fornisce particolari. «Comunque il Covo non sparirebbe, si continuerebbe a fare musica. Solo cogliamo l'opportunità, prevista dall'Ente Parco di Portofino, di poterci ampliare: perché non realizzare un albergo in una località da sogno?».

Al di là dell'ottimismo di Rosina, è chiaro che il progetto, se mai sarà realizzato, è destinato a far discutere. Anche perché si inserisce, fanno notare da più parti, in un deciso interventismo edilizio da parte dell'amministrazione comunale guidata da Roberto De Marchi. Ancora non si sono spente le polemiche per un altro progetto contestatissimo da parte degli ambientalisti e non solo: l'ampliamento del porto, con relativa colata di cemento di fronte all'Hotel Miramare, contestato anche da Renzo Piano, Giulia Mozzone Crespi e Italia Nostra.

E sarà un caso, ma si vocifera (anche se per ora non ci sono conferme) che all'operazione Covo sia in qualche modo interessato l'imprenditore ligure (ma con passaporto anche nigeriano) Gabriele Volpi: lo stesso del porticciolo di Santa Margherita e di altre iniziative a Recco, Lavagna e La Spezia (alberghi e centri commerciali per 250 milioni di euro), nonché patron della Pro Recco di pallanuoto e dello Spezia, neopromosso in serie B di calcio. «So solo che è stato presentato un progetto - dice l'avvocato Francesco Ortona, presidente dell'associazione Tuteliamo Santa Margherita - non so come si possa costruire là. È ovvio che siamo contrari».

Un albergo, ancorché di lusso, al posto del Covo lascia una vena di malinconia a chi ricorda i trionfi di Mina e Patty Pravo, le esibizioni di Ray Charles e Frank Sinatra, i cuori spezzati dalle canzoni di Charles Aznavour, Julio Iglesias e Nat King Cole. E poi i Platters, Liza Minnelli, Gloria Gaynor, Fred Bongusto, Fred Buscaglione, Gino Paoli, Claudio Baglioni. E Grace Jones, James Brown e Vasco Rossi. Persino Fabrizio De André si è esibito nel rustico edificio affacciato sul Tigullio.

Mitica la lunga gestione di Lello Liguori che ne accompagnerà i trionfi negli Anni 70 e 80, sino al malinconico declino. Il locale divenne una sorta di zona franca dove convivevano industriali e boss della mala, belle donne e politici rampanti. Un patto non scritto che resse per tutta la lunga stagione dei sequestri di persona e del terrorismo. La trasformazione in albergo per il Covo si tradurrebbe in fondo in un ritorno alle origini.

L'edificio, mai completato, fu realizzato negli Anni 30 da un nobile genovese, il barone Franchetti, per la sua giovane amante, una ballerina austriaca. La donna però lo lasciò, il barone si tolse la vita e il palazzo divenne un rudere, «covo» (da lì il nome) di sbandati. A trasformarlo in locale notturno furono i proprietari dell'Hotel Splendido di Portofino e del Caffè Excelsior. Per l'inaugurazione contattarono Ginger Rogers e Fred Astaire. Il contratto era pronto, ma il fascismo pose il veto. Ciò non impedì alla figlia del Duce, Edda, di diventarne un'assidua frequentatrice.

2 - UN MUSEO PER I NOSTRI ANNI FELICI...
Pierfrancesco Pacoda per "la Stampa"

Per qualsiasi adolescente, frequentatore tipo delle discoteche attuali, leggere l'elenco degli ospiti del Covo di Nord Est è come immergersi nella consultazione di un manuale sugli usi e costumi dell'Italia degli anni «felici» del dopo boom. Che è poi l'effetto che susciterebbe la consultazione della stessa lista, ad esempio, del Paradiso di Rimini di Gianni Fabbri. In Liguria Brigitte Bardot e Frank Sinatra, in Romagna Lech Walesa e Umberto Eco.

Chi è in grado di sostituirli oggi? Possibile anche solo immaginare che personaggi simili, artisti, protagonisti autentici dei cambiamenti epocali, solchino una pista da ballo? Per ballare con la techno? C'era un tempo nel quale si pensava che la parola «cultura» e la parola «discoteca» potessero avere qualcosa in comune. Oggi conta solo la quantità di bottiglie di champagne che i clienti dei tavoli e dei privé possono consumare, unica maniera che molti locali hanno per garantirsi un profitto.

La dimensione pubblica delle star che ballano è diventata quella delle apparizioni dei divi per un giorno dei reality show, mondanità televisiva in discoteche, che - ricordiamolo - hanno avuto visibilità planetaria da quando Bianca Jagger il giorno del suo compleanno entrò su un cavallo bianco nello Studio 54 di New York, dove a bordo pista sedevano Truman Capote e Andy Warhol.

Oggi non c'è più nemmeno un politico che abbia la sfrontatezza, come fece Gianni De Michelis, di compilare un libro sulle più belle discoteche d'Italia. E locali come il Covo di Nord Est potrebbero benissimo vivere una nuova vita come musei aperti che raccontano di una Italia dove poteva concretizzarsi il sogno, apparentemente tutto americano, di sentirsi, per una notte, compagni di danze di Jane Fonda e Roger Vadim. Una piccola «rivoluzione sociale» della quale non c'è più traccia.

 

brigitte bardotBRIGITTE BARDOT A SAINT TROPEZ NEL Onassis Liz TaylorFRANK SINATRA AL COVO DI NORD EST IL GIUGNO Mina in Posa FRED BONGUSTO AL COVO PATTY PRAVO DURANTE UN CONCERTO AL COVO Fabrizio De Andre IL COVO DI NORD EST NELLESTATE DI ANNI FA

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…