DAGOSPIA PRESENTA “APOCALYPSE MURDOCH” DI GLAUCO BENIGNI, 2° PUNTATA - CHI HA FINANZIATO LO SQUALO? - L’INCHIESTA “OPERATION WEETING” E L’ARRESTO DELL’EX DIRETTORE DEL “NEWS OF THE WORLD” REBEKAH BROOKS - NON SOLO MURDOCH “STA SEMPRE CON I VINCITORI”, MA LE SUE TV E I SUOI GIORNALI “COSTRUISCONO I VINCITORI” - DAI CONSERVATORI AI LABURISTI E VICEVERSA - IL MONOPOLIO NEL NOSTRO PAESE CON “SKY ITALIA” E IL CALCIO PRESO IN OSTAGGIO…

"APOCALYPSE MURDOCH" DI GLAUCO BENIGNI - SECONDA PUNTATA

- Videoblog di Glauco Benigni
http://www.youtube.com/user/glaucobenigni/featured

- Il libro è acquistabile online
http://www.bandashop.it/product.php?id=18

Chi è Rupert Murdoch ? Dove nasce, come cresce, all'ombra di Chi ? Chi l'ha finanziato? Perchè è diventato il Napoleone dei Media ? Come ha influito sulla politica mondiale : tra Washington e Pechino, tra Londra, Sidney e Nuova Delhi ? Per rispondere a queste domande cominciamo da oggi la pubblicazione di un libro scritto da Glauco Benigni : "Apocalypse Murdoch - Storia e leggenda del Padrone di Sky" (Editore Cooper - Castelvecchi)

Qualche anno fa «The Guardian» scriveva sul proprio sito (www.media.guardian.co.uk): «Il canale news di Mur¬doch non è mai stato esattamente neutrale. Ma le rivelazioni secondo le quali segretamente il suo proprietario avrebbe agito quale consulente del Presidente Bush jr (nella politica della guerra preventiva, ndA) sono scandalose».

Forse potremmo arrivare a sapere quante volte si incontravano Bush jr e Murdoch, forse potremmo avere anche un ordine del giorno ufficiale, ma quello che si dicevano veramente non lo sapremo mai, dobbiamo accontentarci dei comunicati stampa (ma possiamo accontentarci dei comunicati stampa?). Nonostante tutti i dubbi, che riteniamo leciti e che ci sembrano uno degli ultimi esercizi di giornalismo, Murdoch continua a sorprendere e a sedurre per la sua abilità: continua a meravigliarci come uno Tsunami, come un vulcano dall'eruzione imprevedibile.

Fino a quando si muoveva sulla scena australiana le sue risorse finanziarie erano verificabili, ma già a Londra la sua facoltà straordinaria di ottenere linee di credito dalle banche diventa prodigiosa e inspiegabile, se non alla luce di un disegno che va al di là dei sogni imprenditoriali.

Chi ha finanziato Rupert Murdoch? In parte la compravendita di mass media, ma non sempre. In alcune occasioni nelle sue mani sono confluite quantità enormi di denaro, grazie alle quali ha acquisito il controllo di potenti roccaforti editoriali, che certo non volevano essere espugnate e che hanno offerto il massimo della resistenza possibile. Quasi sempre invano.

Murdoch è nel grande flusso di denaro virtuale che, prima del crollo dei mercati azionarii (Wall Street e Nasdaq in particolare), alimentava le gesta della international business community. I suoi direttori finanziari «rollavano», come molti altri, le masse di credito disponibili, riuscivano a generare liquidità speculando su titoli gonfiati e muovendo semplicemente le linee di credito a disposizione.

Murdoch ha evidentemente molti segreti: l'uomo non commette personalmente delitti, ci mancherebbe, ma i suoi Direttori infrangono spesso le norme il 13 marzo 2012, sei persone sono state arrestate nell'ambito dell'inchiesta "Operation Weeting" sulle intercettazioni telefoniche del News of the World con l'accusa di aver "intralciato il corso della giustizia". Tra i sei arrestati vi è anche Rebekah Brooks, l'ex direttore del News of the World - ha riferito Scotland Yard. I 6 sono stati fermati all'alba a Londra e in altre città dell'Inghilterra, meridionale. Dallo scorso anno, la polizia che indaga sulle intercettazioni telefoniche effettuate illegalmente per il tabloid inglese di proprietà di Rupert Murdoch, chiuso nel luglio 2011, ha effettuato decine di arresti.

E' la prima volta che un Governo procede in modo così duro contro l'Impero Murdoch.
Ciò nonostante: in Occidente in particolare, e nel mondo in generale, esistono forze transnazionali e lobby di liberisti integralisti che continuano ad affidare la loro immagine pubblica, l'organizzazione del consenso, dei consumi e degli stili di vita ad alcuni conglomerati mediatici (media conglomerates), all'interno dei quali si rinvengono televisioni, case di produzione e distribuzione cinematografiche, giornali, case editrici e portali web che giornalmente confezionano e diffondono messaggi sempre favorevoli ai loro finanziatori (spesso occulti).

Tra tutti, il gruppo più determinato, aggressivo e organizzato, che da qualche decennio ha assunto e ha svolto questo incarico brillantemente, è senza dubbio la News Corporation di Rupert Murdoch. Ormai è luogo comune che non solo Murdoch «sta sempre con i vincitori», ma che le sue Tv e i suoi giornali «costruiscono i vincitori».

Cominciò in Australia, appoggiando, nel 1972, il candidato laburista Gough Whitlam, per poi passare a sostenere, nel 1975, il conservatore Malcolm Fraser. Sbarcò nella City londinese dove, abbastanza inspiegabilmente, acquistò «The Times» e «The Sun», sbaragliò l'agguerrito sindacato dei tipografi, poi si manifestò in politica con il sostegno all'asse Reagan-Thatcher. Continuò con i Bush, non disdegnando però, in tempi più recenti, l'appoggio a Blair, dal quale poi andò a incassare una vistosa politica di privatizzazioni. «Murdoch usa la politica come un taxi», ha scritto l'«Espresso». E' vero.

Murdoch è il numero uno dei tycoon dei media. Il suo impero si estende in ogni continente e dei suoi antichi concorrenti ormai non c'è più traccia: Robert Maxwell è morto, Ted Turner è stato «sciolto» nella grande vicenda Aol-Time Warner, Vivendi alla fine ha dovuto cedere ciò che interessava alla News Corp. al prezzo voluto dal magnate australiano. Persino la General Motors, dopo anni di ritrosie, gli ha dovuto lasciare il controllo di DirectTv, la maggiore Tv via satellite statunitense.

Oggi Murdoch, con la sua Sky Italia, è anche il monopolista della pay Tv sul nostro territorio. Come si sia giunti a questo - che appare assurdo per una democrazia occidentale - è da ricercare nelle intricate responsabilità di molti soggetti: politici «contro» che non hanno agito per tempo, politici «pro» che lo hanno fortemente agevolato, Antitrust europee e Authorities italiane che hanno chiuso un occhio, club di calcio che hanno trasformato lo sport in business e, come accennato, un'audience acritica, ancora troppo inconsapevole del proprio ruolo strategico nell'economia e nella politica nazionale.

Il decoder unico, collegato alla linea telefonica, rischia di essere l'oggetto protagonista del futuro controllo sui consumi Tv di milioni di famiglie. Il calcio appare ormai preso in ostaggio, e con esso quasi tutti i suoi tifosi da salotto. Il cinema italiano è collassato a causa dell'invasione di film americani, inglesi, australiani, indiani, cinesi, che giungono direttamente nelle case al costo della sottoscrizione mensile. C'è da piangere all'idea che Sky Nes, mutuata da Fox News Television, il canale tuttonews che ha battuto la Cnn e che nelle ultime guerre in Iraq e Afghanistan ha funzionato da ufficio stampa planetario per il Pentagono e i suoi generali, sia diventato per gli italiani una fonte di informazione privilegiata.

A pensar male si fa peccato ma, visti i conflitti e le convergenze di interessi, si potrebbe adombrare un'abile regia complessiva che un manipolo di iperrealisti tecnocrati abbia realizzando per giungere alla fotografia di uno scenario da far digerire al legislatore e alle opposizioni passate, attuali e future. Come del resto è sempre stato in Italia nelle faccende televisive. Tale scenario però è, secondo noi, molto inquietante: a Mediaset, nelle passate stagioni è andata la stragrande percentuale degli investimenti pubblicitari.

A Sky Italia la gran parte degli introiti da pay Tv che ammontano a diversi miliardi di euro all'anno e che costituiscono una fuga di capitali all'estero senza precedenti. E alla Rai, dopo le molte anestesie che precedono l'operazione di privatizzazione, resterà forse il canone per fare una modesta Tv di servizio pubblico, e per affrontare i propri impegni finanziari che la vedono apripista di Stato alla televisione digitale terrestre, con la quale potrebbero guadagnare tutti tranne la Rai stessa. Il tutto sta avvenendo e avverrà, inoltre, con rilevanti perdite dal punto di vista dell'occupazione stabile e garantita.

2- Continua

 

RUPERT MURDOCH FAMIGLIA MURDOCH A ST. BARTH'SFAMIGLIA MURDOCH A ST. BARTH'SRUPERT E WENDI DENG MURDOCHMURDOCH CON IL SUN E IL TIMES JAMES MURDOCH RUPERT E WENDI MURDOCH CON LE FIGLIE RUPERT E WENDI MURDOCH REBEKAH BROOKS CON IL MARITO

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