jonas- kaufmann

JONAS KAUFMANN IS BACK! DOPO I PROBLEMI ALLE CORDE VOCALI, IL TENORE ROCKSTAR TORNA A PARIGI NEL “LOHENGRIN”: ED È SUBITO DELIRIO - MATTIOLI: “IMPOSSIBILE NON COMMUOVERSI. PURTROPPO, O PER FORTUNA, L’OPERA È FATTA PER GRANDI PERSONALITÀ. SE CI SONO, LA MAGIA SCATTA; ALTRIMENTI, È SOLO NOIA” - VIDEO

 

Alberto Mattioli per http://www.lastampa.it

 

JONAS KAUFMANN LOHENGRINJONAS KAUFMANN LOHENGRIN

Il momento di panico si è avuto prima dell’inizio, quando a luci già spente è sbucato alla ribalta della Bastille un inviato dell’Opéra. I messaggeri, all’opera come nella tragedia greca, portano sempre cattive novelle. Tutti hanno quindi istantaneamente pensato la stessa cosa: «Oddìo, non canta» (e in subordine: «E io ho preso l’aereo - o il treno, o il giorno di ferie - per niente»).

 

Invece la notizia, pur cattiva, non è risultata tragica: semplicemente, Martina Serafin, Elsa von Brabant, era «souffrante», ma nonostante questo aveva deciso di cantare lo stesso, cosa per la quale il teatro la ringraziava e e bla bla bla. Sospiro di sollievo collettivo.

KAUFMAN A NAPOLIKAUFMAN A NAPOLI

 

Pochi spettacoli d’opera degli ultimi anni erano attesi come questo «Lohengrin» parigino. Era il sospirato ritorno sulle scene, dopo quattro mesi, di Jonas Kaufmann, 47 anni, il tenore più celebre del mondo, l’uomo-che-ha-tutto, voce, talento, fisico, simpatia, doti di attore e successo forsennato.

 

La sua ultima apparizione risaliva a settembre, al San Carlo di Napoli, dove cantò (poco e male, riferiscono le cronache) quelle canzoni napoletane che già non dovrebbero cantare gli italiani non napoletani, figuriamoci i bavaresi, benché italofili e italofoni. Poi arrivò la malattia e con una diagnosi pericolosa: ematoma alle corde vocali, che per qualcuno che con le corde vocali ci lavora non è esattamente rassicurante. Da allora, per Kaufmann è stato un seguito di cancellazioni: cancellati «Les Contes d’Hofmann» sempre a Parigi, cancellato il concerto alla cerimonia dei Nobel, cancellata la partecipazione all’inaugurazione della nuova sala da concerti di Amburgo...

KAUFFMANNKAUFFMANN

 

Finché l’annuncio che dal 18 gennaio Kaufmann avrebbe cantato le cinque recite di «Lohengrin» previste ha scatenato il finimondo nel mondo dell’opera internazionale. In effetti, ieri sera, ultima delle cinque, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Fuori dal teatro c’erano groupie del bel Jonas scatenate, lunghe file in biglietteria, gente in arrivo da mezza Europa e anche da più in là e loschi figuri che ti si avvicinavano chiedendo se volevi un biglietto e, accessoriamente, se eri disposto a strapagarlo.

 

Dentro, una Bastille piena fino all’ultimo strapuntino, in un clima di attesa e di scettica fiducia: sì, le recensioni erano rassicuranti, ma si sa che la critica francese è più stravagante perfino di quella italiana, e insomma si volevano verificare live le condizioni dell’Amatissimo...

 

RENZI E KAUFMAN A NAPOLIRENZI E KAUFMAN A NAPOLI

Bene: l’attesa non è stata delusa. Oddìo, nel primo atto era percepibile un po’ di cautela e anche una certa velatura della voce, per esempio nel finale. Sempre magnetica, però, la presenza scenica, con il duello con il malvagio Telramondo che era un duellone vero, da film di cappa e spada (e hai voglia, poi, di rimetterti a cantare, con il fiatone). Nel secondo atto, si sa, il tenore canta poco. Nel terzo, infine, si è verificato l’atteso miracolo, la resurrezione del più grande Lohengrin dei nostri giorni (e uno dei più grandi in generale). E allora si è assaporato un duetto con Elsa di straordinaria varietà di accenti e un «In fernem Land» tutto in piano, fra l’alitato e all’allucinato.

 

«In una solenne esaltazione», lo prescrive il libretto: ma stavolta l’esaltazione era tutta interiorizzata, quasi una seduta d’autocoscienza sul lettino del dottor Wagner: meraviglioso. A questo punto ci si chiedeva cosa Kaufmann avrebbe inventato per il finalone: ed ecco «Mein lieber Schwan!» in pianissimo, e un colore diverso di voce per ogni «Lebwohl!», addio: impossibile non commuoversi. Purtroppo, o per fortuna, l’opera è fatta per grandi personalità. Se ci sono, la magia scatta; altrimenti, è solo noia.

 

KAUFFMANN 1KAUFFMANN 1

In ogni caso, non è stato un one man show ma, nel complesso, un ottimo «Lohengrin». Lo spettacolo è quello di Claus Guth, già presentato alla Scala al Sant’Ambroeus del ’12: di grande bellezza anche figurativa, e così pieno di riferimenti e di rimandi e di citazioni psicoanalitici, psicologici, politici, sociali e culturali che forse potrebbero essere anche un po’ meno, insomma affascinante ma impegnativo. Bellissima la direzione di Philippe Jordan, che cesella i preludi e ottiene un suono sempre morbido, aereo, trasparente, leggero, scattante senza pesantezze e pieno senza clangori. Coro e Orchestra dell’Opéra lo seguono a meraviglia (un po’ meno, magari, le trombe in scena). 

 

KAUFMANN 9KAUFMANN 9

Malata o no, Serafin è comunque un’Elsa efficiente benché non troppo personale. Un po’ fuori forma René Pape come Re Enrico. Tomasz Konieczny, cui a Vienna fanno straziare il repertorio italiano, qui invece funziona e risulta un Telramondo perfettamente aggressivo e violento. A livello Kaufmann la magnifica, ben nota Ortruda di Evelyn Herlitzius: quando alla fine si appalesa alla ribalta e lancia sulla platea come missili le sillabe furiose del suo ultimo scongiuro è semplicemente magnifica. Alla ribalta poi, tutti, sono stati sommersi di applausi e di fiori. È già Pasqua.

Jonas  Kaufmann   Jonas Kaufmann Jonas KaufmannJonas Kaufmann

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...