john elkann giornali quotidiani fiamme

FUORI DAI GEDI! – I GIORNALISTI DEL GRUPPO GEDI ATTACCANO IL LORO EDITORE, JOHN ELKANN, PER LE VOCI SULLA CESSIONE DI 6 QUOTIDIANI LOCALI DEL NORDEST (INDISCREZIONI NON SMENTITE DAI VERTICI): “IL GRUPPO GEDI TORNA SUL MERCATO CON UNA MERA LOGICA DI ‘COMPRA-VENDITA’ FINALIZZATA A SVUOTARE LE REDAZIONI E A TAGLIARE I COSTI” – OGGI L'INCONTRO TRA I VERTICI DEL GRUPPO E IL COORDINAMENTO DEI COMITATI DI REDAZIONE – ELKANN ASSICURA CHE NON INTENDE VENDERE L'EX ”GIOIELLINO” “REPUBBLICA”. INTANTO SI STA LIBERANDO UN PO' ALLA VOLTA DELLA GRAN PARTE DELLE TESTATE, DA “L'ESPRESSO” IN GIÙ…

Da www.primaonline.it

 

gruppo editoriale gedi

“È tutta l’informazione a essere a rischio se passa la logica che i giornali possono esistere solo tagliando compensi e posti di lavoro”. E’ la frase con cui si chiude il lungo comunicato con cui i giornalisti del Gruppo Gedi tornano a dire la loro sulla situazione dell’editrice e sulle voci che la circondano.

 

Nel testo viene affrontato il tema delle indiscrezioni su nuove possibili cessioni – attribuendo al management la decisione di agire “con una mera logica di “compra-vendita” -, per poi lamentare la mancanza di un piano industriale e investimenti adeguati.

 

Per oggi, 15 febbraio è fissato un incontro con i vertici dell’editrice, dopo che per lunedì 13 era stata indetta una assemblea in tutti i quotidiani del Gruppo.

 

Il testo del comunicato

john elkann

Le giornaliste e i giornalisti del Gruppo Gedi confermano il proprio stato di agitazione dopo le circostanziate notizie sulla trattativa in corso tra la proprietà e alcune cordate di industriali per la cessione delle storiche testate del Nordest: il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia, la Tribuna di Treviso, il Corriere delle Alpi, Il Messaggero Veneto e Il Piccolo. A cui si aggiungerebbe la Gazzetta di Mantova. Indiscrezioni non smentite dai vertici di Gedi, nonostante una specifica richiesta in tal senso da parte dei comitati di redazione.

 

maurizio scanavino

Il Gruppo Gedi – con amministratore delegato Maurizio Scanavino (anche ad e dg della Juventus, doppio ruolo che non riteniamo compatibile), controllato da Exor della famiglia Elkann – torna sul mercato con una mera logica di “compra-vendita” finalizzata innanzitutto a svuotare le redazioni e a tagliare i costi, dimostrando uno sconsiderato disimpegno dal settore editoriale a favore dell’ infotainment, verso il quale sono invece stati indirizzati molti investimenti, con l’acquisto di siti e start-up. Questo, quando non più tardi di un mese fa lo stesso Scanavino aveva garantito che “il perimetro delle testate era definito” e non sarebbe stato toccato.

 

SEDE GRUPPO GEDI

Ora le nuove trattative sono motivo di grande preoccupazione per le redazioni, che assistono a un progressivo e continuo impoverimento delle testate e per l’assoluta irrazionalità di una compagine che tre anni fa ha acquistato il più grande gruppo editoriale italiano, fra roboanti annunci di sviluppo dell’informazione, per poi iniziare subito a dismetterlo, pezzo dopo pezzo, con la già conclusa cessione de Il Tirreno, La Nuova Sardegna, le Gazzette, La Nuova Ferrara, MicroMega e da ultimo dello storico settimanale Espresso, simbolo del giornalismo d’inchiesta in Italia. Senza dimenticare gli insistenti rumors sulla vendita anche di Repubblica.

 

MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN

Le notizie non sono passate di moda: le persone cercano sempre più un’informazione accurata. È il sistema di distribuzione ad essere entrato in crisi: nostro compito di giornalisti è garantire notizie verificate, approfondite, che permettano a chi le legge di avere strumenti di conoscenza e valutazione su ciò che accade; compito dell’editore è trovare gli strumenti per distribuire e valorizzare l’informazione.

 

In Gedi manca, invece, il piano industriale che il coordinamento dei cdr chiede da tempo. In un momento di crisi del settore, l’azienda non solo non ha fatto alcun investimento sui suoi giornali, ma anche la sbandierata volontà di puntare sull’informazione digitale si scontra con una totale assenza di programmazione e strategia: importanti investimenti fatti in un recente passato in questo settore sono stati “sconfessati” da cessioni di centri di produzione ritenuti strategici, come quella di parte di Gedi Digital al gruppo Accenture, a dicembre.

 

JOHN ELKANN CON LA STAMPA

Il coordinamento dei cdr del gruppo ha chiesto, subito, un confronto che la proprietà ha fissato per oggi 15 febbraio. Dopo aver chiesto, invano, un anticipo dell’incontro (rifiuto motivato dall’azienda per i molteplici impegni del management), si sono svolte le assemblee dei giornalisti di tutto il gruppo Gedi – oltre ai giornali oggetto di

trattativa, La Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX, La Sentinella Canavese, la Provincia Pavese, Radio Capital, Gedi Visual – consegnando ai propri rappresentanti proposte per elaborare un’azione sindacale efficace e affidare un chiaro mandato ai cdr al tavolo con la proprietà.

 

john elkann foto mezzelani gmt 147

È tutta l’informazione a essere a rischio se passa la logica che i giornali possono esistere solo tagliando compensi e posti di lavoro.

ROMA - JOHN ELKANN AL RISTORANTE

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