IL FERRUCCIO NON ARRUGINISCE – DE BORTOLI VA A PRESIEDERE LA LONGANESI DEL GRUPPO MAURI SPAGNOL E SARÀ DERBY CON LA RCS LIBRI DI PAOLINO MIELI – DOPO LA COLLABORAZIONE CON IL “CORRIERE DEL TICINO” UN ALTRO SEGNALE BELLICOSO

Alessandro Gnocchi per “il Giornale”

 

livia pomodoro e de bortoli con moglielivia pomodoro e de bortoli con moglie

Periodo intenso per Ferruccio de Bortoli. Il 30 aprile ha salutato i lettori del Corriere della Sera con l'ultimo editoriale al termine di una direzione (la seconda) iniziata nel 2009. Diplomatico solo nei toni l'articolo d'addio: «Il Corriere non è stato il portavoce di nessuno, tantomeno dei suoi troppi e troppo litigiosi azionisti».

 

Questo invece il passaggio sul presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento... Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche». Pochi giorni dopo, Marcello Foa, amministratore delegato del Corriere del Ticino, annuncia di avere un nuovo prestigioso commentatore: Ferruccio de Bortoli. Il quale, «spostandosi» in Svizzera, evita di infrangere il patto di non concorrenza che gli impedisce di assumere altri incarichi presso testate italiane.

 

RENZI E DE BORTOLIRENZI E DE BORTOLI

Ieri il consiglio d'amministrazione della casa editrice Longanesi ha nominato un nuovo presidente al posto di Enrico Zanelli. Avete già capito chi è il prescelto: Ferruccio de Bortoli. Soddisfatto Stefano Mauri, Presidente del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) al quale appartiene il marchio Longanesi: «Sono certo che la casa editrice potrà trovare enorme giovamento dall'esperienza e dalle competenze del nuovo presidente, protagonista di una lunga e complessa stagione giornalistica nella quale si è distinto per equilibrio e pluralismo anche nei momenti in cui mantenere i fatti distaccati da opinioni e interessi esterni è stato compito particolarmente ostico».

 

ferruccio de bortoli   ferruccio de bortoli

Soddisfatto Ferruccio de Bortoli: «Sono felice di tornare, dopo più di dieci anni, nella grande editoria libraria». Infatti, tra una direzione del Corriere e l'altra, è stato al vertice di Rcs libri nel 2003-2005 (e anche direttore del Sole 24 Ore, tra il 2005 e il 2009). Dunque De Bortoli si troverà a competere con l'area di Rcs di cui è stato a capo e attualmente presieduta da un altro ex direttore del Corriere di lunghissimo corso, Paolo Mieli.

 

Tutta l'editoria, in particolare quella libraria, attraversa una fase di cambiamento. Sul tavolo c'è l'offerta di Mondadori, confermata ieri, per la acquisizione proprio di Rcs Libri (trattativa in esclusiva fino al 29 maggio). Ma anche nella distribuzione, con la fusione Messaggerie-Feltrinelli, tutto è in movimento. Il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, nel 2014, aveva una quota di mercato pari al 10,2 per cento che saliva al 15 nel caso della grande distribuzione. Rizzoli era al 12,1 per cento; cifra che restava pressoché invariata nella grande distribuzione (fonte: elaborazione di GeMS su dati Nielsen).

 

Paolo Mieli Paolo Mieli

Longanesi è uno dei 18 marchi editoriali di un gruppo che include anche, fra gli altri, Guanda, Garzanti, Bollati Boringhieri, Salani. Longanesi «vale» circa un quarto di GeMS: venti milioni di fatturato a copertina diretto, più 10 milioni attraverso i tascabili TEA. Rcs libri «risponde» con Rizzoli, ovviamente, e altri marchi come, a esempio, Bompiani, Adelphi, Marsilio. I ricavi, nel 2014, si attestavano a 222,6 milioni, in calo dell'11,4 per cento rispetto all'anno precedente.

 

Se si escludono dal confronto le attività cedute nel corso del 2013, la flessione si riduce a 4,5 milioni (-2%). In crescita del 4,8 per cento la quota di mercato (fonte: Relazione finanziaria annuale Rcs Mediagroup). I dati dicono che, in attesa di eventuali rivoluzioni, tira aria di derby Mieli-De Bortoli.

 

Leo LonganesiLeo Longanesi

Il neo-presidente schiera bestseller di Massimo Gramellini, Wilbur Smith, James Patterson, Clive Cusserl, Lars Kepler, Donato Carrisi, Ildefonso Falcones, Marco Buticchi. E un catalogo che va dal fondatore Leo Longanesi fino a Tiziano Terzani passando per Michael Ende, Anne Rice e Patrick Süskind.

Come hanno reagito alla notizia negli uffici di Rcs Libri? Con iniziale stupore. Prima il Corriere del Ticino e ora la presidenza di Longanesi. Alcuni si sono chiesti: non sarà una implicita “dichiarazione di guerra”? Ma ai massimi livelli sono partiti i messaggi d'auguri.

 

 

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?