cecilia bartoli

L'ACUTO DELLA BARTOLI RESUSCITA PURE I (TEATRI) MORTI - RIAPRE DOPO 75 ANNI L'AMINTORE GALLI DI RIMINI, CON 10 MINUTI DI APPLAUSI RISERVATI ALLA MEZZOSPRANO NEI PANNI DELLA ''CENERENTOLA'' DI ROSSINI: ''SONO STRA-FELICE, MIO PADRE ERA DI RIMINI E MI RACCONTAVA…'' - IL SOGNO DI FARE LA BALLERINA DI FLAMENCO, LA DIFFICOLTÀ PER LE DONNE DI FARE I DIRETTORI D'ORCHESTRA, LA COMPETIZIONE E LE INVIDIE: ''NELL'OPERA CANTIAMO DAL VIVO. C'È POCO DA NASCONDERE…''

 

Rita Vecchio per www.ilmessaggero.it

teatro galli di rimini

 

«Sono stra-contenta. Riaprire un teatro è un momento storico». Cecilia Bartoli scende dal palco dell’Amintore Galli di Rimini seguita da dieci minuti di applausi per la prima rappresentazione dopo 75 anni di chiusura di questo teatro. Classe 1966, è una vera forza della natura e - pure quando firma centinaia di autografi nel foyer -  il successo pare non averle montato la testa. Regina della vocalità italiana, mezzosoprano romano di origini riminesi, trent’anni di carriera, più di dodici milioni di dischi venduti, vincitrice di Grammy Award, ha debuttato a Rimini con La Cenerentola di Gioachino Rossini. 

 

 

Emozionata? 

cecilia bartoli

Di più… Sono super felice: è un momento davvero importante per la storia di tutto il teatro. La riapertura del Galli di Rimini - dopo il bombardamento del 1943 durante la Seconda Guerra Mondiale che lo distrusse - ci fa onore se consideriamo la situazione attuale in cui versano i teatri italiani. A questo si aggiunge per me il ricordo affettivo: mio padre era di Rimini, e fin da piccola mi raccontava la storia di questo luogo simbolo della città, dove si esibivano cantanti importanti. Era un tenore: sarebbe stato entusiasta.

 

Il debutto con la Cenerentola

Una fiaba triste con un finale meraviglioso. Un viaggio nel mondo rossiniano messo in scena qui con la forma semi-scenica e strumenti d’epoca. E poi, Le Musiciens du Prince di Monaco diretti magistralmente da Gianluca Capuano, il coro maschile dell’Opéra di Monte-Carlo, e un cast stellare come Edgardo Rocha (Don Ramiro), Alessandro Corbelli (Dandini), Carlos Chausson (Don Magnifico).

 

rimini tutti pazzi per la bartoli

Dove c’è la Cenerentola, c’è la Bartoli: non è vero?

Rossini è un compositore che mi ha fatto compagnia durante la carriera e quest’anno ricorre il centocinquantenario dalla morte. Pensi che non avevo nemmeno venti anni quando debuttai con Rosina del Barbiere di Siviglia all’Opera di Roma e che Cenerentola arrivò al Metropolitan di New York per la prima volta nel 1997 con me. Quello di Angelina è un ruolo che amo molto.

 

Con il rondò finale, Rossini dà a noi cantanti un grande insegnamento: riuscire a concentrare le energie e a bilanciare le forze. Sono pagine vocali difficili che richiedono tanta tecnica ed esperienza. E poi lei, personaggio concreto: in casa è l’unica a lavorare, le due sorellastre non fanno niente dalla mattina alla sera.

 

Ma nella vita è più cenerentola o principessa? 

Non saprei dirle. Vengo da una famiglia di cantanti. Però, come spesso capita, all’inizio non ne volevo sapere di fare la cantante (ride, ndr) 

 

E cosa voleva fare? 

cecilia bartoli

La ballerina di flamenco (ride, ndr). Mi iscrissi pure in un gruppo semi-professionale. 

 

E poi?

Lasciai perché ero più portata per la musica.

 

Dica la verità: balla ancora?

No. A parte qualche passo di nascosto e per scherzo (ride, ndr). La danza però mi ha aiutato a gestire i movimenti sul palco.

 

Mondo difficile l’opera? 

Ci vuole volontà e disciplina. La voce è uno strumento musicale che, a differenza degli altri, è interno al nostro corpo. É lo strumento più toccante dell’anima, ma anche il più fragile. Basta un raffreddore, e per noi diventa una catastrofe. 

 

cecilia bartoli

Si sente un po’ primadonna?

Sì. Rientra nel ruolo delle eroine dell’opera. 

 

Pregiudizi legati a ruoli divistici?

Forse sì. Ma anche qui è l’opera stessa che ci aiuta con personaggi scritti apposta. La Tosca, la Traviata, e via dicendo: sono personaggi femminili e non si scappa.

 

Le hanno mai detto: questo è da “uomini”?

Credo che la difficoltà maggiore sarebbe stato se io fossi stata un direttore d’orchestra. Non sono tante le donne. Come cantante, raggiungere certe posizioni è difficile, ma se hai carisma, amore e passione, ci riesci. 

 

Però lei è la prima donna a dirigere un Festival, quello di Salisburgo.

Vero. Prima c’era Riccardo Muti.

 

cecilia bartoli

C’è competizione e invidia?

Certo che ci sono, come in tutti gli ambienti. C’è da dire che nell’opera cantiamo dal vivo. E anche qui, non puoi scappare. 

 

È diversa dal pop?

C’è una differenza enorme. Anche se poi, è lo stesso lavoro. Mi diverte sempre ricordare quando un giorno - ero a Toronto per un concerto - chiamai l’ascensore dell’albergo dove alloggiavo. Si aprirono le porte e dentro c’era Mick Jagger circondato da guardie del corpo. Mi fecero entrare: lui era diretto allo stadio, io in teatro. Ma pur con generi diversi, entrambi - pensai - stavamo andando a cantare.

 

Vi siete parlati? 

No. Ci siamo guardati, non so se lui mi ha riconosciuto. È vero che l’opera è popolare, ma il pop dà più visibilità.

 

Sì, ma Lei è pop. La sua prima volta è stata in tv…

«Ho debuttato con Pippo Baudo a Fantastico: lui cercava talenti e io fui scelta. Frequentavo il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Cantai proprio qualche aria di Rossini, e Katia Ricciarelli mi fece da madrina. Mi sono divertita molto»

cecilia bartoli

 

Lo sente ancora Baudo? 

Lo ritengo un caro amico. È mio grande fan e io ho una stima immensa di lui. Ha fatto tanto per la tv. 

 

L’opera non se la possono permettere tutti. 

Esatto. Anche se poi, guardando i prezzi alti dei concerti pop, il cliché dell’opera viene smontato. Rimasi allibita quando ho comprato due biglietti per mia nipote, fan scatenata degli One Direction. Il teatro classico non può fermarsi: deve continuare ad andare avanti. Va sostenuto.

 

E come? 

cecilia bartoli 9

Con leggi e politica presenti. Basterebbe credere di più nel nostro patrimonio. Lo Stato siamo noi. E l’Italia è un museo a cielo aperto. Dobbiamo averne cura e trattarlo con rispetto.

 

Dopo Rimini, progetti da realizzare? 

Porterò in giro il nuovo album “Antonio Vivaldi” inciso per Decca. È il secondo lavoro discografico su di lui (il primo, “Vivaldi Album” nel 1999 vendette un milione di copie, ndr). Allora mi concentrai sul virtuosismo, questo è un disco più melodioso, melanconico, profondo, drammatico. Lo porterò in tour in Europa aggiungendo altro repertorio. Sarò a marzo al San Carlo di Napoli e tornerò al Teatro alla Scala con Händel.

cecilia bartoli 7cecilia bartoli 6cecilia bartoli 10cecilia bartoli 5

 

cecilia bartoli 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")