ESAGERARE NON È UN CRIMINE - I MAFIOSI DI TUTTO IL MONDO ACCOMUNATI DALLE FOLLIE: DAI COCCODRILLI ‘’DA GUARDIA’’ A MIAMI ALLE BARE D'ORO DEI BOSS CANADESI

Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

Una cassa dorata. Identica a quella usata per suo figlio Nick, fatto fuori nel 2010 in Canada. Quello di Vito Rizzuto è stato un funerale da boss. Perché lo era davvero. Da anni figura chiave del crimine organizzato italiano in Canada è spirato pochi giorni fa. A ucciderlo una brutta malattia. Rizzuto girava con una vettura blindata e cercava di mantenere un profilo basso. Per scelta e per necessità, visto che era un bersaglio con tanti rivali. Soltanto da morto lo hanno voluto onorare in quel modo ostentato. Una cornice degna del Padrino cinematografico.

Nel mondo delle anime nere non mancano i gusti bizzarri. O le «follie». Una vena di denaro inesauribile rende tutto facile e accessibile. Storia vecchia che riporta ai gangster americani degli anni 40, come Benjamin «Bugsy» Siegel. Così sfrontati da spingere per la nascita della città del peccato, Las Vegas. Era un piccolo avamposto sulla via del deserto, un insignificante punto geografico sulla mappa del Nevada, che i gangster hanno trasformato in attrazione mondiale. Con casinò, teatri, alberghi e scene da mille e una notte. Per il gusto di avere la loro Disney, per il desiderio di far soldi.

Ancora più pacchiani gli esponenti dei cartelli della droga. Su tutti il colombiano Pablo Escobar. All'apice della sua carriera si era comprato 1.800 ettari di tenuta, la famosa Hacienda Napoles. Poi aveva fatto arrivare 2.000 animali, molti esotici. Dalle giraffe agli ippopotami. Una moda, quella delle belve, copiata da altri narcos. I trafficanti messicani hanno messo nelle loro ville tigri e leoni. Li esibiscono agli occhi degli amici oppure - secondo storie mai confermate - se ne servono per disfarsi dei nemici.

Restiamo ancora in Messico. Nei giardini di Humaya (Sinaloa) sorgono le tombe-mausoleo di molti capi. Edifici sontuosi, con cupole e colori vivaci. Un pantheon del crimine. L'ultimo inchino a personaggi che hanno sull'anima dozzine, forse centinaia di omicidi e qui sono venerati, dai loro seguaci, come fossero dei santi.

Non badano a spese neppure quando finiscono in prigione. Nel maggio 2011 la polizia ha fatto irruzione in un'ala della prigione a Chihuahua, un braccio riservato ai contrabbandieri della droga. E all'interno gli agenti trovano di tutto e di più. Biliardi, tv al plasma, frigoriferi pieni di alcolici, decine di cellulari, narcotici e ogni cosa possa servire a rendere meno duro il «soggiorno» carcerario.

Altra passione gli oggetti griffati. Dalle polo alle armi. Magliette di una marca famosa, riconoscibile dal disegno che raffigura un grande cavallo: la indossavano un buon numero di capi al momento dell'arresto. Kalashnikov e pistole placcate d'oro, talvolta arricchite di pietre preziose e simboli di riconoscimento.

Poi garage pieni di vetture d'ogni genere. Le imponenti Hummer, le auto sportive, i pick up americani. Famoso il «parco» sequestrato ad un avvocato della Florida finito in galera e poi usato come esca dall'Fbi per incastrare un mafioso italiano a Miami. Sentite cosa aveva in casa: cinque Ferrari, due Bugatti, tre Lamborghini, una Bentley, una Rolls Royce, poi una sfilza di mezzi più economici. Davanti alla villa era ancorato uno yacht da 5 milioni di dollari, in un armadio custodiva una collezione d'orologi da un milione. Su una pista vicina lo attendeva un Boeing 727 e un jet executive più piccolo.

Un tesoro che oscura le cafonate dei banditi nostrani. Il vestito da sposa lungo tre metri e ornato di Swarovski indossato il giorno delle nozze dalla figlia di «o re», Luigi Giuliano. O le scarpe di alligatore da 3 mila euro di Antonio Pelle. La chiave di tutto è che non esistono limiti. Per cui se il pit bull non basta a fare la guardia, si comprano coppie di coccodrilli e li lasciano a difesa dei covi. Non sono fantasie, ma l'ultima trovata di qualche malandrino d'Oltreoceano.

 

 

Rizzuto lascia un vuoto ai vertici della mafia canadese Il capomafia Vito Rizzuto morto il dicembre PABLO ESCOBARPABLO ESCOBAR CON L'ALTRO LEADER DEL CARTELLO DI MEDELLIN JORGE LUIS OCHOAMedellin Pablo Escobar

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?