paolo giordano nicola lagioia elena loewenthal

I SOLONI DEL LIBRO - A TORINO SI STA GIOCANDO LA PARTITA DEL NUOVO DIRETTORE DEL SALONE DEL LIBRO CHE SOSTITUIRÀ NICOLA LAGIOIA. MENTRE LA DESTRA STA A GUARDARE, LE DIVERSE SINISTRE LITIGANO – IL FAVORITO È PAOLO GIORDANO, TORINESE (MA NON HA MAI ORGANIZZATO NULLA, NEPPURE UNA PRESENTAZIONE IN LIBRERIA). POI C'È ELENA LOEWENTHAL CHE HA AVUTO L'ENDORSEMENT DI ELISABETTA SGARBI. IN CORSA ANCHE LOREDANA LIPPERINI, IN QUOTA MURGIA...

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

nicola lagioia salone del libro 4

A proposito di egemonia culturale, di «contro egemonia» e del fatto che il nuovo Governo debba estendere o meno la propria influenza nei posti chiave della Cultura, cosa peraltro normalissima: si chiama spoil system e ha sempre funzionato benissimo. Infatti la sinistra quando poteva lo ha applicato magnificamente, ora però che è il turno della destra diventa un peccato capitale.

 

Ecco, a proposito di tutto ciò un caso da manuale è la nomina del prossimo direttore del Salone del Libro di Torino, che affiancherà fino a maggio Nicola Lagioia e dopo lo sostituirà, restando in carica dal 2024 al '26. Una partita da cui la destra è esclusa. Il ministro Gennaro Sangiuliano, peraltro appena arrivato, non ha potere nella nomina e molto correttamente non interviene (anche se il suo precedessore, Franceschini, indirettamente si faceva sentire, eccome).

 

il salone del libro di torino

Mentre il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, pur essendo la Regione socio unico del Circolo dei Lettori, ossia il braccio operativo del Salone, preferisce lasciare alla sinistra locale ogni scelta. Un po' per disinteresse verso la Cultura, un po' per un malinteso timore reverenziale nei confronti della sinistra, un po' per concordia istituzionale fra Regione e Comune. Così è.

 

Il Salone dal 1998 al 2016 è stato diretto da Ernesto Ferrero, poi nel 2017 fu scelto, con nomina diretta, lo scrittore Nicola Lagioia. Ora invece per dare una parvenza di trasparenza si è indetta una manifestazione di interesse e nominato un Comitato direttivo che sceglierà fra le candidature arrivate (una cinquantina quelle significative). Adesso fate attenzione. Il Comitato è composto da sette persone: il coordinatore Giulio Biino, che è anche presidente della Fondazione Circolo dei lettori, in prima fila nell'organizzazione del programma del Salone; Marco Pautasso, segretario Generale del Salone del Libro; Vittoria Poggio, assessore alla Cultura della Regione, in quota Lega; Rosanna Purchia, assessore alla Cultura del Comune di Torino, molto vicina a Franceschini; e, con tre votanti, l'associazione Torino Città del Libro (cioè i proprietari del marchio, quelli che nel recente passato hanno salvato il Salone dal fallimento).

 

nicola lagioia salone del libro 3

La prima riunione del direttivo è stata la scorsa settimana, ed è servita ad annusare le varie posizioni (per la nomina servono sei voti su sette). L'11 gennaio ci sarà l'appuntamento chiave, per decidere. I candidati veri sono sette, tutti ascrivibili all'area di sinistra. Se fosse un congresso per decidere il Segretario si parlerebbe di correnti; qui di sfumature, ma cambia poco. Vediamo i nomi.

 

Considerato favorito, c'è Paolo Giordano, scrittore e premio Strega, come Lagioia; ma è un fisico, non un letterato. È torinese, e la cosa conta parecchio. Non ha mai organizzato nulla, neppure una presentazione in libreria, ma la cosa non preoccupa nessuno. Gli ultimi due pezzi che ha scritto sono anti Salvini e anti Meloni, quindi perfetto per Torino.

 

paolo giordano

E soprattutto è un nome pop, commerciale (motivo per cui piace molto all'associazione Torino Città del Libro, cioè i privati, che sono quelli che rischiano di più) e poi essendo firma nobile del Corriere della sera e della Lettura, trasformerebbe i giornali di via Solferino, più di quanto già non siano, nell'house organ del Salone, che ha già alle proprie dipendenze Repubblica grazie al comune orientamento a sinistra, e la Stampa, che per tradizione e per torinesità da sempre spinge la kermesse come ufficio stampa ombra, accanto a quello ufficiale della manifestazione. E poi Giordano, espressione più fedele della linea Saviano-Einaudi-Fazio, piace alle professoresse democratiche col cerchietto e le scarpe basse che affollano il Salone.

 

Poi c'è Elena Loewenthal (invisa alla Città del Libro): già consigliere regionale di +Europa, è la direttrice del Circolo dei Lettori, il cui presidente, Giulio Biino, è il coordinatore del Comitato che sceglierà il direttore del Salone. Tutto in famiglia, insomma. Ma non è neppure questo. Da giorni a Torino molti si chiedono, ma nessuno lo scrive, se è opportuno che la Loewenthal si sia candidata in qualità di direttrice di un ente che riceve da Città e Regione finanziamenti che sono utilizzati per la gestione della programmazione del Salone del Libro.

 

nicola lagioia salone del libro

Ma i conflitti di interesse, si sa, sono solo quelli di Berlusconi. Ah: la Loewenthal sta muovendo fiumi e prealpi per ottenere appoggi di ogni tipo. Su Repubblica ha avuto l'endorsement di Elisabetta Sgarbi (che è la sua editrice...), e due giorni fa quello di Angelo Pezzana, il fondatore nel 1988, assieme a Guido Accornero, del Salone del Libro e figura di riferimento della Comunità ebraica: «Loewenthal è la miglior scelta possibile», ha scritto.

Poi c'è Gianni Oliva: torinese, storico, intellettuale di sinistra duro e puro, già consigliere comunale nelle fila del Pci a Coazze e a Giaveno e poi assessore in Provincia e in Regione nelle fila del Pd.

 

ELENA LOEWENTHAL

Ottima persona. Ma mettere Oliva alla guida del Salone è come candidare Giachetti a Roma. Zero standing e appeal solo presso il funzionariato Pd regionale.

 

 

Quindi tre outsider. Bruno Ventavoli, responsabile di Tuttolibri (persona dal carattere difficile ma troppo colta per dirigere il Salone, e ovviamente non ce la farà); Oliviero Ponte di Pino (l'uomo del successo di Bookcity a Milano, ma la domanda è: visto che tempo fa si tentò, senza riuscirci, di portare il Salone di Torino a Milano, non è che così si vuole portare direttamente Milano a Torino?), e Loredana Lipperini: giro Repubblica-Murgia-Radio3, anche se forse mettere a capo del Lingotto una che difende ancora con orgoglio il terrorista, criminale e scrittore Cesare Battisti è troppo anche per Torino.

Resta Giuseppe Culicchia, scrittore, torinese, da anni dentro il Salone, di cui conosce benissimo i meccanismi, l'ala più moderata della sinistra intelligente, lontano da fanatismi che in un vicino passato, fra programmi a senso unico e espulsione di editori non graditi, hanno percorso il Salone; uno che anni fa non ebbe paura di invitare- fra i mugugni di tanti salottieri - l'allora ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Ma l'equilibrio, si sa, da quelle parti non è una virtù.

 

loredana lipperini premiata foto di bacco

 

 

 

lagioia appendinonicola lagioia salone del libro 1paolo giordano

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO