barbareschi dolceroma

BARBARESCHI CONTRO TUTTI: “IO STO SULLE PALLE A TUTTI I VARI VIRZÌ E SERVILLO, FANNO FINTA DI ESSERE INTIMISTI, PROFONDI, MA È TUTTA GENTE CHE VIVE IN UNA CASTA. BASTA VEDERE I DAVID DI DONATELLO: LA PIÙ GRANDE PORCATA FATTA IN TELEVISIONE NEGLI ULTIMI VENT’ANNI. C’È UNA CASTA DI IDIOTI RACCOMANDATI CHE HA UCCISO LO SPETTACOLO” - “I MIEI FILM VERRANNO APPREZZATI TRA VENT’ANNI PERCHÉ…”

 

 

Gabriele Lazzaro per http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/

luca barbareschi

 

Luca, mi racconti un episodio OFF degli inizi della tua carriera?

Ce ne sono tanti… quest’anno compio quarant’anni di carriera…

 

Uno che però non hai mai raccontato a nessuno?

gabriele lavia

Il mio vero primo ruolo nell’Enrico V –poi dopo ho lavorato solo in ruoli più importanti– era suonare il tamburo nascosto in quinta, cioè, fare le rullate mentre Gabriele Lavia faceva i monologhi. Chiuso in una scatola di legno, a Verona, a luglio, con un caldo infernale, suonavo questa grancassa per circa un’ora e mezza pensando di suonare la batteria. Questo è stato il mio debutto teatrale, a diciotto anni.

 

Come si vive a diciotto anni un’esperienza del genere?

gabriele lavia

Mah, io ero felice! mi sembrava di toccare il cielo con un dito! Era una compagnia meravigliosa, c’era il Garrani, Lavia… Meschieri e Fo erano i produttori… Ciò che mi fa tristezza oggi è  vedere ragazzi di 18 anni che sono già vecchi. Sanno già tutto, hanno già capito tutto, sono già depressi. E’ tutto politico… invece ai miei inizi era poesia pura, arte pura: il teatro, di sera, nella Piazzetta delle Erbe…

giorgio strehler maria mulas

 

Suonavo bene la chitarra e il piano: ero un musicista, più che altro, per cui intrattenevo gli altri, cercavo gli spazi cercando di fare simpatia e di fare il mio lavoro: l’entertainer. Ma questo ha messo in moto il mio  futuro: il regista mi aveva preso all’inizio come uno che doveva fare il caffè, poi sono diventato il suo primo aiuto – lui era il numero due insieme a Strehler (leggi l’intervista di Ornella Vanoni su Giorgio Strehler) al Piccolo – e due mesi dopo ero a Chicago a fare il primo aiuto all’Opera Lirica. Le opportunità, se le vivi con entusiasmo, sono bellissime. Anche perché poi, questo lo vedo adesso, a quasi sessant’anni vuoi circondarti di persone piene di entusiasmo, di voglia di fare, e di bellezza. No?

ORNELLA VANONI E GIORGIO STREHLER

 

BARBARESCHI IN DOLCEROMA

Certo. E quindi questo stupore è un po’ quello che ti ha accompagnato in questi quarant’anni di carriera…

MARCO ZURZOLO

E’ ancora così per me. Se vieni a vedere il mio one man show a Spoleto a giugno, piangerai e riderai. Ci sono io con una band di cinque elementi, uno è Marco Zurzolo, un jazzista che ha aperto Umbria Jazz, tra i più bravi musicisti italiani; io mi diverto con in scena le mie Stratocaster, le Martin, un pianoforte a coda Steinway, cinque elementi d’orchestra… facciamo di tutto, per due ore e un quarto. Come se avessi quindici anni.

 

Luca Barbareschi Cercando segnali d’amore nell’universo

Il tuo one man show, “Cercando segnali d’amore nell’universo”, per la regia di Chiara Noschese lo vedrò al Teatro Manzoni, perché verrai anche qui a Milano… ti aspettiamo! Nella tua carriera hai fatto veramente di tutto: teatro, cinema, hai condotto programmi di successo:  alcuni me li ricordo anche molto bene…

 

MICAELA RAMAZZOTTI E PAOLO VIRZÌ

“Il grande bluff”…

 

Come no! E “C’eravamo tanto amati”. Ma questo tuo essere così tanto eclettico e così professionale in qualche modo lo devi all’esperienza americana?

Infatti io sto sulle palle a tutti i vari Virzì e Servillo… questa gente qui mi odia, perché loro sono degli snob tremendi… quindi, fanno finta di essere intimisti, profondi, ma è tutta gente che vive in una casta. Io ho imparato a vivere in America che qualsiasi cosa fai ti arricchisce: facevo l’aiuto regista, facevo i servizi per Gianni Minà sulla storia della boxe e contemporaneamente vincevo a Venezia con il mio film “Summertime”.

toni servillo ph adolfo franzo'

 

Poi non c’avevo più una lira di nuovo e facevo l’aiuto regista per Mario Merola in “Da Corleone a Brooklyn”… In questo modo mi sono costruito un curriculum che credo non abbia nessuno. Ho una bellissima azienda, oggi, che ha prodotto più di centotrenta film, ho quotato in borsa la mia azienda di informatica… e l’ho fatto per curiosità. Quando vedo i ragazzi demotivati…  Io adesso sto facendo un film sulla vita di Pietro Mennea, per esempio, è la cosa più bella è che lui è stato il più grande campione del mondo come velocista e poi si è preso tre lauree, si è candidato parlamentare europeo, è ricordato come uno degli uomini più importanti del Parlamento Europeo… Perché tutto dipende da noi, alla fine. Da quanto tu credi che la vita ti possa dare e da quanto sei aperto.

gabriele lavia

 

Proprio parlando di tutte queste trasformazioni che possono far parte del percorso di una persona, nel 2002 hai diretto “Il trasformista”, che è un film molto arrabbiato verso il cattivo uso della politica…

I miei film verranno apprezzati tra vent’anni. Perché in quel film ho detto tutto quello che sarebbe successo dieci anni dopo, ma quando l’ho fatto io… poi, quando l’hanno dato in televisione è andato bene, ma in sala… mi ricordo che quando ho fatto il primo film, Ardena, tutti i vari ortodossi della sinistra hanno fatto un picchetto per impedire al Barberini di andare a vedere il film del fascista Barbareschi.

 

luca barbareschi saluta marisela federici

Che imbecillità… il povero Morando Morandini ha anche scritto da qualche parte: “Barbareschi ha osato fare un film falcata, tempio degli intellettuali come Amanda Sandrelli”… delle cazzate così neanche uno sceneggiatore se le può inventare.

 

Adesso l’ha rifatto con “Something good”, questo film sulle frodi alimentari, l’han tolto dopo un giorno dalle sale! Tu pensa a Milano Expo il tema è la sicurezza alimentare, ed il mio film che è venduto in tutto il mondo, girato in Cina sul tema alimentare, niente. Non è interessante!

morando morandini

 

È pazzesco, perché tra l’altro è stato anche apprezzatissimo da Spielberg…

Ti mando le foto: alla prima al festival di Los Angeles, c’erano ad applaudire Meryl Streep, Julia Roberts, Tom Hanks, Bono degli U2 con il suo chitarrista The Edge… c’era tutta Hollywood ma in Italia non se ne è parlato per niente. Basta vedere i David di Donatello: la più grande porcata fatta in televisione negli ultimi vent’anni.

sophia loren e paolo ruffini ai david 7

 

Dove un’idiota come Ruffini si permette di insultare Sophia Loren dicendole “bella topa”… Qui c’è una casta di idioti raccomandati, protetti dalla politica, protetti dalla casta autocelebrativa, che ha ucciso lo spettacolo italiano. Ci sono anche quelli veri, oggi, nello spettacolo, c’è gente che fa un patto col pubblico: Brignano fa 130 mila euro a sera. Cioè, gente vera… Proietti, io, che faccio teatro da quarant’anni, Branciaroli (leggi l’intervista a Franco Branciaroli)… Poi però c’è una casta autocelebrata che può anche fare un peto al cinema o in teatro. Ed è sempre Chanel.

brignano

 

Una Casta che lavora moltissimo…

Io il David di Donatello non lo vincerò neanche se faccio Ben Hur… io non son stato neanche invitato.

 

sophia loren e paolo ruffini ai david 5

Perché Ruffini alla conduzione? È sempre stato molto istituzionale…

Perché non hanno capito che chi deve celebrare la messa non può far le pernacchie. Il master of ceremony deve essere istituzionale. O sennò è un genio come Billy Crystal, quando ha presentato una volta gli Academy Awards, che però non si è permesso di insultare Jack Nicholson.

 

Billy Crystal Anthony Hopkins

Anche perché Jack Nicholson gli staccava la testa in diretta… Invece i premi italiani sono finti. I David sono finti , i Leoni sono finti. Io ho ricevuto una lettera di Alberto Barbera, il direttore della Mostra del cinema di Venezia, quest’estate … non mi hanno preso  perché non faccio parte della schiera dei suoi amici.

 

È una cosa forte, questa…

Billy crystal agli oscar del 1998

Ma mi ha scritto su carta da bollo protocollata! Allora, siccome sono cretini, fanno marchette autocelebrativa che infatti hanno ucciso il cinema. Lo scollamento dell’autocelebrazione critica della casta è totale. Checco Zalone può piacere o non piacere – a me personalmente piace – e quest’anno ha fatto settanta milioni. Ma non può non aver vinto un premio! È bravissimo e spiritosissimo e non puoi non tener conto di quello che esiste, no? Ma ho detto una vecchia cosa. Tornatore ha fatto un film bellissimo quest’anno e in televisione l’avrebbero ucciso.

 

checco zalone

Tornando a bomba sulla politica di cui tu hai parlato ne “Il trasformista”, quindi sei stato un po’ profetico… com’è cambiata la politica del 2002 rispetto a quella di oggi? I politici sono gli stessi…

 

lunetta savino luca barbareschi foto di bacco

 

 

 

 

 

 

 

 

La politica di una volta  – ti faccio un’immagine molto semplice – da cinquant’anni in America ci sono due simboli: l’asinello e l’elefantino. Uno sono i repubblicani e l’altro i democratici. Dentro quei due piccoli simboli per cinquant’anni cambiano le facce. In Italia succede l’opposto: le facce son le stesse, cambiano i simboli. Ulivo, melo… il nome: PD, PDC MDC, CFC…Questa secondo me è l’immagine di un paese morto. A parte che è morto perché in mano a mafia, ’ndrangheta e camorra.  Al di là della corruzione dei politici, che fanno schifo, al di là di queste facciate delle Iene da cui mi son preso delle querele, io le leggi le ho fatte. Tu vai a vedere la legge sulla tax credit, è mia. Pensi che qualcuno mi abbia ringraziato?

 

Penso proprio di no.

luca barbareschi a che tempo che fa 1

 

Infatti, nessuno. La legge sulla pedofilia, l’ho fatta io. Poi l’altro giorno ho fatto un tweet di sfogo, stupido, da ragazzino, che dimostra la mia età dell’anima… dicevo che qualsiasi cosa io faccia – perché l’altro giorno c’è stato un processo in cui ero parte lesa, perché dopo otto anni hanno finalmente condannato una pazza…

 

 

La skipper?

 

 

 

 

 

 

sophia loren e paolo ruffini ai david 4

La skipper, sì. Sai cos’ha scritto Repubblica? “Barbareschi dal suo panfilo caccia una povera lavoratrice del mare”. Capisci che, visto così, la mia responsabilità va a quel paese. Io, anche se faccio Arancia Meccanica moltiplicato per Otto e mezzo di Fellini, devo firmarlo con un nome diverso. Perché sono scomodo, perché voglio essere indipendente, non me ne frega più un cazzo di nessuno di questi servi che hanno scritto sulla stampa le cose peggiori, anzi non hanno scritto… La vera tangentopoli dei  giornalisti dev’essere ancora scritta!

 

luca barbareschi e elena monorchio

Ti fa  onore l’aver trasformato il tuo percorso artistico, la tua fortuna, tutto quello che fa parte del tuo impero, in forza lavoro, perché hai aperto una società di produzione…

 

È questo, il mio “Summertime”, che ha vinto a Venezia quando non c’erano ancora questi mentecatti servi dei politici,

 

TEATRO VALLE

In un certo senso sei un esempio per i giovani…

 

Voi però dovete ribellarvi! Dovete mandarli a fanculo. Sai perché odio quelli del Valle? (Leggi e firma l’appello per liberare iln Teatro Valle) Non perché l’hanno occupato, perché l’occuperei anch’io, ma perché non hanno fatto un cazzo dentro il Valle. È questa la tragedia: Peter Brook alla Gare du Nord dentro un garage ha rivoluzionato il teatro mondiale! Noi, nel nostro piccolo, all’Elfo di Milano… “Sogno di una notte d’estate” fatto trent’anni fa, è stato in cartellone un anno, ed eravamo degli illustri sconosciuti! Io, Claudio Bisio, Paolo Rossi, Maddalena Crippa, Irene Capitani… oggi siamo tutti conosciuti, ma allora eravamo sconosciuti. Eravamo in un garage, non è che fossimo al Piccolo. Un anno in cartellone, ottocento persone a sera. Contro il Piccolo di Strehler, che stava morendo. Non abbiamo mica avuto bisogno di occupare il Teatro Lirico… Però c’era talento. Eravamo tutti giovani pieni di talento che hanno fatto delle cose. Qui invece occupano i teatri e non hanno idee… e questo è il risultato.

TEATRO VALLE

 

fabrizio gifuni

Hai citato il Teatro Valle… noi abbiamo lanciato anche una petizione…

 

Sai chi sono i peggiori, in malafede? Sono Gifuni, il figlio di Gifuni, il funzionario di stato. Quell’altro, come si chiama? Che è anche un bravissimo attore, ricciolino, rosso…

 

Elio Germano?

 

elio germano

Elio Germano. Tutti froci col culo degli altri! Vanno al Valle, fanno i combattenti, però col cazzo che si fanno arrestare. Hanno distrutto la società di raccolta per gli attori, questo per colpa anche di un senatore idiota del Pdl… tutti quelli di adesso hanno distrutto la Repubblica. Perché non appena arriva uno di sinistra si calano le braghe per essere accettati. Di società di raccolta ce ne erano tre, adesso più niente.

 

Noi fra l’altro siamo contenti di averti fra le firme di quelli che hanno aderito a questa petizione per liberare il Teatro Valle perché l’iniziativa che ha lanciato Edoardo Sylos Labini dalle nostre pagine secondo me è fondamentale…

BARBARESCHI IN DOLCEROMA

 

È encomiabile, ha fatto bene. Infatti ho aderito subito, io ci sono anche andato a litigare da solo.

 

Ma sai che non è facile…

 

Io ho chiesto di farmi entrare perché volevo parlare. Ma ormai non c’è più nessuno, cinquanta precari, gente che non ha mai fatto un provino in vita sua, non c’è gente dello spettacolo lì.

 

Ma ti hanno ascoltato, quando sei andato a bussare alla loro porta?

paolo virzi

 

Ma chi? Non sono attori! Qui c’è il malinteso: gli occupanti del Valle non sono attori. Non sono registi, non sono scenografi… sono dei precari, c’è gente di cinquant’anni. Ma sai chi è l’altro deficiente, lì? Ronconi è andato al Valle a dire “sono con voi”. Ronconi! Ronconi ha devastato il teatro italiano: al Piccolo non lavora un giovane da vent’anni. Capisci com’è facile il trucco? Quando c’erano le manifestazioni a Milano, c’era gente che scendeva dalle Rolls Royce col maggiordomo, che diceva: “Vi passo a prendere dopo, che la mamma vi manda tutti a Saint Moritz?”, questo era il movimento studentesco a Milano. Nessuno racconterà mai la verità su questo. I movimenti veri erano Lotta Comunista, Lotta Continua a Torino. Gli operai, non i fighetti di Milano!

TONI SERVILLO E LUCA MARINELLI

 

Però, Luca, non è semplice…

 

Posso dirti? Il signore del Giornale vostro, il signor Sallusti, quando c’è da fare una battaglia con quelli come me non la fa. Diteglielo pure. Io non sono mica la Santanché.

 

Glielo stai dicendo tu, perché sarai ascoltato…

LUCA ED ELEONORA BARBARESCHI

Glielo dico, glielo dico. Perché son spariti tutti, invece di far coesione fra i cervelli migliori, vanno a Cannes, si fanno vedere alla Festa dei Ciak…c’è  Servillo a braccetto con Verdone e la Santanché…. Qui è una questione di competenze, di mettere il meglio, fare scuole di eccellenza, però bisogna capirle, le cose. Io son contento che ci sia Edoardo, perché ha tanta competenza e tanta voglia di fare. Io le ho fatte le mie battaglie, da onorevole, per cinque anni. Litigai con lo stesso Berlusconi con cui ai tempi non ero d’accordo.

 

Ecco, il bello della battaglia di Edoardo è proprio che è bipartisan, a nome della cultura libera e al di là del colore politico.

TONI SERVILLO

Ma non vi caga nessuno. Guarda, io sto a testa alta, perché nelle mie produzioni, tu le avrai viste, da Olivetti a Walter Chiari, lavorano solo professionisti. Mai raccomandati. Tu vedrai da Paolo Graziosi a Rocco Papaleo. Però se faccio la prima di “Something Good” gli attori che ho fatto lavorare credi che siano venuti? No, perché hanno paura che se vai a una prima di Barbareschi magari non ti chiama Nanni Moretti. A me di Nanni Moretti non me ne frega un cazzo, ma neanche a nessuno di questi. Io lavorerei domani con Moretti, se ha voglia, alla pari però.

 

Torniamo alla tua carriera: tu teatralmente hai sempre fatto delle scelte originali. Hai portato sulla scena italiana autori come Mamet, Polanski…  oggi, secondo te, di quali testi avremmo ancora bisogno teatralmente?

alessandra mastronardi alberto barbera

Banalmente di copiare quello che hanno fatto all’estero. Se tu vai a vedere, il teatro è contemporaneo: solo qui è un’eccezione. Il teatro racconta quello che accade in questo momento, non quello che accadeva. Poi, i grandi teatri stabili dovrebbero star fermi e non itinerare. Ma i teatri non me li danno mai, l’unico teatro che ho diretto per due anni è stato l’Eliseo e hanno tentato di cacciarmi subito, perché io mi opponevo a questa consorteria degli scambi, di comprare a scatola chiusa uno spettacolo.

roman polanski

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma infatti la tua direzione artistica si è conclusa poco dopo…

Perché ho detto che avrei fatto una compagnia fissa a Roma, con otto novità all’anno e fine. Risparmiavo sulle spese per i trasporti e diventava un teatro innovativo.

 

Quindi copiamo dall’estero. Importiamo novità dall’estero…

BERGAMASCO GIFUNIj'accuse di roman polanski 1Lucrezia Martel roman polanski

Ma li vedi questi qua del Piccolo? Che non sanno neanche la differenza tra sceneggiatura, scenografia e coreografia? Gente attaccata alla sedia, al potere, fanno gli scambi, prendono chi è utile, che è figlio di questo o di quello…

alberto barberaj'accuse di roman polanski 2j'accuse di roman polanski 3j'accuse di roman polanski 4j'accuse di roman polanski 5j'accuse di roman polanski 7j'accuse di roman polanski 8BARBARESCHIluca barbareschi saluta giovanni malagoluca barbareschi pierluigi celli federico coccialuca barbareschi

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