GIANNI MORANDI, IL PAZZO DI MONGHIDORO! “QUEL SOPRANNOME ME LO DIEDE LUCIO DALLA. ERAVAMO IN TOUR: UNA SERA NEI CAMERINI GLI URLAI CONTRO E LUI SCAPPÒ VIA STRILLANDO "AIUTO, LO PSYCHO DI MONGHIDORO!” - UN TOUR CELEBRA I 60 ANNI DI "C'ERA UN RAGAZZO" (E OGGI ARRIVA IL NUOVO SINGOLO "MONGHIDORO" SCRITTA PER LUI DA JOVANOTTI) – “UNA VOLTA GUCCINI MI DISSE SCHERZANDO CHE “C'ERA UN RAGAZZO” ERA UNA STORIELLA RISPETTO ALLA SUA “DIO È MORTO”. EPPURE, DOPO 60 ANNI, È ANCORA LÌ" - "SANREMO? CHE VADO A FARE? HO GIÀ DATO – “MIO FIGLIO PIETRO? MI HA PROMESSO CHE VERRA’ A CANTARE A MILANO. LUI È UN PO' STRANO, SPERIAMO NON CAMBI IDEA”. E SU PUTIN E TRUMP... – VIDEO
Andrea Silenzi per “la Repubblica” - Estratti
Una volta Guccini mi disse scherzando che C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones era una storiella rispetto alla sua Dio è morto. Eppure, dopo 60 anni, è ancora lì».
Gianni Morandi è pronto per l'ennesima avventura. Nella sua casa in campagna a San Lazzaro di Savena, a due passi da Bologna, annuncia un nuovo tour intitolato C'era un ragazzo — Gianni Morandi Story, ideato per festeggiare il sessantennale di una delle canzoni simbolo della sua carriera: partenza da Conegliano il 15 aprile, poi il 17 a Milano, il 21 a Roma e altri appuntamenti in giro per l'Italia.
Sul palco con lui una superband diretta dal maestro Luca Colombo. E poi un nuovo singolo, Monghidoro, disponibile da oggi, scritto da Jovanotti.
Con Lorenzo c'è una grande amicizia.
«Abbiamo fatto parecchie cose insieme. Quando gli ho parlato di questo tour mi ha detto "ci vuole un pezzo nuovo!". Io gli dicevo "ma guarda che faccio già fatica a mettere insieme la scaletta", ma lui ha insistito: "Ci vuole, ci vuole". E mi ha mandato Monghidoro».
gianni morandi con il figlio tredici pietro
È lei il pazzo di cui si parla nel brano?
«Sì, quel soprannome me lo diede Lucio Dalla. Eravamo in tour: lui, che era un irrequieto, entrava sempre con Caruso mentre io iniziavo a raccogliere gli applausi.
Una sera nei camerini gli urlai contro e lui scappò via strillando "aiuto, lo psycho di Monghidoro!».
Tornando a "C'era un ragazzo", il tema resta attuale anche dopo 60 anni.
«Sto lavorando con Federico Taddio, che è un autore, perché sul palco vorrei dire qualcosa su quello che sta succendo. Di politica non ho parlato tanto, però qualche accenno su questi due, Putin e Trump, che vogliono decidere di tutta la nostra vita, vorrei farlo.
L'Europa, poi, che non si compatta... Ma giusto qualche riflessione, la gente vuol sentir cantare. Certo, 60 anni fa ci ribellavamo alla guerra del Vietnam, oggi non è cambiato niente».
All'epoca fu premiato in Unione Sovietica per quella canzone.
«Mi diedero una medaglia, che ho ancora, per essere un cantante pacifista, lì c'era una condanna dell'invasione americana del Vietnam. Poi le cose dopo 60 anni sono cambiate adesso sono loro che aggrediscono».
Nel video di "Monghidoro" si vede lei giovanissimo.
«Non mi sembro neanche io. Ero tutto sgangherato, non sapevo dove mettere le mani. Io guardo a Charles Aznavour: il giorno dopo la sua morte doveva fare un concerto».
A 81 anni riempie i palasport.
«Mi fa un grande effetto. Quando mi dicono che le date sono esaurite non ci credo. Per preparare un tour bisogna lavorare come un atleta: faccio 7-8 giri di pista al giorno e vado in palestra. Alla mia età non puoi fare diversamente».
(…) Suo figlio Pietro ha detto che canterà con lei a Milano.
«Sarebbe bello. Cantiamo Vita insieme, anche il suo pezzo se ne ha voglia. Però Pietro è un po' strano, speriamo non cambi idea».
Pensa a Sanremo?
«Sono andato da Stefano De Martino e gli ho detto "guarda che ho una canzone". Ma scherzavo, ho già dato. Che torno a fare?».
Forse potrebbe tornare a Canzonissima. Negli anni 60 ne ha vinte tre.
«Ora ha cambiato formula, è un'altra Canzonissima, all'epoca era più importante di Sanremo. Nel ‘69 andai a fare l'Eurofestival e arrivai ventesimo. C'era anche Julio Iglesias, arrivò diciottesimo».
sinner morandi
gianni morandi
morandi dalla


