giorgio faletti

CHI È FALETTI? IL COMICO DI ‘DRIVE IN’? LO SCRITTORE PIÙ VENDUTO? IL CANTANTE CHE SFONDA A SANREMO CON UN RAP ANTIMAFIA E PRO-POLIZIA? LO SVELA ANTONIO D’ORRICO, CHE PER PRIMO CREDETTE, INCASSANDO LE PERNACCHIE DI TUTTI, SULLE SUE QUALITÀ DI SCRITTORE

Antonio D’Orrico per Corriere della Sera

 

Caro Giorgio, pochi minuti fa mi hanno chiesto di scrivere il tuo coccodrillo (come si chiama in gergo il pezzo sulla morte di una persona). Lì per lì, te lo confesso, ho pensato, ed è stato il primo riflesso, di rifiutare di farlo. C’è qualcosa di osceno nello scrivere un necrologio. E lo disse perfettamente Christopher Hitchens, il giornalista inglese. Disse che i giornalisti, sotto sotto, amano scrivere i coccodrilli perché è la sfida estrema dello stile. E ci credeva così tanto Hitchens da arrivare a scriversi, in diretta, il suo necrologio. Era pieno di stile.


Però poi mi è venuta in mente Sherazade, la protagonista delle Mille e una notte , che grazie alla suspense dei suoi racconti riusciva a rinviare, di volta in volta, la morte. Tante volte i giornali si sbagliano e danno per morto uno che non lo è.

giorgio faletti sul set di baariagiorgio faletti sul set di baaria

 

Certo, se la magia di Sherazade fosse possibile, scriverei il tuo necrologio a vita come quei parlamentari che fanno ostruzionismo e parlano ininterrottamente senza mai lasciare l’aula. Siccome la curiosità non ti è mai mancata, immagino che vorresti sapere che cosa ci metto nel tuo coccodrillo. Di sicuro ci metto la prima volta che ci siamo visti. Fine 1993? Primissimo 1994?

giorgio faletti teo teocoligiorgio faletti teo teocoli


Tu eri un comico di Drive In e volevi andare a cantare una canzone a Sanremo e l’avevi incisa in una cassetta. Passasti dalla Baldini & Castoldi, la casa editrice che ti aveva pubblicato un libro, perché avevi bisogno di far sentire quella canzone a qualcuno.
Ma non c’era nessuno. C’ero io. Meglio di niente, devi esserti detto. Non ci si conosceva quasi. Mi chiedesti: «Ce l’hai un minuto?».


Ti seguii fuori. Ci chiudemmo in macchina, un’utilitaria. Infilasti la cassetta nel mangianastri. Finestrini serrati. Come spie. Perché, per il regolamento di Sanremo, quella canzone non doveva sentirla nessuno prima della gara. Pena l’esclusione dal Festival.


Mentre ascoltavo, tu eri un po’ nervoso e un po’ fiero (sei sempre stato così). La canzone era «Minchia, signor tenente» . E così la sentii per la prima volta. Ti dissi che mi piaceva molto. Tu sorridevi ma non eri appagato. Andasti via. A farla sentire a qualcun altro, pensai.


Ti avevo detto la verità. Mi era piaciuta davvero. Tanto che ci puntai sopra una grossa scommessa (soldi che quasi non avevo). Giocai «Minchia, signor tenente» prima al Festival. Arrivò seconda (perché Sanremo è Sanremo e non potevano far vincere un rap tragico scritto da un cabarettista).
Non ti ho visto più per nove anni. Non buoni anni per te.

 

Non eri più un comico, non eri diventato un cantante. Avevi lasciato Milano e te ne stavi all’Elba. Pensavi di rilevare un alberghetto dove la sera magari tenere uno spettacolino per gli ospiti cantando qualcosa alla chitarra. E poi, di pomeriggio, andare a correre con la macchina come un pazzo sul vecchio circuito del rally dell’Elba, tu che eri stato pilota ufficiale della Lancia.

giorgio faletti sulla ferrari di gilles villeneuvegiorgio faletti sulla ferrari di gilles villeneuve


Prima di firmare la resa e, contemporaneamente, l’assegno per comprare l’albergo, scrivesti un libro. Un thriller. Di gusto e ambientazione internazionale (Montecarlo, principato di Monaco, teatro della gara più bella della tua amata Formula Uno).


L’ufficio stampa della Baldini & Castoldi mi mandò il libro, Io uccido . Passai la notte sveglio a leggerlo. C’era azione e c’era malinconia. C’era la disperazione e c’era la speranza di chi l’aveva scritto. La mattina chiamai l’ufficio stampa Baldini. Mi dissero che il libro lo avevano dato al «Venerdì» che avrebbe fatto un pezzo in anteprima. Gli dissi che avrei fatto la copertina di «Sette» sparando altissimo. «Venerdì» cosa? Dissero loro.

giorgio faletti sul set di baaria giorgio faletti sul set di baaria


Venni a intervistarti all’ospedale di Niguarda. Nel frattempo avevi avuto un ictus (tanto per non farsi mancare niente, come avresti detto tu). Eri vivo per miracolo. Non fu una grande intervista. Biascicavi, io mi sentivo Jack lo Squartatore. Cercavi di fare qualche battuta. C’era un gioiello di ragazza al tuo fianco. Roberta, tua moglie. Non capiva cosa stava succedendo. Il romanzo, l’ictus, la storia di copertina, le flebo, l’intervista. I fili del destino si erano tutti imbrogliati.


Poi tornarono tutti lisci. Il successo. Un titolo diventato proverbiale «Voi non ci crederete ma quest’uomo è il più grande scrittore italiano» sopra la foto di te seduto alla scrivania. Un titolo che ci ha perseguitato per anni. Nessuno sapeva che in realtà era una vecchia scommessa finalmente riscossa. Ma era una persecuzione che faceva allegria. Tu vendevi milioni di copie.

giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono  giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono


Continuasti a scrivere bestseller. A prendere decine di pillole al giorno (uno squillo del telefonino ti avvisava quando era l’ora) perché non ti tornasse l’ictus. E un giorno un personaggio così lo trovai in un tuo romanzo. Ti prendevi in giro.

giorgio faletti il guazzabugliogiorgio faletti il guazzabuglio


Finora ho fatto il bravo, Giorgio, ma l’angoscia mi sta soffocando. Scusami, prendo qualche appunto per non dimenticarmi le cose che volevo dire. Un appunto è per il pastrami gigantesco che mangiammo quella volta per festeggiare di esserci trovati per caso a New York.


Un altro appunto è per quella volta che venni a intervistarti all’Elba per il tuo secondo romanzo. Ti stavi rifacendo la casa. Nelle fondamenta, su un muro maestro, avevi scritto con la vernice: Io uccido. Era una dedica. Un gesto di gratitudine. Quel giorno all’Elba lavorammo duramente, l’intervista, le fotografie (di Mauro Galligani).

giorgio faletti con jane butlergiorgio faletti con jane butler


Poi mangiammo da Pilade («Guarda che qui hanno calamari come quelli di Ventimila leghe sotto i mari , non come quelli che danno a Milano e che sembrano bianchetti al confronto») e tornammo a bere l’ultimo bicchiere nel tuo giardino. Per qualche minuto fummo soli. A parte il gatto rosso. Non dicemmo una parola, non ce n’era bisogno, ma fu un lungo discorso. Riguardava la vita, i suoi agguati, le sue sorprese, la sua ironia, i doni che fa, le cose, le persone che prende. Poi, però, subito mi raccontasti una barzelletta che in un necrologio non si può riportare. E nemmeno in un pezzo normale.

giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono e iannaccigiorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono e iannacci


Il rito, la consuetudine, era che a ogni uscita di un tuo romanzo mi facevi avere le bozze prima (poi il pdf quando ci siamo tecnologicamente aggiornati). Io leggevo subito. Tutta la notte. Poi ti telefonavo. E quando dicevi «pronto» sentivo la tua tensione. Ti giocavi tutto ogni volta, non ti risparmiavi.

giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuonogiorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono


E miglioravi sempre perché, come dicevi, avevi cominciato a scrivere scrivendo i romanzi che avresti voluto leggere e avevi continuato scrivendo i romanzi che avresti voluto scrivere. Si diventa scrittori scrivendo.


E uno dei romanzi che avresti voluto scrivere era ‘Appunti di un venditore di donne’ che comincia con una frase che è un colpo di rasoio: «Mi chiamo Bravo e non ho il cazzo». Era il romanzo in cui ti ricordavi dei tempi del Derby, della Milano di quando eri ragazzo.

giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono giorgio faletti con il gruppo repellente mauro di francesco boldi abatantuono


E un altro dei romanzi che avresti voluto scrivere era Tre atti e due tempi . La storia di un padre e di un figlio. Il padre ex pugile corrotto. Il figlio promettente calciatore. Niente grattacieli, come nei tuoi romanzi all’americana, ma una città piccola, silenziosa, come la tua Asti. Niente thriller ma una suspense diversa, non quella di chi uccide e di chi viene ucciso, ma quella di chi semplicemente vive e vede un brutto fantasma che torna.


È stato da quel bellissimo libro che ho capito che gli anni erano passati, che il tempo lavorava di malinconia, di sottrazione, che tu, Giorgio Faletti (il bestsellerista), sentivi la mancanza di certe cose e non c’era più tempo per averle.

giorgio faletti con beppe grillo in sardegnagiorgio faletti con beppe grillo in sardegna


Intanto, eri tornato a essere un attore di successo con il ruolo di un professore carogna che carogna alla fine non era. Le scolaresche di tutta Italia ti adorarono. Incidevi dischi. Facevi pure il pittore. Eri, con la tua discrezione, sempre alla ribalta. Ma c’erano cose segrete che facevi, spettacoli clandestini. Un Natale (o un capodanno, scusa, faccio confusione) che tua madre era in ospedale avevi messo su una recita per lei e le altre ricoverate.

giorgio faletti al derby di milanogiorgio faletti al derby di milano


Finché un giorno sono venuto ad Asti per una ennesima intervista in quella casa affacciata su quella strana piazza sbilenca. Stavolta era un’intervista televisiva e tu hai dato il meglio perché davanti alle telecamere ti sentivi a tuo agio, come se ci fossi nato. Una bellissima intervista e, poi, verso la fine hai fatto un discorso sulle cose ultime, con un filo di voce, partendo da tuo padre e da tua madre, dalle persone che avevi perduto.


Hai trattato il tuo successo con levità, senza dargli tanta confidenza. Come un impostore, avrebbe detto Kipling. Ti dava la libertà e solo per questo era importante. E ci facevi battute sopra: «Quando diventi famoso cominciano a dire di te che sei gay o che hai un cancro». Ma, vi prego, doveva rimanere solo una battutaccia.

giorgio faletti colletti bianchigiorgio faletti colletti bianchi


Mi pare di ricordare che ti devo una cena. Mi salutavi dicendo ogni volta: «Ciao, bell’uomo». Per favore, dimmelo una volta ancora che mi ha sempre fatto piacere. Giorgio, spero che la magia di Sherazade funzioni, che raccontandoti si rimandi la morte. Incrocio le dita. No, non le incrocio, hai ragione, se no non posso continuare a scrivere…

giorgio faletti  al derby di milanogiorgio faletti al derby di milano

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?