massimo giletti

GILETTI DI BACCALA’: “IN RAI IO E LA MIA SQUADRA NON SIAMO AMATI: CI SOPPORTANO PERCHÉ FACCIAMO ASCOLTI. SEMPRINI VA MALE? L'ERRORE È A MONTE: QUANDO HAI FLORIS, NUMERO UNO DEL MARTEDÌ, NON PUOI PERDERLO. MEDIASET? CI SONO STATI CONTATTI, MA TEMEVO DI FAR LA FINE DI MASTROTA E VENDERE PENTOLE”

Simona Voglino Levy per “Libero Quotidiano”

 

massimo giletti massimo giletti

Opere d'arte futuriste appese alle pareti di un salotto arioso. Massimo Giletti ci riceve nella sua magione romana dopo una giornata di lavoro. Partiamo dall' inizio: Massimo Giletti nasce a Mixer. «Ho una fotografia di là: eravamo tanti ragazzini in un mondo nuovo dove la tv iniziava a essere dominus. Per noi c'era un futuro che per un ragazzo, oggi, non vedo. Un conduttore come Minoli poteva investire su uno come me, senza esperienza».

 

Come nasce la passione del giornalismo?

«Dopo la laurea sono andato in Inghilterra, poi ho lavorato nell' azienda tessile di mio padre. Alla fine ho scelto Minoli: ero attratto da lui».

 

E come la presero in famiglia?

«Mi dissero che la televisione è per i cretini. Io mi diedi un anno di tentativi dopo il quale, se non fosse andata, avrei cercato un' altra strada».

 

massimo gilettimassimo giletti

Giletti ce l'avrebbe fatta, oggi?

«Difficilmente. Poi la mia è stata una ricerca. Le ultime trasmissioni con Zucchero e Mogol lo dimostrano: c'è sempre qualcosa di nuovo su cui cimentarsi. La ricerca riguarda anche l'amore».

 

A proposito, si è fatto un gran parlare di sue presunte liaison: prima con la Moretti, poi con Ambra…

«Con Ambra ho un bel rapporto personale che non ha nulla a che vedere col sesso. La Moretti è un altro mondo. Ma non voglio parlarne».

 

Torniamo alla tv: siamo passati dagli uomini di prodotto a quelli di apparato?

«Chi comanda vuole il controllo del prodotto, non lavorare per esso. C'è carenza umana che è la risorsa necessaria per fare la tv: abbiamo sperperato un tesoro immenso. Bisognerebbe tornare a investire su risorse umane e meritocrazia».

 

massimo giletti e francesco giorginomassimo giletti e francesco giorgino

Cosa pensa delle nomine appena fatte in Rai?

«Son nomine di gente che conosce la tv. A me interessa che chi comanda mi dia la possibilità di produrre bene, cosa che troppo spesso non mi è stata data. Spero vengano fatte buone scelte e di non dover battagliare per lavorare».

 

Quanto a produzioni, L'Arena funziona da sempre e Viva Mogol è stato un successo…

«Per Mogol ho fatto un lavoro importante con Gianmarco Mazzi, ex direttore artistico di Sanremo. Esco rafforzato in termini di esperienze».

 

Altre serate in programma?

«A breve vedrò il direttore generale e capiremo cosa sarà del mio domani».

 

Talvolta la accusano di populismo: la fa arrabbiare?

MASSIMO GILETTI PRESO A SCHIAFFIMASSIMO GILETTI PRESO A SCHIAFFI

«Se evidenziare che un signore che si è seduto per un giorno in un consiglio regionale per questo porta a casa 3 mila euro al mese è essere populisti, allora lo sono e lo sarò».

 

In Rai si parla di innovazione, ma tornano: Baudo, Santoro e Lerner.

«Non riescono più a formare nuovi conduttori: i giovani non guardano la tv, fanno fatica a capirla. Forse anche per questo è difficile».

 

Sta dicendo che la tv è stata superata?

«Direi di sì, per questo si ricorre all'usato sicuro».

 

Su Raidue non c'è un talk e Semprini sul 3 sta andando male: dov' è il problema?

«L'errore è a monte: quando hai Floris che è il numero uno del martedì, non puoi perderlo. Sennò perdi anche il pubblico».

massimo giletti coi carabinierimassimo giletti coi carabinieri

 

Allora non è la formula del talk che non funziona più?

«Io dimostro che si possono continuare a fare 4 milioni di spettatori».

 

Ma lei fa anche inchieste…

«Sì, forse il nostro è un prodotto contaminato. Penso di poter dire di aver creato qualcosa che va oltre al talk. Non è stato semplice».

 

In che senso?

«La mia squadra ed io, non siamo amati. Siamo un po' come gli ammutinati del Bounty: brutti, sporchi e cattivi. Siamo visti così. Ci sopportano perché facciamo ascolti. Ma penso sia giusto: dobbiamo continuare a essere brutti, sporchi e cattivi».

 

checco zalone da massimo giletti  2checco zalone da massimo giletti 2

Lei si guarderebbe?

«Sì. I riscontri del pubblico mi fanno pensare che il nostro prodotto sia buono. Non sono stati sempre momenti facili per me, ma ho tenuto botta».

 

Sente la responsabilità di essere un volto noto del servizio pubblico?

«Mi piacerebbe che i programmi fatti coi soldi dei contribuenti avessero un bollino, così ci sarebbe un' ulteriore responsabilità per noi che andiamo in onda coi loro quattrini».

massimo giletti e mara veniermassimo giletti e mara venier

 

I palinsesti valgono i soldi degli italiani?

«Tutto è migliorabile».

 

Campo Dall' Orto ha detto che la mission di questo suo mandato è quella di rendere un servizio pubblico educativo, culturale e meritocratico: ci sta riuscendo?

«È una sfida che si deve fare, ma non è detto che si vinca. Io spero ci riesca, sennò ci adagiamo su una tv commerciale che in passato, per non perdere il confronto con le tv berlusconiane, non ha dato frutti interessanti».

 

A proposito di Berlusconi: abbiamo letto spesso di sue trattative con Mediaset, ma poi è rimasto in Rai.

massimo giletti (3)massimo giletti (3)

«Ci sono stati dei contatti, ma ero giovane e avevo paura di far la fine di Mastrota e vendere pentole (ride, ndr). Oggi è diverso, è ovvio che chi fa milioni di ascolti interessa al mercato».

 

Perché non se n' è fatto niente…

«All' epoca pensavo di poter costruire il mio percorso indipendentemente dallo share. Ora sono al mio ultimo anno contrattuale nella tv pubblica e del doman non v' è certezza».

 

Che differenza c' è tra tv pubblica e commerciale?

«Quella di considerare il telespettatore un cittadino e non un cliente».

alessandra moretti e massimo gilettialessandra moretti e massimo giletti

 

Ma la logica del servizio pubblico non può fermarsi agli ascolti…

«Sì, ma per chi non li fa non deve diventare l' alibi. Essere servizio pubblico è più difficile, oggi. Ma non può essere una scusa se poi non ti guarda nessuno».

 

Perché Giletti è considerato servizio pubblico e Barbara D' Urso no?

«Basta guardare i programmi per vedere le differenze. Ho rispetto per il lavoro di tutti, ma le polemiche non mi interessano».

 

Vi siete recentemente scattati una foto insieme: siete così amici?

«Conosco Barbara da tanto, ci rispettiamo: non riesco a vederla come un' avversaria. Volevo avere anche io un conflitto di interessi», scherza.

 

Sa già cosa voterà a questo referendum?

massimo giletti massimo giletti

«Non mi va di dirlo, mi piace essere super partes. Comunque nessuno mi toglie dalla testa che questo sia un referendum più su Renzi che sulla Costituzione».

 

Renzi è appena stato a L'Arena. Che impressione le ha fatto?

«È un combattente, come Berlusconi».

 

Cosa risponde a chi la accusa di avergli lasciato fare un monologo?

«I monologhi televisivi che ho visto sono ben altri. Ha risposto alle mie domande».

 

Ha fatto molto, ma non Sanremo. Perché?

«Vianello l'ha condotto a 76 anni. C'è tempo...».

 

Il programma che vorrebbe?

massimo giletti vs mario capanna  7massimo giletti vs mario capanna 7

«Mixer, dove sono nato».

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?