1. FLESSIBILITÀ È UNA PAROLA CHE PORTA SFIGA. LO SANNO MILIONI DI LAVORATORI AI QUALI VIENE CHIESTO DI LAVORARE DI PIÙ E GUADAGNARE DI MENO, ALTRIMENTI CI SONO ALTRI PIÙ “FLESSIBILI” CHE PRENDERANNO IL LORO POSTO 2. MA “FLESSIBILITÀ” È ANCHE LA BANDIERA IMPUGNATA DA RENZI E DALL’ITALIA IN EUROPA, NONOSTANTE UN DEBITO PUBBLICO AL 135% E OBIETTIVI UFFICIALI DI CRESCITA (+0,8%) DA RIVEDERE URGENTEMENTE AL RIBASSO. INSOMMA, NON ABBIAMO I CONTI IN ORDINE, E QUI “FLESSIBILITÀ” FA RIMA CON FREGATURA 3. A NOI CI VEDONO COSÌ, QUANDO PARLIAMO DI FLESSIBILITÀ. SIAMO UN PAESE ABUSIVO, DI GENTE CHE NON PAGA LE TASSE E E PRETENDIAMO DI FARE L’AEROPLANINO CON I SOLDI DEGLI ALTRI. FAREMO UNA BATTAGLIA DI PRINCIPIO, MA LA FLESSIBILITÀ LA DARANNO AD ALTRI. A GENTE CON I CONTI IN ORDINE

di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

 

1. “FLESSIBILI” , OK. MA I SOLDI?

RENZIE VERSIONE FONZIERENZIE VERSIONE FONZIE

Flessibilità non è una parola malata. E’ una parola che porta sfiga. Lo sanno in giro per il Pianeta milioni di lavoratori ai quali viene chiesto di lavorare di più e guadagnare di meno, altrimenti ci sono altri più “flessibili” che prenderanno il loro posto. Ma “flessibilità” è anche la bandiera impugnata da Renzie e dall’Italia in Europa, nonostante un debito pubblico al 135% e obiettivi ufficiali di crescita (+0,8%) da rivedere urgentemente al ribasso. Insomma, non abbiamo i conti in ordine, e qui “flessibilità” non fa rima con ricatto, ma con fregatura.

 

Per il popolo dei Mondiali di calcio, a cominciare da tedeschi e olandesi che ci guardano con il fucile puntato, non solo non siamo più capaci manco a giocare a pallone, ma siamo quelli del “Falco”. Falco è il magistrale invasore di campi seriale, che anche in Brasile si è illustrato in mondovisione, ma per fare irruzione festante sul prato verde si è finto disabile e poi è saltato su come un grillo dalla carrozzella.

 

Siim Kallas (a sinistra) con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ieri a BruxellesSiim Kallas (a sinistra) con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ieri a Bruxelles

A noi ci vedono così, quando parliamo di flessibilità. Siamo un Paese abusivo, di gente che non paga le tasse e si finge disabile, e pretendiamo di fare l’aeroplanino con i soldi degli altri. Poco importa che la fotografia sia largamente imprecisa e che i criteri di Maastricht li abbiano estratti a sorte i francesi e violati anche i tedeschi. Noi che parliamo di “flessibilità” non siamo credibili. Faremo una battaglia di principio, ma la flessibilità la daranno ad altri. A gente con i conti in ordine.

 

2. EURODELIRI: ABBIAMO VINTO, ABBIAMO PAREGGIATO, ABBIAMO PERSO

JEAN CLAUDE JUNKERJEAN CLAUDE JUNKER

Per Repubblica, ieri è andato in scena un semplice “duello” tra Ecofin e Renzie, senza né vinti né vincitori, almeno a giudicare dalla prima pagina. Poi dentro, il segno di qualche serio problema lo ammette perfino la “Pravda” renziana: “Padoan crede nella vittoria sui falchi. ‘Eviteremo manovra e procedura” di infrazione (p. 11). Che faremo la manovra, magari nascosta nel Def di metà ottobre, questo disgraziato sito lo scrive da 10 giorni.

 

Capolavoro assoluto sul Corriere della Sera. Il titolo in prima rassicura: “Ue, primo sì all’Italia su crescita e lavoro”. Dentro, il pezzo “La formula Ocse per il rating delle riforme”, verrà incorniciato a casa Padoan, visto che il ministro dell’Economia viene proprio dall’Ocse (p. 5). Poi passa il “vero” giornale della Fiat, la Stampa, e sono mazzate: “L’Ecofin gela l’Italia. ‘Spese, niente deroghe’. L’ira di Renzi: questa è una visione miope”.

 

Federica Mogherini Federica Mogherini

A pagina 2 si legge: “All’Ecofin doppio stop per l’Italia. Riscritta la bozza di conclusioni di Padoan. E Kallas gela il governo: ‘Nessuna spesa fuori dal Patto’. Il ministro italiano porta un documento che i suoi colleghi non si aspettavano”. Problemi con gli sherpa? Intanto, “Mogherini più vicina agli Esteri”. Ironie sul Giornale: “L’Europa apre sulla flessibilità, ma per Renzi la porta è chiusa. Ecofin amaro: spettro manovra bis da 20-25 miliardi” (p. 8).

 

Equilibrismi supremi altrove. Il Messaggero titola da pareggio: “Crescita e riforme, sì della Ue all’Italia ma non c’è accordo sulla flessibilità”. Poi, in un pezzo tecnico, fa capire la verità con un sommarietto: “Misure straordinarie non sono all’ordine del giorno, ma le stime attuali rischiano di non essere più realistiche” (p. 2). Ma va? Il Sole 24 Ore ci regala un’apertura perfetta: “Ecofin all’Italia: priorità alle riforme” (p. 5). Ma nel pezzo di Guido Gentili in prima si può leggere l’amara verità: “Il premier dovrà fare i conti con l’evoluzione del quadro economico interno” e “il Vertice Ecofin ha confermato le indicazioni Ue all’Italia per il ‘rafforzamento’ delle misure di bilancio 2014”. Insomma, occhio alla manovra. Ce la chiede l’Europa.

PIER SILVIO BERLUSCONI FEDELE CONFALONIERIPIER SILVIO BERLUSCONI FEDELE CONFALONIERI

 

3. IL PD E LA QUESTIONE IMMORALE

La condanna in secondo grado di Errani apre il dibattito nel Pd, dopo la durezza sui casi Genovese e Orsoni, e alla vigilia del voto sull’azzurro Galan. Repubblica: “Errani, dimissioni lampo per la condanna a un anno. Ma il Pd fa scudo: rimani. L’appello ribalta il primo grado: ‘Falso sui fondi al fratello’. Emilia Romagna senza governatore. In corsa Bonaccini e Delrio”. “Renzi: ‘Innocente fino alla Cassazione’. Linea garantista Dem. Dubbi nel partito: così sono due pesi e due misure” (pp. 2-3).

PASCALE E CECCHI PAONE PASCALE E CECCHI PAONE

 

La Stampa scruta nella corrente bersaniana e racconta: “Chiude l’ultimo pezzo della ‘ditta’. Renziani pronti alla successione. Richetti e Bonaccini in pèole position per le elezioni anticipate. Il sottosegretario Delrio, tra le ipotesi, suscita i primi malumori a Palazzo Chigi per alcuni errori operativi” (p. 5). Sprezzante il Cetriolo quotidiano: “Renzi salva un altro condannato: Errani” (p. 1). Intanto, però, continua ad asfaltare il partito.

 

4. BERLUSCONEIDE, TRA PIER SILVIO, MARINA E IL SOR-GENIO DE BENEDETTI

Il clima riformista fa bene ai tribunali e il Banana lo sa. “Berlusconi argina la fronda azzurra. Slitta l’assemblea. Sollievo per l’assoluzione del figlio, ‘ma il bersaglio resto io’. E ora spera in un verdetto più leggero sul caso Ruby” (Corriere, p. 11). Anche sulla Stampa, le parole dell’ex Cavaliere: “Prevarrà la responsabilità, mi hanno tolto un peso” (p. 7). Il Giornale-fratello ovviamente riscrive anche la sentenza di Silvio: “Crolla il teorema che ha condannato il Cavaliere” (p. 3).

VASCO ERRANIVASCO ERRANI

 

Intanto Franceschina Pascale, intervistata da Repubblica mentre ritira la doppia tessera Arcigay e Gay-Lib, rilancia la candidatura di Marina: “Lei ha le qualità, la grinta, e perfino una superiore sensibilità del Berlusconi che tanti italiani apprezzano: quindi sarebbe lei l’ideale prossimo candidato premier di Fi. Ma dice di no…Se io avessi le sue capacità, e il suo cognome, lo farei” (p. 7). Chissà se anche lei, la Pascale, avrà mai il suo cognome.

 

Sul Messaggero, Rosario Dimito sostiene che “la famiglia blinda Fininvest: strettoie all’ingresso di estranei. Più complicato il passaggio delle azioni a favore di terzi” (p. 6). E poi spiffera un progetto da paura: “Pubblicità web, asse Berlusconi-De Benedetti. In cantiere il progetto di una concessionaria comune assieme a Banzai e al gruppo Rcs. Quote paritetiche del 25%. Faro dell’Antitrust” (p. 17). Se è vera è un’idea geniale. Anzi, sorgeniale.

 

Carlo De Benedetti Carlo De Benedetti

5. GENTE CHE CORREGGE LA COSTITUZIONE

Per un giorno, poca roba sulla riforma del Senato e sull’Italicum. “Messaggio di Renzi ai dissidenti: ‘Non ci fermerete’. Oggi il test sul Senato elettivo, poi il voto in Aula. Guerini ai 5 Stelle: ‘L’incontro si farà, ma sempre nell’ambito del Patto del Nazareno” (Stampa, p. 6). Ottimismo della volontà sul Messaggero: “La fronda non fa più paura. Il premier: la partita è chiusa” (p. 7).

 

E poi, stranamente, si scopre che il “simpatico” Di Maio non sta simpatico a tutti: “I fedelissimi di Grillo contro il Guru e Di Maio: ‘Non si negozia con il Pd’. Inedito asse tra vecchi falchi e dissidenti. Il ‘cerchio magico’ di Casaleggio sotto attacco. Scontro all’assemblea dei deputati” (Repubblica, p. 9). “Dialogo sull’Italicum, Di Maio divide il M5S. In 4 pronti all’addio. Ma lui: il mio è solo un ruolo istituzionale” (Corriere, p. 10).

 

santanch?? oggisantanch?? oggi

6. A COSA SERVONO I GIORNALI

La Stampa di Mariopio Calabresi non si capacita del fatto che all’Unità non sembrino entusiasti dell’idea di farsi salvare dalla Santadechè. E chiude così un imperdibile pezzullo a pagina 9: “La linea editoriale (dei suoi giornali, ndr)? Un dettaglio di nessun rilievo. Tutte le sue testate godono della massima libertà”. Mica come la Fiat.

 

7. TOGHE ROTTE

Regnano l’ordine e la pace al quinto piano del Palazzo di giustizia milanese, specie dopo l’intervento per lettera di Re Giorgio in favore del capo. Corriere: “Le toghe milanesi: ‘Bruti chiarisca su Expo’. Il Consiglio giudiziario chiede al procuratore di spiegare meglio i criteri di assegnazione delle inchieste. A Roma la commissione del Csm si spacca sul caso Boccassini e l’Antimafia” (p. 15). Stampa: “Robledo, nuovo dossier contro Bruti Liberati: ‘Si vuole vendicare’. Il procuratore chiede gli atti dell’indagine sui derivati e scatta un altro esposto” (p. 4).

 

 Luigi Di Maio Luigi Di Maio

In estasi il Giornale intestato a Paolino Berluschino: “I veleni in Procura a Milano: Bruti e Boccassini, altri guai. Oggi il plenum del Csm affronta lo scontro tra pm, ma archiviare sarà difficile. Il procuratore è in difficoltà per le accuse di Minale, Ilda per i rapporti con la Dna” (p. 2). 

 

8. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Non c’è che da vendere le case in Italia e tenere i soldi sotto il materasso, o sputtanarseli tutti: “Tasse sulle abitazioni triplicate in 3 anni. Il rapporto Ance: si è passati da un gettito Ici di 9 miliardinel 2011 a un prelievo di Imu e Tasi stimato quest’anno in 25 miliardi. Crollati di 60 miliardi dal 2007 gli investimenti in costruzioni e infrastrutture. Solo le ristrutturazioni vanno forte con gli incentivi” (Repubblica, p. 10).

 

Notizie dall’economia reale anche sul Corriere: “Sette milioni di pensionati sotto mille euro. L’Istat avverte: il 65% delle famiglie ha ridotto i consumi. In calo l’acquisto di carne e beni alimentari” (p. 6). Più snelli, più belli? E tutti vegetariani come Umberto Veronesi.

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