parente baricco

MASSIMILIANO PARENTE FA IL CONTROPELO A BARICCO E ALLA SUA PRIMA SERATA SU RAITRE: “QUEL CHE FA GLI VIENE FUORI ANESTETIZZATO, MORTO. SI SAREBBE INFURIATO PERFINO IL POVERO STEINBECK, PERCHÉ “FURORE” LETTO DA LUI SEMBRA TORPORE, UN RACCONTO USCITO DALLA SCUOLA HOLDEN. E QUEI PARAGONI CON I MIGRANTI…”

Massimiliano Parente per “il Giornale”

MASSIMILIANO PARENTE

 

Non è che Baricco non abbia delle buone intenzioni, il problema è che Baricco è Baricco, per cui tutto quello che fa gli viene fuori baricchizzato, e quando una cosa è baricchizzata è finita, anestetizzata, morta, quando soprattutto non viene fraintesa e piegata ai propri fini. Prendiamo lunedì sera: Baricco legge Furore di John Steinbeck, in prima serata su Rai 3. Ci lamentiamo sempre della mancanza di cultura in tv, per cui benissimo, no?

 

Alessandro Baricco

No, perché Baricco non è Steinbeck e se legge Steinbeck lo baricchizza, e Steinbeck diventa un’altra cosa. Steinbeck, come saprete, ha scritto il suo capolavoro per raccontare un fatto storico, la migrazione dei contadini dall’Oklahoma alla California, in cerca di lavoro, ai tempi della Grande Depressione. Baricco che fa? Ne legge dei brani in tv e ve lo racconta per parlarvi dell’immigrazione in Italia, perché «le due cose non sono dissimili».

 

Non sono dissimili? Per Baricco no, proprio uguali uguali, come abbiamo fatto a non accorgercene? L’aveva già fatto altre volte, Baricco, in altre occasioni, stesso testo stessi preamboli. «Il mio Steinbeck per superare la paura dei migranti». (Qui però ha detto bene, il suo Steinbeck). «Erano terre diverse, ma i movimenti del cuore sono uguali». Non solo terre diverse ma situazioni storiche diverse, condizioni diverse, uomini diversi, mentre i movimenti del cuore, beh, quelli saranno pure uguali, almeno dal punto di vista emodinamico.

massimiliano parente

 

I migranti del Midwest erano americani, americani che si spostavano negli Stati Uniti, da altri americani, in cerca di lavoro. Ditemi voi cosa c’entrano i migranti africani, che si imbarcano per l’Italia da paesi con lingue, culture e condizioni completamente differenti, e finiscono, se non affogati, per la strada, a non fare nulla o a occupare case altrui, e comunque con uno Stato che li mantiene perfino, sicuramente meglio di quanto faccia per gli italiani poveri, quindi anche lì c’è poco da confrontare l’Italia di oggi e la California di Steinbeck.

 

Alessandro Baricco

Un paragone appena sensato sarebbe stato quello dell’Italia degli anni Sessanta, con gli italiani che si spostavano dal Sud al Nord in cerca di lavoro, ma Baricco non sapeva cosa farsene, a metterla giù così. E neppure il direttore di Rai 3 Stefano Coletta, perché «la funzione civile è importante e va riportata in prima serata». Sempre con quest’idea marxista della funzione civile della letteratura, mai una funzione esistenziale, universale, non sociale. Non sia mai leggere, che so, Beckett o Proust sulla tragedia della condizione umana. E dunque vada con la baricchizzazione di Steinbeck, è bella, è buona, è civile.

 

In inglese si chiama cherry-picking, la fallacia logica del selezionare alcuni elementi a sostegno della propria tesi ignorandone altri che la smentiscono. Come se per parlare del naufragio della Costa Concordia mi mettessi a leggere Moby Dick, sostituendo allo scoglio la balena e a Schettino il capitano Achab, tanto che differenza c’è. Come se a una puntata di Chi l’ha visto? si mettessero a leggere Il fu Mattia Pascal.

 

Alessandro Baricco

A Baricco però frega un tubo di fare cherry-picking, lui voleva presentarsi vestito con un maglioncino a v sopra la maglietta bianca, come fosse Tom Joad durante la marcia, e propinare a tutti una predica accorata, e poter recitare, con voce sommessa, commossa: «E gli uomini delle città e dei ricchi sobborghi agrari si allearono per difendersi a vicenda; e si convinsero a vicenda che loro erano buoni e che gli invasori erano cattivi, come fa ogni uomo prima di andare a combatterne un altro». Di meglio, potevano fare solo Benigni o papa Francesco.

 

Alessandro Baricco

E così dire a tutti voi che siete degli stronzi, mentre lui è Baricco il buono, il sensibile, l’umile, quello ha una funzione civile e dei movimenti del cuore. Perché «abbiamo perso il significato della fame». Quelli come Baricco di sicuro, siccome, intendiamoci, i migranti da noi sono un problema per gli italiani poveri, mica per i ricchi. Tra l’altro si sarebbe infuriato perfino il povero Steinbeck, perché Furore letto da Baricco sembra Torpore, sembra un racconto uscito dalla Scuola Holden, sembra solo un libro di Baricco.

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...