CAROFIGLIO, CARO TI COSTA QUERELAR - FLASH MOB A ROMA CONTRO IL MAGISTRATO PD CHE HA QUERELATO L’EDITOR OSTUNI, REO DI AVERGLI DATO DELLO “SCRIBACCHINO MESTIERANTE” - SCRITTORI E CRITICI HANNO LETTO AD ALTA VOCE LA STRONCATURA INCRIMINATA (VIDEO) - CAROFIGLIO, ROSICA DI MENO E LEGGITI LA LISTA (PARZIALE) DEGLI STRONCATI ECCELLENTI: PROUST, MALAPARTE, VERCORS, POPE, WALLACE, JOYCE, FENOGLIO, CASSOLA, BASSANI…

1- VIDEO DEL FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO A ROMA: http://video.repubblica.it/cronaca/scrittori-e-critici-tutti-in-piazza-contro-carofiglio/106127/104507


2- SCRITTORI E CRITICI: TUTTI IN PIAZZA CONTRO CAROFIGLIO
Antonio Nasso per www.repubblica.it

Tutti contro Gianrico Carofiglio. Per difendere la libertà di espressione e, soprattutto, di critica. E protestare contro la causa civile da 50mila euro intentata dall'ex magistrato ai danni dello scrittore Vincenzo Ostuni, reo di aver criticato aspramente su Facebook il libro "Il silenzio dell'onda". Romanzieri, critici letterari e semplici cittadini si sono dati appuntamento a Roma davanti al commissariato di piazza del Collegio Romano, quello del commissario Ingravallo raccontato da Carlo Emilio Gadda in "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", per intenderci.

Il luogo ideale per un flash mob a metà tra letteratura e satira. Tutti in coro, i manifestanti hanno infatti espresso la loro solidarietà a Ostuni ripetendo come un mantra il durissimo giudizio su Carofiglio che gli è costato la denuncia in sede civile


3- SE MI STRONCHI TI QUERELO...
Da "il Foglio"

Anche di solenni stroncature vive la letteratura: si chiama critica, non è detto che debba sempre ballare il minuetto e ci sono passati più o meno tutti. Lo scrittore magistrato senatore Gianrico Carofiglio ritiene invece che certi giudizi non lusinghieri sulla sua opera e sul suo talento vadano legalmente perseguiti e affidati alle cure dei tribunali.

Ma con l'idea di citare in giudizio Vincenzo Ostuni - l'editor di Ponte alle Grazie che, su Facebook, aveva definito "Il silenzio dell'onda" di Carofiglio "un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un'idea, senza un'ombra di ‘responsabilità dello stile', per dirla con Barthes" - è riuscito, per ora, nell'impresa di far diventare garantista perfino Paolo Flores d'Arcais.

Il quale, sul Fatto di ieri, ricordava allo scrittore che la più spietata delle stroncature non è mai un delitto, mentre un folto gruppo di letterati imbarazzati si è dato appuntamento oggi alle 11 a piazza del Collegio Romano, di fronte al commissariato in cui operava il don Ciccio Ingravallo del "Pasticciaccio" di Gadda, allo scopo di ripetere, tutti in coro, la frase costata la querela a Ostuni.

Carofiglio dovrebbe piuttosto ispirarsi ad altri stroncati. Se non proprio al vincitore dello Strega, Alessandro Piperno - che non ha chiamato la celere quando Ostuni ha definito il suo "Inseparabili", "profondamente mediocre, una copia di copia, un esempio prototipico di midcult residuale" - almeno a Marcel Proust. Il quale sfidò a duello il malevolo recensore Jean Lorrain, che l'aveva dipinto come "uno di quei giovanottini del bel mondo malati di letteratura e di successi nei salotti".

Due colpi a vuoto, padrini soddisfatti, duellanti pure. E Malaparte? Non passò tutta la vita per tribunali con Moravia, Barzini, Gramsci, Cardarelli, ma preferì replicare alle loro stroncature con (rare) battutacce. Anche Vercors, autore di quel libro di strepitoso successo degli anni Quaranta intitolato "Il silenzio del mare" (curioso, no?), fu così bastonato da Arthur Koestler: "La cosa più esasperante di questo libretto è il suo misto di complesso di inferiorità e di arroganza". Vercors non reagì. Il silenzio (del mare, dell'onda, di quel che si vuole) a volte è la cosa migliore. Anzi, l'unica.


4- PENNA MONTATA
Luca Ricci per "Il Messaggero"

Tipi molto suscettibili, gli scrittori. Suscettibili e al contempo tremendamente provocatori. Normale allora che il mondo delle lettere possa essere visto anche come un'enorme polveriera, in cui le anime belle della penna non aspettano altro che scannarsi tra di loro. E' quello che è successo tra Vincenzo Ostuni, editor di Ponte alle Grazie e Gianrico Carofiglio, magistrato deputato e scrittore.

Il primo all'indomani dello Strega perso per una manciata di voti (Ponte alle Grazie concorreva con Qualcosa di scritto di Emanuele Trevi) non ha esitato a definire il libro del secondo «letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un'idea, senza un'ombra di responsabilità dello stile, per dirla con Barthes». Carofiglio da par suo l'ha citato in giudizio, chiedendo un risarcimento danni.

Ed è proprio questo inaspettato finale da legal-thriller a risultare stonato più delle presenti offese di Ostuni. Sì perché accanto alla storia letteraria ufficiale se ne potrebbe tranquillamente affiancare un'altra, forse addirittura non meno cospicua, che potremmo chiamare guerre tra scrittori. I battibecchi letterari sono sempre esistiti e, proprio come un genere letterario, in Francia hanno anche una loro enciclopedia di riferimento: il Dictionnaire des injures littéraire che consta appena di 730 pagine.

Oscar Wilde ai tempi d'oro amava dileggiare i suoi colleghi con un girasole nel taschino. Al vetriolo la sua stoccata a Alexander Pope: «Ci sono due modi per disprezzare la poesia: uno è disprezzarla, l'altro è leggere Pope». In tempi più recenti la Bibbia del risentimento letterario nostrano, è stata Lettere a nessuno (Einaudi, 728 pagine, 22 euro), il libro in forma epistolare in cui Antonio Moresco ha descritto l'inferno/paradiso dell'autore inedito e implacabilmente ignorato dal mondo editoriale. Sia come sia, l'ego ipertrofico degli scrittori si è sempre nutrito anche d'insulti, d'invettive, di polemiche.

L'ultimo in ordine di tempo è stato lo statunitense Bret Easton Ellis dal suo account Twitter. L'autore di American Psycho ha bollato il collega e connazionale David Foster Wallace come «il più noioso e pretenzioso scrittore della mia generazione». Certo i social network vivono di una bizzarra dimensione a metà strada tra pubblico e privato, tuttavia il salotto virtuale di Ellis è molto capiente: i suoi divani ospitano circa 335.000 follower. Cinguettii per niente amichevoli, tanto più che Wallace difficilmente potrà ribattere, essendosi impiccato nel 2008.

Il bestsellerista brasiliano Paulo Coelho recentemente invece se l'è presa con James Joyce: «L'Ulisse è soltanto stile, non c'è nulla lì dentro» ha dichiarato in un'intervista al giornale brasiliano Folha de S. Paulo, invitando subito dopo i suoi milioni di follower a riprendere l'osservazione su Twitter.

Nel film inchiesta sull'editoria Senza scrittori di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi si racconta dell'odio inestirpabile che Pasolini avrebbe provato nei confronti di Fenoglio. Motivo? Il diniego da parte di Fenoglio di ritirare il suo libro dal premio Strega nell'anno in cui sarebbe dovuta toccare a Pasolini la vittoria finale.

E non fa più notizia l'epiteto con cui il gruppo 63 marchiò i romanzieri Carlo Cassola e Giorgio Bassani, colpevoli ai loro occhi di corteggiare gusti troppo facili abbandonando ogni ambizione sperimentale e piglio modernista: «Liale della letteratura». Insomma a più riprese gli incontri tra intellettuali sono finiti peggio di una riunione di condominio.

In un saggio appena uscito intitolato Polemiche letterarie (Carocci, 207 pagine, 18 euro) Gilda Policastro prova a mettere in fila alcune controversie storiche, tentando di distinguere lo scontro delle idee dalle zuffe da cortile. Ma, bisogna ammetterlo, anche queste ultime hanno il loro fascino. In fondo l'offesa è solo la dimostrazione di una passione bruciante per i libri che temporaneamente, in maniera sublime o goffa, è stata malgestita. Senza bisogno di tirare in ballo gli avvocati.

 

 

GABRIELE PEDULLA E IL FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO FRANCO CORDELLI FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO FLASH MOB A ROMA CONTRO CAROFIGLIO GIANRICO CAROFIGLIO GIANRICO CAROFIGLIO PAOLO MIELI Vincenzo Ostunigiancarlo carofiglioclm08 emanuele treviLogo Premio Stregaoscar wildeCurzio Malaparte

Ultimi Dagoreport

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...