DELL’ARTI E DELLO SPLATTER - SIETE PRONTI ALLA “CASTA” IN VERSIONE PULP? GIORGIO DELL’ARTI SCODELLA UN ROMANZO SU UN’IPOTETICA E CRUDA “SOLUZIONE FINALE” PER LIBERARSI DELLA CLASSE DIGERENTE ITALIANA

Tratto dal primo capitolo de “I nuovi venuti”, romanzo di Giorgio Dell’Arti pubblicato da Edizioni Clichy

Giorgio Dell\'ArtiGiorgio Dell\'Arti

 

…quanto al modo in cui prendemmo lo Stato, i kosovari si presentarono alla Camera dei deputati e, condotti dai commessi in precedenza comprati dal rag. Dominicis, entrarono facilmente nello studio dell’onorevole Fini, sorprendendolo mentre chino sulla scrivania leggeva qualcosa. Gli spiccarono il capo dal busto e, posata la testa su una poltrona, senza ulteriori disordini, chiesero di essere guidati, attraverso il passaggio segreto, fino a Palazzo Madama, dove gli uscieri del Senato, persuasi allo stesso modo dal buon Dominicis, gli aprirono la porticina e li lasciarono salire fino allo studio del Presidente, avvocato Schifani.

GIORGIO DELL ARTI I NUOVI VENUTI COPERTINAGIORGIO DELL ARTI I NUOVI VENUTI COPERTINA

 

Il Presidente doveva aver saputo qualcosa perché, quando i kosovari spalancarono la porta, stava frugando nel cassetto, e bisognò tirargli in fronte prima che trovasse il revolver. Lo staff dei due presidenti – consigliere Alberto Solia, dottoressa Rita Marino, dottor Roberto Alesse, ministro D’Elia, portavoce Alfano e, dall’altra parte, dottoressa Annamaria Palma Guarnier, coordinatrice Letizia Cicinelli, portavoce Benedetti, consiglieri Archi e Mediri – venivano nel frattempo soffocati con dei cuscini.

Gianfranco Fini Gianfranco Fini

 

Il gruppo dei kosovari a cui il bravo Dominicis aveva affidato il Quirinale avvertì, tramite cellulare, che il Presidente era fuggito e, con lui, non v’era più traccia della signora Clio né dello staff, segretario generale Donato Marra, vicesegretario dottor Flavio Salvadori, vicesegretario per la documentazione e le relazioni esterne dottor Filippo Romano, consiglieri Berarducci, Guelfi, Sechi, Stefanini, Mosca Moschini, Cazzella, Cascella, Fotia, Godart, Gifuni, Levi, Zincone, Schmit, Oxilia.

 

Era normale che costoro non fossero nei loro uffici, ma, cercati casa per casa, risultarono ugualmente irreperibili. Le varie cameriere, maggiordomi ecc., benché picchiati, talvolta a morte, non seppero dar notizie. I francesi ci informarono che certi autonoleggi fedifraghi avevano messo a disposizione delle macchine, i transfughi s’erano mossi tra stazioni ferroviarie minori, alcuni, sapemmo, imbarcati su Cessna 510 a Pisa, s’aggiravano adesso tra Marsiglia e Lione, qualcuno aveva già raggiunto Parigi, pensione Trocadero, rue de la Pompe (retta infatti da un’italiana sposata a un francese), per ora li controllava la Dsge, sarebbero poi stati passati ai servizi interni. È paradossale, ma il cavalier Berlusconi non ebbe la prontezza di rifugiarsi alle Bermude.

SILVIO BERLUSCONI CON LA BANDANA IN SARDEGNA SILVIO BERLUSCONI CON LA BANDANA IN SARDEGNA

 

All’ultimo momento, informato tardi e male di quello che stava accadendo, credette che non l’avremmo trovato all’ultimo piano del vecchio Gallia, lo trovammo invece, rannicchiato sul letto in questa stanza numero 783 piastrellata di bianco e verde, con i balconi, vista mozzafiato, arredi antichi, asciugamani caldi, i kosovari lo buttarono fuori dalla finestra in pigiama com’era, dissero poi che non aveva nulla del personaggio che si vede in tv, un vecchietto, piuttosto, raggrinzito e pelato. I kosovari andarono quindi in cerca dei berlusconiani e degli ex fascisti, li trovarono invero tutti, ammazzarono La Russa a sberle, infilarono uno spillone nella nuca di Bonaiuti, esagerarono, non bisognava strappare i denti a Gianni Letta.

ANGELINO ALFANO FOTO LAPRESSE ANGELINO ALFANO FOTO LAPRESSE

 

Matteoli, Alfano, Paolo Romani, Sacconi e gli altri furono messi al muro e fucilati, idem lo staff di Mediaset, Ennio Doris, benché banchiere, i cinque figli, maschi e femmine, soppressi uno per uno, anche se avevamo remore per le donne e avevamo anzi predisposto per le varie Gelmini, Santanché, Brambilla, Minetti e, sull’altro lato, Melandri, Serracchiani, Sereni, Finocchiaro, e quant’altre di qua e di là, non me le faccia elencare tutte, avevamo effettivamente un Parlamento di bellissime, diedi dunque ordine che si aprissero delle case nelle varie città, non solo Roma, Milano, Torino, Napoli ma anche le minori, le facemmo girare alla vecchia maniera, le quindicine, e vi fu calca alle casse delle maitresse.

 

C’era il problema della Chiesa con cui non volevamo in alcun modo guastarci. Dominicis andò a trovare il cardinale F. in Vaticano, dietro la piazza del Sant’Uffizio, terzo piano, s’accomodarono in cucina. Mentre il cardinale preparava il caffè, Dominicis spiegò di che si trattava, fu quindi accompagnato dall’altra parte, sede dell’Osservatore romano, entrammo nella piccola stanza del direttore, era chiaro che il Papa, all’Angelus, avrebbe parlato d’altro, fu certamente da qui che si rese possibile qualche fuga all’estero, metto la mano sul fuoco per quello che riguarda il Quirinale.

Pierferdinando Casini saluta Romano Prodi Pierferdinando Casini saluta Romano Prodi

 

Ma non fu avvertito l’onorevole Casini, che i miei trovarono seduto nella prima fila del cinema Barberini in Roma. Casini, svegliato dai kosovari, fece le viste di una grossa sorpresa, ma gli fu impedito di alzar la voce, le luci in sala vennero accese, gli spettatori gridavano e facevano ressa alle porte, i kosovari lo chiusero in un sacco, lo ficcarono nel portabagagli, poi a Tor Tre Teste, non cessava di agitarsi e urlare, lo impalarono. La popolazione s’era chiusa in casa, la televisione e la radio trasmettevano a intervalli l’avviso di star calmi, che non uscissero in strada, che non circolassero la notte.

 

Mario MontiMario Monti

Avevamo stima per le persone che erano al governo in quel momento, disponemmo dunque che si organizzazze un campo a San Rossore e lì vennero rinchiusi il professor Monti e i suoi ministri - signori Moavero, Gnudi, Barca, Giarda, Patroni Griffi, Terzi, Di Paola, Grilli, Passera, Catania, Clini, Profumo, Ornaghi, Balduzzi – più i sottosegretari, più altre persone stimabili – scrittori popolari eccetera – ma non le donne, verso cui provavamo e proviamo un sentimento di tenerezza, un sentimento di delicatezza, del tutto ingiustificato, non è necessario parlar di questo ora, dunque concedemmo alle donne – professoressa Fornero, prefetto Cancellieri, avvocato Severino, dottoresse Dassù, Guerra, Ugolini – di restarsene a casa loro, obbligandole al silenzio assoluto, e di non mostrarsi in giro.

 

LE MINISTRE CANCELLIERI FORNERO SEVERINO DA CHILE MINISTRE CANCELLIERI FORNERO SEVERINO DA CHI

Dominicis mise dei carabinieri davanti alle porte dei loro appartamenti. La Dassù, con tutte le sue relazioni, s’era rifugiata negli Stati Uniti. I sindacalisti vennero impiccati in piazza San Giovanni, senza far sconti alle donne, stavolta, Angeletti, Bonanni, Camusso, comprese le seconde e le terze file, e stando attenti a non farsi scappare quelli della Fiom.

 

La Polverini, in tailleur rosso sopra il ginocchio, oscillava dal cappio e perse tutt’e due le scarpe. Il popolo guardava, il popolo che non voleva guardare stava già in galera, attrezzammo a campi di concentramento l’Olimpico e il Flaminio a Roma, San Siro a Milano, e poi gli altri stadi, e i vari palazzetti dello Sport, non ci fu neanche bisogno di mobilitare carabinieri, polizia e guardia di finanza, avevamo a disposizione dieci milioni di uomini, cinesi, turchi, magiari, curdi, sunniti, somali, serbi, albanesi, gli americani avevano mandato i Navy Seals, i russi parecchi Spetsnaz, i Sayeret israeliani, i Basij iraniani, ecc.

Antonio Di PietroAntonio Di Pietro

 

I politici che campavano da anni nei consigli comunali, provinciali, regionali, in Parlamento, nelle circoscrizioni, nei consigli d’amministrazione, nelle comunità montane, ai vertici delle aziende pubbliche e di quelle fintamente private, tutti costoro erano un milione e mezzo e li prendemmo quasi tutti, perché non erano informati ed erano troppo sicuri di sé.

 

Allo stesso modo ammazzammo i magistrati, tenendoli appesi per i piedi davanti alle Procure, e lasciando che si sfiatassero da sé, che il sangue alla testa li soffocasse, ci mettevano anche una settimana-dieci giorni, loro e i cancellieri, gli uditori, le segretarie, gli addetti alle pulizie, perché si trattava in generale di sfoltire, l’essere stati in una Procura era una buona ragione per essere sfoltiti. I kosovari sopresero l’onorevole D’Alema a passeggio col cane nei dintorni della Rai. Lo circondarono, in dieci quanti erano, e gli imposero di incamminarsi verso il fiume.

 

MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN

Lo persuasero poi a entrare in acqua. La scorta era d’accordo. Con delle pertiche lo costringevano a tener la testa sotto. Cadavere ripescato poi nei pressi del Circolo Nautico Er Balena di Fiumicino. L'onorevole Di Pietro, scovato in un casolare di campagna, fu legato tra due trattori che vennero poi fatti partire in direzioni opposte. L'onorevole Veltroni, lapidato. Il segretario Bersani, accoltellato a più riprese nella vasca da bagno.

Ultimi Dagoreport

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...