umberto eco berlusconi marina scott jovane mieli

MONDAZZOLI? CHIAMATELO RIZZANDORI! L'AGENTE LETTERARIO SANTACHIARA: ''MI SUONA MEGLIO, HA UN CHE DI VIRILE. FA PENSARE AL VIAGRA''. ORA DOBBIAMO CAPIRE SE ANCHE L'ANTITRUST SI ECCITERà DAVANTI AL COLOSSO CHE L'ANNO SCORSO HA AVUTO 55 LIBRI TRA I PRIMI 100

1. IL COLOSSO SI PREPARA A INVADERE LA CLASSIFICA DEL 2016

Mario Baudino per “la Stampa

 

MARINA BERLUSCONI ERNESTO MAURIMARINA BERLUSCONI ERNESTO MAURI

Mostro o gigante inevitabile, pericolo o opportunità? Se si va rileggere la classifica di Ttl sui cento libri più venduti del 2014, pubblicata nel gennaio scorso, il day after di Mondadori-Rcs riserva qualche sorpresa, soprattutto se pensiamo al 2016 e alla nuova situazione editoriale. Le classifiche non sono tutto, nascono da un campione pur ampio di librerie, privilegiano la settimana del rilevamento e penalizzano i libri che vendono poco alla volta, e a lungo. E tuttavia sono un’ottima finestra su un mercato che l’anno scorso ha subito i colpi della crisi.

 

SIGNORINI BERLUSCONI MARINASIGNORINI BERLUSCONI MARINA

In questo quadro abbastanza grigio, il gruppo Mondadori è largamente in testa: 39 titoli, seguito proprio da Rcs (anche qui, con l’insieme della galassia, da Bompiani a Marsilio - manca curiosamente un titolo Adelphi) con 16, a pari merito con Gems (il Gruppo Mauri Spagnol, presente con Guanda, Longanesi, Salani, Garzanti). Più lontani Feltrinelli (otto titoli) e Sellerio (sette) e piccole case editrici come Il Castoro e E/o, che già vendeva bene la misteriosissima Ferrante.

 

Se poi si contano i punti (cento al primo, gli altri in proporzione) il dominio di Segrate è soverchiante: 1064 contro 476 di Rcs e 438 di Gems. E se le proporzioni dovessero rimanere tali anche a incorporazione avvenuta, nel 2016 il nuovo gruppo potrebbe avere 55 titoli fra i 100 più venduti, una cifra superiore alla somma di tutti gli inseguitori.

 

È vero che le percentuali di mercato sono altra cosa (Segrate con Rizzoli libri avrebbe com’è noto il 35 per cento), e che non sempre unendosi si sommano automaticamente i propri consensi, ma è altrettanto vero che questi numeri se confermati sarebbero piuttosto impressionanti. Gli scrittori hanno già avuto modo di preoccuparsi, dei lettori, in assenza di sondaggi, non si sa (e del resto in questo campo le reazioni coincidono con l’acquisto dei libri, dunque bisognerà spettare), gli altri editori preparano le contromosse.

 

Ma gli agenti letterari, tramite ormai quasi imprescindibile fra autori ed editori, devono valutare e muoversi più velocemente. Come affronteranno il gigante? «L’unica cosa certa è che questa acquisizione ha già messo in moto tutta l’editoria», dice Marco Vigevani, alla guida della neonata Italian Literary Agency - nata dall’unione di tre storiche agenzie.

ROBERTO SANTACHIARAROBERTO SANTACHIARA

 

Non è preoccupato: «Questo grande gruppo, per rimanere attivo, deve garantire alle singole componenti un buon tasso di autonomia, editoriale e fino a un certo punto di spesa, proprio come avviene in realtà analoghe all’estero».

 

Lo strapotere non la preoccupa? «A dire la verità quel che preoccupa me ed altri, e non da ieri ovviamente, è la sempre minore autonomia che nelle case editrici viene data agli editor. Succede da tempo, e possiamo chiederci se in un gruppo molto grande non sia ancora maggiore il rischio di “amministrativizzazione”, che mortifica le professionalità con una serie infinita di controlli. È vero che bisogna stare molto attenti ai bilanci. Ma anche ai libri». E a proposito di bilanci, osserva ancora Vigevani, «la Rcs-libri forse poteva proseguire da sola, ma non credo nelle condizioni societarie in cui stava».

 

Abbraccio inevitabile? Un altro agente importante come Roberto Santachiara non ne è convinto. «In America hanno avuto da ridire sulla fusione Penguin-Random House perché insieme raggiungevano il 26 per cento, meno di quel che faceva il Gruppo Mondadori da solo. Siamo un Paese fatto così. Ora si sta a vedere».

 

PIERA DE TASSIS E MAURIZIO COSTA PIERA DE TASSIS E MAURIZIO COSTA

Col pugnale tra i denti? «Si riunisce molto potere in poche mani. Dipende da come verrà gestito. Poi le conseguenze potrebbero essere persino favorevoli agli autori italiani». In che senso? «Uno magari si trova in una compagnia troppo numerosa e cerca altrove editori che lo valorizzino». E gli facciano ponti d’oro? «Bisogna averlo, l’oro». Mondazzoli, come i media hanno battezzato l’operazione, resta un osservato speciale. «Sta a loro decidere come usare il potere, che è un obbiettivo problema. Ma non chiamiamoli così, è una parola orrenda, triste. Proporrei Rizzandori, mi suona meglio, ha un che di virile. Che so, fa pensare al Viagra».

 

 

2. MA IL GARANTE È ANCORA IN ATTESA COSÌ LA GRANDE OPERAZIONE DIVENTA UNA SCOMMESSA AL BUIO

Aldo Fontanarosa per “la Repubblica

 

Mondadori che compra, Rcs che vende hanno messo nel conto di ricevere obiezioni anche forti dalla sentinella del mercato, dal Garante della concorrenza. D’altra parte il passaggio di mano di Rcs Libri genererà un discreto gigante da oltre 500 milioni di fatturato sul solo mercato italiano. La Rizzoli, dunque, si è cautelata sul fronte del “rischio regolamentare”. Nel caso l’Antitrust fissi dei paletti alla cessione del 99,99% di Rcs Libri, l’operazione sarà chiusa comunque e i 127,5 milioni della compravendita finiranno per intero nel forziere della Rizzoli, senza sconti.

mattarella pitruzzellamattarella pitruzzella

 

Per ora, la famiglia Berlusconi non usa alcun riguardo nei confronti dell’Antitrust, come peraltro era successo a febbraio quando la sua società dei ripetitori tv (EI Towers) tentò il clamoroso acquisto del concorrente RaiWay. Allora come oggi, i compratori si guardano bene dal chiedere un parere preventivo al Garante della concorrenza sulla praticabilità dell’operazione. Parere che si può sollecitare, con una “prenotifica”, almeno 15 giorni prima che l’accordo venga reso pubblico.

 

feltrinelli galleria alberto sordi 1feltrinelli galleria alberto sordi 1

Senza l’appiglio della “prenotifica”, l’Antitrust è oggi ancora ferma e aspetta che le siano notificati i termini precisi dell’acquisizione. La notifica avviene un istante prima che le azioni passino materialmente di mano da una società (Rcs) ad un’altra (Mondadori). In quel momento, scatteranno 30 giorni di tempo per studiare il caso (prolungabili di altri 30 se l’Antitrust, come avvenne sul caso RaiWay, dovesse considerare incomplete le prime informazioni ricevute). Chiusa questa fase, il Garante avrà massimo 75 giorni per emettere il suo verdetto.

 

In linea teorica, l’Antitrust potrà vietare l’operazione se contraria al libero gioco della concorrenza. Oppure la approverà, senza se e senza ma. In questa partita da 1, X, 2 , potrà infine autorizzarla in modo condizionato. Fisserà, in questo ultimo caso, dei paletti e delle condizioni alla compravendita.

 

GIANARTURO FERRARI GIANARTURO FERRARI

La strada dei paletti è stata percorsa nel 2014 quando nel mirino dell’Antitrust era finita l’alleanza tra Feltrinelli e Messaggerie nel solo mercato della distribuzione dei libri. A dicembre del 2014, chiuso il “processo” all’operazione, il Garante pose le sue condizioni. Stabilì delle garanzie a tutela degli editori meno robusti. In questo modo gli editori medio-piccoli - se già distribuiti da Messaggerie oppure da Feltrinelli - hanno acquisito il diritto di prolungare l’accordo fino al 31 dicembre 2016, peraltro alle stesse condizioni del contratto originario. Invece gli editori non ancora distribuiti, da allora possono reclamare un accordo a prezzi identici a quelle assicurati agli editori già distribuiti.

 

Nella partita dell’editoria libraria, l’Antitrust non valuta la ricaduta delle intese sul pluralismo delle idee perché questo aspetto è fuori dal suo radar e dalle sue competenze.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…