MANDRILLO SVEDESE! INVECE DELLE FIGURINE ERIKSSON COLLEZIONAVA DONNE A MAZZI (E LO SCRIVE PURE)

Dagotraduzione da "Mailonline"
www.dailymail.co.uk

di Sven Goran Eriksson

Un week-end d'autunno, nel 199 , ero a cena in un centro termale italiano. La mia compagna era una donna che era appena arrivata dalla Svezia per vedere me.
Improvvisamente ho notato una donna e un uomo che camminavano verso il nostro tavolo. La donna era una bellezza bruna - e gli altri ospiti si voltavano a guardarla, senza dubbio pensando: 'Wow!'
L' uomo si presentò come Giancarlo, un sostenitore della Roma, che avevo allenato molti anni prima In quel momento, tuttavia, ero diventato allenatore della Lazio, i rivali storici della Roma.

Basso e tozzo, sembrava essere un uomo piacevole. Ma io non riuscivo a staccare gli occhi dalla donna, che si rivelò essere la moglie di Giancarlo - Nancy Dell'Olio. Era irresistibile. Il giorno successivo Nancy mi chiese se mi sarebbe piaciuto andare qualche volta a cena da loro a Roma. Sì, dissi. E non passò molto tempo prima che lei chiamasse.

Giancarlo era un avvocato di successo, a giudicare dal loro lussuoso appartamento a Roma. Nancy era anche lei avvocato, ma non sembrava lavorare molto. A tavola, lei mi mise accanto a lei.
Nancy presto mi ha invitato a cena di nuovo, e poi di nuovo. Ogni volta, voleva che io sedessi accanto a lei. Il 5 febbraio 1998 decisi di festeggiare i miei 50 anni con una festa in un ristorante e night club chiamato Bella Blu. Tra le circa 60 persone invitate c'erano anche Nancy e Giancarlo.

Ero single allora. Il mio matrimonio era andato in pezzi durante il mio precedente lavoro come allenatore della Sampdoria in gran parte perché avevo avuto una relazione con una bellissima donna chiamata Graziella Mancinelli. Quando andai ad allenare la Lazio, lei sarebbe voluta venire con me ma ne avevo già abbastanza di lei.

Durante un'altra cena a casa di Nancy, ci ritrovammo soli in una stanza e lei mi chiese quando avevo intenzione di invitarla fuori a pranzo. Io dissi "quando vuoi!". E lei mi rispose "facciamo domani a casa tua?". Non c'erano dubbi su come sarebbe andata a finire, e non ricordo quanto mangiammo. Ma lei non era sicuramente venuta per il cibo.

Quell'estate lei mi invitò insieme ad altre persone sullo yacht che possedeva insieme al marito e andai con lei a vedere la Coppa del Mondo in Francia, seduti molto in alto per non farci vedere. Nancy e suo marito vennero anche a trovarmi a Stoccolma e feci in modo di far accompagnare Giancarlo in hotel per poter restare un po' di tempo solo con lei.

Mi sentivo in colpa per Giancarlo, che amava molto sua moglie ed ero sempre affettuoso con lei. Lui mi diceva che Nancy era costosa da mantenere e con un carattere impossibile, ma la amava lo stesso. Penso che lui volesse dirmi "non portarmela via" e probabilmente avrei fatto meglio ad ascoltarlo.

Così decisi di andarlo a trovare e affrontare la questione con lui. Gli spiegai che mi piaceva sua moglie e che forse mi ero innamorato di lei e lei di me. Lui mi ascoltò calmo e poi mi chiese di lasciarlo solo con sua moglie e mi disse che apprezzava il mio coraggio e il mio sforzo di parlarne con lui.

Due giorni dopo lei andò via di casa e andammo a stare in una vecchia casa che avevo comprato sulla spiaggia di Fregene. Furono mesi molto romantici, i migliori mai trascorsi con lei. Ma Nancy era molto esigente e non molto tempo dopo cominciai a sentirmi troppo "chiuso" da lei. Lei voleva essere essere al centro dell'attenzione e non ero abituato a questo atteggiamento da parte delle donne.

Cos'altro abbiamo fatto insieme? Facevano tutte le cose che fanno i cosiddetti VIP: andavamo in Sardegna in agosto, il posto dove ci si doveva far vedere, preferibilmente su uno yacht. Ogni anno a lei piaceva molto passare qualche giorno sulla barca del proprietario della Lazio, Sergio Cragnotti. A febbraio invece il teatro dei vip era Cortina, dove le donne facevano a gara per mostrare i propri vestiti.

Affittammo anche una casa nel centro di Roma, elegante e costosissimo, anche se a me non piaceva vivere lì perchè era scomodo, bisognava parcheggiare a 500 metri di distanza e in quel modo non riuscivamo a evitare le attenzioni dei paparazzi.

Ogni due settimane veniva a trovarmi Lina, la mia bimba che viveva in Provenza con la mia ex moglie. Lei andava d'accordo con Nancy anche se trovava singolari alcune delle sue teorie: come quella della possibilità di perdere peso con i bagni nell'acqua fredda.

Lina notò che la nostra non era una coppia molto ben assortita e che spesso litigavamo. Quando andavamo al ristorante, Nancy aveva l'abitudine di protestare per tutto: il servizio, lo champagne, le luci. Lei continuava a richiedere attenzioni costanti e io ero sempre più irritato con lei.

Affittai una villa vicino Formello, il centro sportivo della Lazio, senza dirle nulla. Lì cominciai a incontrare altre donne, tra cui l'attrice Deborah Caprioglio. La nostra fu una breve relazione ma ne scrissero alcuni giornali.

Nancy voleva sposarsi ma io non ne avevo alcuna intenzione. All'inizio ero probabilmente innamorato di lei, ma le cose erano cambiate. Eppure sentivo una responsabilità nei suoi confronti per averle fatto lasciare suo marito. Non potevo lasciarla appena un anno dopo.

Subito dopo la vittoria dello scudetto con la Lazio, mi offrirono il posto di allenatore della nazionale inglese, primo straniero della storia.
In quel momento erano passati due anni e mezzo dall'inizio della nostra relazione e lei voleva venire a vivere con me a Londra, mentre io avrei voluto stare da solo.
Ma in qualche modo lei riuscì a stare con me, prima venendo a trovarmi, poi facendo la pendolare, infine venendo a convivere a Londra con me, dove comprai una casa vicino Regent's Park per circa 2 milioni di sterline.

Lei era davvero troppo esigente. Appena svegliati bisognava decidere dove si sarebbe andati a cena la sera. Non ricordo quante volte le ho detto che di uscire e andarsi a cercare un altro uomo, preferibilmente molto ricco.
La nostra relazione diventava sempre più difficile nonostante la nostra spumeggiante vita mondana, per cui lei era davvero molto appassionata.

Durante l'estate del 2005 decisi di comprare un'altra casa dove poter stare da solo. Presi un appartamento con piscina a Belgravia, mi costò 1,7 milioni di sterline e lì ricevevo altre donne, così come era avvenuto a Roma.

Ero sempre inseguito dai paparazzi e così il mondo seppe tra le altre cose delle mie storie con la presentatrice tv Ulrika Jonsson nel 2002 e con una delle segretarie alla Federazione Calcistica Inglese, Faria Alam, nel 2004.

Nel 2006 la Federazione mi esonerò e a 58 anni tornai in Svezia senza un lavoro e per fortuna senza Nancy. Non ci fu confronto. Semplicemente lei scelse di non venire con me in Svezia.

Nel 2006 comunque iniziai una relazione con Roxy, una cantante rumena e con un'altra donna che lavorava per la Scandinavian Airlines. Nel 2007 mi chiamarono per allenare il Manchester City mentre avevo in corso una relazione con Malin, una bellissima donna svedese che lavorava in un hotel di Stoccolma. Lei era più indipendente delle altre donne ma forse si aspettava che la nostra storia potesse avere un sato di qualità, mentre per me non era così, quindi mi capitò di avere rapporti con altre donne.

Nancy decise di scrivere un libro in cui raccontava la sua storia e dopo avermi assicurato che non mi avrebbe citato ovviamente lo fece. Scelsi di non leggerlo ma seppi che descriveva il nostro raporto come bellissimo in tutto.

Un giorno mi venne a trovare. La nostra relazione era finita ma secondo la legge inglese la nostra convivenza mi impegnava a un accordo di natura economica con lei.
L'accordo, molto generoso per lei, prevedeva un assegno di circa un milione di sterline e la mia casa al mare in Italia. Inoltre lei avrebbe avuto in comodato la mia casa di Belgravia per due anni, fino al 2009.

Dopo questo periodo lei rifiutò di andare via e nonostante svariati tentativi non si riusciva a trovare un accordo con lei. Chiaramente aveva bisogno di soldi.
Raggiungemmo un nuovo accordo che prevedeva ulteriori 175 mila sterline dalla vendita della casa di Belgravia e finalmente, dopo 4 anni, il 30 aprile di quest'anno è andata via dall'appartamento, lasciandolo in condizioni pietose. Chiaramente lei l'aveva subaffittato ad altre persone perchè lei non poteva aver vissuto in quello schifo.
Ma a me non importava. Ero felice che lei se ne fosse andata.

 

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