roberto napoletano

UN FARAONE A NEW YORK - LA GOLA PROFONDA DEL 'SOLE 24 ORE': “LA CASA A NEW YORK PER IL DIRETTORE NAPOLETANO E IL PATTO PER REFERENDUM. HO VISTO COSE DA PAZZI” - ''CON TREU E BENEDINI COMANDAVA NAPOLETANO. BOCCIA NON LO AMAVA, MA PUR DI AVERE IL GIORNALE SCHIERATO PER IL 'SÌ' CACCIÒ DEL TORCHIO CHE AVEVA SCOPERCHIATO I CONTI'' - GLI INCONTRI CON RENZI E LOTTI

 

Giuseppe Caporale per http://notizie.tiscali.it/

ROBERTO NAPOLETANO1ROBERTO NAPOLETANO1

 

L’appuntamento con la gola profonda è al ristorante “Il Marchesino”, accanto al teatro la Scala, nel cuore di Milano. Ad accettare di rispondere a una serie di domande è un ex top manager che ha avuto un ruolo importante durante lo scandalo che ha travolto il primo quotidiano economico italiano e che è già stato interrogato come testimone dalla procura di Milano. Le sue dichiarazioni sono state ritenute “molto importanti” dagli inquirenti.

 

“Guardi, ho visto con i miei occhi cose da pazzi e sono disponibile a parlare con lei e raccontarle tutto, solo perché molto amareggiato dalla vicenda. E anche in apprensione per le mille persone che lavorano lì. Tra loro ci sono professionalità eccellenti ed è vergognoso quello che è successo. Le chiedo solo una cortesia: voglio mantenere l’anonimato”.

 

Il sole ore rappresentatissimo il direttore Roberto Napoletano lAD Donatella Treu e il neo Presidente Cav Benito Benedini Il sole ore rappresentatissimo il direttore Roberto Napoletano lAD Donatella Treu e il neo Presidente Cav Benito Benedini

Non fa sconti ai vertici aziendali che sono accusati dal pm Fabio Di Pasquale di aver sconquassato i conti del primo quotidiano economico italiano: Donatella Treu ex amministratore delegato, Benito Benedini ex presidente del gruppo e Roberto Napoletano ex direttore del giornale e indicato come vero dominus nella gestione “folle” della società.

 

“La confusione dei conti”

“Avevo capito subito che c’era qualcosa che non andava, e banalmente me ne ero accorto da un fatto: non c’erano le divisioni per i centri di costo. Non era chiaro quanti soldi perdesse o guadagnasse una divisione piuttosto che un’altra. I conti del quotidiano e della radio, ad esempio, erano tenuti assieme. Io fui il primo a sollevare il problema delle copie digitali, ma non ebbi mai risposta. Poi è arrivato il nuovo amministratore delegato Gabriele Del Torchio. A quel punto lui che è un vero capo azienda si è scontrato con quello ombra, che era Napoletano”.

la Ad del Sole Ore Donatella Treu e il Cavalier Benedini neo presidente del Sole ore la Ad del Sole Ore Donatella Treu e il Cavalier Benedini neo presidente del Sole ore

 

“Genio e sregolatezza”

“Fin quando c’era Benedini come presidente e la Treu come amministratore delegato, come ormai appare evidente a tutto, il vero capo azienda era il direttore Napoletano. Era lui che decideva tutto. C’era imbarazzo nelle riunioni amministrative alle volte, perché non si capiva a che titolo fosse lì e nemmeno con quale competenza intervenisse. Benedini sedava le nostre proteste al riguardo sempre con la stessa frase: il nostro direttore è genio e sregolatezza...”.

 

E prosegue: “In riunione Benedini, Treu e Napoletano parlavano sempre di numeri generali senza mai scendere nel dettaglio dei conti. Napoletano assicurava che le copie digitali avrebbero fatto crescere la pubblicità. La Treu non aveva nessuna esperienza nella governance di un’azienda del genere e forse questo ha inciso parecchio. Se ci fosse stata maggiore attenzione, questi problemi sarebbero emersi molto prima”.

Sole 24 Ore - il documento sull'accordo segreto tra Benedini, Treu e Napoletano Sole 24 Ore - il documento sull’accordo segreto tra Benedini, Treu e Napoletano

 

“La casa a New York e i rimborsi da centinaia di migliaia di euro”

“In un contesto di totale dominio del direttore e assenza di governance credo siano maturate anche tutte quelle spese pazze...” racconta. “Un altro esempio, mi risulta che il direttore Napoletano avesse disponibilità di una casa a New York, che i conti di alberghi, ristoranti e altre spese fossero esorbitanti e che a fine anno i costi dei suoi rimborsi potevano arrivare ad alcune centinaia di migliaia di euro”.

 

E prosegue: “Proprio sui rimborsi sono iniziati gli scontri tra Napoletano e Del Torchio. Il manager ha subito capito che l’azienda era fuori controllo ed ha cercato di intervenire. Anche su altre spese come il ricorso smodato agli straordinari. I contrasti sono stati diversi e Napoletano deve poi aver chiesto un intervento in sua difesa da parte dell’azionista: Confindustria”.

 

Boccia, Napoletano e il patto sul referendum

“Ma il nuovo presidente dell’associazione degli industriali Vincenzo Boccia non era certo un sostenitore del direttore, almeno all’inizio. Del resto nemmeno Napoletano aveva sostenuto Boccia nella corsa alla presidenza di Confindustria. Ritengo che il punto di coesione tra i due sia stato raggiunto attraverso la questione del referendum costituzionale. L’estate scorsa Boccia si era esposto dichiarando il suo appoggio al Sì, creando una forte spaccatura dentro Confindustria.

BOCCIA NAPOLETANOBOCCIA NAPOLETANO

 

E ciò è avvenuto proprio nel momento in cui Del Torchio ha scoperto la scrittura privata che avrebbe dovuto assicurare al direttore una mega-liquidazione in caso di licenziamento senza giusta causa, sottoscritta in gran segreto da Benedini e Napoletano senza che il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e gli azionisti ne sapessero alcunché”.

 

del torchio napoletano bocciadel torchio napoletano boccia

E prosegue: “A quel punto Napoletano si è dato da fare ed ha garantito la sua copertura alla mossa a favore del Sì del presidente di Confindustria, con tanto di benedizione da parte di Palazzo Chigi. Ci risulta infatti, che in quei giorni di massima tensione il direttore sia andato a parlare sia con l’allora sottosegretario all’editoria Luca Lotti (oggi ministro, ndr) che con lo stesso Matteo Renzi.

 

Un ruolo chiave nel difendere Napoletano contro Del Torchio l’ha avuto anche Luigi Abete. Una società normale e non attraversata dagli interessi degli azionisti il direttore lo avrebbe messo alla porta molto prima. Per altro Confindustria non dovrebbe esercitare nessun potere di coordinamento nella gestione”.

 

Il grande rischio della cassa vuota

gabriele del  torchiogabriele del torchio

“Non le nascondo - prosegue - che sono molto preoccupato anche adesso per la tenuta dei conti dell’azienda. Il Sole ha un deficit di 5 milioni di euro al mese tra entrate e uscite di cassa. Perde 30 milioni l’anno. Confindustria annuncia che sottoscriverà un aumento di capitale ad aprile. Spero non sia tardi. Il nuovo amministratore delegato Franco Moscetti pare sia in rotta con l’azionista. Non si possono escludere azioni eclatanti, come quello di portare i libri in tribunale davanti a soluzioni non convincenti. Sarebbe un disastro. Le do solo un dato: ci sono azionisti che quando Il Sole è stato quotato in borsa hanno investito 40 milioni di euro. Sa quanto valgono le loro azioni oggi? Quattrocento mila euro”.

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”