mauro corona

“IO SONO UN POVERO DIAVOLO. UN MISTO DI BUFFONE E FILOSOFASTRO” – L’ABOMINEVOLE UOMO DEL BOSCO MAURO CORONA SI RACCONTA A SABELLI FIORETTI: “MELONI È UN PO’ TRACCAGNOTTA, MA HA UN CULO DOLOMITICO. SODO, SOLARE” (POSA ER FIASCO!) - I 40 LIBRI TRA CUI STORIE DI NEVE, 800 PAGINE (“UNDICI MESI DI SBORNIE NOTTURNE. TRE BOTTIGLIE DI VINO ROSSO A NOTTE”), IL RAPPORTO D’ODIO-AMORE CON BIANCA BERLINGUER (“COLPA MIA. CAPITA CHE VADA ALLE PUNTATE SBRONZO”) E QUELLO COMPLICATO CON LA DOCCIA: “MI LAVO POCO. SE ESAGERO PERDO IL PROFUMO DI CAMOSCIO. MI LAVO SOLO QUEL PEZZETTINO PERCHÉ NON SI SA MAI”), IL SESSO (“DUE VOLTE AL MESE. QUANDO SUCCEDE MI RIFORNISCO DELLE DOVUTE PASTIGLIE. NE HO DI TUTTI I COLORI, POTREI APRIRE UNA FARMACIA”), LA POLEMICA CON I NUDISTI IN QUOTA E LA LITE CON DAGO: “DI ME DICEVA CON DISPREZZO “IL BOSCAIOLO”, “IL MONTANARO”. CREDE DI ESSERE COLTO. MA IO HO LETTO DUE TIR DI LIBRI PIÙ DI LUI” – LA MORTE? LA MIA IDEA, SICCOME SONO UNA MERDA, SAREBBE DI BUTTARE LE CENERI NEL CESSO E TIRARE L’ACQUA” - VIDEO

SCAZZO TRA MAURO CORONA E DAGO A CARTABIANCA

 

Claudio Sabelli Fioretti per “la Repubblica – U” 

 

Alpinista, scrittore, scultore, uomo di televisione. Cittadino di Erto (ricordate il Vajont?) dove abita in una casa del paese ricostruito. Casa è una parola grossa. Diciamo «antro», forse «caverna», magari «grotta».  

 

mauro corona alpinista

Mauro Corona è fatto così. Vive al di là di ogni convenzione. In pochi metri quadrati ha accatastato sculture, corde da arrampicata, piccozze, caschi. Ma ci sono anche decine di mole, trapani, coltelli, centinaia di sgorbie da scultore, libri suoi e libri di altri. La cucina è un fornelletto con macchina per il caffè. Niente sedie, niente letti.  

 

Tante bottiglie di vino rosso chiuse e sparse per terra. Un divano. Una ragnatela di fili elettrici svolazzanti e di prese a rischio corto circuito. E poi quaderni pieni di appunti, fotografie di figli e nonni. Ritratti. Una tavola con lo stemma del Partito Comunista. Ci si muove a stento. Tutto il materiale straborda di fuori, sul marciapiede.  

 

Un cartello avverte: “Questo non è un negozio, è un’abitazione privata”. L’abitazione privata di Mauro Corona. Come io immagino sia la casa di un poeta maledetto.  

 

Dimenticavo: il bagno. Entro. Ed esco subito. «Mauro, fa schifo». Non si offende. «È esattamente quello che ha detto Maria Grazia Cucinotta». E tu che cosa le hai risposto? «Se non ti piace vai a fare la pipì per strada». Il martedi l’antro diventa studio televisivo per Bianca Berlinguer, Bianchina come la chiama lui.  

 

CLAUDIO SABELLI FIORETTI: Mauro, parlami di Bianchina.  

mauro corona

MAURO CORONA: «Odio-amore. Però le voglio molto bene. All’inizio ero più accomodante perché ci tenevo a essere lì, ad apparire».  

 

CSF: Litigate spesso.  

MC: «Colpa mia. Capita che vada alle puntate un po’ sbronzo. E poi…Vorrei aiutare chi non ha voce. Non mi basta soddisfare la mia immensa vanità di apparire. Certe volte lei non lo tollera. E io vado giù pesante». 

 

CSF: Un bel rapporto.  

MC: «Non ci telefoniamo più prima della trasmissione. Ci siamo mandati a quel paese troppo spesso. Una volta mi è scappata una bestemmia. Si è arrabbiata e ne ho mollate altre 3».  

 

CSF: L’hai mai fatta ubriacare?  

MC: «L’ho fatta bere. Ma regge».  

 

CSF: Però è paziente.  

mauro corona

MC: «È impulsiva. È vanitosa. Dice: “Io sono Bianca Berlinguer. Non chiamarmi Bianchina”. Ma se mi dice così mi invita a nozze».  

 

CSF: Ti interrompe sempre.  

MC: «Perché tocco argomenti che le hanno detto di non toccare».  

 

CSF: E ti arrabbi.  

MC: «Il coito interrotto verbale è peggio di quello fisico».  

 

CSF: Hai scritto 40 libri. Tra cui Storie di neve, 800 pagine.  

MC: «Undici mesi di sbornie notturne. Tre bottiglie di vino rosso a notte».  

 

CSF: A te piace la trasmissione?  

MC: «Certo. Ma vorrei che incuriosisse, creasse aspettative. E invece cefalogramma piatto. Fa vedere la vita dei ricchi mentre c’è gente che non riesce a fare la spesa per mangiare».  

 

CSF: Hai smesso di bere?  

MC: «Dall’alcol non si esce. Ma adesso scrivo anche senza bere. Sono molto più lucido e ordinato. Ma ho perso quella scintilla che faceva scrivere Hemingway, Beckett…».  

 

CSF: Che cosa bevi?  

MC: «Birra la mattina. Poi vino. Poi grappa. Genziana».  

 

CSF: Ti hanno tolto la patente?  

MC: «Sì. Perché? Ubriachezza. Mi facevano soffiare e me la toglievano».  

 

mauro corona da bambino

CSF: E non la richiedi?  

MC: «Non serve. Gli amici fanno a gara a portarmi in giro. La Mondadori mi manda l’autista».  

 

CSF: Il vino più buono?  

MC: «L’Amarone. I vini devono avere almeno 13 gradi. Meglio 15. Quando mi offrono del Prosecco dico di darlo ai bambini per la Prima Comunione».  

 

CSF: Erri De Luca ha detto di te: scolpisce il legno seguendo la vena.  

MC: «Il legno è una roba vissuta, ha subito torti, ha sopportato colpi di vento, pietre che l’hanno colpito, valanghe che l’hanno storto. Io non posso fare una ballerina con un carpino, è pieno di gnocche, bugne, dolore».  

 

CSF: E la ballerina con che legno la fai?  

MC: «Con la betulla, la sua eleganza, la sua oscillazione. La betulla cammina stando ferma. E col cirmolo faccio le maternità, perché è la dolcezza pura. In Val Gardena ci fanno le culle. I bambini li addormenti col quel profumo, non con le ninne nanne».  

 

CSF: Magris ha detto che i tuoi racconti hanno l’autorità delle favole. E che Storia di neve è una specie di Cent’anni di solitudine.  

i taccuini di mauro corona

MC: «Un po’ esagerato. Ma Borges disse: “Cent’anni di solitudine sono tanti, ne sarebbero bastati ottanta”».  

 

CSF: Che cosa è l’amore?  

MC: «È la distruzione della pace, la devastazione della serenità. Per amare ci vogliono due supercervelli di intelligenza e bontà».  

 

CSF: Sei fidanzato.  

MC: «Fidanzato è una cosa da giovani. Direi che stiamo bene assieme, andiamo a scalare, a vedere mostre. Ci aiutiamo a vicenda, questo forse è il senso dell’amore. Più che altro lei aiuta me. Sono i miei ultimi anni, non so quanto mi resta».  

 

CSF: Tu piangi?  

MC: «Sì, soprattutto adesso in età avanzata. Piango di notte quando penso alla mia vita, a mio fratello ucciso in Germania, a mio padre sempre ubriaco che picchiava mia madre».  

 

CSF: Era violento? 

MC: «Molto. Ha mandato mamma in coma 3 volte. A me e a mio fratello ci legava agli alberi. Me al melo, mio fratello al pero. C’è un notevole corollario di dolore nella mia vita. Mi piacerebbe togliermelo di dosso come fa un cane quando si scrolla l’acqua dal pelo».  

andrea scanzi come mauro corona

 

CSF: E non ce la fai…  

MC: «Vengo da un’estrazione sociale infima, andavo a elemosinare con nonna facendo chilometri e chilometri a piedi. Entravo nelle case: avete qualcosa? La sera tornavamo con la gerla piena. Formaggio, salami, calzini fatti a mano».  

 

CSF: Perché a volte sei nato a Baselga e a volte sei nato a Erto?  

MC: «Sono nato su un carretto, a Baselga. Presi la polmonite, mi dettero l’estrema unzione, 40 giorni di incu- batrice, dissero che sarei morto. E invece eccomi qui».  

 

CSF: Nei tuoi libri è scritto Erto.  

MC: «Marketing. Molti, incuriositi, vengono a visitarla. È il mio regalo per i concittadini».  

 

CSF: È vero che non ti lavi?  

MC: «Mi lavo poco. Se esagero perdo il profumo».  

 

CSF: Tu profumi?  

MC: «Profumo di camoscio. Hanno una ghiandola che secerne odore di mandorla quando vanno in amore. Se faccio più di 3 docce al mese lo perdo».  

 

CSF: Hai detto: mi lavo solo quel pezzettino lì.  

MC: «Per provocare la Bianchina. Ho detto: mi lavo solo quel pezzettino perché non si sa mai. A lei piace se dico queste cose un po’ audaci».  

 

CSF: Ma tu chi sei?  

bianca berlinguer e mauro corona con gli occhiali da sole e sempre cartabianca

MC: «Non voglio morire frainteso. Devo dire la verità su di me prima che la dicano gli altri. Tutti mi conoscono come spaccone, arrogante»  

 

CSF: Non sei arrogante? 

MC: «No. Ho recitato una parte. Adesso dico basta. Io sono uno che piange. L’età avanza e io sono a rischio. Prima che sia troppo tardi voglio chiarire».  

 

CSF: Chiarisci.  

MC: «Io sono un povero diavolo. Un misto di buffone e filosofastro».  

 

CSF: Sei bugiardo?  

MC: «Sì, sono bugiardo. I libri sono bugie. Il mio adorato Pessoa diceva che il poeta è un fingitore, finge così tanto da fingere che sia dolore finto il dolore che davvero prova».  

 

CSF: Quanto hai in banca?  

MC: «Centotrentamila euro, penso».  

 

PIU LITRI PIU LIBERI - MEME BY EMILIANO CARLI

CSF: Quanti figli hai?  

MC: «Quattro: Matteo, Melissa, Tina, Marianna. Sono stato un pessimo marito, ma un buon padre».  

 

CSF: Pessimo marito?  

MC: «Prima di sposarmi, il prete, don Giancarlo Stival, mi dette un foglietto. Dovevo dire che sarei stato fedele fino alla morte. Gli dissi: “Questa robaccia non la leggerò mai”. Lui insisteva. E io: “Da casa alla chiesa ho già peccato almeno 5 volte guardando il culo alle donne”. Non capiva e allora me ne sono andato al bar a bere. Poi tornai, dissi "Sì” e me ne andai».  

 

CSF: Contento? 

MC: «Abbiamo una vita sola. Quella che si scrive in brutta copia, diceva Ernesto Sabato, e non c’è tempo di correggerla e ricopiarla in bella».  

 

mauro corona e marco rizzo

CSF: La più grossa sbronza?  

MC: «L’anno scorso, a Misurina, ero con un fiasco di vino alle 3 di notte sul lago ghiacciato, ho insultato tutti, ho offeso gli amici più cari. Sono andato a letto con gli scarponi. Gli amici, forse, mi hanno perdonato».  

 

CSF: Sei un cacciatore.  

MC: «Ero. Ho avuto 3 processi per bracconaggio. Con la licenza non c’è gusto».  

 

CSF: L’ultimo animale che hai ucciso?  

MC: «Un Gallo Forcello. Li colpivo quando cercavano l’amore. Tu fischi il fischio dell’amore, loro ti vengono in braccio. E tu, boom. Una vigliaccata».  

 

CSF: Perché hai litigato con Dagospia?  

giorgia meloni

MC: «Di me diceva con disprezzo “il boscaiolo”, “il montanaro”. Crede di essere colto. Ma io ho letto due tir di libri più di lui. E sono un uomo molto permaloso, come tutti gli insicuri».  

 

CSF: Hai mai picchiato qualcuno?  

MC: «No, ma risse da giovani tante. Calavamo come barbari con gli stivaloni di gomma a Longarone nelle sale da ballo. Ci chiamavano i pecorai».  

 

CSF: Hai paura della morte?  

MC: «Ho paura di non poter più fare le piccole cose, il caffè della mattina, la chiacchiera con l’amico, il bicchiere di vino. Ho paura del dolore che si protrae per mesi. Ma ho programmato. Quando capirò che sto per morire farò il salto».  

 

CSF: Ti butterai da una cima?  

MC: «Non voglio schizzi di sangue. Preferisco addormentarmi. È facile, basta esagerare con una dose di qualcosa. E so già che cosa è quel qualcosa».  

 

CSF: Quante volte hai rischiato la vita in montagna?  

MC: «Almeno 3 cadendo in parete e una travolto da una valanga, ma mi ha sputato fuori. Nemmeno le valanghe mi vogliono. Non era la mia ora. Ma che terrore, cazzo».  

 

CSF: Sei di destra o di sinistra?  

mauro corona cover

MC: «Ho sempre votato il Pci».  

 

CSF: I politici che ti sono simpatici?  

MC: «Bersani. E Prodi».  

 

CSF: Giorgia Meloni no?  

MC: «No, non mi piace il suo modo di porsi, la sua arroganza verbale».  

 

CSF: Hai detto: sono innamorato di Bianchina, ma mi piace Meloni.  

MC: «Meloni è un po’ traccagnotta, ma ha le forme giuste al posto giusto. E ha un culo dolomitico. Sodo, solare». 

 

CSF: Col tempo sei diventato buono?  

MC: «Da vecchio ho scoperto che c’è del male in me e del buono negli altri. Se uno mi fa una critica feroce non penso più di doverlo ammazzare».  

 

CSF: Fai sogni erotici?  

MC: «Sono almeno 10 anni che non ne faccio. Risolveva molti problemi. Non avevo più necessità di espletare».  

 

CSF: Come stiamo col sesso?  

MC: «Due volte al mese. Quando succede mi rifornisco delle dovute pastiglie. Durano 24 ore. Ne ho di tutti i colori , potrei aprire una farmacia».  

 

CSF: Tu corteggi?  

maurizio crozza imita mauro corona

MC: «Non mi è mai piaciuto l’uomo che conquista, che va lì, ciao, hai gli occhi del colore dei fiori di lino. Sono timido e ho paura di non essere all’altezza. Aspetto. Se mi dai un cenno collaboro. Quando invitavo le ragazze a ballare mi dicevano sempre di no. Forse non piaceva la mia faccia da schiaffi».  

 

CSF: Hai un’etica?  

MC: «Un’etica un po’ sbrindellata perché sono un opportunista. Se devo otte- nere qualcosa per i miei familiari sono ruffiano e, se devo leccare, lecco. Mi prostituisco perché sono una merda».  

 

CSF: Cosa vuoi che scrivano sulla tua tomba?  

MC: «Qui giace Mauro Corona, uomo iniquo e perverso. Pregare per lui è tempo perso. Ma mi farò cremare».  

 

CSF: La cenere che fine fa?  

MAURO CORONA IN MONTAGNA

MC: «La mia idea, siccome sono una merda, sarebbe di buttare le ceneri nel cesso e tirare l’acqua».  

 

CSF: Sei entrato in una polemica sui nudisti in quota.  

MC: «Posto che ognuno è libero di comportarsi come vuole, c’è anche una dignità, un pudore. Passi per le donne. Il loro corpo è arte, è Venere. Ma un uomo nudo è orrendo con quel ballonzolamento in mezzo alle gambe, con quei brutti ciondoli».  

 

CSF: Ti ritieni bello?  

MC: «Non sono mai stato bello, però potrei avere il fascino misterioso del non agguantabile».  

 

CSF: Nel bagno non hai il bidet.  

MC: «Il bidet è assente nei bagni di mezzo mondo. Ma c’è il lavandino. Stando in piedi, e tirando su la gamba, riesco a lavarmi. È anche molto erotico». 

MAURO CORONA IN MONTAGNAmauro coronamauro corona 67gianni morandi mauro coronacamilleri mauro coronamichel houellebecq mauro coronamauro corona 22mauro corona 66mauro corona 55MAURO CORONA IN MONTAGNA

 

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