zeudi araya

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA QUELLA CHE È FORSE STATA LA PRIMA STAR NERA DEL NOSTRO CINEMA, LA BELLISSIMA ZEUDI ARAYA, 75 ANNI, ERITREA, CHE EBBE AL CINEMA UN PICCOLO PERIODO D’ORO NEL GENERE ESOTICO EROTICO ANNI ’70 - DIVENTANDO LA MOGLIE DEL POTENTE PRODUTTORE FRANCO CRISTALDI, GIÀ SPOSATO CON CLAUDIA CARDINALE, RIUSCÌ A CENTELLINARE LE APPARIZIONI AL CINEMA, PER POI SMETTERE DEL TUTTO E REINVENTARSI PRODUTTRICE - QUALCHE ANNO FA RICORDANDO LA SUA CARRIERA HA DETTO “IN ITALIA ERO UNA STAR, IN ETIOPIA UNA VERGOGNA”, MA POI, ALLA FINE, È DIVENTATA “UN SIMBOLO”

Marco Giusti per Dagospia

 

zuedi araya 4

Se ne va quella che è forse stata la prima star nera del nostro cinema, la bellissima Zeudi Araya, 75 anni, eritrea, che ebbe al cinema un piccolo periodo d’oro nel genere esotico erotico anni ’70, “La ragazza dalla pelle di luna” di Luigi Scattini, “La peccatrice” di Pier Ludovico Pavoni, “La preda” di Domenico Paolella, e poi, diventando la moglie del potente produttore Franco Cristaldi, già sposato con Claudia Cardinale, riuscì a centellinare le apparizioni al cinema,

 

solo ruoli da protagonista accanto a comici nazionali come Paolo Villaggio, “Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure” di Sergio Corbucci, “Tesoromio” di Giulio Paradisi con Johnny Dorelli, Renato Pozzetto, Enrico Maria Salerno e Sandra Milo, per poi smettere del tutto e reinventarsi produttrice.

 

Nata a Decamerè nel 1951 da famiglia ricca, padre ambasciatore, vince giovanissima, 16 anni, ma ne dichiarò 18, il Concorso di Miss Etiopia, con tanto di premio, una corona, datole dal Negus, Hailé Selassié, ma vince anche una Mercedes bianca e un biglietto aereo per Roma. E Arriva a Roma.

zuedi araya 5

Tra mitologie dei cinematografari e cronache rosa romane, Zeudi Araya fa il suo ingresso nella capitale del cinema, come si diceva una volta, facendo un certo effetto nei primissimi anni ’70. E’ modella di Renato Guttuso. Lo racconta lei stessa a “Io donna”. “Con una mia amica romana, fidanzata di mio fratello che studiava Medicina a Roma, fui avvicinata in un ristorante da un signore. “Vorrei fare il suo ritratto, mi chiamo Renato Guttuso”. La mia amica lo conosceva di fama e mi fece segno di accettare. Mi fece dei ritratti bellissimi, divenni amica della sua famiglia”.

 

Poi si lega con il discutibile Antonio Battista, detto il “Mago di Arcella”, grande fan dell’Avellino calcio, anche se la storia finisce in tribunale visto che Zeudi Araya si è sentita non poco sfruttata, e lui si consolerà addirittura con Ajita Wilson, il più celebre trans nero del cinema italiano.

 

Diventa quindi la testimonial delle pubblicità del Caffè Tazza d’Oro, e si fidanza con il proprietario, l’ingegner Carlo Fiocchetto, che la vorrebbe sposare e avere figli con lei. Non finirà bene, e Fiocchetto si consolerà prima con Beryl Cunningham, poi con un’altra ragazza nera, tal Lou Gimma, da cui il titolo ultrarazzista del “Corriere d’Informazione”: “Un ingegnere lancia una negra dopo l’altra”.

 

franco cristaldi zeudi araya

Grazie al suo agente, Claudio Gigioli, la nota Luigi Scattini, regista e produttore di mondo movie e del comico “Amore primativo”. Le darà il ruolo della protagonista di “La ragazza dalla pelle di luna”, il suo primo film, diretto nel 1972 da Scattini alle Seychelles, un esotico erotico con la slava Beba Loncar, allora fidanzata di Galliano Juso, Ugo Pagliai e Giacomo Rossi Stuart, il padre di Kim. E’ il successo. Immediato.

 

Un anno dopo farà pure la serie di caroselli della Parmalat “Ritorno alla natura” diretti da Paolo Bianchini. L’idea è proprio quella di latte bianco - testimonial nera. Nei filmati la vediamo correre selvaggiamente.

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 Sulla falsariga del suo primo film, Zeudi ne gira altri cinque nei primi anni’70, non eccelsi, “La ragazza fuoristrada” sempre di Luigi Scattini, 1973, “Il corpo” di Luigi Scattini, 1974, con Enrico Maria Salerno, Leonard Mann, Carrol Baker, “La preda” di Domenico Paolella, 1974, con Renzo Montagnani, e “La peccatrice” di Pier Ludovico Pavoni, 1975, decisamente più mélo, con Franco Gasparri, Clara Calamai. I più significativi sono i primi di Scattini, ma “La preda” e “La peccatrice” mi sembrarono allora più interessanti, anche se il modello è il cinema esotico di prima della guerra.

 

Segno che i produttori e i registi italiani non sapevano che ruoli trovare per la bella Zeudi Araya. Fortuna vuole che incontri Franco Cristaldi, potente produttore della Vides, già sposato con Claudia Cardinale, che la metterà sotto contratto per tre film. Aveva fatto la stessa cosa con Lilli Carati, che ricordava il contratto di Cristaldi come un incubo.

 

Le cronache rosa parlano infatti da subito di nuova fiamma per Cristaldi (“Dalla Cardinale alla Venere Nera”), e di nuova fidanzata dopo la Carati. Legandosi a Cristaldi, Zeudi Araya diventa da subito la nuova signora Cristaldi. Mentre Claudia Cardinale può finalmente scappare con Pasquale Squitieri, che aveva avuto una storia, sosteneva, anche con Zeudi. “Ho conosciuto Franco Cristaldi all’inizio del 1975”, ha detto recentemente a “Io, donna”.

 

zeudi araya

“Andai con lui a Los Angeles a ritirare l’Oscar per Amarcord, che lui aveva prodotto. Fellini non venne, aveva paura di viaggiare. Avevo conosciuto Franco pochi mesi prima. Mi disse: Zeudi, tu mi porti fortuna. Era candidato come produttore anche per un altro film, Lacombe Lucien di Louis Malle”. A questo punto, è un fiorire di progetti di film che la vedono protagonista del nostro cinema.

 

Ecco “Faccetta nera” di Sergio Corbucci, storia di una ragazza eritrea dei tempi della guerra. Non si farà mai. Ecco “La Regina di Saba” con Peter O’Toole. Non si farà mai. Ecco “La notte che ballai col principe” di Franco Brusati con Robert Redford o Ryan O’Neal. Non si farà mai. Si farà invece “Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure” di Sergio Corbucci nel 1976 con Paolo Villaggio come novello Robinson e Zeudi novella Venerdì nell’isola deserta.

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E poi? Ancora un film con Sergio Corbucci, “Giallo napoletano” con Marcello Mastroianni e Peppino De Filippo, nel 1979. Si prova infine con la commedia sexy alla Sergio Martino. Si gira “Tesoromio”, diretto nel 1979 da Giulio Paradisi, poco adatto al genere, con Johnny Dorelli, Renato Pozzetto, Sandra Milo, Enrico Maria Salerno. La ritroveremo in altri due film, “I paladini: storia d'armi e d'amori” di Giacomo Battiato nel 1983 e “Il giorno prima” di Giuliano Montaldo nel 1987.

 

La storia cinematografica di Zeudi Araya finisce qui. Alla morte di Franco Cristaldi, nel 1992, divide la società e le proprietà del marito col primo e unico figlio, Massimiliano Cristaldi. Nel 1994 si sposerà con Massimo Spano, giovane regista, col quale avrà un figlio, Michelangelo. Produrrà nel 1995 anche un film di Spano, l’antimilitarista “Marciando nel buio” con Jean-Marc Barr, Massimo Dapporto, Thomas Kretschmann, scritto da Daria Lucca.

zeudi araya il corpo

 

Nel 2009 produce un documentario su Franco Cristaldi, “Franco Cristaldi e il suo cinema Paradiso”, sempre di Massimo Spano, poi un documentario coprodotto con Jacques Perrin, sul suo paese, “Eritrea, trent’anni di solitudine». Negli ultimi anni si è soprattutto spesa per il recupero dei film di Cristaldi, i restauri in 4K. Qualche anno fa ricordando la sua carriera ha ricordato “In Italia era una star, in Etiopia una vergogna”, ma poi, alla fine, è diventata “un simbolo”. 

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