la battaglia d'inghilterra

LONDRA 1940: LE FOTO MAI VISTE DELLA BATTAGLIA D’INGHILTERRA - A FARNE LE SPESE LA POPOLAZIONE CIVILE BRITANNICA MARTORIATA DAI BOMBARDAMENTI AEREI DI HITLER  - L’APPELLO DI CHURCHILL: “COMPORTIAMOCI IN MODO CHE DOVESSERO, L’IMPERO E IL COMMONWEALTH, DURARE 1000 ANNI, SI CONTINUERA’ A DIRE: QUELLA FU LA LORO ORA PIU’ BELLA”

bombardamenti

Antonio Carioti per www.corriere.it

 

«Quella che il generale Weygand ha chiamato la battaglia di Francia è finita. Mi attendo che stia per cominciare la battaglia d’Inghilterra. Da questa battaglia dipende la sopravvivenza della civiltà cristiana». Così parlò il primo ministro britannico Winston Churchill il 18 giugno 1940.

 

 

Sapeva che la formidabile macchina da guerra della Germania nazionalsocialista, costretta Parigi alla resa, si sarebbe scagliata sul suo Paese. A ostacolarla vi era però la potente marina da guerra di sua maestà, che i tedeschi potevano pensare di sconfiggere solo conquistando la superiorità aerea. La lotta, ricostruita di recente da Antonio Martelli nel libro La battaglia d’Inghilterra (il Mulino, 2011), si decise quindi nei cieli e farne le spese fu soprattutto la popolazione civile inglese martoriata dalle bombe nemiche, come si vede dalle belle foto storiche recuperate e colorate da un appassionato elettricista di 55 anni residente a Cardiff, Royston Leonard, e pubblicate dal quotidiano Daily Mail.

stuka

 

La prova fu durissima, lo si legge negli occhi di questa bambina che abbraccia la sua bambola tra le macerie di un edificio distrutto dagli attacchi tedeschi. Ma la Gran Bretagna resistette, da sola contro la furia Adolf Hitler, fedele all’appello che Churchill aveva rivolto ai suoi concittadini concludendo quel discorso: «Comportiamoci in modo che, dovessero l’Impero britannico e il Commonwealth durare mille anni, si continuerà a dire: quella fu la loro ora più bella».

 

 

Infuria il Blitz, tutti sottoterra

vigili del fuoco in azione

 

Quando la Luftwaffe (aeronautica tedesca) prese di mira Londra con micidiali bombardamenti a tappeto, la carenza di rifugi adeguati spinse gli inglesi a utilizzare ogni spazio sotterraneo disponibile, comprese le stazioni della metropolitana: questa foto venne scattata alla fermata Aldwych, che faceva parte della linea Piccadilly ed è attualmente in disuso dopo la chiusura avvenuta nel 1994. Gli attacchi aerei massicci contro la capitale britannica sono passati alla storia per gli inglesi come il «Blitz», dalla parola tedesca Blitzkrieg (guerra lampo), utilizzata per designare la fulminea strategia che aveva messo in ginocchio la Francia nel giro di poche settimane.

 

 

Dopo un’incursione

 

LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA

Un poliziotto e un soldato ispezionano Portman Street a Marylebone, una via del centro di Londra colpita dalle bombe, che hanno sventrato un autobus e distrutto delle automobili. Solo il 7 settembre 1940 cominciarono in forma sistematica i raid della Luftwaffe contro la capitale nemica. In precedenza, a partire dall’8 agosto, l’obiettivo principale dei tedeschi era stato annientare l’aviazione britannica, la Royal Air Force (Raf), che però aveva resistito alla prova. A quel punto le forze del Terzo Reich diressero i loro sforzi contro i centri abitati, nel vano intento di fiaccare il morale della popolazione britannica.

 

 

Nessuna pietà per gli ospedali

 

La scena delle infermiere che raccolgono lenzuola tra le macerie del Saint Peter Hospital a Stepney, nella parte orientale di Londra, mostra l’effetto dei bombardamenti indiscriminati. I tedeschi li avevano già sperimentati in Spagna, contro la città basca di Guernica, e poi, nella prima fase della Seconda guerra mondiale, a Varsavia e a Rotterdam. Gli inglesi non si tirarono indietro, avviando incursioni contro il Terzo Reich che poi, nel prosieguo della guerra, sarebbero divenute devastanti. Le principali città tedesche sarebbero state ridotte ad ammassi di macerie fumanti.

orgoglio britannico

 

Guerra ai libri

 

Ecco l’esame dei danni arrecati dalle bombe, nel settembre 1940, alla biblioteca privata di Holland House, la residenza di Lord Ilchester situata nel quartiere londinese occidentale di Kensington. Oggi i resti del palazzo distrutto nel 1940 sono utilizzati come fondale di un teatro all’aperto.

 

Vigili del fuoco in azione

 

metro londra

Veicoli antincendio all’opera in Whitecross Street a Islington, nella parte settentrionale della capitale britannica, dopo il pesantissimo raid del 29 dicembre 1940: oggi nell’area sorge il complesso residenziale Golden Lane Estate, costruito negli anni Cinquanta. Quella notte gli ordigni della Luftwaffe mandarono in fiamme gran parte del centro storico di Londra, danneggiando gravemente anche la cattedrale di San Paolo. Ma un’azione tanto rabbiosa denunciava l’impotenza dei tedeschi, che non erano riusciti né a eliminare la Raf né a piegare lo spirito di resistenza del popolo britannico. La battaglia d’Inghilterra si avviava alla conclusione con la prima grave sconfitta del Terzo Reich.

 

 

Il turno di Belfast

 

james ginger lacey

Non venne colpita soltanto Londra. Questa foto ritrae una squadra di salvataggio alla ricerca di sopravvissuti dopo un’incursione tedesca contro Belfast, capoluogo dell’Irlanda del Nord, nel maggio 1941. A questo punto la battaglia d’Inghilterra è finita e Hitler si sta preparando ad attaccare l’Unione Sovietica, ma la Luftwaffe non smette di attaccare il Regno Unito. La città inglese colpita più brutalmente fu il centro industriale meridionale di Coventry, investito da una serie di ondate aeree nella notte tra il 14 e il 15 novembre 1940.

 

Sotto le bombe tedesche, che distrussero la città, morirono oltre 1.200 persone. L’operazione della Luftwaffe, effettuata come rappresaglia per il raid compiuto dalla Raf su Monaco di Baviera l’8 novembre, colpì l’immaginario collettivo fino a generare il neologismo to coventrate (tradotto in italiano «coventrizzare») per definire l’atto di devastare dal cielo un centro abitato.

cecoslovacchi in soccorso dei britannici

 

 

donna estratta dalle macerie cadavere estratto da maceriebiblioteca bombardata

 

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