lirio abbate iervolino l'espresso

UN “ESPRESSO” AVVELENATO – LIRIO ABBATE SI CONGEDA DA DIRETTORE DE “L'ESPRESSO”, DOPO IL SILURAMENTO DECISO DALL’EDITORE, DANILO IERVOLINO, RIVELATO DA DAGOSPIA. E, NELL'ULTIMO EDITORIALE, NON RISPARMIA FRECCIATE: “QUANDO IL NUOVO EDITORE MI HA CHIESTO DI PROSEGUIRE NEL MIO INCARICO, RICEVUTO IN PRECEDENZA DA GEDI, HO CHIARITO CHE SAREI STATO AL SERVIZIO DEI LETTORI E NON AL SERVIZIO DI QUESTO O QUEL POLITICO O IMPRENDITORE

LEGGI IL DAGOREPORT SUL LICENZIAMENTO DI LIRIO ABBATE

 

Lirio Abbate per https://espresso.repubblica.it/

 

lirio abbate foto di bacco

Dal 21 dicembre non sarò più il Direttore responsabile de L’Espresso. Ritengo che ogni editore abbia il diritto di scelta sulla direzione di una testata. Però, è altrettanto ovvia la mia sorpresa per questa decisione. Quando ho iniziato a dirigere questo giornale ho chiarito che sarei stato al servizio dei lettori e non al servizio di questo o quel politico o imprenditore.

 

E prima di tutto che ci sarebbero sempre state le notizie, documentate e riscontrate, che hanno rilevanza pubblica, sociale e politica. Spero, guardando ai contenuti dei numeri che abbiamo fatto, di aver onorato questo tacito accordo con i lettori.

 

Quando il nuovo editore mi ha chiesto nei mesi scorsi di proseguire nel mio incarico, ricevuto in precedenza da Gedi, ho accettato in base a un piano editoriale che ho illustrato al nuovo azionista, e ho poi condiviso con la redazione.

 

L ARTICOLO DELL ESPRESSO SULL AMAZZONIA (CON ATTACCO A CNH DI JOHN ELKANN)

Ho spiegato che L’Espresso è «un certo modo di fare giornalismo», completamente diverso dagli altri media, con un metodo nel guardare al mondo, senza bavagli né pregiudizi, aperto a tutti.

 

Ho delineato un giornale che non guarda solo al nostro Paese, che mette insieme carta/digitale/piattaforme social, in cui si devono leggere le notizie e far prevalere il giornalismo di qualità, affidabile, ricco di informazioni esclusive, con una visione rivolta al futuro.

 

MARCO FORLANI - DANILO IERVOLINO - DENIS MASETTI

Doveva essere, come questa testata è stata dal 1955, innovativa, con una proiezione editoriale digitale, un giornale partecipativo, accanto a quello di carta. La base piantata nell’identità de L’Espresso e una struttura formata da un linguaggio moderno. Pur restando sempre un giornale di Politica, Cultura, Economia e Attualità, ho progettato e lavorato a un giornale del tempo presente, e di conseguenza rivolto ai nuovi e diversi bisogni dei cittadini che lo abitano.

danilo iervolino con la moglie chiara foto di bacco

 

Ci siamo concentrati a rafforzare l’autorevolezza della testata e la qualità delle news in linea con la sua storia. Irrobustendo il tema dei diritti civili, le battaglie sociali e culturali, la difesa dell’ambiente. Tonificando la Cultura che muove idee, le intercetta, le spiega, le offre ai lettori, interpretando tendenze, gusti e ancora una volta scenari intellettuali inediti. Ed esclusivi.

 

Il tutto animato dallo spirito di libertà. Un giornale «al servizio dei cittadini» che si basa su totale autonomia, legalità, difesa dei diritti, cultura, economia e sfrontata spregiudicatezza nel narrare i fatti e facendo i nomi dei protagonisti, specie quando il potere vuole tenerli nascosti, imbavagliando i giornalisti. Senza tralasciare l’impegno civile, politico, culturale e una partecipazione sincera alla crescita del Paese.

 

PRESENTAZIONE NUOVO ESPRESSO

Un giornale che non è contro qualcuno o a favore di qualcun altro, ma in difesa di principi e valori d’interesse generale: il pluralismo e l’indipendenza dell’informazione. L’autorevolezza è il punto cardine e questa va preservata e rafforzata quotidianamente con il lavoro di qualità di ognuno di noi.

 

L’Espresso si è sempre caratterizzato per le inchieste documentate ed esclusive, che spesso disturbano i potenti, ledono interessi consolidati. È l’aspetto tipico di questo giornale con le sue rivelazioni, intese come assolvimento d’un compito civile. È il connotato della mia storia professionale che ho voluto continuare durante questa direzione.

 

LIRIO ABBATE SPIEGA IL NUOVO ESPRESSO

Il giornalismo d’inchiesta è per sua natura scomodo, ma la domanda di fondo che qualcuno ogni tanto pone e a cui voglio dare subito una risposta è: ma questo giornalismo d’inchiesta è utile alla società, oppure no? Sì, lo è.

 

Nel nostro Paese dovrebbe esserci quotidianamente l’affermazione del diritto di sapere. E invece c’è una diffusa e purtroppo trasversale convinzione che non sapere sia meglio. Non raccontare invece aiuta i malfattori a proseguire indisturbati. «Tante inchieste de L’Espresso hanno anche contribuito a salvare la democrazia di questo Paese», è stato detto, inchieste che hanno restituito un po’ di verità agli italiani, una parte dei quali ha sempre avuto paura di conoscerla. Ed è per questo che la tentazione di rimuovere la verità nel nostro Paese è molto forte.

 

danilo iervolino foto di bacco

C’è una gran voglia di mettere a tacere i media, talvolta ci si appunta a un errore (che è in agguato e quando si verifica va evidenziato e corretto), per ammutolire un’intera filiera d’inchieste, come se quello che è stato fatto prima non avesse più alcun valore. Questa ipocrisia italiana è insopportabile.

 

Il giornalismo d’inchiesta viene esaltato quando si parla del giardino del vicino, quando invece si tocca quello degli “amici” viene massacrato e gettato nella polvere. Ho guardato alla difesa di chi è più debole, proseguendo la battaglia sui diritti, contro la corruzione e il malaffare, le contraddizioni della politica: un esempio è la copertina che ho scelto lo scorso agosto: “Mazzetta nera”.

 

Oltre a far sapere, a far comprendere, a far ricordare, occorre dare il diritto di parola: dialogare, interpellare, ascoltare. E un ruolo abbiamo iniziato ad assumerlo anche sull’Unione Europea che vive anni decisivi, sfide mai conosciute prima e conflitti interni che rimettono in questione la logica stessa dell’integrazione.

 

danilo iervolino presidente della salernitana 5

Allo stesso tempo ci siamo resi conto negli ultimi anni che solo l’unione e la solidarietà ci permetteranno di mantenere la nostra indipendenza e difendere i valori della democrazia e della libertà. L’unione ci consente di agire. Lo abbiamo visto durante la pandemia con la distribuzione dei vaccini, lo vediamo con il piano di rilancio Next Generation EU e lo stiamo vivendo nella crisi energetica attuale.

 

I singoli Paesi, anche i più grandi dell’Ue, non pesano quanto l’Unione Europea pesa quando agisce unita. Il dibattito politico, invece, si svolge sempre a livello nazionale perché non si è mai creato uno spazio mediatico comune a tutti gli europei. Questo stavo iniziando a creare con L’Espresso.

 

Se si vuole rafforzare la comprensione reciproca tra le popolazioni e far crescere la coscienza dei legami politici, economici e culturali che ci uniscono, servono dibattiti sulle sfide comuni, sulle particolarità di ogni Paese e sulle immagini, spesso caricaturali, che abbiamo gli uni degli altri.

 

Per questo ho dato spazio a dibattiti attraverso contributi di tante voci straniere, personalità di ogni Paese, politici, economisti, letterati, giornalisti e intellettuali.

 

danilo iervolino 7

Ma sopra ogni cosa ci devono essere le notizie. Che non devono essere mercificate, che non si limitino a essere semplici note di quanto successo, come quelle che ci “suggeriscono” le società di pubbliche relazioni o dichiarazioni, spesso solo di intenti, che si fanno in occasione di eventi organizzati. Ma fatti e storie esclusive, accanto alle notizie di qualità che presuppongono un giornalismo originale, che scava per trovare la vera essenza che si cela dietro un fatto.

 

IERVOLINO 2

Un giornalismo d’inchiesta che indaga sui torbidi intrecci di denaro, politica e condotte aziendali (qui spesso arriva il ricatto della pubblicità che viene ritirata). Un giornalismo di reportage internazionali da luoghi difficili da raggiungere e aree di conflitto pericolose. Storie che richiedono le competenze di professionisti. E sono orgoglioso di affermare che questa redazione lo ha fatto, perché ne ha la forma e la stoffa, il prestigio e la professionalità e ringrazio tutti per il tempo che mi hanno dedicato, e il lavoro che hanno svolto.

 

danilo iervolino 9

Tutto l’Ufficio centrale, cuore di questo giornale, i super creativi dell’ufficio grafico, veri artisti anche per il progetto che verrà, e i colleghi “digitali” del sito e dei social, gli inviati, l’ufficio fotografico e tutto il comparto Idee. Ringrazio in particolare i collaboratori come Altan, Michele Serra, Bernardo Valli, Massimo Cacciari, Bruno Manfellotto, Luigi Vicinanza, Gigi Riva, Wlodek Goldkorn, Barbara Alberti, Michela Murgia, Loredana Lipperini, Chiara Valerio e Mauro Biani. Come pure tutti i lavoratori de L’Espresso che non si sono mai risparmiati in nulla, anche quando era indispensabile risolvere problemi legati ad aspetti logistici e tecnologici che non era di loro competenza affrontare.

danilo iervolino 8

 

Per mesi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo tenuto alto il nome e la storia de L’Espresso. Ma voglio ringraziare soprattutto voi lettori che mi avete seguito e sostenuto. E ringrazio le tantissime persone che in queste ore mi hanno scritto in segno di affetto e solidarietà. Vi lascio con la tranquillità professionale che traggo da questa esperienza che mi porta ad avere con voi la coscienza pulita, giornalisticamente parlando.

 

Permettetemi dunque di concludere, salutandovi con familiarità e grande affetto sincero. Ciao.

 

Articoli correlati

LO SFOGO IN DIRETTA DI FIORELLO A \'VIVA RAI2!\': \'VOLEVO SALUTARE IL MIO AMICO LIRIO ABBATE...

BARBARA ALBERTI CONTRO IL SILURAMENTO DI LIRIO ABBATE DA DIRETTORE DELL'ESPRESSO

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...