montserrat caballe' freddie mercury

OH, OH, CABALLE’ – PAOLO ISOTTA IN LODE DELL’ULTIMA DIVA DELLA LIRICA CHE LASCIAVA IL PALCO SE IL DIRETTORE SBAGLIAVA QUALCOSA: "NON SI È DETTO CH'ELLA È UNA BENEMERITA DELLA CIVILTÀ ITALIANA PER AVER MERAVIGLIOSAMENTE INTERPRETATO LE OPERE PIÙ NOTE DEI NOSTRI MAESTRI, VERDI E PUCCINI. POVERA, GRANDE MONTSERRAT COSTRETTA A DIFENDERSI DA CRETINI E RECCHIE LIRICHE CHE LA RICORDANO PER AVER FATTO UN CONCERTO-MARCHETTA CON FREDDIE MERCURY" - VIDEO

 

PAOLO ISOTTA per Libero Quotidiano

 

 

montserrat caballe'

La scomparsa di un' altissima artista quale Montserrat Caballé è stata commentata dai mezzi di comunicazione in modo incongruo e ridicolo. Si è parlato di una "Diva" specialista di acrobazie vocali, invece che di una profonda musicista che aveva posto la sua angelica voce a disposizione della musica per servirle. Non si è detto ch' ella è una benemerita della civiltà italiana per essersi tutta la vita spesa alla rinascita di capolavori negletti di tale nostra civiltà, di Salieri, Cherubini, Spontini, Rossini, Bellini, Donizetti, e per aver meravigliosamente interpretato le opere più note dei nostri Maestri, Verdi e Puccini, oltre costoro, alla testa.

 

paolo isotta

Il suo merito principale sarebbe stato un fatto che ho appreso in quest' occasione: verrà ricordata per aver fatto un concerto con Freddie Mercury. Il titolo di onore ascrittole è dunque una marchetta. Povera, grande Montserrat, costretta a difendersi dall' Ade dalla congiunzione fatale non di Giove e Saturno, alla quale Don Ferrante attribuiva l' origine della peste di Milano, ma dei cretini e delle recchie liriche, una categoria importuna e tuttora prospera!

 

I miei primi ricordi di lei risalgono ai miei diciannove anni. Nell' aprile del 1970 la Caballé piazzò un quasi unico ambo: alla Rai di Roma partecipò alla memorabile esecuzione dell' Agnes von Hohenstaufen di Spontini ch' è l' incunabolo di tutta l' Opera romantica tedesca; e subito dopo, alla Rai di Torino, a quella de La donna del lago di Rossini, ove il genio pesarese s' impadronisce del romanticismo lacustre di Walter Scott, alla freschissima moda, e lo ricrea con il suo spirito classico. Si rimaneva in estasi sia quando ella cantava l' invocazione severa dovuta al marchigiano direttore della musica del re di Prussia, sia quando con gli accenti più lusinghieri intonava la barcarola O mattutini albori dell' altro sommo marchigiano.

 

montserrat caballe' sophia loren

A proposito di Marche, a me pare che Spontini abbia qualcosa dell' ethos drammatico e severo di Federico Barocci, laddove Rossini incarni il Classico nella sua massima espressione, e sia il Raffaello della musica. Il capolavoro di Spontini venne eseguito in una pessima traduzione italiana invece che nella autentica lingua; Riccardo Muti, che, guidato da Siciliani, la diresse meravigliosamente, non ha mai pensato, né alla Scala né all' Opera di Roma né altrove, di farla allestire per intero e in tedesco; solo se s' impegnasse lui, con la sua autorità, qualche teatro avrebbe il coraggio di fare una cosa di cultura; ma oggi egli non ama più la musica e vivacchia; i teatri, peraltro, abbandonati al repertorio stantio eseguito vergognosamente e alle masturbazioni dei pessimi registi, andrebbero tutti chiusi.

Giacomo Puccini

 

Ambo le manifestazioni erano state organizzate da Francesco Siciliani, il più grande direttore artistico del Novecento. Aveva scoperto lui la Caballé facendole un' audizione durante la sua prima direzione alla Scala. Oggi Montserrat, se tornasse a nascere, dovrebbe, per cantare in Italia, chiedere il permesso ai boss che comandano, altrimenti nessun soprintendente la farebbe nemmeno entrare in teatro.

 

Ella aveva il culto dell' amicizia e della gratitudine. Nel 1987 interpretò al San Carlo di Napoli la Semiramide di Rossini, nella bellissima regia di Antonio Calenda. Sul podio Alessandro, il figlio del maestro Siciliani. Purtroppo alle prove egli non riusciva a tenere insieme palcoscenico e orchestra; e si era giunti a un punto morto. La Diva si affaccia dal boccascena e si rivolge all' orchestra: «Signori, Montserrat si è fatta vecchia: dovete avere tanta pazienza! Per piacere, cercate di seguirla!». Con tale colpo di genio, salvò il figlio dell' amico.

 

montserrat caballe'

A lei è legato il ricordo di una delle cose che più mi hanno fatto nella vita vergognare. Nel 1974 interpretò l' Elisabetta regina d' Inghilterra di Rossini al teatro di Orange, di epoca augustea, splendore in quella Provenza restata per sempre profondamente latina. Forse non era molto preparata, forse era stanca, e la rappresentazione era all' aperto. Il bravissimo maestro Gianfranco Masini pose tutta la sua abilità nel "recuperarla". Lo accusai di essersi posto al suo servizio. Mi giunse una lettera dolente e cortese: «Lei mi ha profondamente mortificato». Mi sentii un verme. Riuscii a chiedergli scusa solo un anno dopo, presentandomi nel suo camerino a Trieste, al termine di una recita. Diventammo amici; ma tale artista coscienzioso e preparato se ne andò prima del tempo. Ne avessimo!

 

GIUSEPPE VERDI FOTO D EPOCA

Quest' altro episodio, del 1980, mi è stato raccontato da un grande direttore d' orchestra, Elio Boncompagni.

 

SPARTITO GIUSEPPE VERDI

Era allora a capo del San Carlo; desiderava far eseguire da lei la Sancia di Castiglia, un' altra delle Opere dimenticate di Donizetti: il quale, dopo Rossini, aveva diretto il più bel teatro del mondo. Ella gli diede appuntamento a Londra per discuterne; cantava Un ballo in maschera al Covent Garden.

Giacomo Puccini

 

Sul podio Bernard Haitink, un maestro che non ha rivali in Bruckner, Mahler, Sciostakovic, ma non ha le doti tecniche né l' attitudine mentale per la ben più difficile musica italiana. A metà recita la Caballè esce improvvisamente di scena. Il soprintendente dà l' annuncio di un «piccolo malore», la recita sarebbe a breve ripresa. Alla fine, in camerino, Boncompagni le chiede: «Come stai?» «Benissimo», fu la risposta. «Ma mi ero spazientita. Ti pare che quello là capisca qualcosa di Verdi?». Poi Elio abbandonò il San Carlo; e la Caballé non volle più cantare la Sancia. «Con un altro direttore non m' interessa».

 

Dunque, senza Montserrat siamo davvero più soli: abbiamo perduto una somma artista e un grande carattere, una grande donna.

montserrat caballe' freddie mercury

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…