il sole 24 ore zingales

CRITICHE ALLA LUCE DEL "SOLE" - L’ARTICOLO PIU’ PUNTUTO SULLA CRISI DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA E’ VERGATO DA LUIGI ZINGALES SULLE PAGINE DE "IL SOLE 24 ORE" - “QUESTO GIORNALE NON PUÒ TOLLERARE ALCUNA OMBRA SUL SUO OPERATO. O I DUBBI VENGONO FUGATI IMMEDIATAMENTE O AVRANNO RAGIONE I NOSTRI LETTORI A PRENDERE LE DISTANZE”

Luigi Zingales per “Il Sole 24 Ore”

 

LUIGI ZINGALESLUIGI ZINGALES

Quando ero un bambino ogni mercoledì mio padre comprava il Sole per controllare il prezzo del mais. Ricordo le sue dita affusolate scorrere le pagine del giornale per trovare l' informazione desiderata. Nella mia mente di fanciullo il Sole era LA fonte delle informazioni di mercato. Da studente ebbi poi modo di apprezzare l' autorevolezza del Sole in tutte le questioni economiche e la sua precisione nei dati. Ricordo anche la gioia di mio padre quando fui invitato a collaborare al Sole.

 

Mentre gli altri giornali spesso sparlavano, il Sole analizzava i fatti economici con rigore scientifico. Mentre gli altri giornali erano spesso di parte, il Sole era indipendente. L' immagine che mio padre (come tanti altri) aveva del Sole, è il più grande patrimonio di questa testata.

 

IL SOLE 24 OREIL SOLE 24 ORE

Negli undici anni in cui vi ho collaborato, ho sempre cercato di tenere alti questi valori. Le mie analisi sono spesso state scomode, ma sempre fattuali. Sono state egualmente critiche di governi di destra e di sinistra, di autorità e di imprenditori. Il Sole mi ha garantito la libertà di criticare sulle sue pagine i manager più potenti quando erano ancora in auge, non quando erano caduti in disgrazia e tutti si riscoprivano dei Catoni. Basti pensare agli articoli su Perissinotto e Ligresti, su Mussari e Zonin che ho scritto sotto l' attuale direzione. Giornalismo - come disse l' allora proprietaria del Washington Post - è pubblicare quello che qualcuno non vuole vedere stampato, tutto il resto è pubblicità.

 

Nei miei articoli non ho mai analizzato il Gruppo 24 Ore, nonostante sia un' impresa quotata e un' impresa con una performance non certo soddisfacente (per usare un understatement britannico). L' ho fatto non solo per una questione di stile, ma anche perché conscio dell' estrema difficoltà in cui opera tutto il settore a causa della rivoluzione digitale. Anche se sarebbe auspicabile che il giornale degli imprenditori fosse gestito in maniera profittevole, in un momento così difficile delle perdite sono comprensibili.

 

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Quello che non è tollerabile - per nessuna impresa quotata, men che meno per il Sole che ha fatto della trasparenza la sua battaglia - sono dubbi sulle informazioni che l' azienda fornisce al mercato. Purtroppo in questo ultimo mese di dubbi ne sono stati sollevati molti. In particolare, sono finiti sotto i riflettori i rapporti con una misteriosa società inglese, Di Source, che al tempo stesso compra abbonamenti dal Sole e poi viene pagata per fare promozione, con il rischio di gonfiare il numero di copie vendute. E non è una scusante che questa pratica fosse comune ad altri giornali.

 

Come lettore ed estimatore, prima ancora che come collaboratore, vorrei che queste ombre sul Sole fossero fugate al più presto. Per questo motivo ho sollevato delle precise domande al Presidente della società che, molto gentilmente, mi ha risposto, pur nei limiti delle possibilità di una società quotata.

 

La notizia più positiva è che sugli abbonamenti multipli la società dichiara di essersi sempre attenuta al regolamento in vigore che «richiedeva la rilevazione dell' attivazione nell' anno dell' abbonamento (cosa che abbiamo puntualmente fatto) e non della frequenza di lettura». I rapporti con Di Source sono terminati a luglio scorso. Tra il 2012 e il 2015 hanno rappresentato «poco più o poco meno del 5 per cento del diffuso/venduto totale» e con un «impatto a margine inferiore allo 0,5% dei ricavi».

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Il Presidente ha anche assicurato che «sulla base delle nostre Procedure e delle informazioni con esse raccolte escludiamo che "nell' azionariato di Di Source" ci siano persone legate al Sole». Ma ha anche aggiunto che «in ogni caso è impossibile risalire "ai proprietari finali"…: lavoriamo con società di ogni dimensione, anche quotate: impossibile conoscere sempre tutti».

 

L' esperienza di consiglio in società quotate mi ha insegnato che dovrebbero esistere procedure di qualificazione per i fornitori, in cui viene richiesta l' identità dei proprietari finali di tutte le società con cui un' impresa ha rapporti. In mancanza di tale procedura, non è possibile individuare le operazioni con parti correlate o possibili legami corruttivi. Se il Gruppo 24 Ore non si è dotato di questa procedura, a mio giudizio deve farlo al più presto.

 

il sole ventiquattro oreil sole ventiquattro ore

Ho anche chiesto se le copie vendute entravano nei piani di incentivi dei vertici aziendali, ben sapendo che questi incentivi possono portare ad inflazionare le copie vendute. Mi è stato risposto che «non sono stati corrisposti bonus».

 

Mi è stato anche confermato che un' indagine interna è in corso per fugare tutti gli altri dubbi che sono stati sollevati e che i risultati di questa indagine saranno presentati alla prossima assemblea del 14 di novembre.

 

Anche se avrei preferito un' indagine affidata a una parte terza, è importante che sia fatta la massima chiarezza non con i tempi della giustizia italiana, ma con la rapidità che indagini interne possono consentire. Se la correttezza dei numeri è stata violata, i responsabili vanno immediatamente allontanati e perseguiti. Il Sole non può tollerare alcuna ombra sul suo operato.

 

Se - come spero - si tratta di dubbi infondati, l' indagine servirà a salvaguardare la reputazione del nostro giornale. O questi dubbi sono fugati immediatamente o avranno ragione i nostri lettori a prendere le distanze. Mi auguro che le ombre sul Sole siano solo temporanee. Mai come oggi l' Italia ha bisogno di quel giornale autorevole che rendeva mio padre così fiero.

 

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