de andre'

HOMO FABER - “QUESTA DI MARINELLA È LA STORIA VERA / CHE SE LO PRESE IN CU*O A PRIMAVERA / SEMBRA UNA COSA TRISTE, EPPURE CERTA / GLI HAN SPACCATO IL CU*O E NON LA BERTA” – LA STREPITOSA VERSIONE “FESCENNINA” DE ‘LA CANZONE DI MARINELLA’ BY FABRIZIO DE ANDRE’ – IL "POPOLINO", LE PU**ANE DELLA VECCHIA GENOVA E LA CANZONE “Â DUMÉNEGA” – “NON E’ VERO CHE FABRIZIO FREQUENTASSE SOLO I POVERACCI. ERA UNO CHE…” - LIBRO+VIDEO

Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”

fabrizio de andrè

 

Lontani i fasti della repubblica marinara rivale di Venezia, e ancora mezzo secolo fa primario centro portuale, Genova oggi è legata soprattutto alla Scuola genovese, «variegato gruppo» di cantautori di cui, tra l' altro, Bruno Lauzi era nato a l' Asmara, Gino Paoli a Monfalcone, Luigi Tenco a Cassine in provincia di Alessandria, mentre la canzone più famosa dedicata al capoluogo ligure, Genova per noi è stata scritta dall' astigiano Paolo Conte.

 

fabrizio de andrè cover

Della Scuola, liguri erano Umberto Bindi e il più famoso di tutti, Fabrizio De André, nato nel quartiere genovese di Pegli. Il rapporto, inevitabilmente di amore-odio, tra Genova e De André è indagato nel bel libro di Giuliano Malatesta La Genova di De André Giulio Perrone editore, 120 pagg., 15 euro, il cui intento «era quello di raccontare il percorso genovese di De André cercando di evitare le trappole sulle inquietudini del giovane Faber e le sue mirabolanti avventure nei meandri della città vecchia. Al contrario l' obiettivo è stato quello di provare a ricostruire, attraverso storie, amicizie, aneddoti e racconti, una sorta di affresco corale che tenesse assieme l' irruenza giovanile di De André e il racconto del clima culturale di un' epoca, di quella che fu a tutti gli effetti una città laboratorio».

l' emigrante

 

fabrizio de andrè dori ghezzi

Si diceva del rapporto conflittuale che la città ha avuto e tuttora intrattiene con De André, mito ingombrante. Non è raro imbattersi in una gioventù che di Faber e delle sue canzoni non vuole più saperne, e che desidera emanciparsi anche da lui. «Genova è sempre stata una città affascinante», spiega Malatesta, «ma certo non facile. Una città verticale, per usare un verso di una poesia Giorgio Caproni, sempre in eterna lotta con gli spazi, labirintica, lamentosa, diffidente con i forestieri. De André se n' era andato come un emigrante qualsiasi, fuggendo da un luogo dove in quegli anni era più facile fare lo spedizioniere che non il cantautore. Ma Faber ha sempre considerato Genova casa sua, non solo il luogo delle sue radici e della sua giovinezza.

 

E probabilmente ha cominciato a rimpiangerla il giorno dopo che se ne era andato. E alla fine aveva anche deciso di tornare, come fanno quei marinai che dopo essere stati costretti a spendere tutta la propria esistenza altrove sentono il bisogno di lasciare andare gli ormeggi e di rimettere i piedi a terra».

 

fabrizio de andrè dori ghezzi

Tutto è stato detto sul De André figlio dell' alta borghesia cittadina ma attratto dagli sconfitti: «I perdenti sono le persone che più mi affascinano. Per me dietro ogni barbone si nasconde un eroe. Solo queste persone dimenticate riescono, come dice il poeta Álvaro Mutis, "a consegnare alla morte una goccia di splendore"», scrisse sul suo diario. Né è mancato chi, come il compagno di scorribande giovanili Paolo Villaggio o, nel libro di Malatesta, l' amica Lorenza Bozano che apriva a De André e comitiva la sua villa di Sarissola, ha smontato il ritratto di un De André francescano: «Dicono che Fabrizio frequentasse solo i poveracci, ma figuriamoci. Era uno che se non si vestiva di bianco e di blu non usciva neanche di casa».

 

fabrizio e cristiano de andrè

Sono noti la sua dipendenza dall' alcol, i rapporti turbolenti col figlio Cristiano, con il quale capitava di venire alle mani. Eppure in questa folla (eccessiva) di testimonianze più o meno leggendarie su Faber, è sempre rimasta un po' misteriosa Genova, che di quella leggenda è premessa e, come dice Malatesta, destinazione finale. È importante allora scavare nel nucleo morale della città, cosa che questo libro fa ottimamente, e nei suoi riti, come ad esempio  Duménega, la domenica, che dà il titolo a una canzone dell' album Crêuza de mä, e fa riferimento a un costume della vecchia Genova quando le prostitute erano relegate in un solo quartiere.

 

fabrizio e cristiano de andrè

Tra i loro diritti c' era quello di uscire dal ghetto nei giorni di festa per la passeggiata domenicale nelle altre zone della città. In quella specie di processione venivano insultate e derise dai passanti.

 

DAL DIARIO Così ne scrive De André nei suoi diari: «Invece di una giornata d' aria diventava una sorta di calvario, che si fermava a Ciamberlin e che aveva le sue tappe in Cagnàn e anche alla fuxe, dove questo popolino bigotto, stronzo e represso diceva loro quello che non poteva dire loro di sabato, di giovedì e di lunedì».

 

DORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE

Il popolino «bigotto, stronzo e represso» De André lo riconosceva sulle facce degli amici del padre o del fratello, affermato avvocato. E per irritarlo, quel "popolino", che pure accorreva ai suoi concerti, arrivava anche a sfregiare i suoi successi come la Canzone di Marinella, con una riscrittura fescennina che cominciava con i versi: «Questa di Marinella è la storia vera / che se lo prese in culo a primavera / Sembra una cosa triste, eppure certa / gli han spaccato il culo e non la berta».

 

Paolo Villaggio e Fabrizio De Andre

Da tutte le testimonianze del libro, il rapporto tra De André e Genova sembra speculare a quello tra lui e la sua famiglia, della quale lui era la pecora nera, così come a Genova c' erano i transessuali del ghetto, dove andavano a sfogarsi i marinai americani appena sbarcati. Ricchezza della città ligure, di avere entro di sé le ville sontuose, i palazzi dei Rolli e l' odore promiscuo del porto, un contrasto che si ritrova nel timbro aristocratico di Faber quando canta i suoi perdenti.

DORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE FABRIZIO DE ANDREIl matrimonio di Dori Ghezzi e Fabrizio De AndreDori Ghezzi e Fabrizio De Andre FABRIZIO DE ANDREFABRIZIO E CRISTIANO DE ANDRE 1FABRIZIO DE ANDRECRISTIANO E FABRIZIO DE ANDRE 6fabrizio e cristiano de andreFABRIZIO DE ANDRECRISTIANO E FABRIZIO DE ANDRE 7FABRIZIO E CRISTIANO DE ANDRE - ENRICA RIGNONfabrizio de andre' villaggiofoto di fabrizio de andre di guido harariDORI GHEZZI CON FABRIZIO DE ANDRE zzi

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…