giulio scarpati

“IL CINEMA HA AVUTO LA PUZZA SOTTO AL NASO NEI MIEI CONFRONTI PER IL SUCCESSO IN TV” – GIULIO SCARPATI RICORDA GLI ESORDI IN TEATRO: “AL MIO SAGGIO DA LICEALE TRA IL PUBBLICO C’ERA PASOLINI, FU UN AUTENTICO SHOCK” – IL BOOM DI “UN MEDICO IN FAMIGLIA”: “HA CREATO UN PO' DI PREGIUDIZIO NEI MIEI CONFRONTI, PER IL MONDO DEL CINEMA ERA COME AVERE LA FEDINA PENALE SPORCA” – LA FIGURACCIA NEL CAMERINO CON EDUARDO DE FILIPPO, LA PRESA IN GIRO DI ETTORE SCOLA, LA FINTA DIETA DI LINO BANFI SUL SET….

 

Estratto dell’articolo di Emilia Costantini per il “Corriere della Sera”

 

giulio scarpati foto di bacco

«Con la nostra neonata cooperativa di giovani attori, eravamo in un teatrino di Trastevere, dove era in programma il nostro spettacolo — racconta Giulio Scarpati —. Ma in sala non vedevamo arrivare nessuno, tanto che ci mettemmo a giocare a carte dietro le quinte per passare il tempo. E invece, meraviglia delle meraviglie, entra un unico spettatore, che era addirittura il critico teatrale dell’Unità , il compianto Aggeo Savioli. Allora mi precipito al bar, vicino al teatro, e telefono a casa, dicendo ai miei genitori che dovevano venire di corsa, insieme a tutto il resto della famiglia, per riempire almeno qualche altro posto: così fecero e lo spettacolo andò in scena».

 

E la recensione di Savioli come fu?

un medico in famiglia - giulio scarpati lino banfi

«Benevola... comunque noi non ci perdevamo d’animo, andavamo in giro anche nelle piazze di paese. Ricordo un borgo della Basilicata dove era la prima volta che i paesani assistevano a una rappresentazione teatrale: un ragazzino, non essendo abituato a stare zitto e fermo in platea, salì sul palcoscenico mentre stavamo recitando, afferrò un oggetto di scena e scappò via. Lo dovetti rincorrere per riaverlo indietro: sembrava uno spettacolo nello spettacolo. Oppure allestivamo rappresentazioni nelle carceri: in quello di Civitavecchia aiutammo i carcerati che reclamavano un confronto con l’allora sottosegretario al ministero della Giustizia, che era venuto proprio per assistere al nostro spettacolo...».

 

In che modo li aiutaste?

«L’autorevole funzionario era seduto in sala e noi, a sipario chiuso, dicemmo che non saremmo andati in scena finché non avesse ascoltato i detenuti, cosa che avvenne. Ci esibivamo anche negli ospedali psichiatrici e là, a volte, capitava qualche imbarazzante equivoco: era difficile distinguere, tra gli spettatori presenti, i medici dai malati di mente. Tuttavia, posso affermare con orgoglio che il mio primo spettatore importante l’ho avuto a 16 anni: era Pier Paolo Pasolini».

 

Per quale spettacolo?

nora venturini giulio scarpati

«Mentre frequentavo ancora il liceo, mi ero iscritto al laboratorio diretto da Elsa De Giorgi, cara amica del grande scrittore. Per il saggio di fine anno recitavamo con la nostra insegnante le laudi umbre del Duecento. Io impersonavo San Giovanni, Elsa era la Madonna e fu lei ad avvertirci che era presente Pasolini: per me fu un autentico shock ma, stranamente, fu proprio Elsa ad avere un vuoto di memoria e, incredibile a dirsi, le andai in soccorso io che, avendo studiato bene l’intero copione, la abbracciai per sussurrarle all’orecchio le battute da pronunciare. L’emozione può giocare brutti scherzi. A me è capitato persino da semplice spettatore di un mitico attore».

 

un medico in famiglia - giulio scarpati

Chi?

«Eduardo De Filippo. Erano i primi anni Ottanta e già calcavo regolarmente le scene e i set. Una sera vado ad assistere a un suo spettacolo, credo fosse una delle sue ultime apparizioni in palcoscenico. Al termine, mi presento nel suo camerino. Mi ero preparato un bellissimo discorso per fagli i complimenti, ma quando me lo sono trovato davanti, sono riuscito solo a esclamare: bravissimo!».

 

E lui?

«Mi guarda, sorride e risponde: grazie!... Che altro poteva dire? Mi sarei preso a schiaffi: volevo fare bella figura, quello intelligente con frasi appropriate, e invece feci la parte del cretino superficiale».

 

[...]

 

un medico in famiglia

Il caso volle anche che, dopo aver avuto Pasolini come spettatore, molti anni dopo lei fu nel film «Pasolini, un delitto italiano», dove si ricostruiva la vicenda del processo contro Pino Pelosi.

«Impersonavo l’avvocato Nino Marazzita che difendeva la famiglia Pasolini, e francamente mi è sempre rimasto un interrogativo irrisolto: com’è stato possibile che Pelosi possa aver ucciso, da solo, lo scrittore che era un uomo forte, agile...».

 

Il personaggio di Lele, nella fortunata serie «Un medico in famiglia», quanto ha influito sul suo successo mediatico?

«Tantissimo, non posso negarlo. Ancora oggi la gente che mi incontra mi dice che è cresciuta con quella fiction e ne sono contento. La famiglia che rappresentavamo all’epoca anticipava i tempi: impersonavo un vedovo con due figli da crescere, quindi gestivo il ruolo paterno e materno. Al mio fianco nonno Libero (Lino Banfi) mi aiutava nel mio non facile compito...».

 

eleonora giorgi rosanna banfi cesare bixio lino banfi verdiana bixio giulio scarpati eleonora cadeddu valentina corti foto di bacco

Banfi, un compagno di scena insostituibile?

«Era divertente stare con lui anche dietro le quinte, ma era fissato con la sua “finta” dieta!».

 

Finta?

«Il set era a Cinecittà e i nostri camerini nei container. Nella pausa pranzo Lino mi faceva puntualmente vedere il vassoietto, da lui richiesto, con risicate pietanze. Ma un giorno, mentre mangiavo nel mio camerino, vedo entrare, da un ingresso secondario, un tizio con un vassoio gigante, con ogni sorta di prelibatezze, che si dirigeva verso il camerino di Lino: evidentemente non stava a dieta... di nascosto si faceva portare il suo “vero” pranzo!».

 

[…]

 

carlo principini giulio scarpati foto di bacco

Il successo televisivo ha costituito un pregiudizio nei suoi confronti come attore di cinema?

«Un po’ di pregiudizio c’era all’epoca: il cinema aveva un po’ di puzza sotto al naso nei confronti del piccolo schermo, era come avere la fedina penale sporca, cosa che ora è superata, per via delle piattaforme: ormai il cinema si vede più in tv che nelle sale, non è più tanto grave essere attore televisivo e cinematografico».

 

Tra i registi cinematografici, quello con cui ha lavorato meglio?

«Ettore Scola. Un grande autore e regista che ha fatto la storia del cinema, ovviamente molto severo: sul set parlava poco e ti faceva rifare una scena mille volte, finché non era convinto della tua interpretazione. Era la prima volta che lavoravo con lui ed ero abituato a registi, miei coetanei, con cui avevo confidenza, un rapporto alla pari. Nei primi giorni di riprese del film Mario, Maria e Mario mi sentivo a disagio, perché lui era taciturno. Così presi coraggio e gli dissi: Ettore, il nostro rapporto non funziona... E lui, nel suo aplomb serafico risponde: non sapevo che fossimo fidanzati... Scoppiai a ridere e da quella volta si ruppe la barriera tra noi, nacque una amicizia profonda. Durante una cena in trattoria, mi fece un omaggio, dedicandomi un ritratto, uno schizzo che ritraeva il mio volto, tratteggiato al volo su un foglietto, cui aggiunse la didascalia: un’espressione intelligente di Scarpati... La sua ennesima presa in giro».

lino banfi giulio scarpati foto di bacco

 

Lei è spesso diretto da un’altra regista particolare: sua moglie Nora Venturini. È più facile lavorare, dato il rapporto di complicità, oppure...

«Non è più facile, perché quando lavoriamo non siamo i “coniugi” Giulio e Nora, ma Scarpati e Venturini. Nemmeno più difficile, tranne il fatto che l’ansia creativa della regista ci costringe spesso a degli autentici tour de force... ore e ore di prove, senza nemmeno il tempo per fare una pipì. Aggiungo che, quando lavoro con altri registi, a casa mi rilasso. Invece Nora me la ritrovo la sera a casa... e il lavoro non finisce mai!». […]

giulio scarpati e moglienora venturini giulio scarpatigiulio scarpati foto di baccogiulio scarpati foto di baccogiulio scarpati

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...