1- GENTE CHE SE N’È GIÀ ANDATA (DI TESTA) E FA FINTA DI VOLER RESTARE. ALTRI CHE FINGONO DI SMAMMARE, MA SI INCHIAVARDANO ALLA POLTRONA. L’ITALIETTA DEL RIGOR MONTIS SI CONFERMA LA PATRIA DELLA COMMEDIA, TRA FURBETTI COL PULLOVERINO E MAL-DESTRE SINDACALISTE DEL NULLA, SVEZZATE DA “BALLARÒ” FLORIS E TRAVESTITE DA “GOVERNATORE” 2- LA MACCHINA DELLA PROPAGANDA FIAT CONTINUA A CONFONDERE LE ACQUE SUI GIORNALONI A COLPI DI BLA-BLA, PER EVITARE DI CONFRONTARE LA GESTIONE MARPIONNE SU NUMERI E PRODOTTI. LO SCOPO È DIMOSTRARE CHE LA COLPA È DELL’ITALIA, VISTO CHE A TORINO NON SBAGLIANO MAI (SPECIE QUANDO SI TRATTA DI CIUCCIARE SOLDI PUBBLICI) 3- AL GRANDE GIORNALISTA CHE IERI HA LANCIATO LA JUVE A “90° MINUTO” CON: “IL PIANO FABBRICA JUVENTUS VA AVANTI”, GLI AUGURIAMO UN PIANO GUBITOSI “BONIFICA RAISPORT” 4- CAIRO, BOMBA A OROLOGERIA SOTTO LA7: ALLA FINE, NON SE LA COMPRERÀ NESSUNO?

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

Gente che se n'è già andata e fa finta di voler restare. Altri che fingono di smammare, ma si inchiavardano alla poltrona. L'Italietta del Rigor Montis si conferma la patria della commedia, tra Furbetti col pulloverino e sindacaliste del nulla travestite da "governatore".

1- LINGOTTI IN FUGA
La macchina della propaganda Fiat continua a confondere le acque, per evitare di confrontare la gestione Marpionne su numeri e prodotti. Lo scopo è dimostrare che la colpa è dell'Italia, visto che a Torino non sbagliano mai (specie quando si tratta di ciucciare soldi pubblici).

A volte il metodo di sommare le pere con le mele sortisce effetti da cabaret, come questo pezzo del Corriere: "Export frenato? Non c'è solo l'auto. Dal vino all'olio anche il made in Italy classico resta dietro la Germania. All'estero il 19% della produzione alimentare, i tedeschi sono al 27%. Reti e dimensioni che impediscono il salto di qualità" (p. 9).

Poi passa Illustrato Fiat e fa la predica: "Per spingere l'export un Fisco più leggero. Le aziende: seguiamo l'esempio delle agevolazioni date dagli altri Paesi" (Stampa, p. 9). Sì, ma non ci sono i soldi. O vi siete pentiti improvvisamente dell'appoggio bavoso all'austerity del Rigor Montis?

Su Repubblica, tirano le somme anche dal punto di vista finanziario: "Lingotto sempre più americano. Nelle fabbriche europee si taglia e salgono i fondi di Wall Street. Per il 2013 produzioni ridotte anche in Polonia e Serbia. Il capo azienda assicura che la testa è a Torino, ma cuore e portafoglio sono oltreoceano" (p.11). Ma va? E' esattamente quello che dice da mesi quel sito disgraziato di Dagospia. Scatto d'orgoglio sul Messaggero: "Incentivi alla Fiat. Arriva il no della maggioranza. Critiche di Alfano, Bersani e Casini" (p.1).

"Listino sempre più corto. Ecco perché il Lingotto arretra. Poche novità, disertata l'alta gamma. E le auto ‘americaneggianti' sono un flop. Rimandato di due anni l'appuntamento cruciale: l'erede della Punto" (Secolo XIX, p. 2). Tocca andare sulla stampa cosiddetta regionale per leggere qualche analisi un minimo concreta. In realtà, e lo diciamo a beneficio dei grandi cronisti e degli spettabili commentatori economici, basterebbe andare a far due chiacchiere con qualunque concessionario Fiat. Poi, certo, è più comodo occuparsi della Casta (si fanno anche più denari).

2- COME VIVONO ALLA FIAT
Mentre Yacht Elkann si trastulla tra regate e Millemiglia e Andrea Agnelli lucida il giocattolo Juve, ecco la realtà dei 25 mila dipendenti del gruppo in Italia. "Dopo la cassa integrazione i contratti di solidarietà. L'ipotesi al tavolo tra esecutivo e Lingotto. La mappa degli ammortizzatori sociali per gli impianti. Fiat ha usato due volte la solidarietà all'Iveco di Brescia. L'ultimo accordo scadrà il 21 agosto 2013. A Melfi e Cassino la cassa integrazione ordinaria si esaurirà a luglio del 2013" (Corriere, p. 9)

NEL DUBBIO, SEMPRE DALLA PARTE DEL PADRONCINO "La Fiom ha già vinto un importante ricorso su Pomigliano. Poniamo che anche altri magistrati le diano ragione. Non sarebbe forse quello, alla fine, un ottimo argomento per spingere la Fiat a prendere su baracca e burattini e andarsene definitivamente? E' da dubitare che ci sarebbe in tal caso una vittoria dei "diritti dei lavoratori": quei diritti, comunque definiti, si estinguerebbero, non essendoci più i lavoratori". Il senso di Angelo Panebianco per la legalità, ma anche per la sua soave pagnotta (Corriere, p.1). E in caso la Fiat debbe portarsi via i burattini, non ha che l'imbarazzo della scelta, tra opinionisti della fava secca e politici da quattro soldi.

3- L'ENNESIMA SCENEGGIATA DELLA SORA RENATA
"Scandalo Lazio, Polverini da Monti", è il loffissimo titolo a tutta prima della Repubblica degli Illuminati, per la quale il Satyricon della Regione Lazio vale come e più della crisi Fiat.

"La Polverini tentata dall'addio. E va a parlare con Monti. Berlusconi la chiama: resisti. Le opposizioni lasciano la Regione" (Corriere, p. 2). "E il premier gelò la governatrice: ‘Non devo dirle io cosa fare, ma la situazione è inaccettabile'. Casini si prepara a staccare la spina, i suoi resistono" (Repubblica, p. 3). Non c'è da stupirsi, visto come Pierfurby sceglie bene i suoi califfetti locali.

E a proposito di Casini, ecco la pietra tombale su Renatona calata oggi dal Messaggero di Calta-papà: "Denaro a pioggia mentre tagliavano ospedali. Dal 2011 distribuiti 13 milioni, introdotti i ticket per i disabili" (p. 5) e "Così i fondi per la società civile finivano nelle tasche di Batman" (p. 6).

Un po' tardi, però, per fare le verginelle e stupirsi dell'andazzo (non solo nel Lazio): "Così i partiti decidevano come dividersi i soldi. Anche Pd e Idv d'accordo per passare da 1 a 14 milioni. Ecco le delibere dell'ufficio di presidenza laziale" (Corriere, p. 3). Ma Batman è ormai un vero mito: "Fiorito passa all'attacco: ‘Costretto a fare il capo di un gruppo di bambini" (Giornale, p. 6). Come foto finale, non serve altro.

4- TUTTI IN BICI!
"Benzina, il mercato nero del pieno con lo sconto. Aumentano furti e frodi. I trucchi dei trafficanti. Distributori manomessi e triangolazioni internazionali. I controlli della Finanza" (Corriere, p. 25). A parte le truffe di alcune benzinai, dotati di telecomando per rallentare i rulli dei contatori, il fatto è che senza Iva e accise varie la benzina nera costa 50-60 centesimi al litro in meno di quella regolare.

I giornali sono imbottiti di pubblicità da alcune compagnie petrolifere (ma non tutti, di questa ‘discriminazione' parleremo nei prossimi giorni) e adesso cominciano a scoprire "il grave problema" del mercato nero della benzina. Inoltre calano i consumi - unica vera risposta ai petrolieri e allo Stato ingordo - e quindi Lorsignori iniziano a preoccuparsi un poco.

Non a caso, anche le penne del grande circo (a sbafo) dell'auto cominciano a smarchettare il nuovo che avanza: "Senza pedali, anfibia e super sicura. Ecco come sarà la bicicletta del futuro. Nel 2011 boom di vendite, e i grandi marchi lanciano modelli avveniristici" (Repubblica, p. 22).

5- L'ETERNA PRIMAVERA DI CAIRO, BOMBA A OROLOGERIA SOTTO LA7
Finalmente qualcuno va a vedere che c'è nel backstage del teatrino al tritolo di Bernabebè, oltre ai guadagni di Borsa. Ci pensa Stefano Carli su Affari&Sfiganza di Repubblica (p.7): "La7 e i costi dei palinsesti. Cairo, Mentana e Santoro. Gioie e dolori di Bernabè. Il numero uno di Telecom vuole vendere e vuole anche garanzie di valorizzazione degli asset. Ma chi comprerà lo farà per le frequenze e, tranne forse in un caso, smantellerà il canale. Impensabile in piena campagna elettorale". Non solo, ma con Urbanetto Cairo che ha la raccolta pubblicitaria de La7 fino al 2019, chi può comprarsi Tele-bernabè? Giusto, Cairo. Il problema è che Telecom è sotto pressione di Medio-sbanca e dei vari soci con l'acqua alla gola.

6- NELLA CRISI, TUTTI FRATELLI
Piangono, gli editori di casa nostra, con la raccolta pubblicitaria in calo drammatico e i dati di vendita gonfiati oltre ogni decenza. E mentre le singole bande di giornalisti si combattono, nella convinzione che ci siano ancora i vecchi schieramenti, i loro padroni li scavalcano alla grande. E' una meraviglia, oggi, vedere che Mediaset dell'odiato Bananoni ha devastato una pagina di Repubblica (p. 14) con la pubblicità super-trash di Striscia la notizia.

7- FREE MARCHETT
Non c'è recessione che tenga per il circo delle cantrici della moda. Sul Corriere delle Sciure, siamo ormai alla lirica: "Il blu di Giorgio Armani. Cielo stellato sopra Milano. Pantaloni alla caviglia e giacche piccole. ‘Spengo i colori'. In mostra gli archivi dal 1985. Lo stilista: che impressione vedere tutto insieme" (Paola Pollo, p. 31).

8- L'IDIOTA IN REDAZIONE
Il grande giornalista che ieri pomeriggio ha lanciato il servizio sulla Juve a Novantesimo minuto ha attaccato così: "Il piano Fabbrica Juventus va avanti". Noi gli auguriamo un piano Gubitosi "Bonifica Raisport".

9- MA FACCE RIDE!
"E adesso serve un decreto salva-Sallusti" (Giornale, p. 1)

10- PER LIBERARVI DI NOI. MA ANCHE NO colinward@autistici.org
"www.criticalmess.noblogs.org"

 

MARCHIONNE E BERSANI Polverini e Mario Monti polverini renata

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