IMBAVAGLIATELO! - TARANTOLA E GUBITOSI, DIMENTICATE LE PERFOMANCE PIDDINE EPOCA PRIMARIE, TENTANO DI IMBRIGLIARE IL BANANA E SCRIVONO A ZAVOLI: “CHE SI FA PRIMA DELLA PAR CONDICIO?” - LA LEGGE SULLE PRESENZE IN TV IN CAMPAGNA ELETTORALE SCATTA DAL 3 (O DAL 10) GENNAIO, MA I “TECNICI” DI MONTI - L’AGCOM SI “OCCUPERA’” DI MEDIASET - RISPOLVERATA LA “PAR CONDICIO NON ELETTORALE”?...

Alberto D'Argenio per "la Repubblica"

Rai in allarme per l'invasione della tv pubblica da parte dei politici in campagna elettorale. Tanto che il presidente Anna Maria Tarantola e il Direttore generale Luigi Gubitosi scrivono al presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, per chiedere come comportarsi nelle prossime due settimane, ovvero prima che entri in vigore la par condicio. Ammesso che il Parlamento faccia in tempo ad approvarla visto che i lavori della Vigilanza vanno a rilento.

Dunque la Rai potrebbe vivere la prima fase della campagna elettorale senza par condicio. Per la gioia di Berlusconi, che ieri è tornato ad attaccare le regole sulle presenze in tv e ha ammesso di volere un rinvio delle elezioni per inondare quanto
possibile il piccolo schermo. Si muove invece l'Autority per le comunicazioni, che domani sfornerà il regolamento che indice la par condicio per le reti private come Mediaset.

Le regole sulla presenza in tv dei politici scattano con l'indizione dei comizi, ovvero il 3 o il 10 gennaio a seconda che si voti il 17 o il 24 febbraio. Ma le due (o tre) settimane che mancano all'inizio ufficiale della campagna elettorale rappresentano una "zona grigia" piena di rischi per il pluralismo dell'informazione politica. Come dimostra l'esondante Berlusconi che dilaga con il Tg5 che costruisce un servizio sui "successi" del suo governo, il Tg4 che tracima con l'integrale della presentazione integrale da parte del Cavaliere del libro di Vespa.

E Poi la telefonata a Belpietro, "l'intervista" con Barbara D'Urso, la presenza a Quinta Colonna e infine lo show del Cavaliere di ieri sera a Porta a Porta. La Tarantola e Gubitosi dunque scrivono a Zavoli: «Nell'attuale e delicata fase politico-istituzionale emerge l'esigenza di garantire il pluralismo informativo e limitare al massimo forme di soggettività
che possono provocare polemiche e dissapori tra le forze politiche. È nostro obiettivo che la Rai dia prova di assoluta equidistanza, imparzialità e correttezza».

Per questi chiedono «specifiche indicazione da parte della Commissione Parlamentare (la Vigilanza Rai, ndr) nell'attuale periodo antecedente la par condicio».
La richiesta plana nella riunione di ieri della presidenza della Vigilanza. Zavoli non c'è, ancora fuori gioco per la violenta rapina subita quindici giorni fa. E i rappresentanti
dei partiti in vigilanza se ne lavano le mani grazie al centrodestra: «Quando si parla di televisione e Berlusconi è impossibile trovare un accordo», racconta chi ha partecipato alla seduta.

E così la proposta di risposta da inviare ai vertici Rai è blanda: «Uniformatevi ai criteri di obiettività con il maggior rigore possibile», è il sunto. Ma la Vigilanza grazie a Lega e Pdl rischia di farla grossa. Nella riunione di ieri quelli del Carroccio, guidati da Caparini, appoggiati dai fedelissimi del Cavaliere (per il Pdl c'era Lainati) hanno chiesto un rinvio della discussione sulla par condicio. Fatto sta che la Vigilanza rischia di non sfornare il regolamento sulla presenza dei politici in Rai in tempo per l'avvio ufficiale della campagna elettorale.

Tanto che il centrista Roberto Rai chiederà ai colleghi di lavorare durante le vacanze di Natale per farsi trovare pronti all'appuntamento. Di televisioni private invece si occupa l'Agcom. L'Autorità domani, come previsto dalla sua agenda, approverà il suo regolamento sulla par condicio. Non sono previste sorprese, con un periodo iniziale che assicurerà un equilibrio di presenze tra i partiti rappresentati in Parlamento e un secondo in cui saranno regolamentate anche le liste che non siedono alle Camere. Ma nell'Authority in molti riconoscono che Berlusconi sta «sfruttando » il periodo pre elettorale per invadere la tv.

Al momento reazioni non sono in agenda. Ma si ricorda che dal 2006 è in vigore una delibera che introduce la "par condicio non elettorale", un periodo di trenta giorni che precede l'avvio della campagna elettorale con regole ordinarie "rinforzate". In virtù di questa regola l'Agcom, potrebbe farlo già domani, verificherà gli spazi televisivi dei singoli politici. Con la possibilità di sanzionare le presenze di Berlusconi e di imporre un riequilibrio a Mediaset.

 

LUIGI GUBITOSI SILVIO BERLUSCONI Anna Maria Tarantola BERLUSCONI barbara durso Sergio Zavoli

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…