2026divano1504

IL DIVANO DEI GIUSTI - “PAPÀ, MA SE UN GIORNO TI CONFESSASSI CHE SONO OMOSESSUALE?", "AH, AVEVO PAURA MI DICESSI… COMUNISTA" - IN PRIMA SERATA C'E' LO STRACULTISSIMO "SOLE A CATINELLE", CON CHECCO ZALONE - RETE 4 PASSA UN EROTICO PESANTE VECCHIO TIPO, “DONNA DI NOTTE” CON LA STUPENDA LORRAINE DE SELLE, NUDISSIMA PROTAGONISTA CHE SI OFFRE ALLO SGUARDO DI UNO SCRITTORE DI ROMANZI PORNO IN CERCA DI ISPIRAZIONE - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

sister act.

Che c’è stasera da vedere in chiaro? Bella domanda. Rai Uno, vista l’aria che tira, piazza una suora americana come la Whoopi Goldberg di “Sister Act” diretto da Emile Ardolino, scritto da Paul Rudnick con Harvey Keitel, Maggie Smith, Kathy Najimy, Bill Nunn. Faceva ridere. Una suora che canta e balla. Su suggerimento di Bette Midler, che doveva essere la protagonista in un primo tempo, lo sceneggiatore, Paul Rudnick, andò a trovare Dolores Hart, madre priora che era stata una star al tempo del musical. Votava anche per gli oscar. I testi di Whoopi Goldberg sono stati riscritti segretamente da Carrie Fisher, che ha spesso fatto da script doctor al cinema. Posso consigliarvi anche un zombie movie che è anche uno Schwarzenegger movie come “Contagious” di Henry Hobson con Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson, Laura Cayouette, Amy Brassette, dove il nostro eroe protegge la figlioletta in un posto pieno di zombie.

 

sole a catinelle

Cine 34 alle 21 passa “Sole a catinelle” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Robert Dancs, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Ruben Aprea, Valeria Cavalli. Vediamo se vi ricordate qualche battuta. “So’ comunisti, a papà!”, detta da Checco al figlioletto Niccolò, il bravissimo Robert Dancs, per descrivere le stranezze della famiglia di ricchi composta dalla bella Zoe, l’inedita Aurore Erguy, e il suo ragazzino con problemi di mutismo selettivo, Ruben Aprea, avuto da un regista di film impegnati, sta girando un delirante “Eutanasia mon amour”.

 

sister act

Il contagio del comunismo, visto come una malattia ideologica dei ricchi, è il principale terrore di Checco del film: “Papà, ma se un giorno ti confessassi che sono omosessuale?” – “Ah, avevo paura mi dicessi… comunista”. Perché Checco non è altro che un bravo ragazzo del sud cresciuto dentro vent’anni di berlusconismo vissuti nel nordest, a Vicenza, che ne hanno fatto quello che è, un venditore di aspirapolvere che aspira a una vita da vip, quindi nella crisi massacrato dai prestiti a strozzo e da Equitalia (“Siamo di Equitalia” – “Noi siamo cattolici, qui!”), mezzo mollato anche dalla moglie operaia in lotta, la deliziosa Miriam Dalmazio, che deve però rispettare la promessa fatta al suo ragazzino: “Se sarai promosso con tutti dieci papà ti regala una vacanza da sogno”.

sole a catinelle 6

 

E quando Niccolò prende davvero tutti dieci in pagella, anche in condotta visto che non dice nemmeno una parolaccia, Checco è costretto a portarlo in vacanza. Prima in un paesino sperduto del Molise, si tratta di Provvidenti, abitato nella realtà solo da 80 anime, a casa della tirchissima zia Ritella, Matilde Caterina dalla pronuncia molisana impeccabile, dice “rumaure” per rumore, poi, ma per un puro caso, nelle ville da ricche della bella miliardaria Zoe.

 

Lì conoscerà la vita da sogno che ha immaginato per tanti anni, tra amministratori delegati truffaldini e simili Briatore, mentre la moglie sta lottando per il posto di lavoro nel vicentino proprio nella fabbrica di proprietà di Zoe amministrata, malamente da Marco Paolini. Erano anni che non si vedevano le bandiere della Cgil, i padroni e gli operai in un film italiano, per non dire in una commedia, oltre tutta prodotta da Medusa.

 

sole a catinelle 4

Erano anni che non si parlava di comunisti al cinema. Zalone e Nunziante, anche se si scusano preventivamente anche loro sostenendo di non aver fatto un film ideologico, si sporcano le mani col comunismo, con la crisi, con vent’anni di berlusconismo che hanno formato il loro assurdo protagonista che pensa sempre positivo, che è sempre ottimista, anche se Equitalia gli ha tolto tutto e sua moglie sta per perdere il posto. Mi sa che è da rivedere.

 

Rai Movie alle 21, 10 passa “L’ombra di Stalin” di Agnieszka Holland con James Norton, Vanessa Kirby, Peter Sarsgaard, Kenneth Cranham, Joseph Mawle, Celyn Jones. Magari qualche comunista, tra il pubblico, c’è ancora steso sul divano. Quelli che si sono addormentati vent’anni fa e pensano ci siano ancora Guglielmi e Santoro dei bei tempi. Leggo, sul Guardian, che è un film disordinato, che poteva essere meglio. Si, vabbé, però è meglio di quasi tutto quello che passa, mi sa. Certo che passano filmoni stasera. Come,

 

vivien leigh

Canale 27 alle 21, 10, “Via col vento” di Victor Fleming con Clark Gable, Vivien Leigh, Olivia de Havilland, Hattie McDaniel, Leslie Howard. Vinse 8 Oscar, miglior film, regia, sceneggiatura, scenografia, montaggio, fotografia, attrice protagonista, Vivien Leigh, e non protagonista, la mitica Hattie Mc Daniels, che non venne invitata sedersi col pubblico bianco (mortacci…). Le mie domande sono sempre le stesse. Chi ha girato l’incendio di Atlanta, Anthony Mann? Come faceva Vivien Leigh a baciare Clark Gable che aveva un alito orrendo per colpa della dentiera? Cosa ha girato George Cukor? Leggo che Hitchcock, su richiesta di David O. Selznick, storibordò tutta la scena delle donn e che aspettano il raid razzista di Shantytown e Melania legge “David Copperfield”.

 

Peccato che non venne mai usato. Leggo anche che Vivien Leigh fumava quattro pacchetti di sigarette al giorno, Clark Gable tre… Leggo che Victor Fleming non era presente alla prima del film a Atalanta perché era andato al funerale del suo più caro amico, Douglas Fairbanks, era stato per anni il suo capo operatore all’epoca del muto. Cukor chiese parecchie volte a Selznick di far riscrivere il film.

 

 

VIA COL VENTO

Lo chiese anche Victor Fleming, quando prese il posto di Cukor, e lo ottenne. Venne chiamato Ben Hecht, che dovette farlo a tempi record. Hecht scrisse soprattutto la prima parte, che è la migliore. Quanto a Cukor, che Selznick definiva “un lusso molto costoso”, venne fatto fuori con una nota che chiudeva con la frase “noi siamo una società commerciale e non mecenati d'arte”.

 

Canale 20 alle 21, 10 ripropone “Il gladiatore” di Ridley Scott con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Djimon Hounsou, Oliver Reed, altro filmone. Su Iris alle 21, 15 trovate “Red Dragon” di  Brett Ratner con Anthony Hopkins, Edward Norton, Ralph Fiennes, Harvey Keitel. Mah.. La7 Cinema alle 21, 15 il thriller “The Vanishing – Scomparsa” di George Sluizer con Jeff Bridges, Kiefer Sutherland, Sandra Bullock, Nancy Travis, remake di un film dallo stesso titolo, diretto dallo stesso regista ma interpretato da un cast eruopeo, Bernard-Pierre Donnadieu, Gene Bervoets e Johanna ter Steege. Rai4 alle 21, 20 propone un ottimo action con vendetta al femminile, “L’ira di becky”, diretto da Matt Angel, Suzanne Coote con Lulu Wilson, Seann William Scott, Courtney Gains, Gabriella Piazza, Matt Angel.

MAMI VIA COL VENTO

 

Passiamo alla seconda serata con “La figlia del silenzio” di Mick Jackson, un buon regista, con Gretchen Mol, Dermot Mulroney, Emily Watson, Jamie Spilchuk, Tyler Stentiford, dove una nurse cresce da sola una bambina down dopo che il padre, vigliacco, l’ha lasciata. Da vedere assolutamente “Vestito per uccidere”, capolavoro di Brian De Palma con Nancy Allen, Michael Caine, Angie Dickinson, Keith Gordon, oltre che ennesima variante di “Vertigo”.

 

La7 alle 23, 30 ripropone il sempre fresco e sempre perfetto “Gomorra” di Matteo Garrone con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo. Gran parte del cinema italiano di oggi nasce con “Gomorra” di Garrone. Su Iris alle 23, 45 passa “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg con Tom Hanks, Matt Damon, Tom Sizemore, Edward Burns, Barry Pepper. Solo per fan “Daredevil” di Mark Steven Johnson con Ben Affleck, Jennifer Garner, Michael Clarke Duncan, Colin Farrell, Jon Favreau, Tv8 alle 0, 30.

 

il gladiatore

Stracultissimo “L’ultimo paradiso”, Rete 4 all’1, film pugliese di tal Rocco Ricciardulli che si scopre regista sessantenne di Bernalda (c’era nata una mia zia) alla sua opera seconda, con un Riccardo Scamarcio non troppo in forma che però in quel di Gravina, fra gli ulivi, se le scopa sempre tutte, a cominciare da Gaia Bermani Amaral, già milano-brasiliana qui presentata come pugliesissima, nella finzione figlia del cattivo Antonio Gerardi con baffoni e coltello minaccioso. La moglie cornuta è una incazzatissima, ma sempre simpatica, Valentina Cervi in versione neorealismo anni ’50. Il film, francamente, vedibile solo come divertimento.

 

 

il gladiatore crowe

La7 Cinema all’1, 20 passa “Un tirchio quasi perfetto” di Fred Cavayé con Dany Boon, Laurence Arné, Noémie Schmidt, Patrick Ridremont. Fa ridere. Rai Due all’1, 20 passa il terribile, e me lo ricordo bene, “Pane e burlesque” di Manuela Tempesta con Laura Chiatti, Sabrina Impacciatore, Michela Andreozzi, Fabrizio Buompastore. Storia di un gruppo di ragazze in un paesino della Puglia che decidono di rispondere alla crisi che tocca tutti, a cominciare dai loro mariti, operai o bottegai che siano, con il burlesque.

 

Così troviamo la Chiatti in versione miope e dimessa, che aiuta il marito Edoardo Leo in versione baffuta nel suo negozio di sartoria, la Andreozzi, sposata con un operaio specializzato senza lavoro, anche lei sarta, e la Rey, barista vistosa del paese, che decidono di seguire la capocomica di burlesque Mimi La Petite, cioè Sabrina Impacciatore, già figlia del defunto proprietario di una fabbrica di ceramiche, nella professione artistica di nascosto da tutti, a cominciare dai mariti. La verità verrà poi a galla, ma anche la comprensione della cittadinanza. Beh. Diciamo che ho provato a trovare in tutti i modi un qualsiasi appiglio.

 

SALVATE IL SOLDATO RYAN - TOM HANKS

Sì, sono belle ragazze, ma ognuna recita per conto suo, come se non ci fosse alcuna impostazione registica. Sì c’è il burlesque, ma a parte qualche mossa, le coreografie di Grace Hall sono utilizzate al minimo e non si vede nulla o quasi delle ragazze, se non con grandi totali con qualche seno di fuori. Si ride? Mah, insomma… solo quando appare la grande Mariolina De Fano, caratterista storica pugliese, che se le mangia tutte. L’Impacciatore esagera imitando un po’ Franca Valeri un po’ non si sa chi, la Chiatti è fuori parte e se dovrebbe essere la protagonista, gran parte del suo ruolo sembra eliminato. La Rey, non finissima ma di bella grinta, scompare a un certo punto senza che se ne sia capito il perché.

 

Inutile domandarsi poi perché tutti, ma proprio tutti, a parte Laura Chiatti che parla umbro, fingono di parlare in pugliese da cinema comico con effetti disastrosi, specialmente quando poi abbiamo di fronte a loro una professionista della comicità pugliese come Mariolina De Fano. Mettiamoci anche una Caterina Guzzanti buttata lì come sindacalista e qualche ruolo maschile assolutamente sbagliato, Edoardo Leo, che non sa come impostare il suo personaggio di marito, totalmente irrisolto, Marco Bonini che non apre mai bocca.

 

yankee

E’ stracult? Mah.. Rai Movie all’1, 55 propone “Yankee”, unico, curiosissimo western diretto da Tinto Brass con i dialoghi di Giancarlo Fusco e la musica di Nini Rosso. C’è perfino il loro amico pittore, Schneider, in un cammeo. Un delirio. “Perché faccio un film western?”, dichiara nel 1966 a un giovane Dario Argento giornalista di “Paese Sera”, “semplicemente perché non mi facevano fare altri film che mi interessavano. Le ispirazioni del mio Yankee sono i quadri di Dalì, De Chirico del periodo metafisico (le piazze vuote) e infine la mia bibbia, il mio manuale, i fumetti sadici italiani”. 

 

E, ancora: “Non ci sono né buoni né cattivi in Yankee. Ci sono due personaggi: Concho, un capomafia sadico a vuoto che controlla tutto il contrabbando in una zona di frontiera, e lo Yankee. Concho ha una concezione romantica del potere: vive in una rocca, comanda dispoticamente, è insomma un vecchio. Lo Yankee, che è invece Philippe Leroy, combatte da solo con astuzia. È la lotta fra il toro (Concho) e il torero (Leroy): il torero ubriaca l’avversario fino al momento in cui gli dà la stoccata.” Purtroppo venne tagliato e rimontato e non si capisce molto.

 

tom sizemore in salvate il soldato ryan

Rete 4 alle 3, 25 propone un raro film di Francesco Rosi, “Uomini contro” con Alain Cuny, Gian Maria Volonté, Mark Frechette, Franco Graziosi, Giampiero Albertini, sui disastri della guerra 15-18. Ultimo film di Mark Frechette, eroe di "Zabriskie Point”, che poi morirà misteriosamente in carcere in America.

 

Chiudo con un erotico pesante vecchio tipo, “Donna di notte” di Nello Rossati con la stupenda Lorraine De Selle, poi diventata produttrice, qui nudissima protagonista che si offre allo sguardo di uno scrittore di romanzi porno in cerca di ispirazione, Otello Belardi, Rete 4 alle 4.

 

una donna di notte

Leggo tra gli agguerriti fan dell’attrice, che lei è un misto “di candore e di torbidezza”, una che "salverebbe almeno parzialmente qualunque scemenza”, che offre qui “la performance più memorabile della sua carriera”, piena di nudi full frontal, e trascina il tutto in una sorta di “Nymphomaniac 1 e 2” (insomma…).

 

Ma con lei trovate anche Ajita Wilson, celebre trans nero del cinema italiano, Daniele Vargas doppiato in napoletano, Sandro Ghiani come soldatino veneto che viene stuprato dalla protagonista nel cesso del cinema a luci rosse. Chissà se è la versione uncut. Mi disse Nicola Di Gioia, che nel film ha il ruolo di un violentatore, che qualche scena è proprio hard. Ma chissà che versione verrà data stanotte.

una donna di notte una donna di notte porno romanzo d’amore 5uomini contro rosisalvate il soldato ryan

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO