PARRUCCHINO STRACULT! - IL GATTO MORTO CHE SANDRO MAYER SI È APPICCICATO IN TESTA È L’UNICO BRIVIDO DEL NOIOSO “BALLANDO CON LE STELLE”…

Luigi Galella per "Il Fatto Quotidiano"

È inutile girarci troppo intorno: il vero evento a Ballando con le stelle (RaiUno, sabato, 21.10) è la capigliatura di Sandro Mayer, che ne intenerisce il volto e il collo rugosi, rendendone la figura simile a quella del bradipo Sid de L'era glaciale.

In sintonia con altri più celebrati rivestimenti cranici, lì dove c'era una lucida pelata, appare miracolosamente la testa di un mocio, un pallido gatto morto, una parvenza di chioma color biondo cenere. Malfatta, come se il giornalista avesse deliberatamente scelto la soluzione più appariscente, al punto che molti alla prima puntata pensavano si trattasse di uno scherzo. Nel corso della settimana l'argomento è stato trending topic su Twitter: facendo il paio in questo con la trendingtopicità di Radio Belva - che molto racconta dell'uno e dell'altra - talk di Rete4, nato e defunto nello spazio di una serata.

Per stemperare con l'autoironia l'azzardo estetico del settantatreenne direttore di Dipiù, facendo schermo al dileggio, molti della giuria e perfino il cagnolino di Carolyn Smith, si sono presentati alla seconda puntata rivestiti di parrucchino, come a dire: "Siamo tutti Sandro Mayer". La soluzione tricologica serve almeno a far slittare l'interesse dalla sala alla giuria, moltiplicando opportunamente i sipari e spostando l'attenzione da quello principale, che risente della stanchezza della nona edizione e dei colpi inferti dai rivali di Italia's Got Talent, il cui share sabato, 30.05%, è di circa nove punti sopra a Ballando.

Lo show è condotto come di consueto da Milly Carlucci: impeccabile, istituzionale, professionale, dal tono di voce costante, dal ritmo incalzante ma uniforme, di cui è impossibile parlar male o parlar bene; di cui è proprio difficile parlare, perché corpo, voce e immagine, plasmati nel tempo, non offrono alcun appiglio e dopo 37 anni dal debutto a L'altra domenica di Renzo Arbore, si presentano identici a se stessi. L'unica deformità della Carlucci, motivo per cui non sarà mai trending topic - e che per una volta almeno sarebbe bello vedere all'opera a braccio, senza copione, liberata dall'oppressivo format di se stessa proprio la sua insostenibile assenza di mostruosità, tanto che ci si chiede, infine, che cosa ci faccia in tv.

Le performance coreografiche più votate quest'anno sono quelle di Anna Oxa, ispirata e molto dentro la parte nel paso doble della seconda puntata, in compagnia di Samuel Peron; il personaggio più ammirato e discusso è invece Lea T., figlia di Toninho Cerezo, modella fra le più pagate al mondo, nata Leandro e divenuta Lea, per scelta consapevole e sofferta, dopo i 25 anni.

L'ex centrocampista brasiliano della Roma ha tardivamente accettato il cambiamento di sesso della figlia, ma ora si dice orgoglioso del suo coraggio, invitando tutti a essere tolleranti verso la diversità. E c'è perfino chi nella giuria, da autentico gaffeur griffato, lo stilista Guilliermo Mariotto, pensando d'essere gentile e progressista e non sapendo come meglio esternare entusiasmo e partecipazione alla scelta di Lea e alla sua eleganza, le ha rivolto un complimento non richiesto, che incensa lei offuscando tutte le altre in gara: "È la più femminile fra tutte".

 

 

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