i soliti idioti la solita commedia

IL CINEMA DEI GIUSTI - "QUESTO COCKTAIL SA DI SCUREGGIA". I SOLITI IDIOTI BIGGIO E MANDELLI SONO TORNATI. E "LA SOLITA COMMEDIA" È UNO DEI FILM PIÙ ORIGINALI, SPERIMENTALI E INTELLIGENTI DELLA STAGIONE

Marco Giusti per Dagospia

 

La solita commedia – Inferno di Biggio e Mandelli e Martino Ferro

 

i soliti idioti  la  solita commediai soliti idioti la solita commedia

“Questo cocktail sa di scurreggia”. Arieccoci. “Mi chiamo Pietro, ho 32 anni e da 47 giorni non mi faccio selfie”. Benissimo. C’è pure Gesù, cioè Tea Falco con la barba (Tea/Teo) che si fa le canne, e scende sulla terra per staccare il pisello al protagonista se non aiuterà Dante Alighieri nella sua ricerca di nuovi peccatori. “Lo riavrai all’alba” . Ma siamo sicuri che se lo ricorderà? Dio è una specie di megadirettore tra un Eugenio Scalfari tabagista e facile alla bottiglia e il Paolo Paoloni di Fantozzi. Lucifero è una creatura bianca e nera che sembra provenire dai Cremaster di Matthew Barney. E Minosse, di fronte a nuovi peccatori, hacker o stalker che siano, non sa proprio dove sistemarli.

 

Nel nuovo film di Biggio e Mandelli, La solita Commedia – Inferno, diretto e scritto assieme a Martino Ferro, prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani, c’è più Cattelan nel senso di Maurizio l’artista che Cattelan in senso di Alessandro lo showman, più intelligenza che solita idiozia, anche perché il terzo film dei Soliti idioti -Biggio & Mandelli, se mai si farà, è legato a Pietro Valsecchi e alla Tao Due, e i due non possono usare qua nemmeno il grandioso Ruggero De Ceglie con tutto il suo carico di volgarità.

i soliti idioti   la  solita commediai soliti idioti la solita commedia

 

Meglio. Perché La solita Commedia – Inferno, punta decisamente su un pubblico meno cafone e più colto, dove Dante può parlare in rima, anche se sono rime che somigliano più a quelle dell’”Inferno di Topolino” di Guido Martina (quelli della mia generazione lo conoscono a mente) che a quelle originali del divino poeta. E le musiche possono ammiccare a quelle anni ’60 di Cochi e Renato.

 

Rispetto ai due fortunati primi film, 11 milioni il primo e qualche milione di meno il secondo, magari più divertenti, scatenati e giovanili, ma meno costruiti e amalgamati, anche se il secondo uscì il giorno che Berlusconi se ne andò (forse) per sempre e parve (almeno a me) un grande film politico sull’Italia a metà tra Ruggero-Silvio e Teocoli-Monti, qua Biggio & Mandelli riescono a fare un grande passo avanti.

 

Anche se forse un po’ troppo pulito e luccicante, qualcuno (lo so, lo so) direbbe pure un po’ renziano, questo La solita Commedia - Inferni è uno dei film più originali, sperimentali e intelligenti della stagione, quasi da portarlo a Cannes insomma più che darlo in pasto al pubblico italiano della domenica, dove i due riescono a fondere buffe osservazioni sull’inferno della nostra vita di tutti i giorni, sketch demenziali anche superclassici, il gusto per una rilettura della realtà cattelanistico (o cattelaniano), in un racconto molto ben organizzato e costruito come contenitore-distributore di altri mille racconti.

 

i soliti   idioti la  solita commediai soliti idioti la solita commedia

Insomma l’opposto del Boccaccio non così maraviglioso dei Taviani, diciamo, ma anche qualcosa che è più vicino al mondo delle Storie pazzesche del messicano Damian Szafron, e alla sua deformazione in chiave da sketch horror di scivolamento dal reale, che a quello dell’Italiano medio di Maccio Capatonda, che ha certo molti punti di contatto con il loro. Scordiamoci però I soliti idioti e i loro personaggi più popolari, anche se nel titolo e nel manifesto il richiamo è ovvio, e scordiamo i “dai, cazzo!” di Ruggero.

 

Su giusta lamentela di Minosse, guardiano dell’Inferno, che non sa più come dividere i dannati e in quali gironi mandarli non conoscendo granché dei nuovi peccati e dei nuovi peccatori moderni, Dio, su consiglio di Sant’Ambrogio (“…portarci in Europa!”), ma l’idea era di San Francesco, decide di rimandare per un solo giorno sulla terra Dante Alighieri per stillare una nuova Commedia che comprenda nuovi girono e nuovi peccati. Dante, interpretato con notevole grazia e in un Toscano coltissimo da Francesco Mandelli, arriva quindi in Italia, su indicazione di Dio (“quale posto migliore per vedere il peggiore?”), e si “ri-ritrova in una selva oscura” trovando facilmente il suo nuovo Virgilio, cioè Francesco Biggio, che è il tipico uomo qualunque costretto a vivere la nostra infernale vita di tutti i giorni.

i  soliti idioti la solita commediai soliti idioti la solita commedia

 

La situazione, insomma, è ribaltata, visto che il nuovo Inferno è la terra, anzi, il nostro paese, anzi il nord del nostro paese (una Torino costruita a imitazione di Milano), e nel suo viaggio Dante non incontra peccatori morti, ma vivissimi. I loro gironi infernali sono i luoghi naturali che affrontiamo tutti i giorni, il bar della prima colazione, il traffico, il supermercato, la piazza con la pubblicità invasiva, il mondo del lavoro, il condominio, la movida notturna. E’ lì che si muovono i nuovi Farinata degli Uberti della nostra italietta.

 

C’è il molestatore di chi ha fretta, quello che ti ferma mentre i vigili ti portano via la macchina, il covatore di rabbia, quello che esplode di rabbia ricordando una cosa accaduta chissà quando e non se fa una ragione, gli abusatori di comando, cioè gli “sbirri allo sbando” che esplodono nella violenza per far parlare una macchinetta delle bibite, i prevaricatori di file, cioè quelli che ti passano davanti alla cassa del supermercato. Non male neanche gli adoratori di tragedie, che aspettano di vedere la morte in diretta per poterla riprenderla col telefonino.

 

Ogni peccatore ha un nome ben preciso, questo sì un po’ fantozziano, come tale Walter Pistacchi, tiratore di pacchi, che ti ha dato appuntamento per un concerto e non verrò mai in tempo. Alla fine siamo davanti a una massa di sketch, più o meno riusciti, ma molto ben organizzati come racconto complessivo, interpretati tutti dalla stessa compagnia, che oltre a Biggio e Mandelli ci propone le bellissime Daniela Virgilio e Tea Falco e i talentuosi Marco Foschi, Polo Pierobon, Giordano De Plano in tanti ruoli diversi. A trionfare, a livello comico, sono i peccatori più legati alle nostre pessime abitudini tecnologiche. Come “Klaus e Nikolai, incapaci di wi-fi”, che non riescono a scrivere sul computer la password del nuovo modem che hanno in casa. 

 

i soliti idioti la solita commediai soliti idioti la solita commedia

O “Pietro Valente, tecnoincontinente”, oscuro impiegatuzzo che diventa dipendere da smartphone e da whatsapp, qui chiamato messapp, racconto magistrale del nostro orrore quotidiano che spiega molto bene cosa sia il nuovo inferno, che non è quello che ci racconta sul “Fatto” Buttafuoco, malgrado il nome dantesco. Quando Mandelli viene portato da un collega d’ufficio in un orrendo posto da drogati per messaggiare senza limiti e precipita con la testa dentro al cesso alla ricerca del suo cellulare come in Trainspotting, il film sviluppa perfettamente quell’idea di racconto dell’Italia tra I mostri di Dino Risi e una lunga tradizione di sketch televisivi e poi internettari, che ci indica davvero la buona strada per la nostra commedia (all’italiana, non divina).

 

Sono notevoli anche “i consumatori di bruttezza”, i fighetti del sabato sera che si divertono con il trash con il cafonal e lo squallore, che adorano bere “un cocktail di merda” e sono un po’ come l’altro lato degli adoratori del bello di Italiano medio. Curiosamente Biggio e Mandelli non toccano nel loro inferno né la politica, e fanno bene, visto che già così è un film politico, né cinema e tv, dove potrebbero insistere all’infinito. Visti i peccati e i peccatori che riempiono le sale con film italiani tremendi, fiction demenziali, reality supercafoni.

 

i soliti idioti la  solita commediai soliti idioti la solita commedia

Registi più o meno intellettualoidi, autori esaltati, produttori fuori di testa che si sentono Harvey Weinstein, l’elenco è lunghissimo. Meglio astenersi. Ma già così ne abbiamo abbastanza per quanto riguarda l’inferno (purgatorio e paradiso a quando?). Stavolta, purtroppo, saranno costretti a ricredersi anche i criticoni che avevano massacrato i due precedenti film dei Soliti idioti. No, ma non è renziano, davvero… In sala dal 19 marzo.

Ultimi Dagoreport

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)