romeo giulietta zeffirelli

“ANCHE LA VENERE DI MILO PUÒ PRESENTARE UN ESPOSTO POSTUMO LAMENTANDO DI ESSERE STATA COSTRETTA A POSARE NUDA” – MICHELE SERRA IRONIZZA SUI DUE ATTORI DEL “ROMEO E GIULIETTA” DI ZEFFIRELLI CHE DICONO DI ESSERE STATI TRAUMATIZZATI (CON 54 ANNI DI RITARDO) PER AVER GIRATO LA SCENA DI NUDO : “COME È POSSIBILE UNO STRASCICO COSÌ LUNGO PER UN'ESPERIENZA COSÌ REMOTA E NON COSÌ STRAVOLGENTE? DOVRÀ PURE ESSERCI, SANTO CIELO, QUALCOSA CHE ASSOMIGLI A UN LIMITE SOTTO IL QUALE NON È CONSENTITO RECRIMINARE A OLTRANZA” – I PRECEDENTI: MARIA SCHNEIDER IN "ULTIMO TANGO A PARIGI" E IL TRAUMA A SCOPPIO RITARDATO PER JAMIE LEE CURTIS IN "UNA POLTRONA PER DUE”

 

1. L'EROS IN MANO AGLI AVVOCATI

Michele Serra per “la Repubblica”

 

olivia hussey leonard whiting romeo e giulietta 5

I due protagonisti del "Romeo e Giulietta" di Zeffirelli, allora adolescenti, girarono una scena di nudo. Correva l'anno 1968. Sono passati, dunque, 54 anni. Tanti ce ne sono voluti - una vita intera - perché i due, ormai sulla settantina, stabilissero che quella scena fu, per loro, un trauma gravissimo.

 

Valutato dai loro avvocati in centinaia di milioni di euro. Escluso che, per rivestirsi, ci abbiano messo più di mezzo secolo, la domanda è come sia possibile uno strascico così lungo per un'esperienza così remota e, se posso permettermi, non così stravolgente.

 

olivia hussey leonard whiting romeo e giulietta 4

Conosco l'obiezione: la valutazione personale è insindacabile, ciò che per Tizio è una scampagnata per Caio, magari, è una violazione grave della propria sfera privata. Ma dovrà pure esserci, santo cielo, qualcosa che assomigli a un limite sotto il quale no, non è consentito recriminare a oltranza, piantare le grane più stravaganti e, immancabilmente, lanciare all'assalto un plotone di avvocati. Altrimenti vale tutto: anche la Venere di Milo può presentare, magari attraverso i suoi eredi, un esposto postumo lamentando di essere stata costretta a posare nuda.

 

paramount pictures

 

Questi episodi si moltiplicano. Verrebbe da liquidarli come ridicoli, oppure ingegnosi pretesti per battere cassa. Non fosse che rivelano, anche, una ipersensibilità in materia di eros che non lascia immaginare niente di buono per il futuro del medesimo. La nudità non è una malattia, non è un affronto: come è possibile che due anziani signori, si suppone di buona cultura, siano ancora offesi perché, per esigenze cinematografiche, nonché per contratto, hanno dovuto levarsi gli slip negli anni in cui Mary Quant tagliava le gonne e l'intero Occidente cominciava a svestirsi?

 

 

2. IL NUDO RINNEGATO

Estratto dell’articolo di Alberto Crespi per  “la Repubblica”

 

olivia hussey leonard whiting romeo e giulietta 3

È noto: si nasce incendiari e si muore pompieri. Da ragazzi si fanno cose delle quali, poi, ci si pente. Ma c'è modo e modo. Di recente, per esempio, Jamie Lee Curtis ha dichiarato che se potesse tornare indietro nel tempo non rifarebbe la scena di nudo in Una poltrona per due, che in tanti avrete rivisto la sera di Natale.

 

Jamie Lee, all'epoca, era giovanissima ma ovviamente maggiorenne e già molto, molto intelligente. Oggi parla di quell'episodio in modo lucido: «Mi è piaciuto fare quella scena?

No. Sapevo cosa stavo facendo? Ovviamente sì. Era necessaria per il film? Secondo Landis, sì. Me l'hanno chiesto, ho accettato ma mi sono sentita a disagio. Oggi, se me lo chiedessero, non lo rifarei».

 

A distanza di quarant' anni l'attrice ha tutto il diritto di non avere un bel ricordo di quel momento. Non risulta abbia fatto causa a nessuno - e qui scatta l'altro modo Olivia Hussey e Leonard Whiting hanno una settantina d'anni: avevano rispettivamente 15 e 16 anni quando, nel libertino '68, girarono Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli. Il regista chiese loro una scena di nudo, abbastanza casta.

 

olivia hussey leonard whiting romeo e giulietta 2

Il film fu un successo mondiale e già all'epoca la scena fece scalpore perché, sarà bene ribadirlo, i due erano minorenni. Alla Hussey fu addirittura vietata la visione della scena - come avranno controllato? Seguendola al cinema e bendandola al momento opportuno? - e lei se ne uscì con una battuta molto carina: «Non capisco perché non possa vedere al cinema qualcosa che vedo nello specchio ogni giorno ». A distanza di 54 anni, i due ex ragazzi ci hanno ripensato e hanno fatto causa alla Paramount per una cifra intorno ai 500 milioni di dollari (bella pensione, eh?).

 

Il loro avvocato, Solomon Gresen, sostiene che i due hanno vissuto disagi emotivi per anni, rinfocolati a ogni riedizione del film (che continua a essere popolarissimo). La notizia contiene una frase che è il nocciolo di tutto: i due sostengono di aver fatto quella scena senza consenso. Inutile girarci attorno: le scene di nudo con minori, per quanto caste, richiedevano già allora un consenso degli attori impegnati e dei loro genitori; o la Paramount esibisce tali documenti, o sono guai seri.

olivia hussey leonard whiting

 

Siamo, come capite, su un crinale sottilissimo, in cui la cancel culture e il "politicamente corretto" incrociano risvolti personali impossibili da definire in termini giuridici. Il caso più famoso rimane quello di Maria Schneider in Ultimo tango: sul set la famosa scena del burro venne girata - ovviamente - senza alcuna vera violenza fisica subita dall'attrice: come hanno raccontato più volte Bernardo Bertolucci e Vittorio Storaro, Maria non sapeva dell'uso del burro nella scena, glielo dissero lì per lì, sul set; ma poi ovviamente la scena era finta e parlare ancora oggi di stupro è del tutto insensato.

 

jamie lee curtis

Tempo dopo, però, l'attrice dichiarò di essersi sentita sfruttata e traumatizzata, e come contestare simili affermazioni? L'aspetto della cancel culture invece si muove su altri livelli: è del tutto ovvio, per esempio, che uno scrittore come Shakespeare oggi verrebbe arrestato e le sue opere destinate al rogo mediatico (Otello? Per carità!), ma questo è un fenomeno culturale ampio, di cui si giudicheranno gli effetti nel tempo. […]

Jamie Lee Curtis UNA POLTRONA PER DUE

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