totti veltroni

1. NON SI SA SE SI TRATTI DI UNA LEGGENDA METROPOLITANA, MA QUALCUNO OSA SUSSURRARE L’INOSABILE: CHE CI SIA LO SCARPINO DI UNO JUVENTINO DOC NELLA STESURA DELLE CELEBERRIMA LETTERA DI TOTTI, CHE HA FATTO PIANGERE E COMMUOVERE MEZZO MONDO

2. ESSÌ, LA LETTERA BALBETTATA MASTICATA RUMINATA TRA UNA LACRIMA E UN SINGHIOZZO DALL'EX PUPONE L’AVREBBE SCRITTA WALTER VELTRONI

totti veltroni blasitotti veltroni blasi

DAGOREPORT

 

Non si sa se si tratti di una leggenda metropolitana, ma qualcuno osa sussurrare l’inosabile: che ci sia lo scarpino di uno juventino doc nella stesura delle celeberrima lettera di Totti, che ha fatto piangere e commuovere mezzo mondo. Un “sacrificio umano” che ha riportato alla memoria le meravigliose parole di un letterato e calciatore, Pier Paolo Pasolini: “Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”.

totti veltronitotti veltroni

 

L’indiscrezione che andiamo raccontando è anche una formidabile spia dell’etica romanesca di sentirsi parte di un gruppo, di una “famiglia”, di un circolo (in questo caso, il Circolo Canottieri Aniene), al di là di qualsiasi bandiera sportiva o politica

 

La storia della ‘’Totti Letter’’, che presta sarà tema di uno spettacolo teatrale e di uno speciale di Sky Sport, viene così raccontata. Era lampante e lampeggiante che l’ex Pupone non poteva esimersi di congedarsi dal suo “popolo” senza un saluto. Ma con le parole non ha mai avuto un rapporto di gran simpatia, ha spesso litigato con il congiuntivo e la consecutio, sparando fonemi e battute: il Capitano ha sempre preferito parlare attraverso la lingua del pallone, una lingua non verbale.

 

MALAGO' TOTTIMALAGO' TOTTI

Di qui l’idea di Totti e Ilary di chiedere ‘’un aiutino’’ al loro grande amico, il capo del Coni ma soprattutto romanista e presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovannino “Ci penso io” Malagò. Non sappiamo se Malagò Megalò abbia ricevuto una traccia della lettera, fatto sta che sapeva benissimo a chi rivolgersi per scriverla. A un amico del Circolo ma anche tifoso juventino…

 

GIOVANNI MALAGO E VALTER VELTRONI GIOVANNI MALAGO E VALTER VELTRONI

Essì, la lettera balbettata masticata ruminata tra una lacrima e un singhiozzo da Totti l’ha scritta Walter Veltroni. Tant’è che l’ex segretario del Pd, che intervistò Totti per il Corriere dello Sport lo scorso anno (vedi a seguire), era ben presente all’Olimpico, accanto all’amico Malagò, alla più straziante e commovente rappresentazione poetica degli ultimi tempi.

 

 

 

2. LA SMENTITA DI VELTRONI

Caro Dago

Non è assolutamente vero che io abbia scritto il discorso di Totti che ho ascoltato per la prima volta dagli spalti dello stadio. Ti assicuro che le cose stanno così 
Walter Veltroni

TOTTI LETTERA 1TOTTI LETTERA 1

 

 

3. LETTERA DI TOTTI

 

Il testo della lettera che Francesco Totti ha letto ai tifosi riuniti allo Stadio Olimpico per la sua ultima partita di calcio con la maglia della Roma.  

 

Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi. 

 

Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino. A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso. 

FRANCESCO TOTTI IN LACRIMEFRANCESCO TOTTI IN LACRIME

 

Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”. 

 

STRISCIONE TIFOSI TOTTISTRISCIONE TIFOSI TOTTI

Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai… Stavolta non era un sogno ma la realtà. 

 

E adesso non posso più riprenderlo, il filo. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. 

TOTTITOTTI

 

Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura. 

TOTTITOTTI

 

Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni. I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo. 

 

Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore. Vi amo.

 

 

TOTTITOTTI

2. 2016 - WALTER VELTRONI INTERVISTA FRANCESCO TOTTI, CHE CONFIDA: "UN GIORNO FORSE FARÒ L'ALLENATORE"

http://www.huffingtonpost.it/

 

totti veltroni nestatotti veltroni nesta

"Un giorno forse farò l'allenatore": è quanto ha detto Francesco Totti in una lunga intervista a Walter Veltroni pubblicata dal Corriere dello sport. Per la prima volta il capitano giallorosso apre alla carriera da tecnico. Finora si era sempre pensato a un suo impegno da dirigente, una volta appesi gli scarpini al chiodo, ma oggi Totti ci pensa.

GIOVANNI MALAGOGIOVANNI MALAGO

 

"Pensavo di non avere il carattere, ma cambierò. Però in questo momento non ci penso perché, conoscendo il mio carattere, forse non saprei gestire un gruppo. Però, in effetti, vedo tutti i miei ex compagni che appena smesso di giocare hanno preso questa carriera d'allenatore. Mi sa che scatta qualche cosa dopo, perché tutti si mettono a fare gli allenatori e allora può darsi pure che scatterà qualche cosa anche a me. Che ti devo dire: cambierò carattere, cambierò modo di impostare tante cose".

VELTRONI TOTTI NESTAVELTRONI TOTTI NESTA

 

Nell'intervista il capitano giallorosso riafferma il suo amore per Roma e per la Roma, ma ricorda anche che nel 2003 stava per lasciare città e club e accasarsi al Real Madrid. Con la società le cose non andavano benissimo, il Real "spingeva a tutti i costi perché giocassi da loro. Era l'unica squadra al mondo per la quale io, a malincuore, avrei potuto lasciare Roma".

 

"Ci pensai seriamente. Però alla fine la famiglia, gli amici, mia moglie, mi hanno aiutato a capire tante cose, così sono rimasto qua. E considero che sia stata una fortuna".

Ma c'era stata un'altra occasione per andare altrove.

MALAGO TOTTIMALAGO TOTTI

 

"All'epoca di Carlos Bianchi avevo firmato per la Samp poi segnai due gol all'Ajax Sensi s'impuntò e restai".

Quanto alla famiglia Sensi, il campione romanista ne parla con affetto.

 

"Mi hanno sempre trattato come un figlio; io ho cercato di ricambiare per quel che potevo".

Il tecnico con cui ha avuto più feeling è stato il boemo Zeman ("il rapporto migliore"), Uno "con cui ho avuto dei problemi è stato Bianchi"; Spalletti "è una bella persona vuole vincere, ha una cultura calcistica superiore alla media". Infine due parole due su alcuni colleghi calciatori: "Cassano il compagno più forte, con Nesta un'amicizia vera, Montero l'avversario più duro". Oggi un rammarico e una speranza: "vorrei rivedere lo stadio pieno".

GIOVANNI MALAGO' E FRANCESCO TOTTIGIOVANNI MALAGO' E FRANCESCO TOTTIsor21 totti giov malagosor21 totti giov malagovel06 veltroni malagovel06 veltroni malagovel09 malago veltronivel09 malago veltronisco05 giov malago sigra veltronisco05 giov malago sigra veltroniktan19 g malago veltroniktan19 g malago veltronimalago totti 002malago totti 002ktan20 malago veltroniktan20 malago veltronimalago totti montezemolomalago totti montezemolo

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