socialpolitik

SOCIALPOLITIK - SI LANCIANO CANDIDATURE SU TWITTER, SI RACCOLGONO FONDI SU FACEBOOK: I SOCIAL SARANNO LA CHIAVE PER APRIRE LE PORTE DELLA CASA BIANCA (SOPRATTUTTO PER HILLARY, SEMPRE A DISAGIO DI FRONTE A GRANDI FOLLE E NEI DIBATTITI TV)

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

SOCIALPOLITIKSOCIALPOLITIK

 

Quello che la televisione fu per Kennedy nel 1962, i social network saranno per chi entrerà alla Casa Bianca nel 2017: lo strumento principale e indispensabile di persuasione, di controllo e di mobilitazione degli elettori.

 

O almeno così credono gli ormai quasi venti, fra repubblicani e democratici, fra maschi e femmine, che aspirano al massimo soglio del potere americano e che si preparano a rovesciare un miliardo dei quattro complessivi che la campagna elettorale del prossimo anno costerà nella fornace di Facebook, Twitter, Instagram e di tutti i nuovi media che promettono di realizzare il sogno dei manipolatori di opinione: raggiungere uno alla volta, nella magnifica illusione del messaggio personalizzato e della partecipazione, cittadini sempre più frammentati e sempre più allergici al generico assalto di tv, radio, comizi e quotidiani.

SOCIALPOLITIK 1SOCIALPOLITIK 1

 

Sono trascorsi appena sette anni — un tempo che nella vita delle nuove tecnologie della comunicazione va misurata con il metro della vita dei cani — da quel 2008 quando il team del candidato Barack Obama intuì e cercò di sfruttare le possibilità ancora primitive offerte da Internet, arrivando a raccogliere anche la somma, allora faraonica, di 42 milioni in piccole donazioni. In quell’anno l’iPhone (commercializzato soltanto in giugno, dunque a primarie ormai decise) sembrava ancora un “gadget” e arrivò troppo tardi per servire alla propaganda per le elezioni del novembre successivo.

 

Twitter, ancora nella propria infanzia dopo la creazione nel 2006 e ben lontano dai 189 milioni di americani che oggi “cinguettano”, e Facebook, che aveva già quattro anni di vita, ma era ancora lontano dalla sofisticazione che oggi gli consente di esplorare e di mietere dati sulla abitudini e le preferenze dei partecipanti, fecero sorridere gli strateghi del campo opposto, gli uomini del team Mc-Cain, troppo “vecchia maniera”. Soltanto Obama credette nel potere della Rete e ne raccolse i frutti, in termini di microfinanziamenti e di mobilitazione.

obama twitter  23obama twitter 23

 

Neppure Mitt Romney, quattro anni più tardi, con smartphone e tablet ormai onnipresenti, comprese la potenza positiva e insieme la capacità distruttiva dei social network, nella infinita riproducibilità di slogan, formule, e di “meme”, di quel luoghi comuni, gaffe, giochi di parole e pseudoconcetti che infestano la Rete.

 

Una sua frase usata per difendersi dall’accusa di non avere donne nella propria squadra, «Ho un raccoglitore pieno di nomi di donne», divenne appunto un “meme” micidiale che lo inchiodò alla propria apparente insensibilità sessista. La “narrazione politica” costa milioni e può essere demolita da una battuta infausta rimbalzata nel cyberspazio in continua espansione.

 

obama twitter 3obama twitter 3

Ma esattamente come accadde con la tv, così i registi dei social network si stanno trasformando da controllati a controllori. Facebook dal 2012 a oggi ha raddoppiato il “government and politics team”, ossia lo staff dedito alle campagne squisitamente politiche, che comprende un reparto vendite specifico nonché degli impiegati dediti “in esclusiva” ai democratici o ai repubblicani. Insomma, gli specialisti della persuasione politica hanno imparato da tempo a rivoltare contro il pubblico e quindi usare, e a non più subire, quella telecamera che demolì Nixon.

 

michelle obama pubblica su twitter una vecchia foto natalizia con barackmichelle obama pubblica su twitter una vecchia foto natalizia con barack

E in questa stagione politica presidenziale i candidati, da Hillary Clinton ai meno conosciuti, come il repubblicano Scott Walker, hanno ingaggiato squadre di esperti e di giovani “Social Network Savy”, esperti del Brave New World di Facebook e Twitter. Si lanciano candidature su Twitter. Si raccolgono fondi su Facebook. Si lanciano grasse bufale destinate a esistere per sempre, secondo la legge della immortalità della calunnia. Si illustrano le gloriose tappe della campagna su Instagram. Il tutto a costi incomparabilmente inferiori a quelli della produzione di video professionali o di spot.

 

La leva della partecipazione illusoria, come l’ha definita la rivista più autorevole di psicologia, Psychology Today , l’illusione ottica delle reti “sociali” che creano in chi vi partecipa la sensazione dell’appartenenza e della comunità in action senza rendersi di conto di essere usa- ti, è andata ben oltre le rudimentali scoperte del 2008 o i classici siti di mobilitazione politica come i blog alla “Move On” per la sinistra.

 

PROFILO TWITTER DI HILLARY CLINTON PROFILO TWITTER DI HILLARY CLINTON

La Community si è liquefatta, e i pescatori di consenso gettano le reti nell’acqua. La novità, che alcuni come Scott Walker, un repubblicano marginale impegnato in una scalata impossibile stanno usando, è nella riserva miracoloso di dati personali che i social network offrono. Tutti sanno ormai tutto di tutti.

 

Matt Oczkowski, oggi ingaggiato da Walker, ha spiegato chiaramente al Washington Post che la disponibilità di dati personali offerti dai partecipanti, la visibilità dei loro comportamenti e delle loro preferenze, già ampiamente sfruttate dai meccanismi pubblicitari di Google, offre a partiti e candidati «una miniera ricchissima da sfruttare». Lo spot televisivo, nella sua genericità, tenta di colpire la formica usando uno schiacciasassi. Facebook o Twitter permettono invece di intervenire con il bisturi andando a incidere, uno per uno, nella capillarità sociale.

PROFILO TWITTER DI HILLARY CLINTON PROFILO TWITTER DI HILLARY CLINTON

 

E anche se l’incisione non sempre funziona, spiega Oczkowski, «ci permette di avere gigantesche mailing list», recapiti, gusti e indirizzi di potenziali simpatizzanti, che in altri tempi avrebbero richiesto mesi di lavoro e spese per acquistarle.

 

In questo nuovo mondo sofisticamente orwelliano ed essenzialmente commerciale — i social network non sono affatto “sociali”, ma aziende private a scopo di lucro — dove l’apparenza della massima espressione di libertà individuale viene canalizzata e poi usata da “minatori di dati”, la qualità del messaggio conta meno della capacità di colpire la psicologia del singolo, di sfruttarne le idiosincrasie, le passioni, gli odi, le simpatie amplificandole nella grande caverna dell’eco, di Internet.

hillary clinton nel video in cui annuncia la sua candidaturahillary clinton nel video in cui annuncia la sua candidatura

Si raccolgono fondi, per dare una patina di partecipazione popolare all’oscenità dei miliardi versati dai grandi elemosinieri istituzionali. Si personalizza il messaggio con semplici algoritmi e messaggi computerizzati. E si rende virtuale la tradizionale fatica del “porta a porta” e delle scarpe logore. Il cyber volantinaggio che bussa al proprio iPhone, o iPad, spesso nascosto nell’anonimato è la versione 2.0 della persuasione occulta svelata dal sociologo Vance Packard nel lontanissimo 1957 studiando le pagine patinate dei periodici.

il comizio di hillary clinton il comizio di hillary clinton

 

Zac Moffattt, che guidò la campagna IT di Mitt Romney, vede in Facebook lo strumento chiave per aprire le porte della Casa Bianca al nuovo inquilino nel 2017: «Facebook ha la audience più grande, gli strumenti più avanzati e l’approccio più aggressivo che offre la leva più efficace minimizzando i costi e gli sprechi».

 

I Social permetteranno a candidati come Hillary Clinton, sempre a disagio di fronte a grandi folle, nei dibattiti tv e nelle intervista con giornalisti professionisti, di organizzare colloqui “one on one”, faccia a faccia con un singolo elettore, da sfruttare e rilanciare poi nell’eco della grande caverna vuota.

marco rubio  con jeb bush e mitt romneymarco rubio con jeb bush e mitt romney

 

I Social, e Facebook in particolare saranno «il mostro che dominerà la campagna presidenziale» profetizza un altro influencer repubblicano, che parla per esperienza avendola utilizzata per radicalizzare gli elettori del suo partito lo scorso anno, nella grande vittoria alle elezioni di metà mandato, quando furono i manipolatori democratici a essere sorpresi dall’insurrezione della destra pilotata via Rete. «O la subisci o la usi», dice, «o divora gli altri o divora te».

 

Si torna dunque, dietro l’apparenza della nuova democrazia polverizzata dalla Rete al paradigma del 1960 nel caso dell’attraente Jack Kennedy di fronte al torvo Nixon: non è quello che sei, ma quello che fai credere di essere, qualunque sia il “medium”, l’eterno segreto della persuasione politica e del potere.

kennedy nixonkennedy nixon

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?