CON L’EUROPA SEMPRE PIÙ AGGRAPPATA A CATETERI E PANNOLONI, LA MOVIDA SCACIONA TRASLOCA IN ASIA: LA “DOLCE VITA” SI FA A SHANGAI E HONG KONG

Pamela Dell'Orto per "Il Giornale"

C'era una volta la Dolce Vita romana, ma è un ricordo lontano. C'era la Milano da Bere, e anche questa è andata. La magia della Ville Lumière sembrava destinata a durare in eterno. E invece. La crisi e la globalizzazione stanno spegnendo le luci del vecchio continente, e oggi per divertirsi si va altrove: Asia, Sudamerica, Medio Oriente. Vuoi vedere che oltre ai brand del lusso e alle squadre di calcio ci stanno portando via anche il primato della mondanità? «Parigi è diventata una città di vecchi», la sua «reputazione come città per far festa è ormai un ricordo lontano», denuncia il quotidiano Le Parisien.

Motivo? I troppi divieti e tagli dettati dalla crisi: negozi obbligati a chiudere entro le 21, luci spente e metro chiuse entro l'una, discoteche e club in discesa libera, tanto che i professionisti dell'intrattenimento notturno vogliono organizzare le prime elezioni per un «sindaco della notte». Secondo il quotidiano francese anche il fascino delle notti romane è calato, e in Europa oggi per divertirsi si va a Barcellona (anche la città catalana negli ultimi anni però è stata frenata dalla crisi) ma soprattutto a Berlino, dove il sabato e la domenica la metro non chiude mai e le feste durano anche per quattro giorni di fila.

Ma è fuori dal vecchio continente che ardono le nuove stelle del divertimento che attirano sempre più gente: Shanghai, Hong Kong, San Paolo, Rio, Buenos Aires, e ora anche Seul, in Corea del Sud. Il mondo cambia, e i Paesi «emergenti», che hanno città più sostenibili e tecnologiche delle nostre, continuano a farci concorrenza in tutto, movida compresa. Persino negli Usa la nightlife è minacciata dalle nuove capitali del divertimento. Oggi alle notti sulla Rambla di Barcellona si preferiscono le mille luci di New York, ma quelle (sostenibili) di Shanghai le sorpassano.

Alla frenesia di Las Vegas e Miami si preferisce la confusione di Bangkok. Ai nuovi grattacieli di Londra, il lusso 7 stelle di Dubai, dove si gira solo in taxi ma a prezzi stracciati. La tendenza è nell'aria da un po'. Ora la conferma arriva da una ricerca del più importante sito di viaggi del pianeta, TripAdvisor, diffuso in 34 Paesi, con 125 milioni di recensioni di viaggiatori internazionali, oltre 260 milioni di visitatori unici al mese, e 80 contributi al minuto. La ricerca, realizzata in esclusiva per Il Giornale, ha analizzato le città chiave della nightlife nel mondo in base ai voti medi ottenuti nelle recensioni internazionali del 2013.

Il risultato è uno specchio di quel che succede nel mondo. Sul podio c'è Seoul: città supertecnologica e patria del tormentone «Gangnam Style». È lei la città che non dorme mai (New York è solo in 13esima posizione) seguita da Tel Aviv, meta più cool del Medio Oriente.

Terza, la «rivelazione» del Nord Europa, la tecnologica Helsinki. Le altre mete per la movida sono Hong Kong, tanto glam da superare la mondana San Paolo con le sue «bar-atone» notturne no stop: nel 2011 erano lei e Rio le regine della notte, ora saranno scese in classifica per la mini-crisi brasiliana? Poi arrivano Tokyo, tornata a risplendere dopo il terremoto, e Buenos Aires, dove le luci sono sempre accese. Altre città in ascesa: Tallin, Dubai, Istanbul.

All'ultimo posto c'è Milano, che tristezza. Ci si consola solo vedendo Parigi al penultimo. Ma cosa sta succedendo all'Occidente? «Le città tradizionali tendono a invecchiare: l'età media aumenta, le amministrazioni pubbliche si irrigidiscono», spiega Paolo Ferrarini, ricercatore del Future Concept Lab, osservatorio internazionale delle tendenze che ha condotto una ricerca sulle «Bright metropolis».

La tendenza racconta il fenomeno delle «smart city»: città intelligenti che grazie alla raccolta e alla condivisione di “big data“ migliorano la qualità della vita cittadina». Anche by night. Ad esempio, «con l'illuminazione pubblica che si attiva solo quando la zona è popolata».

E infatti le città più vive e pulsanti sono le stesse in cima alla lista delle «smart city», da San Paolo a Seul: «Vivono nell'orizzonte della sostenibilità, che non è privazione ma arricchimento». Come dire, la gente prima di divertirsi deve star bene. Pare una cosa frivola il divertimento, in realtà racconta come va il mondo.

 

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