orlando portento grillo

“NON CREDETE A NIENTE DI QUELLO CHE DICE GRILLO. SENTE CHE STA CROLLANDO TUTTO” – IL "RE DELLE CAMMELLATE" ORLANDO PORTENTO PARLA DEL VIDEO DELL’AMICO BEPPE IN DIFESA DEL FIGLIO INDAGATO PER STUPRO: "GRILLO NON È ADDOLORATO, È INCAZZATO. LOTTA PER IL POTERE, NON PER IL FIGLIO. SOSPETTO ANCHE IO CHE IL CAMBIO DI PASSO POLITICO ABBIA DATO UNA NUOVA ROTTA ANCHE ALL’INCHIESTA E LUI SI È SENTITO SMARRITO. A QUEL PUNTO…"  - VIDEO

 

Antonio Di Francesco per “La Verità”

 

orlando portento

«Giuse sente che sta crollando tutto, sta cercando disperatamente di prendere dei mattoni e metterli di nuovo uno sopra all’altro, ma non ha più il cemento per farlo. Non dovete credere a niente di quello che dice».

 

La vecchia compagnia di Piazza San Martinez, nel quartiere genovese di San Fruttuoso, non si fida del «Grillo Furioso», l’invettiva pubblicata dal fondatore del Movimento 5 Stelle in difesa del figlio Ciro, indagato per violenza sessuale di gruppo insieme ad altre tre persone. La violenza delle parole pronunciate nel video non impressiona particolarmente chi di Grillo conosce le diverse sfaccettature, come Orlando Portento, che ne è stato ispiratore e che ha condiviso con lui la prima parte della carriera.

orlando portento

 

Orlando Portento, l’intemerata contro la magistratura ha creato non poco imbarazzo tra le fila dei cinque stelle, soprattutto nei parlamentari più vicini a Beppe Grillo. Perché non c’è da fidarsi, secondo lei?

«Sono l’unico a non essersi lasciato impressionare dalla violenza di quelle immagini: Giuse, come lo chiamavamo nella nostra compagnia, è così. Dopo anni in cui si è sentito un padreterno, è uscito fuori l’altro lato di sé».

 

Di quale lato parla?

«Io la chiamo la parte degli ortotteri».

 

orlando portento e beppe grillo

Cioè? Che cosa intende?

«Ha reagito così perché dentro di sé ha tanti grilli. Tutti sono rimasti scioccati, per me nulla di nuovo. Grillo è così: quando si mette i caschi in testa, per esempio, vi prende tutti per il culo. Noi ci poniamo sempre questa domanda: come è possibile che sia arrivato a parlare con Mario Draghi? Proprio lui che per noi era la belina, di fatto il presuntuoso, l’arrogante della compagnia. Fin quando lo prenderete sul serio, si divertirà a prendervi in giro».

 

Sta dicendo che ritiene quel video una sorta di messa in scena?

beppe grillo

«Noi lo conosciamo cento volte meglio di tutti gli opinionisti, i parlamentari che hanno detto la loro in queste ultime due settimane. Che cosa ne sanno di Grillo tutti quei deputati e senatori che in questi anni sono stati soggiogati da lui? Che cosa ne sa Alessandro Di Battista, che dice di conoscerlo bene e di capire il dolore che prova? Ho scritto e ribadisco quello che penso, cioè che Grillo sia un impostore, nato e cresciuto da impostore. I grillini sono degli impostori in buona fede. Anni fa li ho ribattezzati “sonnambuli”».

orlando portento angela cavagna

 

La sua è una accusa forte, perché la sta facendo?

«Grillo ha la forza di condizionare le menti di tutte queste persone, che gli devono molto. Del resto, stiamo parlando di miracolati catapultati in Parlamento: avvocati che facevano cause per poche lire sono finiti a occupare le poltrone dei ministeri. Ora che è uscito con questo video, tutti hanno gli incubi. Ogni notte penseranno: “Cosa devo dire?”. A mio giudizio, sono disperati».

 

Crede nell’ipotesi che Grillo abbia deciso di realizzare quel video spinto dal dolore che prova come padre?

«Mi dispiace, ma non ci credo. Non è vero nulla».

 

Perché?

«La storia del dolore per il figlio, per lui, è un alibi di ferro. La realtà è che il dolore non c’entra nulla questa volta».

 

Che cos’è allora, secondo lei?

orlando portento due quori e una cavagna

«Lui non è addolorato, è incazzato. Voi confondete il dolore con la rabbia. Di fronte a quelle sue parole, c’è chi si è lasciato impietosire dall’immagine paterna. Lui è arrabbiato perché è crollata la sua potenza. Si trova perduto, non può più alzare il telefono e chiamare il Presidente del Consiglio o il ministro della Giustizia, perché il vento è cambiato».

 

Il potere gli ha giocato un brutto scherzo?

«Credo si sia montato la testa, ergendosi a padreterno. Lui si sentiva l’uomo intoccabile, ricercato da tutti. Riceveva telefonate tutti i giorni e “ingrassava”. Solo con le telefonate, chiaramente, dal momento che non mangia perché preferisce non spendere, come è noto a tutti. Si nutriva e si nutre di questa adulazione, ma non si abbuffa più come prima. Sospetto anche io, come altri, che il cambio di passo politico abbia dato una nuova rotta anche all’inchiesta e lui si è sentito smarrito. A quel punto, ha tentato l’inconcepibile».

orlando portento

 

L’inconcepibile? Si tratta uno degli aneddoti che lei racconta nel suo primo libro, “Due Quori e una Cavagna” (Ed. Pathos)?

«Da giovani usavamo questo termine per parlare delle imprese impossibili. Del ragazzo che, pur non essendo un adone, faceva la corte alle signorine bellissime. “Belin, tenta l’inconcepibile”, commentavamo nel nostro dialetto genovese. Ecco, Grillo ha tentato l’inconcepibile e non ce l’ha fatta».

 

Lo ritiene un suicidio politico il suo?

«Sì, anche se preferisco usare altri termini. Grillo ha provato, ma gli è andata male. Chissà come sono le sue notti, la rabbia starà aumentando sempre di più. Lo ripeto: non il dolore, ma la rabbia. Se un domani arriverà il rinvio a giudizio per i quattro ragazzi, non so cosa potrà inventarsi. L’arrabbiatura arriverà a un livello massimo. Attendetevi qualcosa di eclatante, magari arriverà a incatenarsi, chissà. Un nuovo coup de théâtre, insomma, che stupirà solo voi, non chi lo conosce bene».

orlando portento

 

Tra i due figli, quello naturale e quello politico, Grillo non ha avuto dubbi sulla posizione da prendere. Lei lo ha accusato di voler approfittare della situazione per ragioni economiche. Perché?

«Beppe Grillo non è mai stato un padre. La domanda è: ha mai cambiato un pannolino ai figli? Lui non se ne rende ancora conto, ma ha sempre pensato solo ai soldi. È la sua cancrena. A Genova si dice “braccino corto”. Lui il braccio non ce l’ha proprio, è mutilato. Bisogna parlare con i figli, se sei un padre ti sacrifichi.

 

Non pensi solo ai soldi. Io e lui abbiamo vissuto delle avventure, abbiamo combinato delle marachelle, ma non siamo mai andati oltre. Avrebbe dovuto parlare di più con i figli, per insegnare loro a divertirsi come facevamo noi. Tra di noi, non c’erano bottiglie di vodka né fotografie. Anche se quella notte in Sardegna c’è stato consenso, come sostengono i 4 giovani, a me la situazioni fa ugualmente schifo».

orlando portento e angela cavagna

 

In poco più di un minuto, Grillo ha fatto a pezzi alcuni totem che hanno guidato il Movimento 5 Stelle in tutti questi anni, come il rigore morale e la fiducia a ogni costo nella giustizia. Che cosa ne pensa della svolta del re del «vaffa», che sulla gogna ha costruito buona parte del successo politico?

«A Genova ci sono i portentiani e i grilliani. Noi portentiani sappiamo che Beppe Grillo della politica se n'è sempre fregato. Era una specie di ibrido, non gli è mai interessato nulla».

 

Come si spiegano queste sue contraddizioni?

«Non mi meravigliano. Quando Grillo ha fondato la sua creatura, si contraddiceva già. Una volta erano favorevoli a certi tipi di battaglie, poi mollate per pura convenienza politica e personale. Non ci ho mai creduto fino in fondo. Non è possibile farlo quando di mezzo c’è Grillo, che reputa tutti delle beline, dei superficiali».

 

Come spiega il successo del Movimento 5 Stelle, allora? Dopo tutto, restano il primo partito in Parlamento.

orlando portento 5

«Non è la prima volta che in Italia si vota con la pancia, per protesta. È già successo altre volte, con i radicali per esempio. Ci sono periodi in cui gli italiani sfogano le loro incazzature attraverso le urne. Ora quel mondo si sta sgretolando. Quattro anni fa pensavo che i grillini si sarebbero presto dimezzati. In Italia le proteste non sono mai andate oltre i 3 anni, questa volta è durata di più, ma non credo abbia futuro». 

 

Tuttavia, l’«inconcepibile» è riuscito. Almeno in quel caso.

«Grazie a quel genio di Gianroberto Casaleggio. Beppe ha avuto delle combinazioni mostruose nella vita, tutte favorevoli. Come si dice, meglio fortunati che ricchi».

 

Solo fortuna? O c’è di più?

orlando portento 4

«Grillo era in una fase discendente della carriera, era crollato come cabarettista e la sua esperienza nel mondo del cinema non aveva portato i risultati sperati. Poi ha trovato Casaleggio e si è buttato in politica. Andava nei teatri a rompere i computer e tutti sono caduti nella sua trappola».

 

Per quale motivo parla di trappola?

«Ha capito che in quel modo avrebbe guadagnato le “palanche”. Insieme a Casaleggio, sono riusciti a intercettare il momento e a incanalare la protesta. Ha trovato la sua fonte di guadagno quadrupla. Non è vero che voleva cambiare il mondo con il “vaffa”.  Quando usava i salvagenti in mezzo alle piazze, sapeva già tutto: vi sto imbarcando.

beppe grillo the father by gianboy

 

Dentro di sé deve aver pensato: “Io ci guadagno dieci, venti volte di più”. Nessuno lo ha mai più controllato perché era lanciato verso le stelle. Lui si sentiva lanciato verso le stelle. Ora delle stelle è rimasta solo la polvere. O meglio, polvere di stracci».

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