IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – MARIO CANALE, SCOMPARSO OGGI A 77 ANNI, SI È INTERAMENTE DEDICATO ALLA COSTRUZIONE DI UN ARCHIVIO ENCICLOPEDICO CHE RACCHIUDESSE IL CINEMA PIÙ IMPORTANTE FATTO IN ITALIA. UN LAVORO MOSTRUOSO. UOMO DI CINEMA TOTALE, DOCUMENTARISTA, REGISTA, FOTOGRAFO, ERA STATO MOLTO ATTIVO NELLE REDAZIONI DEI GIORNALI SATIRICI. HA GIRATO CORTI E DOCUMENTARI, INSIEME ALLA MOGLIE, ANNAROSA MORRI, QUASI TUTTI DEDICATI A AUTORI E ATTORI DEL NOSTRO CINEMA, CON UNA PAZIENZA INFINITA E UNA CAPACITÀ CHE GLI INVIDIAMO IN TANTI, QUELLA DI NON AVER DISPERSO NULLA. ALMENO QUALCOSA DI LUI RIMARRÀ PER SEMPRE GRAZIE ALL’ARCHIVIO CHE HA LASCIATO ALL’ISTITUTO LUCE…
Mario Canale rip
Marco Giusti per Dagospia
Almeno qualcosa di lui rimarrà per sempre grazie all’archivio, intitolato a suo nome, che Mario Canale, scomparso oggi a 77 anni, ha lasciato all’Istituto Luce. Ore e ore di backstage di film, almeno 500, e qualcosa come duemila interviste ai più grandi attori e registi italiani dagli anni ’80 a oggi.
Mario Canale, prima di tanti appassionati di cinema, si è interamente dedicato alla costruzione di un suo archivio enciclopedico che racchiudesse il cinema più importante fatto in Italia. Gli anni d’oro di Mario e Vittorio Cecchi Gori, per intenderci, le grandi produzioni della Rai.
Un lavoro mostruoso che solo un’istituzione come la Cineteca Nazionale poteva acquisire.
MARIO CANALE CON PAOLO TAVIANI
Uomo di cinema totale, documentarista, regista, fotografo, era stato anche molto attivo nelle redazioni dei giornali satirici, “Il Male”, “Frigidaire”, “Zut”.
Avrebbe voluto, anzi, fare un documentario sugli anni del Male. Nato a Ferrara nel 1948, Mario Canale ha girato corti e documentari, insieme alla moglie, Annarosa Morri, quasi tutti dedicati a autori e attori del nostro cinema, con una pazienza infinita e con una capacità che davvero gli invidiamo in tanti, quella di non aver disperso nulla.
Tra i corti ricordiamo “Steadycam”, “Mosca la città parallela”, “Racconti dell’euro”. Tra i documentari, costruiti in gran parte con il materiale che aveva raccolto negli anni, ricordiamo “Marcello, una vita dolce”, 2006, “Marco Ferreri:
Il regista che venne dal futuro”, 2007, “Gillo – Le donne, i cavalier, l’armi, gli amori”, 2007, “Vittorio D.”, 2009, “Francesco Nuti… e vengo da lontano”, 2010, “Monicelli: La versione di Mario”, 2012, “La passione e l’utopia”, 2015, dedicato ai fratelli Taviani, “Armando Trovajoli: cent’anni di cinema”, 2018, “Era una volta a Roma”, 2022, “I magnifici 4 della risata”, 2023, girato insieme a Michele Anselmi, dove i quattro sono Roberto Benigni, Massimo Troisi, Francesco Nuti e Carlo Verdone, “Carlo Mazzacurati: Una certa idea di cinema”, 2024, girato assieme a Enzo Monteleone.
Leggo da Michele Anselmi che stava preparando uno dei due documentari su Galliano Juso in lavorazione in questi ultimi mesi. Grande amico di Galliano, aveva girati tanti backstage dei suoi film. Con Mario Canale se ne va una certa idea di cinema italiano nata proprio negli anni ’80 con quelli che erano chiamati “i nuovi comici”, un mondo ricco e innovativo che la nostra industria non è riuscita a riprodurre. Anche perché era legata a un momento particolare del cinema e della televisione italiana.


