2021divanogiusti0501

IL DIVANO DEI GIUSTI - L’UNICO FILM ADATTO ALLA SERATA È “LA BEFANA VIEN DI NOTTE”, CON PAOLA CORTELLESI. EVITATE ACCURATAMETNE INVECE IL TERRIBILE “BEN-HUR” DIRETTO A ROMA DAL CAFONISSIMO TIMUR BEKMAMBETOV - IN SECONDA SERATA NEMMENO UN EROTICHELLO O UN MEZZO PORNO. VI DOVETE ACCONTENTARE DI “TRE” DI CHRISTIAN DE SICA, TRIANGOLO D’EPOCA TRA PAOLO CONTICINI, ANNA GALIENA E LO STESSO CHRISTIAN, O DI LAURA ANTONELLI IN COSTUME DA BAGNO IN “MI FACCIO LA BARCA”. MAGARI DANIELA POGGI SI SPOGLIA, PERÒ…  – VIDEO

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

la befana vien di notte 2

Pienone di film stasera intorno alle 21. Ma direi che l’unico davvero adatto alla serata è “La Befana vien di notte” diretto da un maestro di fantasy come Michele Soavi, e interpretato da Paola Cortellesi come Befana su Rai Uno alle 21, 25.

 

Un po’ fuori moda negli ultimi anni, a tutto vantaggio del più consumistico e filo-americano Babbo Natale, ricordiamo solo, per i lettori vecchiotti, un televisivo Scaramacai e la Befana del 1962 con il clown interpretato da Pinuccia Nava contro la Befana di Giusy Raspani Dandolo, il personaggio diventa qui una sorta di strega moderna di notte e una maestra di giorno non ancora a distanza.

la befana vien di notte 1

 

Non ricchissimo, soprattutto quando dovrebbe mostrarci una caverna piena di regali di ogni tipo della Befana, il film ha i suoi momenti migliori nelle scene di trucco e di volo della Befana, grazie alla maestria di Soavi e alla verve della Cortellesi. In sala andò benissimo. E ai ragazzini e alle loro mamme piacerà sicuramente, anche se la storia è un po’ un mischione di Goonies, di Gremlins e di timburtonate varie progettate senza un budget adeguato.

 

marchese del grillo

Certo, andate sul sicuro anche con “Il Marchese del Grillo” di Mario Monicelli con Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Riccardo Billi e Flavio Bucci, Rete 4 alle 21, 20, o con “La La Land” di Damien Chazelle con Ryan Godling e Emma Stone, Rai 3 alle 21, 20.

 

ben hur versione del 2016 3

Evitate accuratamente, invece, il terribile “Ben-Hur”, flop da 100 milioni di dollari, diretto a Roma dal cafonissimo Timur Bekmambetov de “I guardiani della notte” con Jack Huston protagonista assieme a Toby Kebbel come Messala e Morgan Freeman, Nove alle 21, 25.

 

 

Diciamo che la corsa delle bighe, anche se dura 10 minuti e non 40, e è folle averla spostata dal Circo Massimo di Roma in quel di Betlemme ricostruita a Matera (è così!!), funziona. Ha funzionato sempre, del resto. Come la battaglia navale. Anche se è tutta vissuta dal punto di vista dei forzati che remano. Pure il fatto che non sia un pippone religioso, ebreo e cattolico, sta bene. Ma per il resto, ha dei seri problemi.

ben hur versione del 2016 1

 

E il continuo paragone col vecchio glorioso Ben-Hur diretto per la Metro Goldwyn Mayer dallo svizzero William Wyler nella Roma del 1959 con Charlton Heston e Stephen Boyd lo uccide. Jack Huston, malgrado sia il nipote di John Huston, non ha nulla di quella grandezza da Ercole di Charlton Heston, già Mosé barbuto per Cecil B. De Mille. I lebbrosi sono qui ridotti a una scena ridicola. Il personaggio di Quintus Arrius, il comandante della triremi, lì Jack Hawkins qui James Cosmo, è poco più di una comparsa.

julie andrews millie

 

Messala, interpretato da Toby Kebbell, già star dentona di Warcraft, cresce come orfanello a Gerusalemme nella famiglia degli Hur, non si capisce bene perché, e non prova affatto per il Ben-Hur di Jack Huston quella forte tensione omo che gli dava sinceramente Stephen Boyd nei riguardi del Ben-Hur erculeo di Charlton Heston.

 

E che spiegava, realmente, la relazione di odio-amore fra i due. Rivedrei volentieri invece, Tv2000 alle 21,20, il musical di George Roy Hill “Millie”, prodotto dall’Universal con l’adorabile Julie Andrews e Mary Tyler Moore che arrivano a New York nel 1922 in cerca di fortuna. Ci sono anche James Fox, John Gavin, Beatrice Lillie e Carol Channing.

 

romy schneider il lavoro episodio di boccaccio 70

Grande fotografia di Russell Metty e di Russell Harlan, che sostituì Metty quando si ammalò. Dubito sia la copia integrale, ahimé, di 153 minuti.

 

morto stalin se ne fa un altro 1

In Italia, a quel che mi ricordo, venne massacrato. Trovo molto interessante e molto divertente anche “Morto Stalin se ne fa un altro” dell’anglo-italiano Armando Iannucci, Rai 5 alle 21, 15, sorta di commedia grottesca su quel che seguì alla morte di Stalin tra gli uomini più importanti del partito. Grandi attori, Michael Palin, Jeffrey Tambor, Steve Buscemi, e bel testo.

 

 

david copperfield

Lo preferisco al più recente “David Copperfield” con Dev Patel diretto da Iannucci che troviamo fresco fresco su Sky a pagamento. Fra le altre offerte della prima serata vedo che su Iris alle 21 c’è “Wyatt Earp” di Lawrence Kasdan con Kevin Costner come Wyatt Earp, Dennis Quaid come Doc Holliday, Geme Hackman e Michael Madsen come fratelli Earp, Jeff Fahey come Ike Clinton, Isabella Rossellini come Big Nose Kate.

 

le tentazioni del dottor antonio boccaccio 70

E’ la versione della celebre sfida all’O.K. Corral che Kevin Costner volle fare assieme a Kasdan come risposta immediata al “Tombstone” di George Pan Cosmatos nel quale avrebbe dovuto interpretere sempre Wyatt Earp. Ma litigò con lo sceneggiatore, Kevin Jarre, proprio sulla concezione del film e se ne andò. Il fatto è che “Tombstone” andò benissimo e “Wyatt Earp” fu un disastro.

 

kevin costner wyatt earp

Su Cine 34 vedo che passa alle 21 “Boccaccio 70”, celebre film a episodi diretti da maestri come Luchino Visconti, Vittorio de Sica, Mario Monicelli e Federico Fellini. L’episodio di Fellini con Anita Ekberg come diva gigantesca che domina i sogni dell’integerrimo giudice democristiano di Peppino De Filippo, “Le tentazioni del dottor Antonio”, è giustamente riconosciuto come un capolavoro. Ma anche “Il lavoro” di Visconti con Tomas Milian e Romy Schneider è bellissimo.

 

laura antonelli christian de sica mi faccio la barca

Non mi sembrava riuscitissimo “Non siamo angeli” di Neil Jordan, La 7, alle 21, 25, remake del celebre commedia coi tre evasi diretta da Michael Curtiz, che vede protagonisti Robert De Niro, Sean Penn, James Russo al posto di Humphrey Bogart, Peter Ustinov e Aldo Ray. In seconda serata, torno a avvisarvi che non c’è nemmeno un erotichello o un mezzo porno in replica a tarda notte.

Rispettiamo le feste, perbacco!

 

 

boccaccio 70 7

Vi dovete accontentare di “Tre” di Christian De Sica, Rete 4 a mezzanotte, triangolo d’epoca tra Paolo Conticini, Anna Galiena  e lo stesso Christian, che oggi compie 70 anni. O di Laura Antonelli in costume da bagno in “Mi faccio la barca” di Sergio Corbucci, Cine 34 alle 00, 50. Magari Daniela Poggi si spoglia, però…

 

Non sarebbe male rivedere il non riuscitissimo “Ragtime” di Milos Forman prodotto da Dino De Laurentiis dal romanzo di E. L. Doctorow con Howard Rollins, Elizabeth McGovern e James Cagney vecchissimo, Iris alle 2, 20. C’è pure un mélo diretto da Luigi Cozzi, “Dedicato a una stella”, con Pamela Villoresi protagonista assieme a Richard Johnson, Rete 4 alle 2, 25.

paolo conticini anna galiena christian de sica tre

 

Alle 4 in punto su Cine 34 la Befana ci porta “Don Camillo e i giovani d’oggi” di Mario Camerini con Lionel Stander e Gastone Moschin che presero il posto di Gino Cervi e Fernandel, che pure iniziarono il film. Ci porta pure un grande successo dell’epoca, “Louis De Funés e il nonno surgelato” di Edouard Molinaro con Michel Lonsdale, Rete 4 alle 4.

 

louis de funes e il nonno surgelato

Alle 5 parte “Il trionfo dell’amore” di Clare Peploe, tratto da Marivaux, prodotto e scritto da suo marito Bernardo Bertolucci con Mira Sorvino e Ben Kingsley protagonisti. Ricordo vent’anni fa quando lo portarono a Venezia. Non era un capolavoro, ma aveva la sua grazia.

johnny dorelli laura antonelli mi faccio la barca 1don camillo e i giovani d’oggijohnny dorelli laura antonelli mi faccio la barcala befana vien di notteromy schneider boccaccio 70non siamo angelijulie andrews milliejohnny dorelli laura antonelli mi faccio la barca 2sophia loren boccaccio 70mi faccio la barcamorto stalin se ne fa un altroboccaccio 70 julie andrews millie 1boccaccio 70 mi faccio la barcasophia loren boccaccio 70 2sophia loren boccaccio 70 paolo conticini christian de sica anna galiena trenon siamo angeli anna galiena christian de sica paolo conticini treben hur versione del 2016 2wyatt earpben hur versione del 2016ragtime

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…