massimo fini

“QUANDO LE RAGAZZE VENIVANO DA ME A FARSI LEGGERE IL CULO” - MASSIMO FINI RACCONTA LA GENESI DEL SUO ‘DIZIONARIO EROTICO”: “SI DIFFUSE LA VOCE CHE RIUSCIVO A CAPIRE IL CARATTERE DI UNA DONNA DAL SUO SEDERE E COSI’ DONNE DI MILANO E DI ROMA, SOTTO LA QUARANTINA, VENNERO A FARSI VEDERE IL CULO DA ME. IL PATTO, IMPLICITO, ERA CHE NON CI SAREBBE STATO NESSUN RAPPORTO SESSUALE. MA IN SEGUITO…”

Estratto del libro so Massimo Fini “Confesso che ho vissuto. Esistenza inquieta di un perdente di successo” pubblicato da “la Verità”

 

MASSIMO FINI

Ho scritto diciassette libri, se si comprende anche Cyrano, se vi pare... che però non è altro che la sceneggiatura dell'opera che, insieme a Eduardo Fiorillo, ho portato a teatro dove ho fatto anche, improvvidamente, l'attore. Ma tutte le mie amiche se me ne chiedono uno in dono è solo e sempre il Di[zion]ario erotico. Che ha un' origine e anche un seguito curioso e intrigante per un voyeur compulsivo come me (la mia semicecità è stata una Nemesi beffarda degna della maestria di un dio dispettoso).

MASSIMO FINI - CONFESSO CHE HO VISSUTO

 

Un mensile di fotografia, Photo, allora piuttosto diffuso e con un buon pedigree, aveva fatto un servizio in cui metteva a confronto venti sederi femminili. Solo i sederi; del corpo della donna, ripresa di spalle, non si vedeva altro. La rivista mi chiese di accompagnare il servizio fotografico con un lungo articolo. Accettai.

 

Siamo verso la fine degli anni Novanta, ero in uno dei miei ricorrenti periodi di disoccupazione, vivevo di collaborazioni. [...] Oltre all' articolo aggiunsi, di mia iniziativa, una didascalia che accompagnava ogni sedere dalle cui forme cercavo di ricavare il carattere e la psicologia della donna e azzardavo anche che viso potesse avere.

 

Alla redazione di Photo ebbero un'idea divertente. Andarono a ripescare le donne che si erano prestate, non modelle professioniste ma persone di varia umanità e di età compresa fra i 20 e i 40, anche se tutte belle, almeno a giudicare dai loro culi, e chiese loro se si ritrovavano nei miei ritrattini. E, se non ricordo male, 17 o 18 risposero che sì, se non in tutto, almeno in parte ci avevo azzeccato. Allora il mese successivo la rivista pubblicò un secondo servizio: c'era il culo di ogni donna con la mia didascalia e, a fianco, il viso di lei e il giudizio che dava sulle mie azzardate interpretazioni.

massimo fini

 

Quell' articolo, senza però il giochetto viso/culo, fu poi comprato da Playmen, ma anche da giornali stranieri serissimi, Nouvel Observateur, Der Spiegel, in Italia dall' Espresso, che però, vile come sempre, non ebbe il coraggio di pubblicarlo, e ancora non molti anni fa da Max. Credo sia l' articolo che mi ha fruttato di più in vita mia. Allora dissi a Cesare De Michelis: «Perché non facciamo un Dizionario erotico, un po' sull' onda divagante della Nuova Enciclopedia di Alberto Savinio?».

 

MASSIMO FINI

Scrivere di eros è difficilissimo. Anche grandi autori che si sono cimentati nel romanzo erotico hanno dato esiti deludenti. Forse il migliore l'ha scritto una donna, Violette Leduc, Teresa e isabella: è la storia omosessuale di due ragazze adolescenti, non c'è una sola parola cruda ma, forse proprio per questo, la tensione è altissima. Il mio è un saggio, seppur a voci, e quindi più facile. Però se vado a ripescare i miei originali vedo che molte voci sono state scritte e riscritte almeno sei o sette volte.

 

Non volevo negarmi nulla, nemmeno gli aspetti più osé del sesso, cercando però di non cadere nella volgarità. Una faticaccia. Il Di[zion]ario è all'apparenza un divertissement, e in effetti lo è anche, ma nella sostanza parla del rapporto col femminile visto dal maschile, quantomeno da un particolare maschile, il mio.

 

Gianfranco Funari

Su di me circolano delle leggende metropolitane: che sia misogino, che sia omosessuale, che sia un tombeur de femmes. Nessuna corrisponde alla realtà, ma in ognuna c'è un pizzico di verità. Una sola cosa è certa: nella fase terminale della mia esistenza, quella che sto vivendo adesso, sono diventato misantropo. Anzi, ad osservar bene, lo sono sempre stato.

 

Per tutta la vita mi sono sentito un uomo solo, uno fuori posto, uno spostato appunto.

Anni fa mi colpì una frase di Gianfranco Funari. Era già nella fase declinante della sua carriera. In un programma di nuovo conio, che ebbe vita brevissima, stava camminando per Milano intervistato da Roberto Poletti. D' improvviso, fra i suoi soliti lazzi, scherzi e guasconate, disse: «Io sono un uomo solo. E se penso a un altro uomo solo penso a Massimo Fini».

MASSIMO FINI

 

La cosa mi stupì perché mi conosceva appena. Ero stato solo a un paio delle sue trasmissioni quando era in grande spolvero. Divenimmo amici dopo. Sotto il suo debordante narcisismo era un uomo buono, estremamente generoso. Mi manca, Gianfranco.

 

Il Di[zion]ario è piaciuto, in linea di massima, alle donne belle e intelligenti, perché hanno capito che a uscirne a pezzi è lui. Ha fatto infuriare il manifesto e le femministe e le cesse, che in genere coincidono. Una sera ero a casa mia con due giovani amiche, Paola e Francesca, di 25 anni, e un'avvocata sulla quarantina, gran bella donna, alta, formosa il giusto, bruna, due splendidi occhi verdi, elegante nel suo tailleur, tacco giusto, né troppo né troppo poco. L'articolo su Photo era uscito proprio quel mese. A un certo punto Paola e Francesca, che non sapevano tenere un cecio in bocca, e forse non in tutta innocenza, dissero: «Sai che Massimo sa capire il carattere di una donna dal suo sedere?».

MASSIMO FINI

 

L' avvocata mi chiese se si trattava di un joke, di uno scherzo, o se c' era qualcosa di reale. Le risposi che in linea di massima avevo giudicato sulla base delle mie esperienze, ma che esistevano degli studi serissimi in materia, francesi, un po' come i chiromanti studiano il palmo della mano (quest' ultima parte me l' ero inventata di sana pianta).

 

Lei, che pareva parecchio incuriosita, mi chiese ancora com' era possibile ricavare un carattere, una sensibilità, l'identità di una persona dallo studio del suo sedere. Dissi che non si trattava di vedere solo un sedere nudo e crudo, ma prima coperto, poi semicoperto, infine totalmente nudo, in piedi, di profilo, in movimento e, insomma, in tutte le posizioni e da ogni possibile angolazione. Allora lei disse che voleva provare.

 

Alla fine del gioco parve piuttosto sorpresa. Disse che l'avevo centrata in pieno, che anzi le avevo rivelato delle caratteristiche della sua personalità che non conosceva e su cui avrebbe riflettuto. Eppure era una donna strutturata e affatto sprovveduta. Paola e Francesca, che non sapevano tenere un cecio in bocca, andarono in giro a raccontare la cosa, naturalmente senza fare il nome della vittima. E così per un bel po' di tempo belle donne di Milano e di Roma, in genere poco sotto la quarantina, vennero a farsi «leggere» il sedere da me. Il patto, implicito, era che non ci sarebbe stato nessun rapporto sessuale.

MASSIMO FINI

 

Altrimenti il gioco avrebbe perso il suo senso. Io non potevo neanche toccarle; questa incombenza, quando era il caso, toccava alle mie due amiche. Ma in seguito avrei agito questa modalità, vagamente criminale, che certamente, anche se consensuale, non piacerebbe a quelle di MeToo, anche da solo. La cosa sorprendente è che nessuna si è mai negata. Eppure il gioco era hard, molto pesante.

 

Lei viene a trovarsi in una situazione ridicola, grottesca, oltremodo umiliante. Il trucco era portarle gradualmente a una sorta di 'punto di non ritorno' dove tirarsi indietro diventava più imbarazzante che andare avanti e comunque ormai inutile. Lo attribuirei a due fattori. La donna è, per sua natura, esibizionista, così come l'uomo, in una complementarietà quasi perfetta, è voyeur. Inoltre la donna è curiosa come una scimmia. Curiosità su cui ho sempre contato anche per vicende che con l'eros e il sesso non hanno nulla a che vedere.

Ultimi Dagoreport

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…