LE “SLIDING DOORS” DI DORIS LESSING, LA SCRITTRICE CHE SAPEVA GIOCARE BRUTTI SCHERZI AGLI EDITORI

1-QUEL BRUTTO SCHERZO ALL'EDITORE INGLESE
Mario Baudino per "La Stampa"

Doris Lessing era una donna di carattere. E sapeva giocare brutti scherzi. Uno dei suoi libri più famosi, il Diario di Jane Somers, è nato (anche) dal desiderio di testare i funzionamenti del mercato editoriale. Inviò il manoscritto al suo abituale editore, nei primi anni 80, titolandolo Il diario di una vicina di casa, firmato Jane Somers. Venne rifiutato, da Jonathan Cape e da altri.

Quando fu pubblicato da Knopf, ottenne pochissime recensioni, anche se favorevoli. La scrittrice aggiunse allora una seconda parte e, per dimostrare «che nell'industria letteraria niente ha più successo del successo - come spiegò in un'intervista -, riconsegnò il tutto all'imbarazzata redazione di Jonathan Cape, questa volta senza pseudonimi.

2-DORIS LESSING QUEL CHE LE DONNE NON SCRIVONO
Masolino D'Amico per "La Stampa"

Nella sua lunga e attivissima vita, da lei stessa rievocata fino al 1949 in Sotto la mia pelle (1994) e fino al 1962 in Camminando nell'ombra (1997), Doris Lessing ha conosciuto parecchie realtà sociali, dalla Persia oggi Iran dove nacque, alla Rhodesia del Sud oggi Zimbabwe dove crebbe, all'Inghilterra dei suoi genitori e della sua lingua.

Allo stesso modo ha abbracciato e poi abbandonato più ideologie, o meglio più mistiche, dal comunismo degli anni giovanili al sufismo islamico della maturità, fino ad approdare alla diffidenza nei confronti di tutte («troppe ne ho viste tramontare»).

Queste prese di coscienza si riflessero nella sua produzione letteraria, che si può dividere in periodi influenzati dal radicalismo (fino alla metà degli anni Cinquanta), quindi dallo psicologismo, infine dal pensiero orientale. Nel femminismo, col quale peraltro fu e viene ancora spesso identificata,

Doris Lessing (nata Doris May Tayler: il cognome con cui firmò la maggior parte dei suoi libri è quello del secondo marito, dal quale divorziò nel 1950) affermò spesso di non riconoscersi: ed è vero che benché spessissimo figure di donne siano al centro della sua narrativa, di rado la loro esperienza è mostrata come un esempio da seguire. Più spesso si denuncia, più o meno esplicitamente, la passività delle donne, la loro incapacità di governare il proprio destino.

La protagonista dell'Estate prima del buio (1973), per esempio, è una quarantacinquenne sposata che, avendo la possibilità di un inatteso periodo di libertà e di emancipazione, ne approfitta per lavorare e anche per concedersi un flirt extramatrimoniale, ma poi emerge da entrambe le esperienze distrutta nel morale e nel fisico, ricavandone di positivo solo la chiarezza con cui vede la figlia avviata a un destino coniugale deprimente.

Quanto a La brava terrorista (1985), costei è una velleitaria, sfruttata dagli inetti terroristi ai quali si è unita per un revanchismo dogmatico di cui ci è mostrata tutta la futilità. Sempre una donna, stavolta una scrittrice, è al centro del precedente e al tempo suo (1962) assai acclamato Taccuino d'oro, in cui colei che scrive tenta di far confluire quattro resoconti parziali della propria esistenza, il taccuino nero con le sue esperienze africane, quello rosso con quelle comuniste, quello giallo con gli appunti per un libro in fieri, quello blu coi propri pensieri e la propria vita interiore.

Doris Lessing si era rivelata trentunenne nel 1950, proprio l'anno del secondo divorzio, con L'erba canta, romanzo di ambiente africano in cui già comparivano alcuni temi destinati a rimanere costanti in tutta la sua vasta e tanto varia produzione successiva, il principale dei quali è quello del trantran più o meno tranquillo di una donna, improvvisamente sconvolto da un avvenimento nuovo, talvolta in apparenza minore, ma dopo il quale nulla sarà più come prima.

Qui, secondo la Lessing, la tragedia dell'Africa in cui i bianchi comandano e i neri obbediscono è che qualsiasi variazione di questo rapporto, qualsiasi tentativo individuale di riempire il baratro tra i due gruppi è peggiore del male, in quanto serve solo a aumentare le tensioni (e la storia comincia col finale, ossia quando la protagonista ha già incontrato la morte violenta che in fondo le spettava).

Molti racconti ripropongono in sintesi situazioni analoghe, con un episodio che cambia un destino. Lo stesso avviene anche nel notorio Diario di Jane Somers, dove una donna di successo entra per caso in contatto con una ripugnante barbona barricata in un tugurio, e suo malgrado, ma con un crescendo di affascinata attrazione, si trasforma in una missionaria del volontariato.

Nessuna formula potrebbe tuttavia raccogliere tutti i circa cinquanta libri di narrativa dell'eterogenea scrittrice. Alle storie di donne, più o meno amare e con sfondi variabili, vanno infatti affiancati, tra gli altri, almeno la serie Figli della violenza (1952-69); tre memorabili volumetti per gli appassionati di felini (Gatti molto speciali, 1967, Particularly Cats and Rufus the Survivor, 1993, non tradotto, La vecchiaia di El Magnifico, 2000);

e i cinque romanzi di fantascienza della serie Canopus in Argos (1979-1983), che, pare, scandalizzarono gli accademici di Stoccolma, i quali per assegnare il Nobel (2007) alla loro autrice avrebbero atteso un suo ravvedimento, ma che, in quanto apologhi sulle sfide che attendono una civiltà avanzata, costituirono per la Lessing il banco di prova del sufismo appreso dallo scrittore angloindiano Idries Shah.

Per un piccolo campione fantascientifico della fondamentale sfiducia con cui questa testimone di più epoche ha sempre contemplato l'animale uomo si veda il racconto, in Le storie di un uomo che non si sposava (1989), in cui alcuni esseri superiori avvisano la città di San Francisco di un imminente cataclisma che la travolgerà, ma, con loro sommo stupore, senza trovare ascolto.

 

 

 

Doris Lessing con il nobel doris lessing doris lessing doris lessing doris lessing jpegdoris lessing

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...