papa bergoglio schiaffeggia la mano di una fedele che lo strattona

IL MIRACOLO DI DAGOSPIA - GLI INVIATI AL SEGUITO DEL PAPA, A COMINCIARE DAL VIAGGIO DI FRANCESCO TRA IL 12 E IL 15 SETTEMBRE IN UNGHERIA E SLOVACCHIA, NON SONO PIÙ TRE MA SEI - PARAGONARE LO STATO DEL VATICANO A UN TELEGIORNALE O A UNA STRUTTURA DI RETE, POLITICAMENTE NON È SCEMO: È SUICIDA. SECONDO: IL TAGLIO DELLA COPERTURA DEI VIAGGI PAPALINI VALE IL TAGLIO DEGLI ZEBEDEI. FIN DAL 1954, LA RAI VENDE I SERVIZI SUL PONTEFICE A 98 EMITTENTI DELL’EUROVISIONE. ED È L’UNICO MATERIALE CHE FA ENTRARE QUALCHE SOLDINO NELLE CASSE DISSESTATE DELLA TIVÙ DI STATO. CHIARO?

DAGONOTA

BERGOGLIO ALL'OSPEDALE DI BANGUI

In data 5 agosto un Dago-flash! spifferava: ‘’Fuortes, i tagli, li ha cominciati bene: con il Papa! il novello ad Rai ha ordinato una drastica riduzione della copertura del prossimo viaggio di Francesco in Ungheria, dove incontrerà Orban) e Slovacchia. Pare che la bindiana Paterniti (direttore per l'offerta informativa) e Massimo Milone (responsabile di Rai Vaticano) abbiano assicurato a Fuortes una mega balla: che il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin fosse d'accordo”.

Giuseppina Paterniti

 

Nei giorni successivi alla pubblicazione del ‘’flash!’’, è bastato all’ad Rai un semplice contatto con lo staff di Parolin per avere la conferma della balla sparata dalla coppia, Paterniti-Milone. Perché avrebbero rifilato a Fuortes la mega-balla? Chissà, ma essendo i due dirigenti prossimi al pensionamento, tutto può succedere…

 

MASSIMO MILONE

Intanto, paragonare lo Stato del Vaticano agli esuberi di un Telegiornale o di una struttura di rete, non è scemo: è politicamente suicida. Secondo: il taglio della copertura dei viaggi papalini vale il taglio degli zebedei. Fin dal 1954, la Rai vende i servizi sul Pontefice a 98 emittenti dell’Eurovisione. Ed è l’unico materiale che fa entrare qualche soldino nelle casse dissestate della tivù di Stato. Chiaro?

 

 

IN VIAGGIO CON IL PAPA RESTA L'ESERCITO DI INVIATI

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

PAPA FRANCESCO IRAQ

Il miracolo di Saxa Rubra, così viene chiamato. Non è quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci ma quest' altro: gli inviati al seguito del Papa, a cominciare dal viaggio di Francesco tra il 12 e il 15 settembre in Ungheria e Slovacchia, non sono più tre ma sei. La storia è questa.

 

L'ad Carlo Fuortes, nella linea generale del risparmio e della razionalizzazione, aveva deciso una piccola grande misura: soltanto tre inviati al seguito del Papa nei suoi viaggi, per evitare servizi fotocopia che oltretutto costano, e non più come è accaduto finora una mezza dozzina di giornalisti. Così ripartita: due del Tg1, uno del Tg2, uno del Tg3, uno di RaiNews24 e uno della Radio.

 

CARLO FUORTES MARINELLA SOLDI

Tutti per raccontare la stessa cosa più o meno nella stessa maniera. Non era giustificato il taglio voluto dall'ad, secondo cui basterebbero tre inviati di tre testate (Tg1, Tg3, RaiNews24)? Ma certo che lo era. Ma Fuortes il nuovo arrivato aveva forse sottolineato il miracolo di Saxa Rubra che, tra resistenze corporative interne e sponde esterne alla Rai (la forza del Vaticano), ha vanificato questo inizio di battaglia anti-sprechi.

 

carboni

L'ad ha dovuto cedere - a riprova che la Rai non è un'azienda come le altre e che anche per lui salvarla non sarà facile - al contesto in cui influenze politiche in senso lato («Ha dovuto muoversi la Fabbrica di San Pietro», è la battuta che gira) e una complessiva voglia di non innovare continuano evidentemente a resistere.

 

E questo è un piccolo grande caso, comprensivo della richiesta del Cdr del Tg1 e delle pressioni di una dozzina di vaticanisti perché l'ad facesse marcia indietro. E così è stato. Ma quando Fuortes attiverà i tagli veri - per ora ha solo cominciato sugli sprechi delle reti - si troverà di fronte altre barricate, anche se la situazione è grave ed esiste il rischio, come ha detto lo stesso ad, che i libri contabili finiscano in tribunale?

pietro parolin bergoglio

 

NOMINE Intanto, nel campo della gerarchia aziendale, sono attese alcune mosse. Il 13 settembre scadono i contratti di due figure apicali: quella del capo della comunicazione - finora Marcello Giannotti - e dg Alberto Matassino. Chi prenderà il loro posto? Saranno dirigenti già in azienda, senza assunzioni esterne visto il vincolo del risparmio. Come dg addetto al prodotto, si fa il nome di Marcello Ciannamea, che essendo considerato vicino al centrodestra fungerebbe da riequilibrio per una Rai che il centrodestra considera sbilanciata a sinistra.

 

PAPA FRANCESCO AL SISTANI

Sarebbero in lizza tre Roberti come dg per la parte corporate: Roberto Sergio, Roberto Nepote, Roberto Ferrara (che è stato capo staff dell'ex ad Salini). Intanto, il 9 settembre, ci sarà il primo Cda post-vacanze. Il 10 e 11, Fuortes sarà a Napoli per il Premio Agnes. Poi, a ottobre, scadono i direttori del Tg1 e del Tg2 e bisognerà farne di nuovi o quasi: perché Sangiuliano, secondo i rumors, resterà al suo posto mentre al Tg1 dovrebbe arrivare Antonio Di Bella, che piace a destra e a sinistra, anche se l'intervista di Draghi l'altro giorno al telegiornale - finora l'unica rilasciata dal premier - ammiraglio viene letta da qualcuno come un'apertura di credito alla gestione attuale anche perché gli ascolti di quel tiggì vanno bene.

 

ROBERTO SERGIO

Ma a dirigere la Comunicazione, dal 13 settembre, chi andrà? Circola un poker di nomi: dal direttore di Rai2, Ludovico Di Meo, a Fabrizio Casinelli che fino al 2015 è stato capo ufficio stampa della Rai e prima ha svolto la stessa funzione a Palazzo Chigi con Berlusconi (ora è direttore della comunicazione di RaiCom); da Lorenzo Ottolenghi, vicedirettore di RaiCultura ed ex vicedirettore delle Relazioni Istituzionali, a Giovanni Parapini di cui si dice che possa essere il favorito ed è stato il capo della Comunicazione con Campo Dall'Orto.

Marcello Ciannamea

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....